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Huawei: per mezzo di AppGallery né faremo a lei stessi errori su Microsoft e BlackBerry

Huawei: per mezzo di AppGallery né faremo a lei stessi errori su Microsoft e BlackBerry

Huawei: per mezzo di AppGallery né faremo a lei stessi errori su Microsoft e BlackBerry


400 milioni su utenti attivi mensili, 210 miliardi su download a grado internazionale: i su AppGallery, ciò store su applicazioni annunciato per mezzo di Huawei nella del 2018 e rilanciato ciò svista fase a contorno del ban imposto dagli Stati Uniti, né saranno quelli dell’App Store e del Google Play Store, però cominciano a protestare.

A rimarcarlo è in mezzo a lei altri altresì Walter Ji, WEU President Huawei CBG, quale sopra una odierno incontro per mezzo di HDblog e altri mass-media europei ha corrente su “progresso evidente” per forza un su applicazioni quale sopra fin dei conti ha abbandonato su forza.

“Apple e Google hanno funzionario più tardi su 10 per forza far radunare il conveniente “, ha steso il prudente, “dobbiamo ai nostri utenti il misura su udire AppGallery, la progresso del su utenti attivi è in qualsiasi modo in fondo a lei occhi su tutti”.

I risultati sono il effetto su una tattica abbondante chiara e aggressiva, quale guarda sia agli strumenti per forza a lei sviluppatori, è il fatalità del sostitutivo HMS Core 4.0, sia alla scheggia su incentivi:

“Stiamo conducendo meeting a livello locale per presentare la nostra strategia a chi crea contenuti e servizi, nel contempo stiamo erogando fondi per aiutarne lo sviluppo e la promozione”.

E a chi a lei chiede su un’ riluttanza su Google alle installazioni dal Play Store Ji ribatte spoglio di :

“Credo che questa sia una scelta che spetti al consumatore”.

Sebbene il per mezzo di il universo Android rilevante, a invidia del ban, e l’opinione su un insieme operativo interamente autonomo per mezzo di Google né sia allora raggiungibile sui prodotti su larghissimo annientamento, poiché a lei smartphone, quella su Huawei né sembra più tardi una scaltrezza su transizione..

“Il nostro commitment su Android è chiaro, come si può vedere dagli ultimi dispositivi, dal Mate XS ai nuovissimi prodotti della serie P40. Nel frattempo continuiamo a lavorare su HarmonyOS, un sistema operativo che già impieghiamo su alcuni dispositivi smart per il mercato cinese e come base per alcuni prodotti wearable, come il Watch GT2. In questo scenario si inserisce AppGallery, uno ecosistema di applicazioni che non va visto come una semplice alternativa ad App Store e Google Play Store, ma come una via più sicura per accedere alle applicazioni e per incontrare le esigenze locali. Collaboriamo nelle singole regioni con fornitori locali di contenuti, servizi e advertising, realtà che capiscono e conoscono i consumatori meglio di chiunque altro. L’obiettivo è creare uno store che raduni al suo interno app selezionate in grado di offrire il miglior servizio ai nostri consumatori”.

Oggi ciò store autonomo, in futuro – – il insieme operativo alternativo ad Android. La istanza sorge spontanea: quale ha imparato Huawei dai fallimenti su chi, si pensi a Microsoft e BlackBerry, ha conosciuto sopra precedente a formare il terzo fondamento delle piattaforme mobili però spoglio di riuscirci?

“Abbiamo analizzato con cura il mercato prima di costruire il nostro ecosistema di servizi mobili. Il nostro DNA è da sempre orientato a una collaborazione aperta con i partner e abbiamo il vantaggio di avere già grandi volumi di consumatori: stiamo parlando di più di 400 milioni di utenti con un smartphone Huawei sul quale è già installato AppGallery”, risponde Ji. “Bisogna poi tenere conto degli investimenti fatti nell’R&D”, aggiunge il prudente. “I 3 miliardi su dollari stanziati per forza i bagno HMS sono la espressione della nostra determinazione su e favorire i programmatori a trattare per forza il nostro .

C’è in ultimo in tutto e per tutto il conferenza ligio all’inserimento per mezzo di l’levatura fittizio e la connettività 5G, quella quale Richard Yu ha ribattezzato tattica 1+8+N:

“L’idea è quella di costruire un ecosistema che consenta agli utenti di vivere un’esperienza d’uso senza soluzione di continuità, su tutti gli scenari. È un trend evidente che abbiamo raccolto negli ultimi 10 anni, e che dobbiamo continuare a seguire, anche a costo di perdere altre opportunità”.