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Elezioni 2018: analisi delle conversazioni e interazioni in rete

Elezioni 2018: analisi delle conversazioni e interazioni in rete

A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento, ho svolto un’analisi con gli strumenti di intelligence di Blogmeter per comprendere quali sono state conversazioni degli italiani in rete e scoprire i leader più capaci di coinvolgere gli abitanti della rete.
I “big data” raccolti, da gennaio al 28 febbraio, sono stati oltre 64 milioni, composti da 13 milioni di messaggi su social network, blog, forum, siti che hanno generato 51 milioni di interazioni social (like, retweet, commenti, condivisioni). Per avere un’idea di quanto la rete sia diventata rilevante anche per la formazione dell’opinione pubblica, si pensi che si tratta più del doppio dei volumi registrati prima delle elezioni del 2013.

ANALISI DELLE CONVERSAZIONI
Il luogo che ha generato più conversazioni e interazioni è stato Facebook, da cui sono stati raccolti il 58% dei messaggi e il 91% delle interazioni. Segue Twitter, protagonista nel 2013, per numero di messaggi ospitati (il 37%), mentre Instagram è al secondo posto per interazioni suscitate.

Gli argomenti che hanno acceso il maggior numero di discussioni online sono stati i fatti di cronaca, amplificati dai mass media e cavalcati dai politici.. Nell’ordine la mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, i fatti sanguinosi di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione di FanPage.

Il politico che ha ricevuto più citazioni è stato Matteo Salvini che, nell’ultimo mese, ha raccolto il 32% delle conversazioni, seguito da Luigi di Maio al 22% e Matteo Renzi al 19%. Silvio Berlusconi, che nel 2013 era il più discusso, oggi si trova al quarto posto con il 17%, mentre Giorgia Meloni è al 8% e Grasso al 2%.
Ma se consideriamo gli autori unici (cioè contiamo solo una volta chi scrive anche se pubblica centinaia di messaggi) emerge che Salvini rimane il più citato (27%), ma al secondo posto c’è Renzi (19%), Berlusconi (17,5%) e solo dopo Di Maio (16,7%).

I partiti più citati sono stati il Movimento 5 Stelle (26%), il PD (25%), la Lega (13,5%), Forza Italia (12%), Fratelli d’Italia (8,5%), Liberi e Uguali (8,4%), +Europa (4,3%).
Anche qui considerando gli autori unici lo scenario cambia: primo è il PD (26,8%), poi M5S (20,9%), Forza Italia (13,8%), Lega (12,7%), Liberi e Uguali (10,7%), Fratelli d’Italia (7,7%), +Europa (4,9%).

elezioni2018 partiti più citati online

Questo rivela che sia il Movimento 5 Stelle che la Lega hanno degli attivisti che scrivono tanto online, ma che numericamente non sono superiori a quelli del Partito Democratico.

I partiti che sono stati più capaci di stimolare like, commenti, retweet, condivisioni sono stati il Movimento 5 Stelle (39,8% di tutte le interazioni), il PD (15%), la Lega (14,7%), Fratelli d’Italia (10,3%), Forza Italia (8,9%), +Europa (6,4%), LeU (3,3%).

elezioni 2018 partiti con più interazioni online

ANALISI DEI POLITICI SUI SOCIAL
Passando ad analizzare le performance dei politici sui social media (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) nell’ultimo mese, emerge che il leader della Lega è quello che ha suscitato più interazioni: oltre 4,6 milioni. Lo segue il capo politico del M5S con 3,7 milioni, la leader di Fratelli D’Italia 1,6 milioni. Renzi si ferma sotto il milione segno che, pur avendo conquistato in questi anni il maggior numero di sostenitori (anche se sbilanciati su Twitter), ora non riesce a stimolarli adeguatamente.

Ma quali sono stati i temi più trattati dai politici sui social? L’immigrazione è stato l’argomento predominante nei post di Salvini, Meloni e, con toni diversi, di Emma Bonino che, ovviamente si è occupata anche di Europa. Di Maio invece è stato molto sbilanciato su quello dei costi della politica. Più variegati i post di Renzi (lavoro e immigrazione in primis), Berlusconi (tasse, lavoro, immigrazione) e Grasso (lavoro, ambiente, immigrazione).

Il messaggio che ha stimolato più interazioni durante questa campagna elettorale è stato quello col quale Luigi Di Maio su Facebook ha consentito la verifica dei suoi bonifici da parte de Le Iene. Un post da guinness dei primati perché rappresenta il messaggio politico con più reazioni di sempre: circa 300 mila, soprattutto di apprezzamento da parte dei fan.
I post più commentati sono i Facebook Live, una novità di cui si è fatto grande uso in questa campagna elettorale: a febbraio quello del comizio di Matteo Salvini a Milano con oltre 43.000 i commenti e 1,7 milioni di visualizzazioni.

Scorrendo la lista dei messaggi più engaging si nota che si tratta di quelli che i politici usano per “accendere” le emozioni del proprio elettorato (le dirette dei comizi e i fatti di cronaca) più che dati e programmi.
In definitiva questa volta abbiamo assistito ad una campagna elettorale in cui ai social media, sperimentati nel 2013, è stato riconosciuto un ruolo ben definito, seppur riduttivo: essere il canale per i messaggi rivolti a quella parte di popolazione che usa soprattutto la rete, meno permeabile dalla comunicazione di tv e stampa. Abbiamo assistito ad una crescita del livello di competenza social (live, meme contro gli avversari, foto acchiappa-reazioni, social adv), ma è prevalso un uso meramente tattico degli stessi, neanche minimamente rivolto all’ascolto e al coinvolgimento attivo degli elettori.

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