COVID-19, l'app tedesca parte forte; intanto l'UE spinge per l'interoperabilit | Web Agency Brescia
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COVID-19, l’app tedesca parte forte; intanto l’UE spinge per l’interoperabilit

COVID-19, l'app tedesca parte forte; intanto l'UE spinge per l'interoperabilit

COVID-19, l’app tedesca parte forte; intanto l’UE spinge per l’interoperabilit


Corona-Warn-App, l’app tedesca per le notifiche di esposizione al coronavirus SARS-CoV-2, è arrivata su Play Store e App Store – un po’ in ritardo rispetto alla nostra Immuni, ma con un successo maggiore in termini di numeri assoluti: i download sono stati 6,5 milioni nelle prime 24 ore. Secondo le ultime cifre, Immuni ha raggiunto quota 2,78 milioni.

Corona-Warn-App è stata sviluppata dalla software house locale SAP in partnership con Deutsche Telekom. L’amministratore delegato di SAP Christian Klein ha parlato di un grande successo, perché si adatta bene ai grandi numeri, è facile da usare e aiuta la società. Come Immuni, si basa sulle API sviluppate congiuntamente da Google e Apple: di fatto le varie app sono semplicemente dei “vestiti” per lo stesso servizio: il sistema, ricordiamo, funziona scambiando codici identificativi anonimizzati attraverso il Bluetooth LE: lo scambio avviene quando due smartphone rimangono nelle vicinanze reciproche per alcuni minuti. Non vengono registrati dati personali, né relativi alla posizione (il Play Store Google dice che l’app ha accesso alla localizzazione, ma è un problema di forma e catalogazione dei permessi di Android: tecnicamente anche questi “segnali” via BLE vengono considerati come localizzazione, ma il GPS non viene mai inizializzato).

La Germania, che conta circa 84 milioni di abitanti (l’Italia 60) è uno dei casi di partenza più forte per app di questo tipo; altri Paesi hanno avuto meno fortuna – in Francia i download rappresentano appena il 2% della popolazione. Come abbiamo detto in precedenza, si teorizza che per risultare efficaci queste app debbano essere installate dalla maggioranza delle persone – la percentuale precisa varia da uno studio all’altro, ma diciamo che in generale si concorda che “più si è, meglio è”. In alcuni Paesi, come Singapore, l’iniziativa è stata giudicata un insuccesso, visto che ha raggiunto solo il 20-25% della popolazione.

L’app ufficiale norvegese, invece, è stata bloccata dal garante della privacy locale proprio in questi giorni: Smittestopp, che non opera usando il framework di Google, è molto più aggressiva con la raccolta di dati personali – include anche la posizione GPS, per esempio. Anche in questo caso, comunque, i numeri sono scarsi: i download ammontano a circa 1,6 milioni (dati aggiornati a inizio giugno), a fronte di una popolazione di circa 5,3 milioni: è una cifra soddisfacente, in proporzione, ma si meno della metà di questi 1,6 milioni la stiano usando attivamente e regolarmente per condividere dati.

Intanto, l’Europa valuta un modo per rendere più organico e omogeneo il funzionamento delle notifiche di esposizione in tutto il proprio territorio; è un aspetto importante all’avvicinarsi del periodo di vacanze estive. L’obiettivo principale dell’UE è che le app dei vari Paesi siano in grado di comunicare l’una con l’altra – banalmente: gli italiani devono poter ricevere la notifica di esposizione se un turista tedesco è risultato infetto, anche se gli uni usano Immuni e l’altro usa Corona-Warn-App. L’accordo a livello istituzionale c’è (QUI il PDF con tutte le specifiche tecniche), ora naturalmente va implementato.

Credits Immagine Apertura: Pixabay

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