Apple: scontri interni sul visore AR/VR secondo Bloomberg | Web Agency Brescia
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Apple: scontri interni sul visore AR/VR secondo Bloomberg

Apple: scontri interni sul visore AR/VR secondo Bloomberg

Apple: scontri interni sul visore AR/VR secondo Bloomberg


Lo stesso visore, ma visioni diverse. Secondo la ricostruzione di Mark Gurman di Bloomberg, lo sviluppo del visore AR e VR di Apple sarebbe stato travagliato, e molto presto si è trovato a un bivio. Prima, però, una precisazione: quando parliamo di “visore”, parliamo del progetto N301, e quindi non degli Apple Glass – progetto N421 – che sono un prodotto diverso, con diverse applicazioni, ed esteticamente molto vicini ad occhiali da sole (secondo gli ultimi rumor dovremmo vederli alla fine dell’anno o all’inizio del 2021).

A capo del team di 1.000 persone incaricato dello sviluppo del visore per la realtà aumentata e virtuale c’è Mike Rockwell, che inizialmente ha fatto prendere al progetto un piega molto ambiziosa: la tecnologia da implementare era talmente avanzata da non poter essere, però, integrata in un dispositivo portatile. E non solo perché il design ne avrebbe risentito, ma soprattutto per problemi legati alla dissipazione del calore: aspetto che per un dispositivo destinato ad essere indossato sul viso riveste un ruolo centrale. Per questa ragione la squadra di Rockwell ha sviluppato congiuntamente un hub , dalle sembianze di un piccolo Mac, cui il dispositivo sarebbe stato connesso. In questo modo l’hardware montato sul visore vero e proprio si sarebbe potuto ridurre all’essenziale, con ovvi benefici in termini di estetica, peso, ergonomia, dissipazione del calore. Il grosso del lavoro sarebbe stato svolto proprio dall’hub, e poi comunicato al visore tramite un segnale wireless. Il visore sarebbe comunque stato in grado di funzionare autonomamente, ma disponendo di un numero ridotto di possibilità.

L’idea però non è piaciuta a Jony Ive, ex responsabile del design di Apple, che l’ha bocciata: il visore non avrebbe dovuto avere la necessità di appoggiarsi a nessun terminale esterno per funzionare. La richiesta per Rockwell e il suo team è stata di ripensare l’hardware al ribasso, in modo da poter integrare tutto all’interno del visore. Rockwell però non l’avrebbe presa bene, perché convinto che rinunciare alle prestazioni previste in origine avrebbe impedito al prodotto di incidere sul mercato. La tensione si è protratta nei mesi, e si è generato uno stallo che ha costretto infine il CEO Tim Cook a prendere una posizione netta.

Cook ha deciso di appoggiare Jony Ive, e quindi l’idea di un visore autonomo, senza nessun hardware esterno di supporto. Attualmente, quindi, il progetto a livello hardware è sì meno estremo di quanto non fosse all’inizio, ma resta comunque ambizioso: il visore dovrebbe integrare schermi ad altissima risoluzione, in modo da rendere impossibile all’utente distinguere tra le immagini del mondo virtuale e quelle del mondo reale, e poi un sistema di altoparlanti particolarmente sofisticato, capace di rendere l’esperienza sonora avvolgente e realistica.

Sempre stando a quanto riporta Gurman di Bloomberg, allo stato attuale delle cose il prototipo del visore targato Apple somiglia a un Oculus Quest, ma più piccolo, e con un corpo realizzato impiegando molto più tessuto e meno plastica rispetto alla controparte di Facebook. Avrà un suo App Store dedicato, incentrato sui giochi e sulla produttività per cui verranno studiate nuove applicazioni, ma anche potenziate quelle già esistenti: su tutte, la possibilità di dare vita a riunioni virtuali molto avanzate. Quanto al prezzo e alla data di uscita, ancora non ci sono notizie, e con tutta probabilità non ne arriveranno neanche lunedì, durante la presentazione Apple della WWDC che potrete seguire assieme a noi di HDblog, per non perdervi nessuna delle novità che verranno annunciate.

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