Stella di neutroni o buco nero? Scoperta potrebbe rivoluzionare l'astrofisica | Web Agency Brescia
7757
post-template-default,single,single-post,postid-7757,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Stella di neutroni o buco nero? Scoperta potrebbe rivoluzionare l’astrofisica

Stella di neutroni o buco nero? Scoperta potrebbe rivoluzionare l'astrofisica

Stella di neutroni o buco nero? Scoperta potrebbe rivoluzionare l’astrofisica


Grazie allo studio delle onde gravitazionali, un team di astrofisici potrebbe essere riuscito a scoprire un oggetto celeste del tutto inedito, qualcosa che al momento non ha classificazione, la cui esistenza potrebbe costringere la scienza a rivedere il suo livello di conoscenza dell’universo.

Per capire meglio tutto è bene assimilare alcuni concetti che cercheremo di rendere semplici: le onde gravitazionali si formano quando dei corpi celesti enormi distorcono lo spazio-tempo che li circonda e inviano increspature attraverso l’universo. La propagazione ha carattere ondulatorio, la sorgente potrebbe derivare da sistemi binari, pulsar, esplosioni di stelle, scontri tra buchi neri, galassie in formazione ed altri eventi di grossa portata. La prima osservazione delle onde gravitazionali è davvero recente, risale al 2015 e si è scoperto essere il risultato della collisione tra due buchi neri.

Negli anni a seguire le rilevazioni sono continuate, fornendo agli scienziati materiale di studio del tutto inedito, fino al più recente ed emblematico caso. Un team internazionale che utilizza i rilevatori di onde gravitazionali in Italia e negli Stati Uniti, ha osservato un oggetto massiccio che va al di fuori di ogni classificazione attuale, presenta una massa maggiore rispetto a quello di una stella di neutroni, ma minore rispetto a qualunque buco nero rilevato ad oggi.

Ulteriori indagini sull’evento di fusione hanno evidenziato che gli oggetti a scontrarsi sono stati due, il primo con una massa 23 volte superiore a quella del nostro sole (quindi un buco nero), il secondo ha sorpreso tutti, con un sua massa 2,6 volte superiore a quella della nostra stella madre, risultando unico per la nostra conoscenza attuale.

Questo “gap di massa”, definizione usata dagli scienziati per descrivere l’oggetto identificato, è piuttosto curioso in quanto, come specificato all’inizio, è più piccolo di qualsiasi buco nero identificato (5 volte la massa del Sole o più) e più grande si qualsiasi stella ai neutroni (che abbiamo osservato solamente al di sotto di 2,5 la massa del Sole). In altre circostanze gli scienziati avrebbero potuto determinare quale fosse effettivamente l’oggetto prima della collisione, ma in questo caso non è stato possibile isolare alcun segnale luminoso che, ad esempio, una stella ai neutroni normalmente produce: ciò non esclude ovviamente nessuna ipotesi.

Ulteriore difficoltà negli studi è la grande distanza dall’evento originale, si parla di circa 800 milioni di anni luce, sei volte maggiore rispetto alla fusione di stelle binarie individuata nel 2017.

Il team spera di rilevare altri fenomeni simili per ottenere dati migliori, le prime ipotesi parlando un possibile buco nero chiaro, ma è evidente che lo studio delle onde gravitazionali è solamente all’inizio e l’universo ha ancora tantissimo da rivelare. Per coloro che volessero leggere la ricerca completa, la pubblicazione è disponibile in FONTE. Se l’argomento buchi neri è di vostro interesse, forse potrebbe interessarvi sapere che il più vicino alla Terra dista solamente 1000 anni luce, distanza ragguardevole sicuramente, ma non in termini cosmici.

crediti immagine testata PennState News

No Comments

Post A Comment