Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato! | Web Agency Brescia
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Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!


Sono da sempre un grande fan e utilizzatore dei prodotti della serie Note di Samsung e spesso mi è capitato di chiedermi se un prodotto che ne condividesse la caratteristica principale, ovvero il pennino, ma a un prezzo sensibilmente inferiore, potesse avere successo. Ecco, Motorola prova quest’anno a darmi una risposta portando sul mercato italiano il nuovo Moto G Pro: la versione per il mercato europeo (è stato aggiunto l’NFC) del Moto G Stylus lanciato a febbraio in USA insieme a G8 Power, di cui trovate qui la nostra recensione.

Col senno di poi Motorola avrebbe forse potuto mantenere la stessa nomenclatura utilizzata oltre-oceano. Quest’ultima evidenzia infatti meglio la specifica più rilevante del prodotto e non lascia spazio a interpretazioni troppo ottimistiche riguardo l’esperienza d’uso di uno smartphone che resta comunque indicato principalmente per un utenza con esigenze basilari. Ma non perdiamoci in altre chiacchiere e andiamo subito a scoprire come si comporta questo Moto G Pro.

SOMMARIO

UN PENNINO BASE, MA C’


Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Comincio subito parlandovi di quella che è la caratteristica distintiva di questo prodotto, ovvero il pennino. Meglio mettere immediatamente le cose in chiaro: se vi aspettate di ritrovare l’esperienza d’uso di un Galaxy Note non illudetevi, siamo su una scala completamente diversa. Non vuol dire che non si arriverà mai a quel livello di integrazione, ma la tecnologia utilizzata qui è diversa e anche le funzioni sono molto limitate. Speriamo si tratti soltanto di un primo esperimento perchè la strada è quella giusta e potrebbe avere un futuro.

Andiamo con ordine. Abbiamo di fronte un pennino capacitivo, non c’è quindi digitalizzatore e mancano riconoscimento del palmo e livelli pressione; qualsiasi tocco involontario viene recepito dal display e il tratto non varia in dimensione a seconda della forza che imprimete. Quando prendete note, insomma, dovete prestare quindi attenzione a non toccare il display con il palmo o con altre parti della mano, altrimenti vi troverete con dei segni involontari sulla pagina. Al netto di questo, il tratto viene riconosciuto rapidamente, c’è un leggero ritardo nella comparsa del segno sul pannello ma siamo nell’ordine dei millesimi di secondo e vi ci abituerete presto.

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Si può certamente migliorare anche l’ergonomia. Il pennino è molto leggero e sottile, particolari che non permettono di impugnarlo come una normale matita. L’alloggiamento è fatto in modo che possiate inserirlo nella scocca solo e soltanto in un verso e non ci sono meccanismi di rilascio a scatto, dovete semplicemente tirare per estrarlo e spingere per riporlo al suo posto.

Devo ammettere che per essere il primo tentativo di implementazione, Motorola ha comunque lavorato bene, soprattutto a livello software. L’ottimizzazione e le funzioni extra sono, come da tradizione, ben integrate nel sistema e viene naturale prendere confidenza con esse sin da subito senza complicazioni.

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Estraendo la penna a smartphone bloccato, si apre automaticamente una nota che potete compilare e poi salvare, tutto senza sbloccare il telefono. Compiendo la stessa operazione a smartphone sbloccato, compare invece una bolla flottante che, una volta toccata, apre un sotto-menu nel quale troviamo le funzioni extra legate all’utilizzo della penna. La prima permette di catturare uno screenshot della schermata aperta e di segnare sopra di esso degli appunti, il secondo apre invece il blocco note Motorola, mentre il terzo collegamento è alle note di Keep. Ovviamente questo menu può essere modificato e personalizzato inserendo altre applicazioni o togliendo quelle inutilizzate.

Sempre all’interno del menu di impostazione possiamo anche agire sullo strumento che ci avvisa dell’assenza del pennino dall’alloggiamento per molto tempo o che registra la posizione in cui è stato estratto lo stilo per l’ultima volta. Insomma, ancora una volta Motorola, senza grosse pretese, dimostra di saper integrare le proprie funzioni extra in maniera semplice ma anche concreta e funzionale, proprio quello che tanti altri produttori non fanno o non riescono a fare.

UN DESIGN MOLTO MOTO


Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Dal punto di vista estetico questo Moto G Pro riprende tutti i canoni stilistici utilizzati da Motorola nelle sue ultime soluzioni, diciamo da One Action e One Vision in avanti. La scocca è realizzata con un policarbonato bello rigido che al tatto sembra vetro nella parte posteriore e metallo per la cornice. Non si tratta sicuramente di un materiale pregiato come questi due ma, se guardiamo alla sostanza, la plastica, se di buona fattura come questa, contribuisce a rendere tutta la soluzione meno incline a rotture in caso di caduta. Frontalmente resta invece uno strato di vetro a coprire il display.

A livello di dimensioni e peso non parliamo di un telefono piccolo ma, rispetto agli ultimi top di gamma con display da 6.7 pollici e oltre, i 6.4 pollici di questo Moto G Pro ne fanno una soluzione abbastanza maneggevole. Io non ho mani enormi ma riesco a coprire tutta la superficie della tastiera anche impugnando lo smartphone con una sola mano. Il grip è discreto ma in confezione troviamo una custodia in silicone trasparente sempre comoda per proteggere sin da subito il prodotto. Moto G Pro pesa infine 192 grammi, che non sono pochi ma sono ben distribuiti e non lo sbilanciano durante l’utilizzo.

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Mi è piaciuta tanto la colorazione. Dà indubbiamente un tocco di personalità in più a uno smartphone che altrimenti potrebbe apparire abbastanza anonimo. Nella parte posteriore troviamo le tre fotocamere che potrebbero sembrare quattro se, come successo a me, vi fate inizialmente ingannare dall’ultimo bottone in basso che contiene in realtà il sensore per la messa a fuoco laser. La configurazione a semaforo non è tra le mie preferite, ma in questo caso le ottiche non sono molto sporgenti e quando appoggiamo lo smartphone sul tavolo non traballa in maniera eccessiva. Sempre sul retro, al centro della cover, troviamo il lettore per il riconoscimento delle impronte che funziona bene, è veloce e riconosce sempre il tocco.

Frontalmente abbiamo il display da 6,4 pollici con un cornici non sottilissime e con una fotocamera frontale inserita in un foro nell’angolo in alto a sinistra. Lungo la cornice troviamo i tasti di accensione e regolazione del volume, il jack audio da 3.5 mm, la USB-C 2.0 senza uscita video, i microfoni e uno dei due speaker: l’altro è inserito nella capsula auricolare. L’audio prodotto da questo sistema doppio è molto buono per quanto riguarda il volume, leggermente migliorabile a livello qualitativo: le tonalità basse sono poco presenti. La buona notizia, considerando il volume elevato, è che non ci sono distorsioni.

In chiusura di questo capitolo voglio spendere due parole sul carrellino per la SIM che è posizionato sul lato sinistro e offre alloggiamento a due schede SIM in formato Nano oppure a una scheda SIM più una scheda di memoria MicroSD per l’espansione dello storage. La memoria interna è comunque da 128 GB e dovrebbe essere sufficiente per le esigenze della maggior parte degli utenti.

FOTOCAMERA NELLA MEDIA


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Come già detto sopra, nella back cover troviamo installate le 3 fotocamere. Il modulo principale offre un sensore da 48 megapixel di risoluzione, lente standard con apertura f/1.7 e messa a fuoco laser; la seconda fotocamera è invece una ultrawide con sensore da 16 megapixel di risoluzione e lente con angolo di visione di 117° riservata ai video in modalità “Action Cam”; la terza è una semplice Macro da 2 megapixel come ormai ne vediamo tante in questa fascia di prezzo.

Dal punto di vista dell’interfaccia non ci sono novità; è la classica Motorola, molto pulita, con pochi comandi chiari e precisi e con una curva di apprendimento davvero bassissima. La particolarità di questo sistema di fotocamere è ovviamente la modalità Action Cam all’interno della sezione dedicata ai video. La fotocamera grandangolare è può essere utilizzata solo per questa funzione e, purtroppo, non può scattare foto. Una scelta molto particolare e difficilmente condivisibile, per quanto buoni possano essere i risultati in video. La modalità Action Cam permette di utilizzare il telefono in verticale per girare video standard in 16:9, con risoluzione fullHD, sfruttando l’ottica grandangolare e una stabilizzazione molto efficace, proprio come se aveste tra le mani una action cam. Ho provato questa modalità agganciando lo smartphone al monopattino e il risultato è quello che vedete qui sotto.

Ma torniamo alla fotocamera standard che di giorno scatta delle foto davvero apprezzabili. Il sensore, come detto sopra, è da 48 megapixel ma in realtà non scatterete mai a questa risoluzione. Di default, infatti, troviamo impostata la modalità 4:3 a 12 megapixel e anche andando a spulciare le impostazioni abbiamo la possibilità di variare il formato ma non la risoluzione. Questo perché la camera sfrutta la tecnologia Quad Pixel, che combina i pixel in gruppi di 4 per catturare più luce e ottenere scatti migliori.

Le foto catturate sono dotate di una buona definizione, colori brillanti, messa a fuoco veloce e un’ottima resa dell’HDR. Vi dirò di più, in alcune situazioni difficili, come la foto che vedete qui sotto con i raggi del sole che filtrano tra i rami degli alberi, questo Moto G Pro mi ha gradevolmente sorpreso. Ormai è difficile trovare uno smartphone che faccia foto scadenti in presenza di buona luce ma qui i risultati sono anche meglio del previsto.

Di sera, o comunque in presenza di un quantitativo minore di luce, i risultati sono ovviamente meno convincenti. Si resta nella media del segmento di mercato e pur essendoci la modalità notturna a dare una mano i risultati ottenuti non sono certamente strabilianti. Anche sfruttando il software per migliorare la situazione, le foto restano tendenzialmente poco luminose e spesso abbiamo un rumore di fondo abbastanza pronunciato. Abbastanza buona la gestione delle alte luci che riescono comunque ad essere correttamente limitate nella loro tendenza a bruciare tutto quello che le circonda.

La macro da 2 megapixel funziona bene con molta luce mentre eviterei di utilizzarla quando la luce scarseggia. Non è una fotocamera che utilizzerete di frequente, anche se devo ammettere che offre un punto di vista decisamente particolare con il quale potete sbizzarrirvi a creare composizioni divertenti andando a evidenziare dettagli normalmente poco visibili.

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato! Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Frontalmente troviamo poi un modulo con sensore da 16 megapixel e lente con apertura f/2.0. Si tratta di una fotocamera con prestazioni sufficienti, che scatta foto buone nella maggior parte delle condizioni. Non c’è la modalità ritratto ma abbiamo la possibilità di attivare i classici filtri bellezza ormai presenti su tutti gli smartphone.

Chiudiamo il discorso fotocamere parlando di video, che possono essere girati fino ad una risoluzione massima di 4K a 30 fps. I risultati ottenuti sono discreti, la stabilizzazione è sufficiente ma non all’altezza della modalità action cam, mentre la messa a fuoco è abbastanza rapida e la regolazione dell’esposizione è precisa e repentina. Anche qui restiamo nella media degli altri prodotti in questa fascia di prezzo.

DISPLAY SUFFICIENTE


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Il display di questo Moto G Pro misura come detto 6.4″, è un IPS in formato 19:9 e offre una risoluzione di 2300×1080 pixel. Siamo di fronte a specifiche tecniche assolutamente allineate a buona parte della concorrenza nella stessa fascia di mercato. Avrei sicuramente preferito un display Amoled, ma devo ammettere che non ho mai avuto problemi nel visualizzare le informazioni sullo schermo, anche all’aperto sotto la luce diretta del sole.

Il pannello è infatti molto luminoso, supera le 450 cd/mq e offre un rapporto di contrasto pari a circa 1500:1. Il trattamento oleofobico è buono, sul display si lasciano poche impronte che sono comunque eliminabili facilmente anche con una veloce passata sulla maglia.

Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!
Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato! Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Dal punto di vista della riproduzione dei colori non è sicuramente il display più accurato visto fino a qui. La nostra misurazione con colorimetro e software Calman mostra infatti una copertura dello standard sRGB del 92% e dei Delta E abbastanza elevati sia per la scala di grigi che per i colori. In entrambi i casi siamo oltre il valore entro cui l’occhio umano non riesce a percepire una differenza di tonalità rispetto al riferimento ma diciamo che per la maggior parte degli utenti questo si traduce unicamente in colori molto carichi e saturi. Insomma, solo un occhio esperto si accorgerà di questo “difetto”.

PRESTAZIONI SOLO OK MA SOFTWARE SEMPRE OTTIMO


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Ed eccoci a raccontare cosa è nascosto sotto la scocca di questo Moto G Pro. Il cuore della soluzione è un Qualcomm Snapdradon 665, supportato da 4 GB di memoria RAM e 128 GB di storage. Parliamo di un chip ormai abbastanza datato ma comunque in grado di garantire ancora un’esperienza d’uso sufficiente a soddisfare le esigenze di buona parte degli utenti. I 4 GB di RAM sono ormai il minimo sindacale per permetterci di tenere aperte 3 o 4 applicazioni in contemporanea e finché si resta dentro questo limite anche il multitasking viene gestito correttamente.

Non siamo ovviamente ai livelli di un top di gamma, qualche piccolo lag ogni tanto lo vedrete sicuramente e alcune applicazioni particolarmente pesanti (ndr. leggi: scritte con i piedi) faticano a muoversi fluidamente. Ma, intendiamoci: se ci limitiamo a un utilizzo social, Whatsapp, qualche mail, Telegram, navigazione e qualche video su Youtube, non ci sono grossi problemi. Niente di nuovo perché alla fine è proprio questa la destinazione d’uso per cui è pensato. Per questo motivo credo che Motorola avrebbe fatto meglio mantenere il nome Moto G Stylus, evitando di scomodare l’aggettivo PRO che fa pensare subito a una destinazione professionale.

Vi ho già detto che abbiamo la possibilità di utilizzare due SIM contemporaneamente ma non vi ho ancora parlato della qualità della ricezione che è buona e non fa rimpiangere smartphone di fascia anche superiore. Bene anche la qualità dell’audio in chiamata sia in relazione alla capsula che al vivavoce. Nella versione europea è stato aggiunto l’NFC e possiamo quindi pagare virtualizzando le nostre carte di credito. Non c’è il 5G, per buona pace dei complottisti, il WiFi è dual band e il Bluetooth è in versione 5.0.

SCHEDA TECNICA MOTO G PRO

  • Display: Max Vision da 6,4″ FHD+
  • SoC: Qualcomm Snapdragon 665
  • Memoria:
    • 4GB di RAM
    • 128GB interna espandibile fino a 512GB
  • Dual SIM:
  • Connettività: 4G LTE, WiFi 802.11ac dual band, NFC, USB-C, GPS, Glonass, Galileo
  • Fotocamera anteriore: 16MP, pixel da 1um, f/2.0
  • Fotocamere posteriori:
    • 48MP con tecnologia Quad Pixel, pixel da 1,6um, f/1.7
    • 2MP Macro Vision (2cm), f/2.2
    • 16MP grandangolo 117° Acrion Cam, pixel da 2um, f/2.2
    • ToF Laser AF
    • video fino a UHD @30fps per sensore principale
  • Batteria: 4.000mAh con ricarica rapida 10W
  • Dimensioni e peso:
    • 158,55×75,8×9,2mm
    • 192 grammi
  • OS: Android 10
  • Audio: 2x speaker stereo Dolby
  • Altro: rivestimento idro-repellente

Ho invece apprezzato, come sempre del resto, l’ottimizzazione del software. Parliamo ovviamente di Android 10, in versione One e quindi fondamentalmente stock. Ok, sono un pochino di parte, se potessi installerei Android stock su tutti gli smartphone, ma la leggera personalizzazione di Motorola è come sempre puntuale e precisa. C’è quando e dove serve e non appesantisce inutilmente il sistema con un sacco di funzioni che per il 99.9% degli utenti sono fondamentalmente inutili.

Ci sono ovviamente le Moto Action, c’è l’always on display che sopperisce bene alla mancanza del LED di notifica, la navigazione tramite gesture, le ottimizzazioni per l’audio realizzate in collaborazione con Dolby e ultimo, ma non per importanza, il Moto Gametime, con la possibilità di silenziare le notifiche e ottimizzare le prestazioni quando viene lanciato un gioco.

QUANTA AUTONOMIA!


Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Prima di tirare le somme chiudiamo l’analisi parlando di batteria e autonomia. Il modulo dentro a Moto G Pro offre una capacità di 4000 mAh che non sono sicuramente un record ma che, abbinati all’hardware appena descritto e quindi ad un SoC che bada più a risparmiare energia rispetto a spremere ogni goccio di potenza dei suoi core, portano ad avere un’autonomia ottima. Con un utilizzo standard si arriva tranquillamente a cena con un quantitativo residuo di carica che supera il 50% e ci permette di affrontare senza troppi problemi anche buona parte, se non tutta, la seconda giornata di uso.

Anche adottando un pattern d’uso più intenso si arriva sempre a sera senza problemi e se proprio dovessimo trovarci in emergenza a metà giornata abbiamo comunque il supporto alla ricarica rapida fino a 15 W che carica completamente questo Moto G Pro in circa 90 minuti. Purtroppo non c’è ricarica wireless ma in questa categoria di prodotto è una caratteristica praticamente impossibile da trovare anche nella concorrenza.

CONSIDERAZIONI FINALI


Recensione Motorola Moto G PRO, tanta autonomia e pennino integrato!

Se mettiamo da parte per un attimo il nome, come già detto Stylus sarebbe stato molto più azzeccato di Pro, questo smartphone Motorola fa quello che promette senza troppi fronzoli. Porta a tutti gli effetti il pennino in una fascia di prezzo decisamente inferiore rispetto alla concorrenza, seppur con una implementazione molto elementare ma sufficiente per quelle che sono le esigenze della maggior parte degli utenti.

Non è perfetto: la tecnologia usata non consente di attivare il riconoscimento del palmo e non c’è la variazione della forma del tratto a seconda dei livelli di pressione, ma le funzioni extra attivabili con l’estrazione dello stilo sono comunque utili e studiate per questa tipologia d’uso senza pretese. Se state quindi cercando uno smartphone con pennino integrato nella scocca che non vi costringa a spendere cifre esorbitanti questo Moto G Pro è probabilmente l’unica alternativa che avete al momento.

Il prezzo di listino è di 349 euro, probabilmente 50/70 euro in più di quello che lo pagherei. Note 10 Lite è infatti attualmente disponibile a circa 400 euro e, per soli 50 euro in più, offre un’esperienza decisamente più completa e integrata. Sappiamo però come funziona il mercato degli smartphone e qual è solitamente l’andamento del prezzo degli smartphone Motorola; tenete quindi gli occhi aperti perché sfondare il muro dei 300 euro potrebbe essere più facile del previsto.

PRO E CONTRO

VOTO: 7.5

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