Huawei, scaduta la licenza temporanea USA. Cosa significa per gli aggiornamenti | Web Agency Brescia
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Huawei, scaduta la licenza temporanea USA. Cosa significa per gli aggiornamenti

Huawei, scaduta la licenza temporanea USA. Cosa significa per gli aggiornamenti

Huawei, scaduta la licenza temporanea USA. Cosa significa per gli aggiornamenti


Negli scorsi giorni c’è stato uno sviluppo della faccenda Huawei Ban che potrebbe significare pessime notizie per i proprietari degli smartphone del marchio – anche quelli precedenti alle sanzioni, come il P30 Pro, nati con supporto alle app e ai servizi Google. È scaduta la licenza temporanea generale (TGL) rilasciata dal governo, che permetteva a Huawei di continuare a lavorare con aziende come Google e tante altre per garantire il supporto software ai prodotti già rilasciati.

Né Huawei né il governo americano hanno ancora rilasciato dichiarazioni sull’argomento, e quindi non è chiaro come potrebbe evolvere la situazione. Per chiarire ulteriormente: con le informazioni attualmente a disposizione non sappiamo se questo avrà ripercussioni, e in che misura, sul supporto software degli smartphone e tablet di Huawei.

Quando Huawei è stata iscritta nella famosa Entity List che le ha impedito di intrattenere rapporti commerciali con aziende americane (o che creano prodotti basandosi su tecnologia prevalentemente americana), il dipartimento del commercio aveva previsto alcune eccezioni. Lo scopo primario del rilascio della licenza TGL era per permettere agli operatori di rete americani di sostituire, con l’aiuto economico del governo, tutte le apparecchiature di rete cellulare di Huawei ancora disseminate nelle varie aree rurali del Paese; ma ha anche permesso agli smartphone, tablet e altri dispositivi già sul mercato di continuare a essere aggiornati e supportati. Tuttavia, il finanziamento economico governativo non è mai arrivato, e quindi il progetto degli operatori si è arenato.

Huawei, scaduta la licenza temporanea USA. Cosa significa per gli aggiornamenti

Un portavoce di Google ha già confermato al Washington Post che era proprio la licenza TGL che permetteva la collaborazione tra le due società per gli aggiornamenti degli smartphone. Sembrerebbe quindi che niente licenza TGL, niente nuove versioni di Android per i vecchi Huawei, ma la questione è più complicata di così.

Bisogna capire bene, nel dettaglio, tutta una serie di documentazioni legali (tra cui il testo preciso del ban e della TGL, per esempio) e il processo di sviluppo di Android e dei relativi aggiornamenti. Come abbiamo già visto più volte in passato, sono spesso i dettagli che determinano l’esito di questioni simili, ed emergono solo dopo analisi attente e minuziose.

Detto questo, già ora è possibile delineare alcuni scenari possibili:

  • Tutto uguale a prima. Il governo americano potrebbe decidere di rinnovare la licenza, oppure potrebbe saltare fuori, scartabellando appunto tra i documenti, che nulla vieta la continuazione del supporto software ai dispositivi interessati.
  • Sì alle patch di sicurezza, magari un po’ in ritardo, e no alle nuove versioni di Android. È chiaro che non ricevendo il codice prima, insieme a tutti gli altri produttori, la tempestività ne soffrirà un po’. E questo stesso ragionamento potrebbe non essere applicabile a nuove versioni di Android. Qui diventa molto difficile capire, a livello di licenze e accordi commerciali, a cosa Huawei abbia diritto oppure no. Le licenze comprate per rilasciare Android con servizi Google sui vecchi smartphone sono ancora valide? Scadono, dopo un po’? Come ci si comporta con il rilascio di nuove versioni del sistema?
  • Sì anche alle nuove versioni di Android, ma senza supporto di Google. Diciamo che qualcuna delle domande che ci siamo fatti nel punto precedente non ci portino al risultato sperato. Huawei potrebbe comunque decidere di sviluppare autonomamente gli aggiornamenti alle nuove versioni di Android e distribuirle agli utenti, ma è chiaro che le tempistiche potrebbero dilatarsi enormemente e mancherebbe il supporto. Se qualsiasi modifica non risultasse compatibile con i software Google, sarebbe tutto un problema di Huawei capire perché e come risolverlo.
  • Gli smartphone immessi sul mercato prima del 16 maggio 2019 non riceveranno altri aggiornamenti. È lo scenario più pessimistico, ma fortunatamente non il più probabile. Almeno le patch di sicurezza dovrebbero arrivare ancora: dopo un mese circa dal rilascio, Google ne rilascia pubblicamente il codice sorgente. Quindi Huawei potrebbe accedervi, adattarlo ai propri smartphone e rilasciarlo OTA. Anche in questo scenario “apocalittico” è comunque molto probabile che gli smartphone già sul mercato continueranno ad avere accesso a servizi e app Google.

Vale la pena ricordare che il ban, inizialmente previsto per un anno, è stato esteso ancora fino a maggio 2021. Inoltre, è diventato ulteriormente restrittivo: ora Huawei non può nemmeno più fare affari con le fonderie – in altre parole: non ha più la possibilità di produrre i propri SoC per dispositivi mobile, gli Hisilicon Kirin.

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