Non solo Fortnite: anche gli sviluppatori coreani si ribellano ad Apple e Google | Web Agency Brescia
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Non solo Fortnite: anche gli sviluppatori coreani si ribellano ad Apple e Google

Non solo Fortnite: anche gli sviluppatori coreani si ribellano ad Apple e Google

Non solo Fortnite: anche gli sviluppatori coreani si ribellano ad Apple e Google


Questi roventi giorni di metà agosto sono stati resi ancora più caldi dalla guerra esplosa tra Epic Games, Apple e Google. I confini di questo scontro non sono, ovviamente, solo quelli visibili: ma è vero che probabilmente quelli di Epic si aspettavano di creare un fronte comune più ampio assieme ad altri sviluppatori. Per adesso, però, sembrano ancora troppo isolati: Spotify ha espresso solidarietà e approvazione per la scelta coraggiosa, è vero, ma niente di più. In Corea del Sud, però, il caso Fortnite ha riacceso un focolaio di protesta già attivo nella comunità di sviluppatori, che è tornata così alla carica contro Apple.


Non solo Fortnite: anche gli sviluppatori coreani si ribellano ad Apple e Google




Android
18 Ago


Come riportato dal The Korea Herald, infatti, un consorzio di compagnie coreane, riunite sotto il nome di Korea Startup Forum, ha fatto quadrato e deciso di presentare una petizione alla Korean Communications Commission per affermare l’iniquità delle regolamentazioni legate agli acquisti in-app imposta da Apple e Google. Si tratta, come accennato, di una vicenda già attiva da tempo: l’antitrust coreana aveva chiesto ad Apple Korea di porre rimedio alle sue presunte pratiche anticoncorrenziali, e la proposta ricevuta in ritorno era stata anche accettata. Ma non è bastata ad accontentare gli sviluppatori, che restano sul piede di guerra.

Il presidente del consorzio, Choi Sung-jin, ha espresso una posizione molto chiara, anche più della linea tenuta fino ad ora da Epic Games:

Anche se il tasso di commissione del 30% è di per sé troppo alto, è più problematica la costrizione ad un sistema di pagamento specifico per i mercati delle app”

E c’è da credere che anche Epic Games, che su PC gestisce le sue fortune direttamente tramite l’Epic Store, speri proprio di aprire spiragli di autonomia in questo senso.

Choi Sung-jin ha anche aggiunto che questa iniquità è più viva sulla pelle delle realtà minori, dal momento che quelle più grandi potrebbero riuscire a negoziare condizioni migliori. E ha sottolineato anche che, per come stanno oggi le cose, Apple e Google potrebbero anche decidere di aumentare le proprie percentuali di guadagno sugli acquisti in-app senza bisogno di alcuna consultazione. Né Apple né Google, al momento, hanno deciso di commentare la situazione.

IL CASO FORTNITE

Per chi, magari in vacanza, si fosse dedicato giustamente al mare e si fosse perso quanto è successo negli ultimi giorni, conviene fornire un contesto minimo, ripercorrendo gli eventi salienti che li hanno caratterizzati.

Epic Games, la software house che ha sviluppato il fenomeno videoludico più importante dell’ultimo decennio, ovvero Fortnite, ha pianificato una battaglia legale con i colossi del tech per liberarsi dalle provvigioni troppo alte (pari al 30%) che vengono detratte dai proventi degli acquisti in-game. E hanno fatto scattare il piano il 13 agosto, introducendo una modalità di pagamento alternativa che aggirava App Store e Play Store, sapendo benissimo che di lì a poco sarebbe scattato il ban su ambedue le piattaforme. Cosa che puntualmente è accaduta a distanza di poche ore.

I toni poi si sono ulteriormente inaspriti ieri, quando Apple ha lanciato un ultimatum ad Epic Games: la software house ha dieci giorni di tempo (fino al 28 agosto, quindi) per tornare sui suoi passi, altrimenti la società di Cupertino la taglierà completamente fuori dall’App Store, chiudendone tutti gli account developer e privandola degli strumenti di sviluppo per iOS e Mac. Una minaccia che avrebbe, a cascata, conseguenze enormi su tutto l’App Store: infatti ad essere coinvolti dal provvedimento sarebbero pure tutti i giochi che sfruttano il motore grafico di proprietà di Epic, ovvero l’Unreal Engine.

La tensione ora è alle stelle, e le lancette dell’orologio corrono verso la deadline del 28: restate sintonizzati per seguire assieme a noi gli ulteriori, inevitabili sviluppi di uno scontro che avrà – in un senso o nell’altro – conseguenze importanti nel settore.

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