Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera! | Web Agency Brescia
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Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!


In concomitanza con il lancio della serie Galaxy Note 20, Samsung ha ufficialmente portato sul mercato anche il nuovo Galaxy Watch 3. Un prodotto che raccoglie l’eredità di principale alternativa ad Apple Watch e ripropone molte delle caratteristiche dei suoi predecessori con l’aggiunta, o meglio il ritorno, di uno degli elementi che hanno distinto per alcune generazioni gli smartwatch del produttore coreano: la ghiera rotante.

Come vedremo tra poco, proprio la ghiera rappresenta uno dei motivi per cui questo Watch 3 è tornato a convincermi come non accadeva dal Gear S3 Frontier, QUI nella nostra recensione. Siamo probabilmente di fronte ad uno degli orologi Smart più completi e meglio funzionanti, specie se guardiamo all’universo extra-WatchOS.

SOMMARIO

DESIGN DA CRONOGRAFO E COSTRUZIONE OK


Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Da quando esistono gli smartwatch ho sempre vissuto con una convinzione per quanto riguarda il loro aspetto: devono essere quanto più possibile simili ad un classico orologio. Si tratta ovviamente di un parere soggettivo ma proprio per questo motivo prediligo di gran lunga le soluzioni con quadrante rotondo rispetto a quelle che offrono un display in qualche maniera squadrato.

Capirete quindi perché ho particolarmente apprezzato il design di Galaxy Watch 3 che riprende in tutto e per tutto le sembianze di un cronografo e migliora, rispetto al primo Watch, alcuni aspetti importanti in termini di ergonomia. Parlo dello spessore, che è il 14% inferiore rispetto alla prima generazione, e del peso, che si ferma a 54 grammi contro i 63 del modello lanciato nel 2018, a onor del vero anche più largo di un millimetro.

La cassa è realizzata in acciaio inossidabile mentre il vetro frontale e quello a protezione della sensoristica sulla parte posteriore sono in Gorilla Glass DX. Non è il DX+ della prima versione ma la resistenza a urti e graffi sembra essere comunque molto buona. In questi giorni di utilizzo l’ho sbattuto involontariamente sullo spigolo della scrivania e strisciato leggermente contro un muro senza però causare alcun danno.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

In confezione Samsung include un cinturino in pelle con passo standard di 22 mm. Un cinturino che non è esattamente morbidissimo, anzi ci vogliono due o tre giorni prima che si lasci un attimo andare e si adatti al meglio alla forma del polso. Se avete intenzione di utilizzare il Watch anche per il tracciamento dell’attività fisica vi consiglio comunque di acquistare un secondo cinturino in silicone, sicuramente più indicato. Io ne ho comprato uno su Amazon pagandolo circa una decina di euro; vi lascio il link qui sotto perché si è dimostrato un acquisto davvero azzeccato. Certo Samsung avrebbe potuto includerne uno in confezione dal momento che Watch 3 non è comunque regalato, anzi.

C’è la certificazione IP68, che ne garantisce la resistenza a polvere e acqua fino ad una pressione di 5 ATM. Oltre a questo troviamo anche una certificazione militare volta a garantire la resistenza a temperature e condizioni atmosferiche estreme.

Ed eccoci a parlare della ghiera rotante, l’elemento che come anticipato permette di rendere l’esperienza d’uso estremamente piacevole e intuitiva. A questo giro, tra l’altro, Samsung ha realizzato una ghiera davvero solida e salda nella sua sede. Non traballa per nulla e la rotazione produce un click secco e preciso senza risultare troppo rumoroso. La sensazione è quella di un feedback aptico ma lo scatto è meccanico.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Grazie alls ghiera possiamo quindi muoverci all’interno dell’interfaccia sfogliando i menu e passando da una schermata all’altra senza mettere mai le dita davanti al display se non per selezionare gli elementi, avendo quindi sempre sott’occhio tutti i contenuti. Si tratta di un punto a favore estremamente importante ma lo capirete solamente dopo averlo provato. Apple Watch usa la rotazione della corona del tasto laterale per ottenere lo stesso risultato, il maggiore diametro della ghiera del Galaxy Watch fa però la differenza se parliamo di precisione nella selezione.

Insomma, se non lo aveste capito reputo questo elemento uno dei valori aggiunti, insieme al software, del nuovo smartwatch Samsung e anche uno dei motivi per cui dovreste scegliere lui al posto di molte alternative sul mercato.

DISPLAY LUMINOSISSIMO E HARDWARE ALLALTEZZA


Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Ma la ghiera non è sicuramente l’unico componente ad avere una certa rilevanza, anzi, tra gli elementi che ho decisamente apprezzato non posso non inserire il display. Si tratta di un pannello da 1,4 pollici di diagonale e 360×360 pixel di risoluzione. La densità è conseguentemente buona e trattandosi di uno schermo AMOLED i neri sono profondissimi e il contrasto estremamente elevato.

Quest’ultima caratteristica è resa possibile sicuramente dalla profondità dei neri ma anche da una luminosità molto elevata. Credo sia il display più luminoso che io abbia visto a bordo di uno smartwatch e vi posso assicurare che questa caratteristica fa tutta la differenza del mondo. Anche perché vi capiterà moltissime volte di voler leggere l’ora anche in esterna sotto la luce diretta del sole. Ecco, vi posso assicurare che con questo Galaxy Watch 3 non avrete mai alcun problema di visibilità.

Come sulle precedenti generazioni anche qui abbiamo l’always on display che io tengo però disattivato perché l’accensione del pannello tramite rotazione del polso è precisa e reattiva, tanto da non farmi sentire la necessità di attivare l’AOD e da permettermi conseguentemente di risparmiare qualcosina in termini di autonomia.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Il chipset è lo stesso del primo Watch ed è accompagnato da 1 GB di RAM e 8 GB di storage di cui 4 disponibili al primo avvio per installare applicazioni e scaricare in locale le playlist Spotify. Ovviamente non mancano GPS, Bluetooth – in versione 5.0 – e WiFi a 2,4GHz. In alcuni paesi è presente anche una versione con connettività LTE, al momento non prevista per l’Italia. Non manca infine l’NFC per i pagamenti contactless tramite Samsung Pay.

Ma come si comporta l’hardware? Bene, anzi, direi molto bene. Non è una novità e non ci deve sorprendere che questo smartwatch riesca a far girare l’interfaccia sempre in maniera fluida e reattiva. Del resto parliamo di un prodotto studiato appositamente per semplificarci la vita e quindi è giusto che sia così. Anche la connettività e il pairing con lo smartphone sono buoni e la sincronizzazione avviene abbastanza velocemente.

TIZEN OS RESTA OTTIMO MA OCCHIO ALLAPP STORE


Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Ho già detto quanto sia intuitivo il sistema di interazione tramite la ghiera e quanto sia ergonomica l’interfaccia di Tizen OS (qui in versione 5.5)? Probabilmente sì, ma a costo di sembrare ripetitivo lo dico ancora una volta. Usare questo Watch è una goduria, non c’è Wear OS che tenga.

La ghiera rotante è davvero la killer feature di un sistema operativo che è stato studiato per essere visualizzato in uno schermo tondo e che per questo motivo adotta soluzioni stilistiche ad hoc nei quadranti, così come anche nei widget delle app che permettono di adattare al meglio l’interfaccia a questa forma. Soluzioni che allo stesso tempo sembrano invogliare a girare proprio la ghiera per sfogliare e selezionare gli elementi sullo schermo.

Un metodo di interazione che offre due vantaggi principali. Il primo è dato dalla maggiore precisione con cui si possono selezionare gli elementi e scorrere i testi, il secondo, invece, è il fatto di riuscire nella maggior parte dei casi a comandare il Watch senza che le nostre mani coprano la visuale dello schermo.

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L’interfaccia è poi fondamentalmente divisa in due sezioni, una alla sinistra della watchface principale, dove troviamo le notifiche in ordine cronologico dalla più recente, e una alla destra con i widget delle applicazioni.

Il tasto fisico più in alto serve per tornare alla schermata precedente mentre quello in basso ci riporta direttamente alla home da qualsiasi punto dell’interfaccia, oppure all’elenco delle applicazioni se lo premiamo quando ci troviamo sul quadrante dell’orologio. Il display resta comunque touch ed è quindi possibile selezionare gli elementi e muoversi nell’interfaccia toccando lo schermo come faremmo con un qualsiasi altro prodotto.

Non manca una sorta di pannello di controllo a cui si ha accesso con uno swipe verso il basso e che permette, un po’ come accade sugli smartphone Android, di avere accesso rapido ad alcune funzioni. Tra queste troviamo la modalità non disturbare, il risparmio energetico, il controllo del volume, la modalità aereo e un collegamento rapido alle impostazioni. Insomma, bastano davvero poche ore per abituarsi a tutto ciò e iniziare a muoversi nell’interfaccia con naturalezza e disinvoltura.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

L’interazione con le notifiche è davvero completa: arrivano sempre tutte puntuali, possiamo leggerle, archiviarle, eliminarle oppure anche rispondere. A questo proposito è possibile operare in diversi modi: abbiamo delle risposte preimpostate, oppure possiamo inviare delle emoji, o ancora è possibile dettare la nostra risposta o scriverla tramite una tastierino in stile T9 o disegnando sulla superficie le lettere.

Ovviamente è ancora possibile collegare il proprio account Spotify al Watch tramite l’apposita app e utilizzare così l’orologio come supporto su cui scaricare in locale le nostre playlist per poterle ascoltare durante l’attività fisica senza dover portare con noi lo smartphone. Uno strumento che reputo davvero interessante dal momento che odio correre con lo smartphone al braccio!

Ci sono microfono e altoparlante e quindi possiamo anche rispondere alle chiamate in vivavoce senza togliere lo smartphone dalla tasca. L’audio è buono sia in entrata sia in uscita ed è uno strumento che ho utilizzato più spesso di quanto pensassi, ad esempio in auto o mentre cucino. Ovviamente tutto sempre nel raggio d’azione del Bluetooth dello smartphone perché il mio Watch 3 non ha la eSIM.

Per quanto riguarda il collegamento con lo smartphone, invece, avviene tutto tramite l’app Galaxy Wearable, che permette di attivare e configurare lo smartwatch per la prima volta, così come successivamente di intervenire sulle impostazioni o installare applicazioni e nuove watchface direttamente dallo store ufficiale Samsung. Inoltre, possiamo collegare al nostro Galaxy Watch 3 anche l’app Samsung Health, in modo da avere sempre sincronizzati con lo smartphone anche tutti i dati relativi all’attività fisica giornaliera e, più in generale, al nostro stile di vita.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Due sono le note dolenti di questo OS. La prima è Bixby, l’assistente vocale di Samsung, che non è mai cresciuto come pronosticabile ed è tuttora quasi inutilizzabile, o comunque poco utile. La seconda mancanza riguarda le applicazioni. Lo store Samsung fatica a decollare e la situazione non è molto diversa rispetto a 3-4 anni fa. Insomma, qualche investimento in più in termini di sviluppo app non guasterebbe affatto, anzi. Oltretutto è sparita dallo store anche l’applicazione di Strava che è certamente una mancanza importante per un prodotto che comunque punta molto sul tracciamento dell’attività.

TRACCIAMENTO DELLATTIVIT E AUTONOMIA


Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Il tracciamento dell’attività fisica può avvenire in due modi: automatico o manuale. Cosa cambia? Nel primo caso quando lo smartwatch riconosce una attività fisica come una camminata, una corsa o simili, avvia automaticamente la registrazione e mostrerà sullo schermo tutte le informazioni necessarie. Una funzione utile nel caso in cui vi dimentichiate di far partire manualmente la registrazione dell’attività.

Con la seconda modalità (manuale) è possibile selezionare anticipatamente l’attività che andremo a compiere per permettere all’orologio di effettuare un tracciamento più preciso. Gli sport disponibili per la registrazione sono tantissimi e includono una serie di attività a corpo libero come gli squat, il sollevamento pesi, gli affondi e chi più ne ha più ne metta.

Io ho provato questo Watch 3 in diverse situazioni: camminando, correndo e in MTB. Come sempre accade ho monitorato un paio di attività tenendo sull’altro polso il mio Garmin Forerunner 935 per poter confrontare i dati registrati e verificare l’attendibilità dei sensori e del GPS del Galaxy Watch 3. I risultati ottenuti sono molto buoni.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Come vedete dai grafici qui sotto, il mio giro in Mountain Bike nei boschi è stato tracciato correttamente, sia nelle distanze sia nella velocità. Le differenze tra la rilevazione del Watch e quelle del Garmin sono davvero minime e assolutamente nella tolleranza di quello che potrebbe essere lo scarto fisiologico del GPS. Anche il sensore cardio sembra funzionare come si deve. Ovviamente non si tratta di un dispositivo medicale e i sensori da polso non sono precisi al 100% in nessun caso, ma il fatto che le due tracce siano molto simili fa sicuramente ben sperare in termini di affidabilità.

Oltre alla rilevazione del battito cardiaco, Samsung ha aggiunto quest’anno la sensoristica necessaria a misurare anche il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue o SPO2. La misurazione avviene in pochi secondi e confrontata con quella di un classico saturimetro da dito sembra essere abbastanza precisa. Ovviamente lo smartwatch non è un dispositivo medicale ed è comunque bene affidarsi sempre ad uno specialista per individuare eventuali anomalie.

GALAXY WATCH 3

Il tratteggio nel grafico della frequenza cardiaca indica una mancanza di dati dovuta al guanto che si è infilato tra il polso e il sensore (errore mio).

GARMIN FORERUNNER 935

Tecnicamente Galaxy Watch 3 sarebbe in grado anche di misurare la pressione sanguigna ma al momento questa nuova funzione non è ancora attiva al di fuori del mercato coreano. In Italia infatti, come in altri Paesi, non sono ancora state rilasciate le certificazioni necessarie per l’attivazione.

E chiudo parlando di autonomia. Galaxy Watch 3 offre una batteria da 340 mAh che sono circa 130 in meno rispetto al modello originale. Nonostante ciò la durata della carica è abbastanza buona. Se non utilizzate il GPS per tracciare l’attività fisica si raggiungono i 3 giorni di utilizzo 24 ore su 24. Inserendo nella routine la registrazione di una attività di circa un’ora con GPS non si va oltre i due giorni e mezzo. Considerate che un’ora di GPS consuma circa il 15% di carica. In confezione trovate una piccola basetta magnetica con ricarica wireless: da 0 a 100% servono circa 2 ore e mezzo.

CONSIDERAZIONI FINALI


Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera!

Parliamo di prezzo. Quanto costa Galaxy Watch 3? Il prezzo di listino è di 459 euro per la versione da 45 mm e 429 per quella da 41 mm. Non è certo uno smartwatch economico, anzi, il prezzo è importante e si avvicina molto a quello di Apple Watch, che è da molti considerato un riferimento nella categoria.

Come vi dicevo in apertura Watch 3 rappresenta probabilmente, in questo momento, la migliore alternativa all’orologio della mela e quindi, in quest’ottica, il prezzo potrebbe anche avere senso. La verità è che comunque è una cifra molto alta per quello che a tutti gli effetti dobbiamo ancora considerare come un accessorio, specie senza connettività.

Recensione Samsung Galaxy Watch 3: una conferma nel nome della ghiera! Samsung Galaxy Watch3 Smartwatch Bluetooth, cassa 45mm acciaio, cinturino pelle, Saturimetro, Rilevamento cadute, Monitoraggio sport, 53,8g, Batteria 340 mAh, IP68, Mystic Black [Versione Italiana]

Lo comprerei? Nonostante mi sia molto piaciuto e resti uno dei prodotti più completi all’interno della sua categoria, molto probabilmente no, non a questo prezzo. Poco sopra i 200 euro troviamo infatti il primo Watch e i più recenti Watch Active, che ancora hanno il loro perché. Proprio per questo, a parer mio, Galaxy Watch 3 sarà appetibile solo con uno street price un po’ più basso. Se invece non avete problemi di budget il link per l’acquisto è qui sopra.

PRO E CONTRO

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