Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano | Web Agency Brescia
8622
post-template-default,single,single-post,postid-8622,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano

Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano

Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano


Quando si parla dei possibili insediamenti umani sulla Luna o su Marte, chissà perché, si immaginano sempre grandi strutture dalle forme avveniristiche, magari tondeggianti come il Mars Science City Project nei pressi di Dubai, o simili alle basi spaziali modulari che si vedono nei film di fantascienza. In ogni caso, si tratta quasi sempre di insediamenti sulla superficie del pianeta o del satellite in questione, magari ripresi con un colpo d’occhio dall’alto.

Stando ad una ricerca pubblicata su Earth Science Reviews, però, le cose sarebbero un po’ diverse: gli insediamenti potrebbero essere sotterranei, ospitati all’interno di giganteschi tubi lavici, ovvero grotte formate dall’escavazione della lava. A rovesciare la prospettiva dell’immaginario comune è stato un gruppo di ricercatori delle Università di Bologna e di Padova, coordinati da Francesco Sauro e Riccardo Pozzobon.

Gli studiosi hanno presentato una panoramica dei tubi lavici sulla Terra, fornendo anche una stima delle dimensioni delle loro controparti lunari e marziane. A quanto pare, a causa delle differenti condizioni di gravità e delle relative conseguenze sul vulcanismo, i tunnel marziani e lunari sarebbero rispettivamente 100 e 1000 volte più larghi di quelli terrestri, che in genere hanno un diametro da 10 a 30 metri, e sarebbero lunghi più di 40 km. In pratica, potrebbero contenere l’intero centro della città di Padova.

Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano

La scoperta è stata possibile grazie ai modelli digitali del terreno ottenuti tramite immagini stereoscopiche satellitari e altimetria laser da sonde interplanetarie: confrontando la morfologia delle catene di collassi lunari e marziane con gli studi topografici su catene di collassi simili sulla superficie terrestre e scansioni laser dell’interno dei tubi lavici a Lanzarote e alle Galapagos, si è arrivati a queste stime.

Le implicazioni sono innumerevoli, e rendono i tubi lavici un obiettivo straordinario non solo per l’esplorazione del sottosuolo, ma anche per il potenziale insediamento umano in ambienti protetti. Grazie alla minore attrazione gravitazionale, i tunnel lunari sono particolarmente stabili, e probabilmente intatti; le catene di collassi potrebbero essere state causate da asteroidi che hanno perforato le pareti del tunnel, e costituiscono oggi degli ingressi per accedere alle enormi cavità sotterranee.

Enormi tubi lavici per ospitare le basi umane su Luna e Marte. Lo studio italiano

I tubi di lava sarebbero una buona soluzione per insediamenti stabili, poiché protetti dalla radiazione cosmica e solare, oltre che dagli impatti con i micrometeoriti che spesso si verificano sulle superfici dei corpi planetari. Per di più, potrebbero anche avere vantaggi dal punto di vista termico, poiché probabilmente al loro interno le temperature rimangono costanti.

Certo, gli speleonauti che si avventureranno nelle grotte lunari o marziane dovranno essere specificamente addestrati: come per le passeggiate spaziali, l’esplorazione delle grotte prevede di pensare in tre dimensioni, essere legati a un cavo e lavorare in coppia, in condizioni molto rischiose.

A questo scopo, a partire dal 2012 l’ESA ha condotto Caves e Pangaea, due programmi di formazione per astronauti incentrati sull’esplorazione di sistemi sotterranei e geologia planetaria, e nel 2019 ha bandito un concorso di idee per lo sviluppo di tecnologie per l’esplorazione delle grotte lunari.

No Comments

Post A Comment