Audi Q3 Sportback: i segreti del suo successo | Recensione e Video | Web Agency Brescia
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Audi Q3 Sportback: i segreti del suo successo | Recensione e Video

Audi Q3 Sportback: i segreti del suo successo | Recensione e Video

Audi Q3 Sportback: i segreti del suo successo | Recensione e Video


La prova dell’Audi Q3 Sportback: SUV coupé intrigante dalla personalità spiccata. Un look più dinamico che però non compromette l’abitabilità interna. Tecnologia e sicurezza al top. La sorpresa? É anche piacevole da guidare. Con il 2.0 a gasolio da 150 CV è un buon compromesso fra prestazioni e consumi.

Dopo il breve test in anteprima di Luigi, ecco una prova più dettagliata della 35 TDI S tronic per scoprire i motivi del grande successo di questo SUV premium di segmento C, soprattutto nella variante Sportback.

LINEA MUSCOLOSA


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In molti la chiamano la baby Q8 e in effetti ne ripropone la formula, seppur in taglia ridotta: fonde cioè il concetto di sportività, per ciò che riguarda l’aspetto, con quello di SUV. Guardandola di profilo le proporzioni sono le stesse (con 50 cm in meno), le nervature creano giochi di luce che rendono più dinamica la fiancata, sopra i passaruota e nella parte bassa delle portiere.

La linea di cintura abbassata fa apparire più muscolosi i passaruota, pur essendo larghi quanto quelli della Q3; la linea del tetto abbassata, i montanti posteriori molto inclinati, il lunotto altrettanto inclinato da ricordare quello delle coupé e lo spoiler posteriore la fanno apparire molto più lunga della “sorella” da cui deriva, anche se le misure sono quasi identiche: più lunga di soli 16 millimetri ma più bassa di quasi 3 centimetri. Questa della prova è la versione S line edition, che ha molti dettagli che le conferiscono un look sportivo più marcato.

I fari anteriori sono a LED di serie già nella versione base ma i full LED sono un optional oppure fanno parte di questo ricco allestimento: la rendono più grintosa, con uno “sguardo” quasi cattivo. Nel frontale domina la grande calandra single frame con design ottagonale, con la griglia a nido d’ape che crea un effetto tridimensionale. Mi piace molto questo colore Blu Turbo, che fa scena e su un’auto del genere ci sta bene: in molti apprezzano questa tinta.

La Sportback è fondamentalmente una Q3 ma in Audi sono stati molto abili nel realizzare due modelli diversi tra loro mantenendo il maggior numero di componenti in comune, per fare sinergia: telaio identico con un design esterno più accattivante che non limita l’abitabilità e il comfort, che vanta tecnologia derivata dai modelli di gamma superiore. Ha un look più dinamico che però non ha compromesso l’abitabilità interna.

COUPÉ CON SPAZIO DA SUV


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Dentro l’ambiente è quello già visto sulle Audi più recenti. I materiali di qualità, le rifiniture, gli assemblaggi sono quelli a cui ci ha ormai abituati la Casa degli Anelli. In un sapiente gioco tra superfici piane e spigoli si presenta proprio bene.

Lo spazio non manca davanti e nemmeno dietro, dove il divano posteriore frazionabile può scorrere fino a 13 centimetri e gli schienali sono inclinabili. Quelli più alti possono viaggiare abbastanza bene, solo se sono molto alti rischiano di toccare il soffitto con la testa. Magari l’accesso ai sedili dietro non è dei più comodi, però una volta saliti a bordo non c’è nessun problema per testa e ginocchia. E in questo aiuta anche la forma degli schienali anteriori.

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Solo in cinque si sta un po’ stretti, ed è inevitabile: la seduta centrale è meno comoda e l’ingombro del tunnel centrale non lascia molta libertà di movimento.

Vetri posteriori e lunotto oscurati sono un optional che esteticamente arricchisce il look ma tolgono un po’ di luminosità all’abitacolo: se il budget lo permette, l’unico rimedio è scegliere anche il tetto panoramico apribile. Nell’abitacolo c’è spazio per ogni cosa: i porta-oggetti sono tanti, comodi e rivestiti in gomma per non far scivolare nulla mentre si viaggia.

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Il bagagliaio, nonostante la linea da coupé, è spazioso e facilmente accessibile. Ha una capacità di carico che varia da 530 a 1400 litri; solo reclinando il divano ci sono 125 litri in meno. Quando il divano posteriore è completamente abbassato, con il piano del vano nella posizione più alta si ottiene una superficie di carico piatta e comoda.

Se viaggerete spesso con molti bagagli tra gli optional scegliete il pacchetto portaoggetti: ci sono anche comode luci a led supplementari una presa a 12 Volt ma soprattutto: rete per vano bagagli e vano portaoggetti laterale, reti portaoggetti agli schienali dei sedili anteriori e un vano portaoggetti in più sotto il sedile passeggero. Il portellone ad apertura e chiusura elettrica è di serie su ogni allestimento.

AL VOLANTE È UNA SORPRESA


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La Q3 Sportback della nostra prova è la 35 TDI S tronic, quindi con il quattro cilindri 2.0 a gasolio da 150 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti e alla trazione anteriore. Pochi chilometri e, come su tutte le Audi, mi accorgo che il comfort a bordo è elevato. I sedili anteriori sportivi, che fanno parte della S line edition, sono comodi, sostengono e avvolgono bene. Il volante multifunzione in pelle a 3 razze, che è tra gli optional, è ben sagomato, e con l’ormai classica parte inferiore appiattita, accontenta molto anche l’occhio.

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Le regolazioni di sedile e volante permettono a chiunque, di qualsiasi taglia, di trovare la posizione ideale. Il posto di guida rialzato consente una buona visibilità in quasi tutte le direzioni, a parte dietro: intanto lo specchietto retrovisore è un po’ piccolo ma soprattutto la visibilità posteriore è sacrificata dal lunotto posteriore molto inclinato e dai poggiatesta dei sedili posteriori che occupano buona parte della visuale. Nelle manovre e nei parcheggi più complicati qui ci sono i sensori, la telecamera e, se volete, tra gli optional ci sono anche le telecamere perimetrali.

È insonorizzata bene, il livello è buono a tutte le andature; non si sentono rumori esterni e anche il motore è abbastanza silenzioso: però al minimo e alle basse velocità quando si accelera lo si sente un po’ troppo, con quella ruvidità tipica dei quattro cilindri a gasolio. Potevano curare di più questo aspetto: chi acquista un’auto del genere desidera il comfort.

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Questo motore lo conosciamo già piuttosto bene, non ci sono sorprese: è un buon quattro cilindri, fluido e progressivo, la scelta ideale per chi cerca un buon equilibrio fra prestazioni e consumi. Ed è anche per questo che sarà il più venduto in Italia, è un buon compromesso.

Non chiedetegli però di essere sportivo, perché per avere un po’ più di grinta dovreste scegliere la versione con 190 cavalli. Il propulsore, con una coppia di 340 Newton per metro, offre il meglio di sé tra i 1.700 e i 3.500 giri e tutto sommato riesce a gestire bene anche il peso: qui siamo sui circa 1.650 kg.

L’abbinamento con il cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti è buono, anche se a volte ha quell’attimo di indecisione di troppo quando si deve riprendere dopo un rallentamento: il difetto scompare se scegliete la modalità di guida Dynamic, che però privilegia le performance ma sacrifica un po’ i consumi.

Se tra gli optional avete scelto i paddles al volante, la trasmissione recepisce bene i comandi manuali. I rapporti più bassi sono abbastanza corti e gli altri più lunghi; nelle modalità di guida normali il motore non sale mai troppo di giri e il cambio rende la guida molto fluida e rilassata.

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Con il baricentro più basso della “sorella” Q3, l’assetto sportivo, che è di serie anche sulla versione base, lo sterzo progressivo e le ruote, che minimo sono da 18 pollici (qui sono da 19) e si può arrivare a 20, sulla carta si preannuncia più agile, più dinamica, ma credo che le differenze siano minime o difficili da percepire, soprattutto su strada normale. Saprà invece sorprendere chi ha sempre guidato auto più basse: è agile e reattiva nei cambi di direzione, è sempre molto stabile. Non è una sportiva però l’assetto tende al rigido e non ha quel rollio esagerato di certe auto a ruote alte.

Qui c’è il Drive select, che ormai conosciamo bene: sei diverse modalità, per modificare configurazione del motore e della trasmissione, regolare elettronicamente gli ammortizzatori e l’assistenza allo sterzo. In Comfort le sospensioni a controllo elettronico assorbono bene le asperità, ma se scegliete la più sportiva Dynamic si irrigidiscono. E allora l’ingresso in curva diventa più rapido, il rollio diminuisce, diventa più precisa tra le curve e trasmette un feeling ancora più sicuro, anche senza la trazione integrale che comunque potete avere con molti motori della gamma.

Nelle strade più tortuose, in Dynamic il cambio scala in modo piuttosto puntuale e tiene un po’ più il rapporto inserito prima di passare a quello successivo. Forse i più esigenti vorrebbero uno sterzo più diretto e guidandola mi rendo conto che preferirei anche avere almeno la versione più potente a gasolio da 190 cv.

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In città, se scegliete gli ammortizzatori elettronici tombini, buche e rattoppi si sentono poco. É agile anche nel traffico ma rimane sempre il problema della visibilità posteriore.

Come la sorella “normale” è sempre a suo agio in autostrada, consentendovi anche lunghi viaggi, con un buon passo, e piuttosto comodi. A 130 all’ora il motore gira basso, a poco più di 2000 giri, e quasi non lo si sente.

Questo motore Euro 6d-TEMP consuma poco, considerato il tipo di auto e il peso: in autostrada, a velocità da codice, poco più di 14 chilometri con un litro di gasolio; sulle strade extraurbane si è sempre oltre i 18 e anche in città attorno ai 13,5. La media è quindi attorno ai 15,5 circa, nemmeno troppo lontani dai valori dichiarati dalla Casa.

ADAS DI ULTIMA GENERAZIONE


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L’impianto frenante si è rivelato potente e ben gestibile. Buone anche la modulabilità del pedale e, per quanto mi è stato possibile provarla, anche la resistenza alla fatica dell’impianto. I fari a matrice di LED sono ancora un optional costoso (qui sono più di 1900 Euro) ma consentono di viaggiare più sicuri e fanno davvero la differenza, per farsi vedere e vedere decisamente meglio, per illuminare qualsiasi strada con grande precisione, senza abbagliare gli altri: tra le loro tante caratteristiche, in autostrada da circa 110 all’ora regolano automaticamente la profondità oppure quando la visibilità è scarsa riducono al minimo l’auto-abbagliamento.

Già nella versione base sono presenti di serie: Audi pre sense front, che in caso di ostacoli improvvisi invia un segnale acustico che ci avvisa del pericolo. Se siamo distratti e non reagiamo interviene automaticamente e avvia la frenata d’emergenza. Lane departure warning, per prevenire l’abbandono involontario della propria corsia di marcia. Lane change warning, che ci aiuta a controllare il traffico che proviene da dietro e l’angolo cieco.

Su questo allestimento è di serie il Pacchetto assistenza (previsto solo con il cambio automatico), che comprende anche l’Adaptive cruise assist: il cruise control adattativo lavora in coppia con il dispositivo che mantiene l’auto al centro della corsia.

Accelera, frena, mantiene velocità e distanza impostate e ci fa restare al centro della corsia; funziona da 0 a 200 km/h. Mi raccomando: non dimenticate mai che siamo sempre noi responsabili della guida.

TECNOLOGIA DI CLASSE SUPERIORE


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La tecnologia a bordo è tanta: già nella versione base abbiamo di serie il virtual cockpit da 10,25”, la bella plancia black panel della Radio MMI plus, con comandi vocali per telefono e media, la radio digitale DAB e l’interfaccia bluetooth. Su questo esemplare tra gli optional c’è il virtual cockpit plus con display HD da 12,3”, per avere tutto sotto controllo: quello centrale dell’infotainment è orientato verso chi guida.

Il sistema di infotainment di ultima generazione è davvero tra i migliori sul mercato: qui c’è addirittura la versione top di gamma, l’MMI Navigation plus. Luigi in passato ha avuto modo di spiegarvi con un altro modello della Casa ciò che lo distingue dal resto, con interfaccia fluidissima, mappe 3D mediante Google Earth, connettività alla rete e possibilità di accedere ai vari servizi “live” mediante i vari livelli di optional e allestimento. Qui ha debuttato l’assistente vocale connesso Amazon Alexa. che offre diverse funzionalità con semplici comandi vocali.

Il sistema raccoglie tutti i tasti a parte quelli del clima e pochi altri. Nella parte bassa della consolle centrale ci sono i tasti “a pianoforte”: fra questi quello per le “quattro frecce” che non è proprio a portata di mano e facile da trovare mentre si guida. Sono sempre comodi invece i classici comandi a rotella per il clima e per il volume. Ci sono porte USB C anteriori e posteriori e la ricarica wireless per gli smartphone compatibili.

Musica parlando, già l’hi-fi Audi Soundsystem se la cava bene, ma se non volete semplicemente ascoltare, se potete, regalatevi tra gli optional il sistema Bang & Olufsen Premium Sound System con suono 3D: quindici altoparlanti, un amplificatore a 16 canali, una potenza totale di 680 W e vi viene il dubbio che la vostra band preferita sia nel baule…

OFFERTA RICCA MA COSTOSA


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La Q3 Sportback costa mediamente circa 3.200 Euro in più rispetto alla “sorella” normale, a parità di versione ma vanta una dotazione di serie più ricca. Si parte da 38.800 Euro per la 35 TFSI con il cambio manuale a 6 marce, a trazione anteriore, con il 1.5 4 cilindri turbo benzina da 150 cv, nella versione Base che, oltre a quello che vi ho già segnalato, offre anche: cerchi in lega da 18, assetto sportivo, luci anteriori LED, clima automatico bizona e tanto altro.

Ci sono quattro versioni tra cui scegliere e diversi pacchetti per renderla più esclusiva o più adatta alle vostre esigenze.

La versione entry-level a benzina potete averla anche S tronic, con il doppia frizione a 7 rapporti. Poi c’è il 2.0 turbo da 190 cv della 40 TFSI quattro S tronic, quindi con trazione integrale. Il top tra le versioni “normali” è la 45 TFSI quattro S tronic con 230 cavalli.

Per chi la vuole a gasolio c’è questa 35 TDI in versione quattro ma con il manuale per 41.400 Euro. Con 100 in più c’è la versione che ho provato: se la volete quattro aggiungete 2.100 Euro. Per la 40 TDI quattro S tronic con il 2.0 da 190 cavalli si parte da 48.100 Euro.

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A breve arriva in versione Mild Hybrid con il 1.5 TFSI 150 CV S tronic MHEV 48V: con la tecnologia mild-hybrid a 48 Volt applicata a questo motore a 4 cilindri, l’alternatore-starter fornisce un apporto alla trazione endotermica quantificabile in 50 Nm di coppia e 12 cavalli di potenza in più. Vanta il sistema frenante elettroidraulico e la frenata rigenerativa, ispirati alla e-tron, e alla gamma ibrida plug-in del brand. La trazione è anteriore e il cambio è l’automatico S tronic. Si consuma e si inquina un po’ meno e in certe regioni (non tutte, altra stupidaggine del nostro Paese…) esenzione del bollo, accesso alle zone a traffico limitato e strisce blu gratuite.

Con il Model Year 2021 si aggiungono nuovi allestimenti, ancora più completi, e inediti pacchetti. Potrà contare su dotazioni di sicurezza e connettività più ricche e sistemi predittivi di serie sin dal secondo livello d’allestimento. Migliora anche la dotazione del Business, l’allestimento più richiesto, e arriva la disponibilità di serie dell’Audi smartphone interface per poter usare Apple CarPlay e Android Auto.

La Q3 Sportback ha nel design uno dei suoi punti forti che la differenzia dalla Q3 “non coupé” ma si è rivelata anche piacevole da guidare e molto sicura. La tecnologia a bordo è il top, ma si paga e tanto, così come tanti dettagli esterni o finiture interne pregiate che però sono optional. Anche in questo esemplare la lista è molto lunga, forse un po’ troppo.

Tra le alternative ci sono BMW X2, Mercedes GLA e Land Rover Evoque. Voi quale scegliereste? O quale avete scelto? Fateci sapere cosa ne pensate di questa Audi Q3 Sportback.

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