Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci | Web Agency Brescia
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Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci

Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci

Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci


La maggior parte delle scuole italiane si affida a servizi di connettività ADSL, anche se potrebbe siglare contratti ultra-broadband. È questa la fotografia scattata dall’AGCOM grazie a un recente sondaggio che ha coinvolto 3916 istituti di tutta la penisola sui complessivi 75.351. Il dato è parziale ovviamente ma secondo gli addetti ai lavori riflette piuttosto bene la realtà: a causa di motivazioni piuttosto incomprensibili moltissimi istituti scolastici non sanno di essere coperti da servizi di connettività ad alte prestazioni.

LA COPERTURA DELLE SCUOLE

Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci

Il Garante delle Comunicazioni a luglio ha pubblicato la Relazione Annuale 2020 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro. L’appendice 1 dedicata a “L’impatto del coronavirus nei settori regolati” includeva un approfondimento sulla diseguaglianza digitale e la condizione delle scuole. Com’è risaputo il contesto pandemico da Covid-19 ha acceso i riflettori sul tema della didattica a distanza e fra qualche settimana, con l’inaugurazione dell’anno scolastico, non sappiamo ancora come saranno organizzate le attività ma appare scontato che il tema del digitale sarà ancora centrale.

Gli oltre 75mila edifici scolastici fanno riferimento a 35,3mila scuole per l’infanzia (Materne), 26,2mila scuole primarie (Elementari), 10,7mila scuole secondarie di primo grado (Medie) e 19,4mila scuole secondarie di secondo grado (Superiori). Di solito il loro posizionamento è nei pressi di zone popolose, tranne rare eccezioni. Ecco spiegato il motivo per cui godono di indici di copertura (connettività) analoghi a quelli residenziali. Nello specifico il dato da cui partire è proprio quello dell’offerta. L’indagine AGCOM svela che potenzialmente le scuole coperte esclusivamente da ADSL sono il 17%. Il 18% potrebbe disporre di servizi FTTC (fiber-to-the-cabinet), il 42% di FTTC+ (con EVDSL fino a 200 Mbps) e il 17% di FTTH (fiber-to-the-home). Per il 6% del lotto non è stato possibile stabilire corrispondenze.

In sintesi più della metà degli istituti sembrerebbero coperti da servizi ultra-broadband, in linea di massima compresi tra i 100 Mbps e 1 Gbps nominali. L’FTTC+ e FTTH corrispondono infatti a VDSL veloci e connessioni fibra. Fermo restando il fatto che con la fibra-rame permangono le solite incognite legate a distanza dal cabinet, usura del rame ed eventuali interferenze con altre tecnologie. Invece con la fibra pura le prestazioni sono massime e sempre piuttosto affidabili.

LA CAMPANIA VA MEGLIO DELLA LOMBARDIA


Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci

L’Italia sul fronte della qualità della connettività è a macchia di leopardo. Gli edifici scolastici non fanno eccezione, ma al solito per una sorta di bias cognitivo culturale ci si aspetta che alcune regioni altamente produttive facciano meglio – beh, non è così. In proporzione e in numeri assoluti le scuole più coperte da FTTH sono in Campania (2.700), Lazio (1.900) e Liguria (498). Le più deboli sono Calabria (261), Trentino Alto-Adige (61) e Molise (42). Se si parla invece di FTTC+ i migliori risultati si hanno in Calabria (1.800), Lombardia (1.600), Veneto (951), Sardegna (903) e Puglia (850). Male Piemonte (694) e Trentino Alto-Adige (140).

Complessivamente considerando tutte le tecnologie a disposizione gli edifici in maggiore difficoltà sono in Trentino Alto-Adige e Molise. La copertura ADSL è ancora troppo incisiva e quella FTTC debole. Il Piemonte è in bilico, ma sicuramente nella parte bassa della classifica.

IL 48% DEL CAMPIONE HA CONNESSIONI ADSL

Scuole italiane: troppi abbonamenti ADSL, anche se sono coperte da servizi più veloci

Come abbiamo già spiegato in un articolo precedente, un conto sono le coperture, altro i reali servizi attivati. Ebbene, anche per le scuole sembra valere la stessa discordanza. Probabile che i dirigenti scolastici non siano informati dei servizi disponibili in zona, oppure vi sia difficoltà a comprendere come muoversi in un settore così complesso.

Il primo campione di scuole di 3916 scuole che ha partecipato a un sondaggio dell’AGCOM ha svelato uno scenario preoccupante. In pratica il 48,29% risulta ancora abbonato a vecchi servizi ADSL, quando le coperture ci dicono che la maggior parte potrebbe aspirare a servizi molto più veloci. La più grande bizzarria è che la quota FTTH è del 15,76% mentre quella FTTC è dell’11,08%. In pratica si può supporre che quelli raggiunti dalla fibra abbiano nella maggior parte dei casi stipulato contratti; gli altri invece sembrerebbero rimanere in ADSL per motivi a dir poco oscuri.

Una nota di colore è che secondo gli indici europei del DESI 2020, l’Italia è uno dei paesi dove i servizi di connettività più lenti costano di più e quelli più veloci costano di meno. Insomma, potrebbe essere anche solo una scelta mossa dal risparmio cambiare contratto. Completano la fotografia i dati del fixed wireless (7,74%) e del mobile (0,51%). Il 4,93% risulta privo di connessione mentre 11,69% indefinito: come a dire che di oltre 600 scuole del campione non si sa nulla.

CENSIMENTO NAZIONALE E CONTROLLO RETI INDOOR

L’AGCOM ha ribadito che “l’utilizzo della rete è diventato uno strumento essenziale per fondamentali aspetti del vivere quotidiano” e la stessa dotazione digitale è un “ulteriore fattore di criticità, in grado sia di ampliare disuguaglianze preesistenti, sia di generarne delle nuove”.

Fondamentale quindi che il sistema scolastico si trasformi in una sorta di testa di ponte per l’educazione digitale: la connettività è quindi imprescindibile. Ad ogni modo a parte l’eterogeneità della copertura territoriale sono rilevanti – e lo dice l’AGCOM – le differenti scelte poste in essere dai singoli sistemi scolastici, specie a livello regionale.

“La combinazione di questi due fattori (disponibilità dei servizi di connessione di alta qualità e scelte sulla dotazione digitale da parte delle scuole) genera un panorama assai diversificato che contrasta con il principio di pari opportunità dei giovani rispetto ai processi educativi e di crescita evolutiva”, conclude il Garante.

La prima sfida da affrontare sarebbe quella di censire con puntualità la condizione di tutte le scuole italiane. Dopodiché dovrebbero essere aiutate a districarsi nel panorama delle offerte di connettività, soprattutto sotto il punto di vista tecnico. In secondo luogo sarebbe il caso di controllare anche la condizione degli apparati e la qualità delle loro reti indoor. Il salto quantico poi si avrebbe con una vasta operazione di cablaggio in fibra, ma questo è un territorio paludoso – al netto dell’attuale progetto BUL che prevede per le aree bianche interessate la copertura di tutte le strutture pubbliche, dai cimiteri (!) alle scuole.

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