Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit | Web Agency Brescia
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Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit

Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit

Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit


Google Assistant lo abbiamo tutti, o almeno tutti coloro che hanno uno smartphone Android, un televisore con sistema operativo Android TV, oppure chi ha scelto di dotarsi di uno degli altoparlanti smart dell’azienda. Un assistente vocale che nel corso degli anni ha fatto passi da gigante, tanto che oggi capisce anche alcune frasi in dialetto o risponde a tono generando simpatici dialoghi.

L’assistente vocale di Google si basa, come tutti i servizi dell’azienda, sull’account Google collegato e proprio grazie a ciò permette di creare un vero e proprio sistema di dispositivi connessi in grado di interagire tra di loro in maniera intuitiva.

Un vantaggio non da poco, in quanto ciò permette di poterne sfruttare tutti i vantaggi a prescindere dal dispositivo che si utilizza o dal luogo in cui si pronunciano i comandi.

Come nella guida ad Amazon Alexa, anche in questo caso cercheremo di andare a fondo per scoprire tutti i segreti dell’assistente Google e permettervi di sfruttarne al meglio tutti i vantaggi.

INDICE

DISPOSITIVI: NON SOLO ALTOPARLANTI


Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit

Se è pur vero che Amazon Alexa offre una gamma di speaker smart e con display più completa, dall’altro lato Google integra il suo assistente vocale su una varietà di dispositivi enorme. Gli altoparlanti smart della famiglia Nest sono i più recenti. Nest Mini costa 59 euro sul Google Store ed è l’erede di Google Home Mini che invece viene proposto a 39 euro. Nest HUB è invece lo smart speaker dotato di un display da 7 pollici e un potente altoparlante, con un costo di 89,99 euro. Completa la gamma Google Home, un altoparlante con una qualità audio più elevata, ancora disponibile con un listino di 99 euro.

Questi sono gli altoparlanti che si contrappongono alla gamma Echo di Amazon. Nest Mini sfida Echo Dot, Nest HUB è un’alternativa a Echo Show 8, mentre Google Home è il perfetto rivale di Echo Plus.

Non tutti sanno però che Google Assistant è presente anche su tantissimi altri dispositivi, come per esempio le videocamere di sorveglianza Nest. Ovviamente la sua utilità è relativa su una videocamera di sorveglianza dedicata all’uso in esterna come per esempio la Nest Cam IQ Outdoor, mentre quelle per interno, come la Nest Cam IQ Indoor risultano piuttosto utili.

Il dispositivo è infatti dotato di microfoni per il rilevamento dei suoni e di un altoparlante integrato per l’audio a due vie. Tramite le impostazioni si può attivare l’assistente vocale in modo da rendere la piccola videocamera di sorveglianza anche un altoparlante smart in grado di controllare la domotica, fissare appuntamenti e tanto altro ancora.


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Google
05 Mag



Guida a Google Assistant: come configurarlo e usarne tutte le potenzialit




Google
12 Giu


CONFIGURAZIONE DI NUOVI DISPOSITIVI E CONTROLLO DOMOTICA

Per configurare un dispositivo Nest e poterlo utilizzare per controllare i dispositivi legati al mondo della domotica è necessario scaricare l’applicazione Google Home. È disponibile sia su Android, preinstallata in molti smartphone, che su iOS.

Fatto ciò, è sufficiente effettuare il login con il proprio account Google e iniziare la configurazione dei dispositivi compatibili con l’assistente vocale. Non ci sono skill, o altre mini-applicazioni da scaricare per poter controllare un dispositivo smart, ma la procedura è un po’ più semplice rispetto ad Alexa.

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Chi usa Google Assistant può decidere di far attivare l’assistente vocale solamente con la propria voce. La funzione si chiama “Voice Match”. Una volta attivata viene richiesto di ripetere “Ok Google” per tre volte consecutive, in modo che l’assistente possa memorizzare tono e timbro della voce di chi parla. Voice Match può essere configurato in modo da riconoscere una sola persona oppure i membri della famiglia.

Dalla schermata principale si preme il pulsante “+” in alto a sinistra e si clicca poi sull’opzione “Configura dispositivo” e successivamente “Hai già configurato qualcosa?”. A questo punto si viene reindirizzati su una pagina che raggruppa tutti i servizi disponibili. Ci sono le Philips Hue, le lampadine Lifx, i robot aspirapolvere di iRobot e Deebot e tanto altro ancora.

Una volta individuato il servizio che si intende collegare, è sufficiente fare il login con e-mail e password usati durante la registrazione del dispositivo scelto e il gioco è fatto.

A questo punto il dispositivo viene aggiunto al proprio account e siamo liberi di assegnarlo a una delle nostre case e in seguito posizionarlo in una determinata stanza o gruppo di dispositivi. Ciò permette di avere un altro vantaggio da non sottovalutare.

Google Assistant recepisce meglio i comandi rispetto ad Alexa e ciò permette di usare meglio alcuni dispositivi di provenienza asiatica. Abbiamo avuto a che fare con l’aspirapolvere robot Proscenic M7 Pro. Mentre la Skill di Alexa non ha mai funzionato, dopo innumerevoli tentativi di configurazione, con Google Assistant è stato riconosciuto al primo colpo.

Il motivo è presto detto. Alexa necessita di una stringa di comando (una frase ben precisa) che il produttore ha inserito tra quelle riconosciute nella skill. È sufficiente una piccola variazione affinché il comando non venga compreso. Se per esempio il produttore decide che un robot aspirapolvere inizi a pulire con il comando “Alexa, avvia pulizia con Ambrogio”, bisognerà dire quelle precise parole. A ciò si aggiunge il fatto che la Skill su Alexa viene sviluppata direttamente dal produttore del dispositivo e in alcuni casi traduzioni e comandi non vengono implementati in maniera ottimale.

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Con Google si possono usare varie frasi: “Ok Google, fai pulire Ambrogio” oppure “inizia a far pulire Ambrogio” e il comando verrà eseguito allo stesso modo.

Resta il fatto che dire un nome come “Alexa” sia molto più naturale che dare un comando come “Ok Google”. Nel primo caso sembra di avere a che fare qualcosa di più umano, nel secondo è più presente un rapporto uomo-macchina.

L’applicazione ha un’interfaccia semplice e dalla grafica gradevole, come Google ci ha abituato con tutte le sue app. La schermata principale ci permette di gestire tutti i dispositivi e di usare alcune funzioni come la possibilità di usare un altoparlante Nest per riprodurre audio, fare un annuncio e tanto altro ancora.

Talvolta trovare una specifica voce nelle impostazioni per modificare un dato parametro può però essere poco immediato. Sotto questo punto di vista l’applicazione di Alexa ha una suddivisione dei sottomenu più chiara.

Tramite le impostazioni si può personalizzare l’indirizzo di casa, gestire il proprio nucleo familiare e riorganizzare le stanze e i dispositivi utilizzati.

LISTE, CALENDARIO, APPUNTAMENTI E TANTO ALTRO ANCORA

Tramite Google Assistant è possibile creare liste, gestire appuntamenti, timer e tanto altro ancora. Per farlo è sufficiente pronunciare i comandi appositi, dunque dire “Ok Google” seguito da:

  • Crea lista Spesa”: in questo caso verrà creata una nuova lista chiamata spesa. Si possono dunque creare più liste a seconda delle proprie esigenze e sincronizzarle sul proprio telefono pronunciando “Ok Google, invia lista Spesa al mio telefono”.
  • Ricordami di inviare mail a Niccolò”: comando utile per fissare promemoria e cose da fare. In questo caso Google Assistant chiederà quando e a che ora si desidera ricevere la notifica per il promemoria
  • Fissa su calendario call redazione”: utile per creare eventi, appuntamenti e tanto altro ancora e sincronizzarli con il proprio Google Calendar. Impartito il comando Google Assistant chiederà la data e l’ora e subito dopo potremo verificare su Calendar che l’evento è stato fissato.
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Come anticipato nel paragrafo precedente, i comandi non seguono regole precise di pronuncia e non è dunque necessario ripeterli sempre allo stesso modo.

GESTIRE LE ROUTINE E CREARNE DI NUOVE

Anche Google Assistant permette di creare delle Routine, ovvero un insieme di operazioni che vengono svolte dall’assistente vocale in automatico quando viene pronunciata una determinata parola di attivazione.

Per selezionare le routine preimpostate oppure per crearne di nuove, è sufficiente cliccare l’apposito tasto tramite la schermata principale dell’applicazione Google Home.

Selezionando “Aggiungi una routine”, si può decidere il comando sentito il quale Google compie le azioni scelte, oppure programmare una data e un’ora in cui la routine viene ripetuta senza la necessità per l’utente di richiamare l’assistente.

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Comodo per esempio al mattino per conoscere prima di uscire di casa le informazioni su meteo e traffico per andare al lavoro, oltre che gli appuntamenti della giornata.

Le possibilità di personalizzazione sono però davvero tantissime. Tramite l’opzione “Aggiungi azione” è possibile inserire in un campo di testo le azioni che si desiderano senza alcun limite. Per esempio, si può scrivere “Fai pulire il robot aspirapolvere”, “Spegni le luci”, “Attiva videocamera di sorveglianza” e tanto altro ancora.

La creazione e le possibilità di personalizzazione sono dunque potenzialmente infinite e molto più intuitive rispetto ad Alexa che invece richiede la selezione manuale delle Skill da attivare.

SI PU ANCHE TELEFONARE, GRAZIE A GOOGLE DUO

Lo abbiamo detto più volte. Il vantaggio dell’assistente di Google è la piena integrazione con tutti i servizi del colosso di Mountain View. Da qualche settimana anche con Google Assistant è possibile effettuare chiamate vocali con i propri contatti che hanno un account Google Duo.

Tramite i dispositivi Nest potranno però essere effettuate solamente chiamate vocali, in quanto non ci sono attualmente altoparlanti come Echo Show 8 che integrano una fotocamera frontale.

Per avviare una chiamata si può usare l’applicazione Home, oppure pronunciare “Ok Google, chiama NomeContatto”. La qualità della chiamata è ottima, e gli interlocutori ci hanno sentito in maniera chiara anche quando ci siamo posti a una distanza di circa un metro e mezzo dall’altoparlante (un Nest Mini), segno che i microfoni integrati fanno un ottimo lavoro.

QUALI SONO LE DIFFERENZE CON ALEXA?

Dire “Ok Google” anziché pronunciare un comando più umano è piuttosto innaturale. L’assistente vocale di Google poi non è immediato e ha bisogno di un paio di secondi per riconoscere l’attivazione e mettersi in ascolto.

Un’attesa che si traduce in diversi minuti se usiamo in maniera intensiva le tante possibilità che ci vengono offerte per la gestione delle nostre attività e della domotica.

Google Assistant poi parla tanto. Se chiediamo per esempio “Ok Google, accendi TV”, l’assistente dopo aver eseguito il comando dirà “Va bene, accendo la TV del soggiorno”. Ciò accade anche con le lampadine, con i termostati o con le videocamere di sorveglianza e tutti gli altri dispositivi. Un po’ snervante se i comandi vengono usati diverse volte al giorno.

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È vero che Google ha da poco introdotto la possibilità di ricevere un avviso acustico quando viene impartito un comando, ma non c’è modo di attivare tale opzione per qualsiasi comando ricevuto. Funziona solo se l’altoparlante smart e il dispositivo comandato si trovano sulla stessa stanza.

Per esempio, se posizionate il vostro Nest Mini in soggiorno e dite “Ok Google, Accendi luci soggiorno”, l’assistente accende le luci ed emana un lieve segnale acustico. Speriamo che Google possa in futuro implementare le risposte brevi per qualsiasi comando.

La varietà dei dispositivi è poi un altro argomento che potrebbe far propendere per l’uno o l’altro assistente. Chi vuole Alexa ha tantissime opzioni, dal piccolo ed economico Echo Dot fino ad arrivare al prestante Echo Studio, oppure può optare per quattro diversi Echo con display e fotocamera frontale.

Gli altoparlanti smart di Google sono invece due: il piccolo Nest Mini e il più grande Nest Hub disponibile in Italia nel solo formato con display da 7 pollici e senza fotocamera frontale.

A ciò si aggiunge il fatto che la qualità audio, sulla stessa fascia di prezzo, è migliore sugli Echo e anche i microfoni si comportano meglio.

C’è poi un ulteriore vantaggio per Alexa, ovvero l’integrazione con tutti i servizi inclusi nell’abbonamento Amazon Prime. Tra questi basta citare Amazon Music e Amazon Prime Video i cui contenuti possono essere visualizzati su tutti gli Echo con display.

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Google purtroppo non offre un pacchetto così completo. Si può arrivare ad avere qualcosa di simile solamente affidandosi a servizi esterni. C’è però da dire che Google Assistant supporta la riproduzione audio con Spotify anche in versione gratuita, mentre Alexa no.

C’è poi la questione Zigbee. Amazon ha tre dispositivi che offrono lo standard Zigbee di serie: Echo Plus, Echo Show 10 ed Echo Studio. Questo consente di poter aggiungere alcuni dispositivi, come le lampadine Philips Hue, senza la necessità di acquistare anche il Bridge, che comporta un esborso ulteriore. Con Google attualmente ciò non è possibile.

Dalla sua Google ha però una capacità di comprensione dei comandi estremamente più ampia. La flessibilità del linguaggio offerta è notevole e le volte in cui i comandi non vengono recepiti è ridotta

Alexa esige un linguaggio più specifico, con frasi che devono essere quelle giuste, altrimenti si otterrà un banale “Purtroppo non trovo la risposta alla domanda”.

Entrambi gli assistenti sono poi in grado di tradurre parole o brevi frasi da una lingua all’altra, raccontare barzellette (di tanto in tanto dal dubbio gusto) e fornire informazioni e risposte a una serie molto ampia di domande. In quest’ultimo caso Google ha un leggero vantaggio, grazie al database offerto dal suo motore di ricerca.

Google Assistant, così come Alexa, è un assistente vocale che viene costantemente aggiornato e l’esperienza d’uso può variare anche in maniera sostanziale nel giro di qualche settimana. Le due aziende lavorano costantemente per implementare maggiori funzioni, estendere le compatibilità e offrire una gamma prodotti completa in grado di garantire un’esperienza d’uso di alto livello.


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Apps
13 Ago


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