Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd | Web Agency Brescia
8923
post-template-default,single,single-post,postid-8923,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd


Nelle scorse settimane OnePlus ha reso disponibile per i suoi utenti la nuova versione Open Beta della Oxygen OS 11. Noi come al solito abbiamo deciso di installarla sul OnePlus 8 (recensito a maggio) per provare in anteprima tutte le novità del sistema. In origine questo articolo sarebbe dovuto essere una semplice disamina di tutti i cambiamenti rispetto al precedente software, ma più ci addentravamo al suo interno, più capivamo come il prossimo aggiornamento sia solo un piccolo tassello di quello che si appresta ad essere il futuro dell’azienda.

INDICE

OXYGEN OS 11


Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Dai primi istanti di utilizzo Oxygen OS 11 non sembra essere cambiata molto. OnePlus è sempre stata un azienda che, nell’immaginario pubblico, ha basato la sua esperienza su un software simil stock. Le solite personalizzazioni rimangono qui intatte ma abbiamo un approccio totalmente nuovo nei confronti di alcune parti della UI.

Entrando nelle impostazioni le voci sono identiche ma tutti gli elementi sono spostati verso il basso per essere più raggiungibili con il pollice. Una scelta che abbiamo già avuto modo di commentare parlando della One UI degli smartphone Samsung e vederla ora su uno dispositivo OnePlus è un primo segnale di come l’azienda stia pian piano cercando di allontanarsi dalla classica esperienza fornita dal software stock, come ad esempio quello presente sui Google Pixel 4 e sul più recente 4a.

Lo stesso approccio è stato adottato per le nuove applicazioni del meteo, orologio e calcolatrice ridisegnate riposizionando le varie componenti, ma anche adottando nuove icone e colori. Arriva il tanto atteso Always On Display con una particolare funzione che mostra quante volte lo smartphone è stato sbloccato. L’approccio è lo stesso della Zen Mode e lo scopo è quello di renderci consapevoli dell’eventuale utilizzo eccessivo e spronarci a limitarlo.

Non mancano tante funzioni introdotte con la build di Android 11 da poco resa disponibile in via ufficiale sui Google Pixel, ma la cosa su cui mi voglio maggiormente soffermare è come l’intero sistema sia sempre più lontano da quella filosofia di minimalismo e pulizia che ha da sempre caratterizzato gli smartphone OnePlus. Con questo nuovo aggiornamento il telefono assomiglia molto di più a un prodotto Samsung o Huawei e la OxygenOS offre un’esperienza paragonabile a quelle che derivano dall’utilizzo di One UI o EMUI.

Gli utenti più affezionati al brand potrebbero sentirsi traditi da questa mossa, ma credo che nei piani di OnePlus ci siano obiettivi più ambiziosi rispetto al voler solo accontentare una piccola nicchia di pubblico che ama Android Stock. Il mercato degli smartphone è stato caratterizzato negli ultimi anni dal sempre crescente successo di aziende che producono smartphone Android in grado di differenziarsi dagli altri non solo grazie a particolari caratteristiche hardware ma anche e soprattutto per via di un software completo, con una grafica accattivante e un’esperienza capace di fidelizzare l’utenza: Samsung ha la One UI, Huawei usa la EMUI, Xiaomi la MIUI e Oppo la Color OS.

Le personalizzazioni sono talmente profonde che spesso e volentieri i meno esperti non sanno nemmeno che alla base il software è lo stesso. A dimostrazione di ciò mi capita sempre più spesso di parlare con amici e parenti che “voglio un Samsung perché con quell’altro non trovo le cose”, ma sono certo che questa situazione sia sempre più comune non soltanto tra le mie conoscenze.

LE ORIGINI CON IL ONEPLUS ONE


Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Prima di ragionare su quello che potrebbe essere il futuro di OnePlus, dobbiamo conoscere quali sono state le sue origini e la sua iniziale filosofia. L’azienda nasce nel 2014 e se vogliamo semplificare potremmo considerarla come una costola di Oppo. In realtà il passaggio è un po’ più complesso di così. I due brand hanno molto in comune e condividono numerose tecnologie e funzioni software perché entrambe fanno parte di un più grande Gruppo conosciuto come BBK Electronics, che al suo interno include altri brand come Vivo, Realme e iQOO.

Dopo una lunga serie di rumor e teaser online, l’avventura ha mosso i suoi primi passi con OnePlus One. Un vero fulmine a ciel sereno per l’epoca, al prezzo di 299 euro riusciva infatti a racchiudere quasi tutte le migliori caratteristiche hardware disponibili in quel momento. Il pubblico degli appassionati venne sconvolto da questo prodotto sia per le ottime specifiche che per via della collaborazione con il team di CynogenMod: montava infatti l’omonima ROM simil stock, molto famosa per le possibilità di personalizzazione.

LA STRATEGIA DEGLI ENTHUSIAST


Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Con OnePlus One l’azienda si rivolgeva quindi a un pubblico di esperti e super nerd, i cosiddetti “Enthusiast”. Una strategia all’apparenza perfetta e azzeccata, specialmente per un’azienda alle prime armi. Hardware al top o quasi, software personalizzabile e prezzo basso, un’offerta che anche un utente comune farebbe fatica a rifiutare.

Così facendo OnePlus si è potuta permettere investimenti bassissimi in campagne marketing tradizionali. I suoi stessi utenti, ammaliati dalle caratteristiche, hanno infatti contribuito a rendere il prodotto famoso parlandone, discutendo sui forum e consigliandolo a terzi. I soldi risparmiati in pubblicità sono uno dei fattori che hanno quindi permesso all’azienda di mantenere un prezzo così aggressivo.

Nel 2014 frequentavo ancora l’università ed ero uno di questi utenti. Venni immediatamente conquistato da OnePlus One e lo acquistai districandomi nel complesso ma affascinante sistema di inviti, altro elemento importantissimo per la sostenibilità del progetto. Grazie a questo modus operandi, infatti, l’azienda ha potuto far fronte alle richieste con una produzione su misura, risparmiando moltissimi soldi anche in fatto di giacenze e invenduto. Senza esserne consapevole fui quindi anche io “vittima” di questa strategia contribuendo attivamente alla crescita. In quel periodo ho infatti consigliato lo smartphone a numerosi colleghi nerd come me (frequentavo la facoltà di informatica), che si sono sempre ritenuti soddisfatti dell’acquisto.

Una strategia sulla carta perfetta ma che, col passare del tempo, si è trasformata in un’arma a doppio taglio. Lo svantaggio di rivolgersi ad una clientela così consapevole è quello di non poter sbagliare un colpo. Al primo errore, infatti, il rischio concreto è quello di perdere tutto l’appeal guadagnato. Una strategia che non ammette errori non può essere sostenibile a lungo termine. Ad un anno di distanza OnePlus 2, per quanto comunque discreto, non ebbe lo stesso successo e fu subito additato come un progetto quasi fallimentare. Al punto da trascinare con sé anche OnePlus X che, per quanto bellissimo, vendette poche unità.

IL CAMBIO DI ROTTA CON EMILY RATAJKOWSKI


Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Resosi conto del problema OnePlus ha subito optato per un cambio di rotta che ci ha portato fino alla situazione attuale. I prezzi sono pian piano aumentati, e con loro sono state avviate numerose campagne pubblicitarie in cui spesso compaiono costosi brand ambassador provenienti dal mondo dello spettacolo. OnePlus 5 ebbe come testimone una rampante Emily Ratajkowski nei panni di un’insegnate che mostrava il funzionamento della dash charge, mentre l’attuale OnePlus 8 Pro , raggiunto il prezzo di 919 euro (quasi il triplo del prezzo del primo smartphone) può permettersi di comparire tra le mani di Iron Man ( Robert Downey Jr.).

Le basi di economia ci insegnano che per trarre profitto dalla vendita di un prodotto si può agire in due modi:

  • accontentarsi di poche unità tenendo un prezzo alto e quindi un margine di guadagno elevato
  • cercare di vendere quanti più prodotti possibili ad un prezzo contenuto e con margini ridotti

La strategia di OnePlus non è mai stata chiara in questo senso e potremmo quasi dire che fino a qui si sia semplicemente accontentata. Poche unità, margini non elevatissimi e una situazione economica che l’ha portata a “galleggiare” senza mai spiccare il volo. Dopo il lancio di OnePlus Nord, definito come il primo di una nuova serie di prodotti, siamo però sempre più certi che da grande OnePlus voglia fare come i grandi, e scusatemi il gioco di parole.

IL FUTURO TRAMITE IL ONEPLUS NORD


Da Emily Ratajkowski a Iron Man, il futuro di OnePlus sempre meno Nerd

Nei prossimi mesi vedremo così una OnePlus in evoluzione e rivoluzione. Il primo passo è stato il lancio di OnePlus Nord, uno smartphone di fascia media con un prezzo a fuoco e buone caratteristiche. Probabilmente assisteremo al lancio di numerosi smartphone su fasce differenti, e di questi Nord sarà il capostipite. Girano voci sull’arrivo di un OP Clover con Snapdragon 460, un dispositivo verosimilmente molto economico, del Billie con il 690, dell’8T e del Lemonade. Insomma tanta carne al fuoco per tutti.

La nuova strategia di OnePlus si può quindi riassumere così:

  • ampliamento della gamma per andare a coprire tutte le face di prezzo
  • un nuovo sistema operativo personalizzato che gli consenta di distinguersi dagli altri e creare fidelizzazione

Questo potrebbe far perdere all’azienda la nicchia di utenti più appassionati che si sentirebbero traditi, ma sicuramente gli consentirà di guadagnare una fetta di mercato più ampia, specialmente con gli smartphone meno costosi. Un po’ quello che fanno i grandi, no?

VIDEO

(aggiornamento del 10 settembre 2020, ore 01:08)

No Comments

Post A Comment