Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio | Web Agency Brescia
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Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio

Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio

Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio


La Lega Serie A, mercoledì 9 settembre, ha approvato il progetto di creazione di una Media Company che sarà incaricata di vendere i diritti televisivi del campionato di calcio italiano. L’obiettivo è “di non avere più intermediari”, come ha sottolineato il presidente Paolo Dal Pino. Inoltre, scartata l’idea di un finanziamento si è preferito accettare la prospettiva di cedere il 10% della newco a un fondo di investimenti per ridare ossigeno alle casse. “Ora ci sono alcuni passi da fare, approfondiremo le due proposte delle cordate per la media company perché ci sono alcuni dettagli da verificare. La Lega ha lavorato per anni con intermediari, ma è ora che il valore resti in casa”, ha sottolineato il presidente.

TUTTTI APPARENTEMENTE D’ACCORDO

Durante la votazione nell’assemblea di Milano tutti e 20 i presidenti dei club di Seria A hanno espresso pieno sostegno all’iniziativa. Sebbene precedentemente Claudio Lotito e De Laurentiis avessero suggerito strade alternative l’idea della media company alla fine ha coagulato tutto il consenso. Ma questo è pur sempre il primo passo e nel percorso potrebbero emergere criticità, anche perché se da una parte le dirigenze dei grandi club come Juventus, Milan, Roma, Fiorentina e Torino ne sono entusiaste, quelle di Lazio e Napoli un po’ meno per motivi diversi. D’altronde la delibera indica solo di “proseguire le attività necessarie alla creazione di una media company” e di “individuare un partner di private equity”. Inoltre per la negoziazione dei termini il presidente non potrà agire da solo, ma dovrà farsi affiancare. Si parla poi di una “governance” paritaria: l’AD dovrebbe essere designato dai fondi e il presidente dalla Lega. L’ultimo capitolo è politico poiché alcuni sostengono che l’ingresso di fondi internazionali nella Lega Serie A possa rappresentare un pericolo per gli interessi nazionali (!).

IL NODO DEI FONDI DI INVESTIMENTO

Rimangono sul tavolo le due offerte pervenute dalla cordata Cvc, Advent e Fsi (1,625 miliardi) e dal duo Bain-Nb Renaissance (1,35 miliardi più bonus e minimo garantito per la vendita dei diritti tv 2021-2024). La decisione finale dovrebbe essere presa durante la prossima assemblea o comunque entro fine mese. “Se non andasse in porto la trattativa, l’unica soluzione resta la media company, indipendentemente dalla presenza dei fondi, ma sarebbe l’ultima istanza”, ha assicurato Dal Pino.

“È stata una buonissima decisione, un cambiamento epocale che valorizzerà molto di più il calcio italiano. È stato dato un bel segnale di unità, perché è nell’interesse della serie A fare una scelta di questo genere, delegando la gestione a manager competenti che saranno scelti dal fondo di private equity. È un successo di Dal Pino: ha introdotto elementi di novità, ha esperienza notevole anche sugli argomenti calcistici”, ha commentato Urbano Cairo, il presidente del Torino.

PERCH UNA SVOLTA EPOCALE?


Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio

Prima di tutto cedendo un pezzo di Seria A a un Fondo sarà possibile incamerare nuovi capitali e guardare al futuro con maggiore tranquillità. Ovviamente questo consentirà anche di salvaguardare la contrattazione dei diritti televisivi, senza dover accettare troppi compromessi per disperazione – il lockdown ha lacerato i conti. In secondo luogo, eliminando realtà intermediarie come ad esempio Mediapro, Wanda o altre società, aumenteranno i margini e salvaguardati gli interessi della Lega e delle squadre. Non bisogna dimenticare che gli ultimi anni sono stati segnati da controversie legali, aste deserte, ricorsi in tribunali e azioni dell’Antitrust. Ovviamente si tratta dell’avvio di un percorso a lungo termine che prevede peraltro tutta la gestione sportiva al 100% in capo alla Lega e le attività commerciali ed economiche del campionato confluire nella newco.

Il presidente Dal Pino sa bene però che la rinnovata linfa economica potrebbe far gola ai grandi club e quindi dovrà compiere un equilibrismo per soddisfarli senza segare le gambe ad altri progetti più lungimiranti. Bisogna infatti risolvere i problemi legati agli stadi, il settore giovanile, la sicurezza, etc.

IL DECRETO MELANDRI DEL 2008

Il Decreto Melandri è chiave per comprendere gli sviluppi degli ultimi anni poiché impone che i diritti audiovisivi per le trasmissioni in diretta della Serie A siano assegnati con contratto triennale tramite un’asta pubblica. Vi possono partecipare i broadcaster e i broker. Nel primo caso vige il divieto di esclusiva multi-piattaforma, mentre nel secondo c’è l’obbligo per gli intermediari di piazzare i contenuti ai vari operatori senza fare discriminazioni. In ogni caso vale la suddivisione in pacchetti stabiliti dalla Lega nel rispetto delle indicazioni antitrust.

L’ultima volta la Lega Calcio non ha trovato un accordo con i broadcaster e quindi le due aste organizzate sono andate deserte. A quel punto si è fatto avanti il broker Mediapro e dopo aver vinto con una cifra di poco inferiore al miliardo di euro sono nati i problemi. Avrebbe voluto rivedere i diritti violando due paletti: alterare i pacchetti confezionati dalla Lega e vestire i panni anche di media company realizzando progetti editoriali. Di lì in poi è esplosa una querelle con l’Antitrust, Sky ha coinvolto la giustizia ordinaria, Mediapro ha chiesto la restituzione della caparra, etc. Alla fine il banco è saltato e con una nuova asta i diritti sono stati assegnati a Sky e a DAZN. Dopodiché la Lega ha compreso che diventando essa stessa un broker avrebbe potuto semplificare le procedure. Ed eccoci a oggi.

I DIRITTI TV 2021-2024

A breve la Lega pubblicherà l’atteso bando per i diritti TV 2021-2024: inizialmente quello dedicato agli esteri poi quello per il mercato domestico. L’esito è ancora incerto, ma nel caso non dovessero esserci offerte il piano industriale prevede già i fondi per un eventuale canale TV ad hoc.

IL COMMENTO


Lega Serie A crea la media company, rivoluzione per i diritti TV sul Calcio

Una newco della Lega Serie A che funziona come broker potrebbe essere una soluzione ideale per avere maggiore controllo sui contratti e le assegnazioni dei diritti. È pur vero però che i principali club potrebbero esprimere maggiore potere rispetto a prima, mettendo in secondo piano gli interessi generali. Si tratta di un sistema complesso dove nessuno può fare a meno degli altri: squadre, Lega Serie A e operatori. Gli utenti finali sembrano essere considerati marginali, soprattutto perché il nodo di cui nessuno parla è il Web. Se oltre a Sky, Dazn e altri broadcaster tradizionali si affacciassero realtà come Google o Amazon cosa succederebbe? La sensazione è che si rinnovi il sistema per difenderlo meglio dal nuovo che avanza.

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