Nikola Motor contro Hindenburg tra ipotesi di frode e crollo in borsa | Video | Web Agency Brescia
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Nikola Motor contro Hindenburg tra ipotesi di frode e crollo in borsa | Video

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Nikola contro Hinderburg Research: l’azienda di Trevis Milton è destinata al disastro come lo Zeppelin? L’accusa all’azienda e le conseguenze sul titolo NKLA.

NIKOLA MOTORS


Nikola Motor contro Hindenburg tra ipotesi di frode e crollo in borsa | Video

Nikola Motors è il proseguimento di un percorso inaugurato da Trevor Milton anni prima. L’imprenditore è partito dall’idea di convertire camion diesel a gas naturale, offrendo un’alternativa in grado di ridurre i costi. dHybrid, dHybrid Systems, Bluegentech e poi Nikola, questa la strada che passa dal gas naturale, al suo utilizzo come range extender per un camion con motori elettrici al progetto attuale: camion con motrici alimentate a batteria e idrogeno.

L’ACCUSA DI HINDENBURG


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La tesi di Hindenburg Research non è certo disinteressata: il report (disponibile in FONTE) cita fin dalle prime battute che il gruppo ha preso una posizione “short” per vendere allo scoperto: tradotto in termini semplici, l’idea è utilizzare strumenti finanziari che premieranno Hindenburg se il titolo NKLA crollerà a breve.

Inutile dire che, specie considerando che si tratta di un’azione già volatile e quindi maggiormente suscettibile di sbalzi legati a notizie e sentimento degli azionisti (piuttosto che ai fondamentali tecnici), il report stesso può essere l’arma per far svalutare il titolo.

Per sostenere la sua tesi, l’analisi parte dalle prime attività di Milton per poi arrivare alle aziende relative all’automotive. dHybrid è stata la prima implicata nel mondo dei trasporti. Dalla conversione diesel-metano ai camion metano-batteria, dove il CNG diventa il carburante per alimentare i motori elettrici, Hindenburg evidenzia alcuni temi ricorrenti: promesse verso i clienti disattese, tecnologie vendute come proprietarie ma inesistenti o acquistate da terzi, dichiarazioni gonfiate su affari in corso verso gli investitori e utilizzo di aziende affermate per acquisire rispettabilità.

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Con la creazione di Nikola nel 2016 arriva il debutto in grande stile, una motrice dichiarata prototipo marciante ma poi, come Bloomberg svelerà nel 2020 e Milton ammetterà, non completa e ancora in fase iniziale di sviluppo

Negli anni si susseguono le dichiarazioni sui piani futuri, sulle tecnologie in sviluppo e sulle infrastrutture in creazione. I fatti non riescono a supportare le promesse, diverse dichiarazioni vengono smentite o confermate come contraddittorie.

Milton parla di batterie ad altissima densità energetica, sostiene di avere in mano tecnologie proprietarie che in realtà acquista. Si arriva così alla IPO, l’azienda diventa pubblica e la capitalizzazione sale alle stelle, spinta da un mix di piccoli e grandi investitori e dall’entusiasmo su quella che potrebbe essere “la prossima Tesla”.

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Hindenburg accusa Milton di aver addirittura utilizzato un prototipo non marciante per creare il video dove il Nikola One si muoveva, spinto – stando alle testimonianze – dalla gravità di una collina in leggera pendenza.

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Inoltre il report evidenzia come le posizioni di rilievo, quelle tecniche come capo ingegnere e infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno, sono in realtà occupate da persone prive della formazione necessaria. La palla passa quindi a Nikola: Trevor risponde che avrebbe ribattuto punto per punto:

salvo poi decidere di mettere tutto nelle mani dell’ufficio legale dopo aver contattato la SEC.

Successivamente Milton ha pubblicato le immagini di uno dei prototipi in lavorazione nell’impianto IVECO di Ulm in Germania, parte dell’accordo con il gruppo CNH Industrial:

A supporto di Nikola ci sono tre grandi nomi: Bosch come fornitore per la tecnologia e-axle, Iveco partner per la produzione di Nikola TRE (link) e General Motors che produrrà il pick-up elettrico/idrogeno Badger.

Se il supporto di nomi celebri come IVECO e GM può essere usato per supportare la tesi di chi crede in Nikola Motor, d’altra parte si può obiettare che le due aziende, in realtà, hanno solo guadagnato dall’affare siglato con Trevor Milton.

Tralasciando il non trascurabile discorso legato alle azioni, alla quotazione attuale superiori all’impegno economico sia di GM che di IVECO, l’accordo permette alle due di avere un’ulteriore esposizione al mondo della mobilità elettrica senza sobbarcarsi gran parte dei rischi connessi ad un business così costoso.

Come finirà questa vicenda? Nikola si prepara a rispondere, NKLA affronterà a breve l’apertura dei mercati e la discussione continua…voi cosa ne pensate?

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