Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta | Web Agency Brescia
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Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta


Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Prendete una Sony A7III, mettetela a dieta e conditela con un display completamente snodabile e qualche spolverata di funzionalità per il mondo video: otterrete questa A7IIIc, una fotocamera che conserva il cuore della più celebre full frame della casa giapponese ma in un abito più leggero e succinto.

L’operazione è evidentemente dettata dalla necessità di tutti quegli utenti che scelgono una mirrorless (anche) per ragioni di ingombri. Se col filone “Alpha” Sony ha ridotto il fardello di chi, fino a poco tempo fa, doveva sobbarcarsi il peso di una reflex, è innegabile però che questo non si sia mai tradotto in una macchina davvero compatta.

In questo senso l’obiettivo di questa Sony A7IIIC è dichiarato: portare tutti (o quasi) i benefit della A7III in un corpo macchina alleggerito del 20% circa, sia in volume che in peso. Al ribasso anche il prezzo: il listino riporta 2.100 euro per il solo corpo, 200 euro in meno rispetto alla sorella maggiore. Che però, a livello di street price, viaggia ormai su quotazioni ben al di sotto dei 2.000 euro.

DESIGN: LA PIÙ PICCOLA FULL FRAME SUL MERCATO


Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Partiamo subito dal design, aspetto non trascurabile per una fotocamera che si presenta – fin dalla denominazione – col titolo di “compatta” della casa. la differenza di ingombri e di peso rispetto alla A7III standard si sente già alla primissima impugnatura: con meno di 6 cm di profondità e un peso di poco superiore al mezzo chilo (contro i 650 della A7III), la nuova classe “C” si consacra come la più piccola full frame oggi sul mercato, avvicinandosi più a una a6600 che non a una classica A7. Come dire, proprio quel genere di macchina che viene (più) facile portarsi in giro pur senza essere impalpabile: il corpo (monoscocca) in lega di magnesio è già di per sé una garanzia.

Va da sé che l’operazione di dimagrimento abbia comportato alcuni sacrifici sul piano dell’ergonomia e della funzionalità. Dalla dotazione spariscono il joystick, la ghiera lato indice, i due tasti C personalizzabili e uno dei due slot per le schede di memoria. Rivista (al ribasso) anche la sezione oculare: il mirino elettronico, pur mantenendo la stessa matrice organica (OLED XGA), è stato traslato sulla sinistra e rivisto in una forma decisamente più piccola e castigata. Un compromesso che di sicuro non piacerà a chi proviene da una reflex ma anche a chi si è fatto l’occhio sugli EVF di ultima generazione.

Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Per fortuna, ciò che si perde a livello di mirino viene compensato dalle migliorie sul display principale, ora completamente snodabile. L’innesto, già apprezzato sulla ZV-1 prima e sulla A7S III, poi, fa pensare che Sony abbia ormai fatto una scelta di campo, e non solo per accontentare i videomaker: lo schermo a regolazione variabile sul singolo asse (come quello che ha caratterizzato le prime tre generazione della serie Alpha 7) pare ormai pensionato.

Chiudiamo con le porte, situate tutte sul fianco sinistro: oltre al già citato slot per la scheda SD, troviamo anche l’ingresso per il microfono e per le cuffie, il connettore USB Type-C e quello HDMI.

SPECIFICHE: COSA CAMBIA (E COSA NO) RISPETTO ALLA A7III


Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Sotto il vestito, si è detto in apertura, batte il cuore di una vera A7III. Il sensore è lo stesso full frame da 24.2MP della sorella maggiore, stesso discorso per la batteria (Z-Type) e per il sistema AF basato su 693 punti a rilevamento di fase; la stabilizzazione è sempre sul corpo e su tutti i 5 gli assi, il processore (Bionz X) è quello già visto sulla A7R IV e sulla A9II.

Dalle ultime Alpha, la A7IIIc recupera anche il sistema di messa a fuoco sull’occhio in tempo reale (sensibile anche agli animali) e il cosiddetto real-time tracking per l’inseguimento in continuo dei soggetti in movimento.

Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Con questo corredo a disposizione, la A7IIIc può di fatto replicare tutte o quasi le funzioni di una A7III, con qualche piccola differenza, non necessariamente in peggio. Gli scatti arrivano fino a 24 megapixel su un range di sensibilità compresa fra 100-51,200 ISO (estesa a 204,800), la raffica si spinge fino a 10 fotogrammi al secondo (con tracking AF/AE) e capacità fino a 115 raw e 223 jpeg.

Per ragioni di spazio, l’otturatore è stato rimpicciolito e questo si ripercuote sui tempi di minimi di esposizione, che scendono da 1/8000 a 1/4000.

Poche limitazioni, invece, lato video: la A7IIIc effettua registrazioni senza crop in 4K fino a 30 fps e supporta i profili HLG, SLog3 e Slog 2 Pro. Qui di seguito tutte le principali caratteristiche tecniche:

  • Dimensioni: 124.0 x 71.1 x 59.7 mm
  • Peso: 509 g (compresa batteria)
  • Seonsore Exmor R CMOS (BSI) full-frame da 24.2MP
  • Processore Bionz X
  • Sensibilità ISO: 100-51,200 (estesa 204,800)
  • Max. SS 1/4000
  • Stabilizzazione in-body 5-assi / 5 stops
  • Formato video: XAVC-S 4K 30p FHD 100p 6K oversampling
  • Dynamic Range (stills): fino a 15 stop
  • Sampling: 4:2:0 8bit
  • HDMI output 16-bit processing & 14-bit RAW
  • Output: Full-pixel readout w/o binning (FF)
  • AF: 693 punti a rilevamento di fase con copertura 93%
  • Eye AF/Human, Animal
  • Raffica fino a 10 fps (continuos shooting AF/AE)
  • Display LCD 921k 3.0” ad angolo variabile
  • EVF 100% XGA OLED 2359K

PRIME IMPRESSIONI A CALDO


Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Nonostante le poche ore di convivenza con la macchina, ci sentiamo di condividere le nostre prime sensazioni sulla macchina. Ciò che emerge in prima battuta di questa A7IIIc è la sua atipicità all’interno dell’attuale lineup Sony. Nella forma, ma anche nella sostanza, la A7IIIc appare piuttosto diversa dalla sorella maggiore: non solo perché più piccola e leggera, ma anche per via della doppia finitura nero-argento (ma c’è anche una versione all-black) e per la dotazione così essenziale. L’EVF così piccolo e sacrificato ma anche la mancanza del joystick e dei tasti C1 e C2 di shortcut sono un colpo basso per tutti gli alphisti della prima ora.

Di contro, va detto, la A7IIIc si fa subito apprezzare per il carattere decisamente più sbarazzino e votato alla portabilità. La presenza del display snodabile ma anche il grosso tastone rosso per il REC sul parte superiore del corpo – due elementi già visti e apprezzati sulla ZV-1 – sono un toccasana, e non solo per i videomaker.

La presenza di un sensore full frame stabilizzato sui cinque assi fa tutta la differenza del mondo. Soprattutto a livello di gamma dinamica e resa ai bassi ISO. La A7IIIc permette inoltre di sfornare ottimi 4K lavorando su tutto il pixel (senza binning). Migliorando, rispetto alla A7III standard, le opzioni sul focus peaking (che si avvale qui anche di una tonalità di blu per migliorare il contrasto su soggetti “caldi”) e quelle relative all’orientamento: i video girati in verticali non dovranno essere ribaltati in fase di editing.

Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Va da sé che una macchina di questo tipo sia stata pensata per lavorare in pendant con un pancake o comunque con un’ottica compatta. Sotto questo profilo, il campionario di Sony non è particolarmente esuberante, anzi. Il 28-60mm F4-5.6 annunciato contestualmente alla macchina e offerto in kit con un sovrapprezzo di 200 euro è quasi una scelta obbligata per chi vuol viaggiare leggero, considerati i suoi 167 grammi di peso. Anche se, va detto, sul piano della pura qualità, non siamo al top.

Chi volesse qualcosa in più, anche a livello di sfocato, farà meglio a guardare nel resto del catalogo ad attacco E. Perdendo però in maneggevolezza.

CONCLUSIONI: IL PESO INVOGLIA, IL PREZZO UN PO’ MENO


Sony A7IIIc: prime impressioni sulla nuova full frame compatta

Non è una vlog camera e nemmeno una classica mirrorless Sony. La nuova A7III è una macchina davvero particolare, per certi versi ibrida, che denota un’invidiabile maneggevolezza ma anche alcuni limiti. Due su tutti: il mirino ottico davvero sacrificato e l’assenza di tasti programmabili, imprescindibili su una macchina che si è sempre caratterizzata per i suoi menu a dir poco densi.

Va detto che il prezzo non costituisce al momento un incentivo sufficiente: alla stessa cifra (2.100 euro, che diventano 2.400 con il 28-60 mm in kit) meglio forse orientarsi su una A7III standard, più ricca e rifinita, benché più pesante.

Il discorso potrebbe però cambiare qualora il cartellino scendesse sotto la soglia dei 1.800 euro: a quel prezzo, la A7IIIc diventerebbe decisamente più appetibile, soprattutto fra tutti quei videomaker in erba che hanno sempre desiderato una full frame ma non hanno mai osato farlo per via degli oneri associati. Sia a livello di peso che a livello economico.

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