Rete unica "indipendente": gli operatori concordano (Bruxelles pure) | Web Agency Brescia
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Rete unica “indipendente”: gli operatori concordano (Bruxelles pure)

Rete unica "indipendente": gli operatori concordano (Bruxelles pure)

Rete unica “indipendente”: gli operatori concordano (Bruxelles pure)


La strada che porta alla rete unica si complica, per gli interessi di Tim. Bruxelles, Vodafone, Wind Tre e Sky negli ultimi giorni, in situazioni diverse, hanno espresso pareri di massima convergenti. La rete unica è una via percorribile, a patto che ne sia assicurata l’indipendenza. Un attributo che sarebbe difficile assicurare con il desiderato controllo di Telecom sulla nuova entità.

BLOOMBERG FA ESPLODERE LA BOMBA

Il primo squillo di tromba si è manifestato giovedì scorso con l’indiscrezione captata da Bloomberg e poi rilanciata da tutti i media: i funzionari Antitrust della Commissione avrebbero espresso perplessità su una rete unica a controllo Telecom Italia. A stretto giro diversi media italiani hanno riportato la posizione ufficiale, condivisa dal portavoce di Bruxelles: L’operazione non è stata notificata alla Commissione. Spetta sempre alle società informare la Commissione di un’operazione, se ha una dimensione europea. Abbiamo letto le notizie stampa e non abbiamo un commento specifico. La Commissione segue da vicino gli sviluppi.

Fake news quindi? Affatto. Molto probabile invece che il team della Commissaria per la concorrenza Vestager abbia iniziato a riflettere sull’ultima informativa recapitata da Telecom e Cassa Depositi e Prestiti. Un documento che contiene appunto la roadmap di FiberCop e AccessCo, di cui abbiamo già scritto.

In sintesi, il dossier non è ancora arrivato ma, come ha puntualizzato recentemente Vestager, la questione chiave è ovviamente se questo gestore sarebbe indipendente, oppure se avrebbe specifici legami verticali con gli operatori. Questa sarebbe una importante valutazione in materia di concorrenza e questo sarebbe il nostro approccio generale, indipendentemente dal paese.

GLI OPERATORI CHIEDONO NEUTRALIT E INDIPENDENZA


Rete unica "indipendente": gli operatori concordano (Bruxelles pure)

Lunedì 21 settembre si è svolto un incontro tra i vertici di CdP, Tim, Vodafone Italia, Wind Tre e Sky Italia. Gli AD Fabrizio Palermo, Luigi Gubitosi, Aldo Bisio, Jeffrey Hedberg e Maximo Ibarra hanno avuto un primo confronto sul tema della rete unica e al solito si è manifestata la criticità di sempre.

I tre AD (Bisio, Hedberg e Ibarra, NdR.) auspicano che il progetto di rete possa svilupparsi in maniera coerente con le premesse, dando vita a un operatore non verticalmente integrato, e pertanto capace di garantire condizioni di neutralità e indipendenza rispetto a tutti gli operatori. Se questa prospettiva verrà implementata con effettive garanzie di indipendenza della infrastruttura, una rete Ftth capillare contribuirebbe alla competitività del sistema Paese e porterebbe strumenti di connettività all’avanguardia nelle case di tutti gli italiani, sottolineava la nota congiunta.

PROSSIMI PASSI E QUESTIONE 5G

Il fondo Macquarie, com’è risaputo, ha offerto 2,65 miliardi di euro per il 50% dell’equity di Open Fiber detenuto da Enel. Questa si è presa un mese di tempo per decidere; parallelamente dopo l’esito vi sarà un secondo incontro tra CdP e gli operatori. Nel frattempo ieri pomeriggio c’è stato un incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza, nonché i responsabili del Mef e del Ministero per lo Sviluppo Economico. Sul tavolo il dossier 5G relazionato alla cybersicurezza.

È stata condivisa la piena consapevolezza dei potenziali rischi connessi alle nuove tecnologie e della necessità di adottare sempre nuove iniziative che rafforzino il livello di protezione, avendo come primario criterio di riferimento la tutela della sicurezza nazionale“, fanno sapere più fonti da Palazzo Chigi. Il confronto ha condotto a una condivisa valutazione positiva dell’assetto normativo di cui l’Italia si è dotata negli ultimi tempi, che appare ben strutturato, orientato alla definizione e prescrizione di standard di sicurezza molto elevati, e idoneo a garantire un adeguato livello di protezione delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di rilevanza strategica.

La priorità rimane l’indipendenza tecnologica nell’ambito dell’Unione Europea e quindi nel caso ve ne fosse bisogno verranno attivati i poteri del Golden power per salvaguardare la sicurezza del paese. Da ricordare poi che entro la primavera 2021 il Mise dovrà rilasciare gli attesi certificati di idoneità alle imprese che parteciperanno alle gare per il 5G e la fibra. E le valutazioni, in alcuni casi, saranno soggette ai suggerimenti provenienti dal Parlamento e dal Copasir.

In sintesi se ci sarà bisogno gli strumenti a disposizione consentiranno di alzare barriere di protezione. E il pensiero non può che correre a Huawei, nell’occhio del ciclone statunitense ormai da diverso tempo.

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