Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista | Web Agency Brescia
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Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista

Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista

Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista


I Pixel non son smartphone come gli altri, almeno per la mia esperienza personale. Prima di addentrarmi in considerazioni vorrei fare una precisazione: non sono un fan né Android, né Apple, o meglio, forse lo sono di entrambi… Nel senso che nella mia vita personale e professionale ho sempre alternato con estremo piacere dispositivi appartenenti a entrambe le sponde, apprezzandone (e criticandone) diversi aspetti di una e dell’altra parte.

Nel panorama di smartphone con OS Google, però, il rapporto che ho avuto con i Pixel ora, e con i Nexus prima, è stato un po’ burrascoso, una sorta di rapporto sentimentale fatto di alti e bassi, di odi et amo. E anche con Pixel 4 XL la storia si è ripetuta.

Posso proprio dire che l’ho visto crescere, questo 4 XL: prima con Android 10, ora con Android 11, è stato mio fedele compagno per tutti questi ultimi mesi. Così ho potuto conoscerlo, valutandone le prestazioni in termini assoluti (come va?) e relativi (com’è variato nel tempo con le due major release?). E allora questa riprova a distanza di 11 mesi dalla nostra recensione non sarà una disamina del sistema operativo (non vuole esserlo, per quello c’è il nostro approfondimento dedicato), ma solo il racconto di un’esperienza personale e di come questa sia cambiata (se è cambiata) nel tempo.

INDICE

CARATTERISTICHE TECNICHE


Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista

  • display: OLED 6,3″ QHD+ 19:9, 537ppi, contrasto 100000:1, Smooth Display con refresh rate fino a 90Hz, Corning Gorilla Glass 5, HDR
  • scocca: alluminio con rivestimento ibrido, Corning Gorilla Glass 5 sul retro
  • certificazione: IP68
  • processore:
    • Qualcomm Snapdragon 855
    • Adreno 640
    • Pixel Neural Core
    • Modulo di sicurezza Titan M
  • memoria:
    • 6GB di RAM LPDDR4x
    • 64/128GB interna non espandibile
  • sensori:
  • connettività: 4G LTE (con eSIM), WiFi 802.11ac dual band, 2×2 MIMO, Bluetooth 5.0 LE, NFC, USB-C, GPS, Glonass, Beidou, Galileo
  • audio: speaker stereo, 3x microfoni con eliminazione dei rumori
  • dimensioni e peso:
    • 160,4×75,1×8,2mm
    • 193 grammi
  • compatibilità AR/VR: ARCore
  • batteria: 3.700mAh, ricarica tramite USB-C 18W, ricarica wireless con certificazione Qi
  • fotocamera anteriore:
    • 8MP, pixel da 1,22μm, f/2,0, FF, FOV 90°, trasmettitore di flusso NIR, proiettore di punti NIR, 2 fotocamere NIR
    • video fino a 1080p @30fps
  • fotocamere posteriori:
    • 16MP, pixel da 1μm, PDAF, OIS+EIS, f/2,4, FOV 52°
    • 12,2MP, pixel da 1,4 μm, AF con tecnologia Dual Pixel a rilevamento di fase, OIS+EIS, f/1,7, FOV 77°
    • video fino a 4K @30fps

HO UN PIXEL 4 XL A SETTEMBRE 2020

Il 30 settembre sarà presentato Pixel 5 (cui si affiancherà il 4a 5G). I cambiamenti saranno tanti, dal design alla fascia di mercato in cui si andrà a posizionare. Ha dunque senso aspettare il nuovo modello? Pixel 4 e 4 XL sono stati gli ultimi top di gamma della serie? É ancora valido il 4 XL dopo un anno dalla sua uscita?

É difficile – forse sbagliato – dare una risposta univoca. Molto probabilmente dal punto di vista estetico Pixel 5 piacerà di più, anche se ritengo il Pixel 4 XL “diversamente bello, pensiero che avevo a ottobre 2019 al momento dell’annuncio e che mantengo inalterato oggi. Pixel 4 XL lo vedo ancora attuale, merito dei suoi lineamenti anticonformisti e della sua capacità di fare tutto, e bene. E se il confronto con Pixel 5 è ancora prematuro – lo faremo a tempo debito – nulla ci impedisce di andare ad individuare alcuni aspetti che, per la fascia alta 2020, risultano un po’ troppo anacronistici. Mi limito ad elencarne due:

  • “il grandangolo no”: parafrasando Renato Zero, il primo motivo di “insoddisfazione” riguarda l’assenza della fotocamera ultra-wide. “La gente non la vuole, preferisce lo zoom, e spesso i risultati sono scadenti”, diceva Google lo scorso anno. Peccato però che la domanda sul mercato l’abbia fatta tornare sui suoi passi: su Pixel 5 e 4a 5G il grandangolo ci sarà, eccome, e a farne le spese sarà proprio il sensore tele.
  • 64GB son pochi: non è un “difetto” limitato al Pixel – anche iPhone 11 parte dallo stesso quantitativo minimo di memoria interna, con la scusante però di non essere il top fra i top – ma non è possibile che un flagship 2019 offra così poco spazio di archiviazione, figuriamoci nel 2020. Io le foto le salvo sul cloud (Google Foto, a massima risoluzione), la musica la ascolto in streaming (abbonamento a YouTube Music) e i documenti li salvo su Drive, sfruttando così appieno i servizi offerti dall’ecosistema di Mountain View. Dunque i 64GB sono privi di qualsivoglia file “accessorio”, eppure ho “l’ansia da memoria piena” ogni volta che installo un’applicazione. Ormai i Pixel 4 sono già usciti di produzione da diverso tempo, ma se decideste di cercarne uno presso store terzi vi consiglio caldamente di puntare al 128GB.

ANDROID 11: ESPERIENZA D’USO CAMBIATA?

Spoiler: no. Lo dice anche Matteo nel video di approfondimento, non possiamo parlare di rilascio di una major release, almeno come l’abbiamo intesa sino ad oggi. Il passaggio da Android 10 ad Android 11 rappresenta un affinamento di quanto di buono già c’era sulla versione precedente. Parlo esclusivamente di esperienza d’uso: “l’uomo di strada” non si accorgerà praticamente di nulla, e solo gli appassionati come noi possono trovare differenze degne di essere considerate tali. Sì, la tendina delle notifiche è stata rimaneggiata, ci sono le conversazioni, per non parlare delle bolle. Non è una rivoluzione. Ecco, un aspetto che ritengo sia stato ben implementato è la rinnovata gestione dei permessi di geolocalizzazione, completamente personalizzabili applicazione per applicazione attraverso il menu Impostazioni>App e notifiche>Mostra tutte le app>nome_app>Autorizzazioni.

Le prestazioni non sono cambiate: lo smartphone è fluido, rapido e la batteria, tutto sommato, discreta era e discreta rimane. Con un utilizzo ponderato si arriva a sera, ma se si passa una giornata fuori ad ascoltare la musica in streaming e a scattare foto, beh, allora è meglio portarsi con sé un power bank. É un peccato che Google non osi un po’ di più con la batteria.

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UNA COSA POSITIVA

Trattandosi di una riprova e non di una recensione, preferisco concentrarmi su un unico aspetto, quello che più mi è piaciuto nel tempo considerando anche ciò che la concorrenza offre oggi sul mercato.

Non devo girarci troppo intorno: Pixel 4 XL fa foto eccezionali. Manca il grandangolo, è vero, ed è un peccato. Questo è un punto a favore della generazione che verrà, ma se ci si sofferma sulla qualità dello scatto in generale è difficile restare delusi. Ad oggi, settembre 2020, lo ritengo personalmente ancora tra i migliori cameraphone in commercio. Eppure tra Xiaomi (Mi 10 Ultra in particolare) e Huawei (P40 Pro e Pro Plus), senza ovviamente dimenticare i top gamma Samsung ed Apple, la sfida è davvero serrata. Del Pixel 4 XL mi piace la nitidezza dell’immagine, apprezzo il bilanciamento dei colori e resto sempre meravigliato da come riesca a scattare al buio. Forse a volte l’algoritmo scontorna in modo un po’ approssimativo i volti nei ritratti (specie nei capelli), ma la funzione di correzione della profondità post-produzione è un valido strumento per sistemare le cose.

Visualizza a Schermo Pieno

UNA COSA NEGATIVA

Della batteria ho già detto: non mi soddisfa appieno, su uno smartphone da 6,3″ avrei sperato in qualcosa di più, specie considerando che non ha interfacce pesanti o fronzoli che lo facciano consumare più di quanto dovrebbe. Eppure si vede che a volte fatica, anche in operazioni “elementari” (dunque non parlo di sessioni di gioco impegnative o di elaborazioni drenanti). Il retro della scocca – in corrispondenza dello Snapdragon 855 – tende a scaldare troppo, e contestualmente la batteria ne risente.

Pixel 4 XL, come del resto tutta la famiglia Pixel, è senza fronzoli, si diceva. Questo mi piace, mi è sempre piaciuto ed è uno dei motivi per cui tendo a preferirlo ad altre proposte Android. Mi piace che non si sia costretti a ritrovarsi due o più app per fare la stessa cosa, che non ci siano due store, due sveglie, due calendari.

Insomma, apprezzo il fatto che, tirato fuori dalla scatola e acceso per la prima volta, abbia pre-installato solo il necessario. Odi et amo, dicevo a inizio articolo: sì, perché il rovescio della medaglia è che Pixel 4 XL rischia di diventare troppo piatto nel tempo. Fa tutto, lo fa bene, ma è sin troppo diligente senza osare, senza offrire funzioni personalizzate “alla Samsung”. E allora c’è il rischio che, come già mi è successo in passato con Nexus e Pixel, mi possa stancare prima del previsto.

Riprova Pixel 4 XL: Google anticonformista

CONCLUSIONI

Se già è difficile fare una riprova, figuriamoci farla per un membro della famiglia Pixel. Sarò rapido e sincero: Pixel 4 XL mi piace molto, lo ritengo ad oggi il miglior esemplare mai proposto da Google (Nexus a parte), vuoi per il suo look alternativo che non si adegua alla massa (giusto Sony è rimasta con i cornicioni), vuoi anche – e soprattutto – per le sue prestazioni equilibrate in tutti i contesti. Fantastiche le foto, bene la fluidità del sistema, fatta eccezione per un paio di episodi in cui (a) il touch non rispondeva più correttamente e (b) era scomparso l’audio – in entrambi i casi è bastato riavviare. Forse un po’ troppo monotono, ma in fin dei conti è proprio quello che cercavo.

Dunque:

  • è il miglior Pixel sinora proposto da Google? A mio parere, sì (anche se trovo piuttosto inutili le gesture del Project Soli, e Google questo l’ha capito).
  • è ancora un top di gamma nel 2020? Sì e no: lo è per il comparto fotografico, ma lo Snapdragon 855 è stato soppiantato – e bene – dal suo successore SD865 (e variante Plus). In generale, però, le prestazioni restano da smartphone di fascia alta, un gradino sotto comunque i flagship di questi ultimi mesi.
  • vale la pena acquistarlo ora? Meglio attendere fine mese e scoprire tutti i dettagli di Pixel 5 (che non sarà commercializzato direttamente in Italia, ma nei Paesi vicini sì) e di Pixel 4a 5G. Saranno di fascia media, sì, ma promettono bene e l’estetica è stata profondamente rivista. Per non parlare del prezzo, che sarà inferiore.
  • cambiamenti nel tempo, specie nel passaggio da Android 10 all’11? Sincero? No. Forse – ma dico forse – l’autonomia della batteria è leggermente migliorata, ma si tratta di una variazione quasi impercettibile. Per il resto non trovo modifiche nell’esperienza d’uso in questi mesi che siano degne di essere menzionate. Alla fin dei conti è un buon segno, significa che Pixel 4 XL gli anni i mesi li porta bene.

Voto: 7.9

VIDEO


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Google Pixel 4 XL disponibile online da Hwonline a 799 euro.

(aggiornamento del 27 settembre 2020, ore 11:33)

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