7 domande a Madhav Sheth, CEO europeo di Realme | Web Agency Brescia
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7 domande a Madhav Sheth, CEO europeo di Realme

7 domande a Madhav Sheth, CEO europeo di Realme

7 domande a Madhav Sheth, CEO europeo di Realme


Poco più di un anno fa era una marchio pressoché sconosciuto, almeno dalle nostre parti. Poi la straordinaria accelerazione pur in un periodo storico fra i più infelici, sia in termini generali, sia per il mercato degli smartphone. Realme non è più solo un interessante esperimento nato da una costola di Oppio, ma uno dei brand emergenti più in vista del momento. A confermarlo sono i dati degli analisti: nella prima metà dell’anno, certifica Counterpoint, l’azienda nata da una costola di Oppo è cresciuta dell’11%, diventando l’unica del segmento smartphone a registrare un dato positivo a due cifre, nonché il marchio smartphone con la crescita più rapida durante quattro trimestri consecutivi.

Fra gli artefici di questo nuovo fenomeno dell’hi-tech Made in China c’è Madhav Sheth, un passato come Direttore Vendite di Oppo prima del passaggio in Realme nel 2018, azienda nella quale ricopre da fine agosto il ruolo di Vicepresidente e CEO per l’India e Europa. Lo abbiamo incontrato virtualmente in una videochiamata per fargli alcune domande.

I dati di vendita di Realme sono incoraggianti, e non più solo sul mercato indiano. Come si spiega questa crescita pur in un momento così particolare?

Abbiamo iniziato in India un paio di anni fa e ora siamo presenti in più di 59 nazioni, in molte delle quali nella top 5. Negli ultimi mesi siamo arrivati anche in Europa con grandi ambizioni e grandi risultati, questo perché possiamo rispondere alle necessità di tanti utenti in un mercato che offre meno scelta di un tempo, soprattutto in certe fasce di prezzo. Sotto questo profilo possiamo contare su un catalogo davvero ampio, che parte da modelli da 99 euro per arrivare a modelli high end da oltre 500 euro. Non è solo un discorso di qualità prezzo ma anche qualcosa legato all’innovazione tecnologica e al design. È questo che ci rende speciali rispetto agli altri competitor.

In che modo pensate di “rubare” clienti a brand che sono più affermati di voi? Crede che ci sia una certa insoddisfazione degli utenti su tematiche che invece voi riuscite a intercettare meglio degli altri?

Guardiamo al mercato nella sua globalità perché è evidente, molti dei nostri nuovi clienti sono utenti insoddisfatti che arrivano da altri brand. Credo che il problema di fondo stia nell’incapacità di rispondere a un commitment che viene invece dichiarato, è qualcosa che dal punto di vista tecnologico viene percepito come poco etico. Dal canto nostro abbiamo il dovere di rispettare certe promesse e farlo in una maniera onesta, senza nascondere nulla. Per questo motivo abbiamo voluto comunicare in modo chiaro e inequivocabile la roadmap della nostra interfaccia Reame UI 2.0 con Android 11 sui vari dispositivi, anche su quelli appena annunciati come Realme 7. Questo vale sia per l’uscita sia per la durata sia per la fase di roll-up e roll-down che può durare diversi giorni: si comincia con un numero ristretto di utenti e si continua fino a completare il percorso sull’intera customer base in modo graduale, questo per controllare e risolvere eventuali problematiche come quelle legate a sicurezza o consumi anormali di batteria.

Molte aziende cinesi, è il caso ad esempio di Huawei e Xiaomi, hanno costruito il proprio profitto in modo progressivo, partendo dal basso con prodotti dal prezzo molto competitivo. Pensa che Realme seguirà lo stesso percorso?

Il nostro percorso è un mix di strategia, cultura aziendale e attenzione al prezzo, ci sono valori tangibili e altri meno. Abbiamo impiegato circa due anni per arrivare ai vertici in India, ma ora, negli altri Paesi, siamo più veloci. Gli altri brand hanno impiegato più tempo, direi circa 5-6 anni, per ottenere gli stessi risultati. Ma c’è anche altro che ci differenzia dagli altri brand ed è qualcosa di più concreto: la volontà di introdurre l’innovazione in ogni singola fascia di prezzo. Parlo di un’innovazione utile, accessibile alle masse. Siamo stati i primi a lanciare un telefono con fotocamera da 64 mp quad camera, fra i primi a lanciare un telefono con sistema di ricarica a 65 watt, abbiamo una lista di innovazioni su cui siamo pionieri.

Avete già capito chi è il vostro utente tipo?

Sì. Dedichiamo molta attenzione alla nostra community. Potremmo quasi dire che una parte della nostra strategia è guidata dalla community. Ne sono un esempio i nostri nuovi dispositivi, realizzati per lavorare con una nuova interfaccia nata per migliorare la user experience grazie anche ai feedback dei clienti. Al di là di questo ci sono molte cose che impariamo quotidianamente dagli utenti. La più importante è che dobbiamo restare coi piedi per terra. Un prodotto definisce il tuo successo. L’innovazione definisce il tuo successo. Ma anche la tua community definisce il tuo successo. Questo perché ogni utente, nella sua specifica fascia di prezzo, ha delle aspettative ben precise verso il prodotto. Il nostro obiettivo è cercare di soddisfare queste aspettative meglio di chiunque altro. È un aspetto che per qualcuno forse ha poca importanza ma che un’azienda come Realme non può ignorare. Non è solo questione di hardware ma anche di software. Gli aggiornamenti sono importantissimi in questo settore, permettono di rinnovare e migliorare l’esperienza di tutti i device, anche quelli più datati. Incrementando il ciclo di vita dei prodotti e quindi la soddisfazione dei clienti.

A proposito. Molti marchi stanno snobbando l’hardware per puntare ai servizi

I servizi stanno ai dispositivi come il combustibile sta alle auto. Sono necessari per alimentarli. Noi, finora ci siamo concentrati soprattutto sull’hardware – che rappresenta la nostra vettura – ma abbiamo già una strategia ben chiara sui servizi, siamo consapevoli che tipo di impatto può avere il cosiddetto network effect sul nostro business

Se escludiamo il foldable, si può dire che lo smartphone sia uguale a sé stesso da molti anni. Dobbiamo rassegnarci alla standardizzazione dei form factor? Come si immagina lo smartphone fra 10 anni?

Forse 10 anni sono davvero troppo lontani per immaginare uno scenario, quel che è certo è che avremo device sempre più utili, pratici e anche compatti. È soprattutto la semplicità d’uso a guidare il mercato, è la sintesi di due valori: la praticità e l’innovazione. Non me ne faccio nulla di una fotocamera da oltre 100 megapixel, se poi impiego troppo tempo per scattare o per riprodurre quella foto. Stessa cosa per i dispositivi pieghevoli. La tecnologia deve essere per prima cosa facile da usare.

Ogni riferimento agli altri brand è puramente casuale?

Sì, non è un discorso legato alla concorrenza ma al nostro personale modo di agire. Non facciamo nulla che sia fine a se stesso, tutto deve essere calibrato sull’esperienza d’uso. Se possiamo scattare una foto ad altissima risoluzione, salvarla e rivederla con lo stesso formato e la stessa fluidità di una foto a 15 megapixel allora significa che abbiamo creato un’innovazione utile e accessibile. È un discorso che riguarda tutto il comparto hi-tech, non solo gli smartphone. Siamo attenti all’evoluzione di una molteplicità di dispositivi.

Dica la verità: c’e qualcosa che invidia o che comunque apprezza negli altri brand?

Sì, c’è sempre qualcosa da imparare dagli altri brand che proprio per questo vanno rispettati. Personalmente mi piace molto l’esperienza che ha costruito Apple negli anni per i suoi utenti. E in particolare quella offerta all’interno dei suoi negozi.

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