Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi | Web Agency Brescia
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Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi


Ultimamente mi è capitato di rado di provare grande curiosità per un nuovo smartphone, ma con Motorola Razr 5G non è stato così. Dal primo momento mi ha catturato, e si è confermato interessante nel momento in cui ho cominciato ad utilizzarlo continuativamente per alcuni giorni.

Il Razr 5G arriva come seconda generazione del pieghevole che riprende in chiave moderna le linee dello storico Moto Razr del 2005. Si tratta di una versione riveduta e corretta del primo modello, con tanti piccoli dettagli migliorativi che lo rendono uno smartphone ben diverso e più maturo.

Nonostante questo rimane ancora un prodotto di nicchia, dal prezzo proibitivo e con alcuni compromessi intrinseci che sono lo scotto da pagare per potersi fregiare di uno smartphone unico ed iconico, vediamolo nella recensione.

SOMMARIO

UNO SMARTPHONE DA FIGHI


Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Perdonatemi il termine, il mio tesserino da giornalista si sta rivoltando ma voglio essere chiaro e penso che il termine “figo” riassuma bene il concetto: non si tratta solo di cura per il design, materiali ricercati, eleganza ma bisogna aggiungere una dose di originalità unita alla tradizione, quell’alchimia quasi magica che contraddistingue un prodotto ultramoderno nato dall’intuizione della prima Motorola nel lontano 2005. Motorola Razr è un concetto oltre che uno smartphone e va preso per quel che è, con tutta la sua ricercatezza e i suoi limiti, quasi fisiologici, che si porta dietro.

L’evoluzione che c’è stata rispetto allo scorso anno è fondamentale, si è infatti passati da un prodotto interessante ma con i connotati tipici di un esperimento, ad un qualcosa di decisamente più maturo nel look, capace di trasmettere la giusta fiducia. Da chiuso penso sia davvero equilibrato nelle linee, il colore è elegante e il peso sotto i 200 grammi fa la differenza nella percezione in tasca, non più un mattoncino, semplicemente uno smartphone di piccole dimensioni (91.7 x 72.6 x 16 mm).

Il telaio è completamente in alluminio e la cerniera è rimasta la stessa, apparentemente solida e duratura. Aprendo Motorola Razr 5G non ci sono grandi novità con un notch abbastanza invadente nella parte alta e il display pieghevole appoggiato sulla struttura e bloccato solo nella parte alta, non sui lati e non in basso a causa del sofisticato meccanismo con cui si richiude scorrendo sotto al mento inferiore.

Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Molti aspetti della costruzione del Razr sono collegati alle precise scelte progettuali adottate per la cerniera. Motorola ha scelto di prediligere l’estetica con un sistema che spinge verso l’alto il pannello quando è disteso e crea un angolo di piega ampio quando è richiuso. Ciò consente di evitare il fastidioso difetto al centro del display e distribuisce la piegatura su una superficie ampia. Il risultato è che quando lo schermo è acceso non si percepisce alla vista alcuna increspatura, solamente sotto i polpastrelli si sente una leggera “onda”.

Il rovescio della medaglia la delicatezza del meccanismo così esposto all’intrusione di polvere e umidità. Visivamente lo schermo si solleva di almeno un mm a metà del movimento di chiusura, ai suoi lati c’è spazio per far passare polvere e granelli di sabbia. In un paio di settimane di utilizzo non ho avuto alcun problema ma non mi sentirei di mettere le mani sul fuoco sul lungo periodo. E’ anche probabile che l’assenza di protezioni lasci libero lo sporco di uscire, senza creare i disastri che abbiamo visto sulla prima generazione di Samsung Galaxy Fold.

I LIMITI FISICI


Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Detto che si tratta di un prodotto dall’aspetto estremamente particolare, bisogna passare in rassegna le conseguenze che si porta dietro il formato clamshell adattato ad uno smartphone moderno. Il display interno è un P-OLED flessibile di buona qualità ma non è certamente paragonabile per luminosità, calibrazione, brillantezza ad un Super AMOLED di fascia alta che troviamo su tutti i top di gamma del 2020. Un ruolo negativo in questo senso è portato dalla superficie plastica del pannello, inevitabilmente sempre sporca, poco oleofobica e con riflessi molto diversi rispetto al vetro. Rispetto alla prima generazione di pieghevoli si sono fatti dei progressi ma l’aspetto “plasticoso” è rimasto, non si scappa.

Il secondo punto dolente è quello della multimedialità, non c’era probabilmente spazio per uno speaker più grande e non esiste, per ovvi motivi, spazio interno che possa creare risonanza, il risultato è appena sufficiente in termini di potenza e corposità del suono. Passi che Razr 5G non sia il miglior compagno per guardarsi serie TV, ma nelle chiamate in vivavoce il limite diventa importante.

Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Il terzo limite fisico si ripercuote sul comparto fotografico, forte di appena una fotocamera principale e una per i selfie. Non c’è spazio per ulteriori moduli in un momento storico in cui i top di gamma puntano forte su teleobiettivi spinti, grandangolo e sensori sempre più grandi.

L’ultimo sacrificio progettuale riguarda la batteria, conta su 2800mAh distribuiti su due celle, niente ricarica wireless o miracolosi alimentatori ultra veloci. Per fortuna il software è un ottimo esempio di ottimizzazione energetica per cui si riesce a completare la giornata senza particolari grattacapi con almeno 5 ore di display attivo. A ciò aggiungiamo anche la presenza di uno schermo esterno ben più utile rispetto alla prima generazione, che permette di eseguire numerose operazioni senza dover fare ricorso al display interno con conseguente risparmio di energia.

ESPERIENZA D’USO


Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Il cambiamento più importante apportato da Motorola riguarda lo schermo esterno G-OLED con risoluzione 800×600. Apparentemente non ci sono differenze ma il software è stato rinnovato per dare veramente un senso diverso alla presenza di due schermi. Ora potrete visualizzare tutte le notifiche e rispondere vocalmente o con tastiera, potrete sfruttare google assistant, effettuare chiamate, attivare la fotocamera il flash o qualunque altro comando presente tra i quick toggle, potrete anche aprire tutte le applicazioni (addirittura i giochi) ed eseguirle come fareste con lo schermo principale, alcune di esse avranno bande nere ai lati dovute al form factor allungato orizzontalmente ma molte altre sono già ottimizzate per riempire tutto lo schermo.

Tra le impostazioni è possibile scegliere cosa fare passando da uno schermo all’altro, ad esempio continuando la visione di un video, oppure optare per l’interruzione dell’app che si stava eseguendo. I collegamenti rapidi si possono personalizzare riempiendo lo spazio con contatti oppure applicazioni, mentre con uno swipe da sinistra verso destra si apre la fotocamera. Qui grazie ad una interfaccia dedicata potrete utilizzare tutte le funzionalità della fotocamera principale senza alcuna limitazione. Il secondo schermo può essere utile per avere un’anteprima dello scatto, oppure con telefono aperto, per eseguire un’animazione con una faccina che invita a sorridere per poi scattare automaticamente la foto, o anche per visualizzare il conto alla rovescia se si imposta un autoscatto.

Dopo qualche giorno in cui si apre di continuo il telefono, ci si abitua a sfruttare maggiormente lo schermo esterno e a quel punto l’esperienza di utilizzo sale nettamente di livello. Mi sono trovato a gestire la maggior parte delle notifiche con telefono chiuso dando quindi un valore tangibile alla portabilità di uno smartphone pieghevole a conchiglia.

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Per quanto mi riguarda questo è sempre stato il mio cruccio: che senso ha tenere in tasca uno smartphone pieghevole compatto se poi ogni volta bisogna aprirlo dedicando molta più energia mentale rispetto a quella che si farebbe con uno smartphone classico già pronto all’uso? Ho sempre pensato che non valesse la pena rinunciare alla praticità per qualche centimetro in meno nella tasca, tant’è che ho persino scritto un editoriale su quel tema. Bene, con Motorola Razr ho visto un po’ di luce, non è ancora perfetto ma se ne intuiscono facilmente le potenzialità.

​Il software per il resto non offre particolari sorprese, è sempre ben organizzato con tutte le funzioni aggiuntive racchiuse all’interno dell’app Moto. Ci sono 8 Moto Action e tante altre opzioni a disposizione dell’utente, paradossalmente trovo che la flessibilità nella gestione del secondo schermo sia fin troppo estesa, da risultare quasi confusionaria per il gran numero di opzioni disponibili.

SCHEDA TECNICA MOTOROLA RAZR 5G

  • SoC: Snapdragon 765G
  • GPU: Adreno 620
  • Schermo pieghevole: 6,2 pollici pOLED in 21:9 FHD+ (2142 x 876 pixel),
  • Schermo esterno: 2,7 pollici gOLED 800 x 600 pixel
  • Memoria: 8GB di RAM e 256GB di storage (6GB di RAM e 128GB di storage nel modello precedente)
  • Fotocamera posteriore: sensore Samsung ISOCELL Bright GM1 da 48MP Quad Pixel f/1.7
  • Fotocamera anteriore: da 20MP f/2.2
  • Video: 4K a 30fps in 16:9 e 21:9, FHD a 60/30fps, slow motion FHD a 120fps
  • Batteria: 2.800 mAh, supporto ricarica a 15W
  • Connettività: 1x nano SIM + 1x eSIM, BT 5.0, LTE, 5G sub-6Ghz NR (Snapdragon X52), WiFi ac (2,4 GHz + 5 GHz), GPS, Glonass, Galileo, USB 3.1 Type-C
  • Dimensioni e peso: 169,2×72,6×7,9mm, 192 grammi
  • Sistema operativo: Android 10
Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Per quanto riguarda l’usabilità spendo due parole per la scelta del processore non top di gamma, è perfetta. Non avrebbe avuto senso uno Snapdragon 865 con la sua potenza sprecata e le conseguenti difficoltà nella gestione termica. Motorola ha scelto un motore efficiente ma sufficientemente reattivo per garantire una usabilità fluida e senza intoppi. Un po’ di surriscaldamento c’è in ogni caso ed è la prima volta che mi capita di percepirlo su uno smartphone con Snapdragon 765G, credo che i compromessi fisici giochino un ruolo importante sotto questo punto di vista.

Ultima considerazione riguarda la presenza dello slot per una nano SIM fisica abbinata ad una e-SIM, un dietrofront rispetto al Moto Razr dello scorso anno, apprezzato e giusto visto che nel nostro paese gli operatori perseverano con le SIM fisiche.

COSA NON MI E’ PIACIUTO


Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Manca un sensore TOF sulla parte interna o su quella esterna o, meglio ancora, su entrambe. In uno smartphone così esclusivo alcuni dettagli potrebbero essere curati meglio per cui avrei gradito la presenza di uno sblocco con riconoscimento del volto 3D anziché un classicissimo lettore di impronte digitali fisico. Per altro la posizione del lettore è probabilmente l’unica possibile ma con il Razr 5G aperto diventa poco ergonomica.

Non mi è piaciuta la qualità delle chiamate per due motivi, il primo è l’audio fiacco in vivavoce e nella capsula auricolare, il secondo è una ricezione leggermente sottotono. Nulla di grave ma fa parte dei dettagli che avrei gradito meglio rifiniti.

Il terzo punto dolente di Motorola Razr 5G è tutto il comparto fotografico. Non sono assolutamente un grande fan delle N-fotocamere, anzi, l’esempio dei Google Pixel è quello migliore che si possa seguire ma è importante, anzi fondamentale, che l’unica fotocamera sia perfetta. Invece su Motorola Razr 5G le foto sono discrete, nonostante un hardware potenzialmente ottimo c’è certamente qualcosa da sistemare lato software, di giorno e di notte il dettaglio non è il massimo e spesso si manifesta di un fastidioso micromosso. La funzionalità HDR è carente e rende i colori davvero troppo accesi.

Vanno meglio i video (fino al 4K a 30 fps) che possono sfruttare una doppia stabilizzazione ottica e digitale, ok anche i selfie se si scatta con una buona quantità di luce. Complessivamente tuttavia il giudizio non può essere alto, ma auspico in un aggiornamento correttivo, anche perché generalmente gli smartphone Motorola sono convincenti anche sulla fascia bassa, è davvero strano che sullo smartphone di punta ci siano lacune così evidenti.

CONCLUSIONI


Recensione Motorola Razr 5G: lo smartphone per distinguersi

Il prezzo di listino di Motorola Razr 5G è di 1599 Euro. Altissimo, volutamente esclusivo nell’idea di Motorola che intende evidentemente riservare ad un pubblico specifico il suo smartphone pieghevole.

E’ un prodotto non per tutti, davvero particolare, nel quale i difetti passano in secondo piano e possono essere accettati di buon grado perché compensati dal suo carattere iconico ed unico. Non fraintendetemi, sarebbe meglio se la fotocamera fosse più capace, lo speaker più potente e lo schermo più luminoso, su questo non ci piove. Ma se ci si innamora del concetto di pieghevole retrò ultramoderno e ci si può permettere di raggiungerlo, allora queste lacune assumono un peso molto più lieve.

Nel mio ruolo posso dirvi che è un telefono che funziona, con qualche limite ma è capace di accompagnarvi nell’uso di tutti i giorni senza particolari patemi. Complimenti a Motorola per il lavoro svolto, penso ci sia spazio per ulteriori affinamenti ma già così il Motorola Razr 5G saprà regalarvi grandi sorrisi di soddisfazione.

PRO E CONTRO

VIDEO

Motorola Razr 5G disponibile online da MondoTop a 1,413 euro.

(aggiornamento del 02 ottobre 2020, ore 19:03)

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