La NASA ha appena spedito un nuovo WC da 23 milioni di dollari sulla ISS | Web Agency Brescia
9281
post-template-default,single,single-post,postid-9281,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

La NASA ha appena spedito un nuovo WC da 23 milioni di dollari sulla ISS

La NASA ha appena spedito un nuovo WC da 23 milioni di dollari sulla ISS

La NASA ha appena spedito un nuovo WC da 23 milioni di dollari sulla ISS


A un primo sguardo ricorda un po’ R2 D2, il robottino di Star Wars, ma in realtà è un gabinetto spaziale da ben 23 milioni di dollari. Ve ne avevamo parlato già a giugno: ufficialmente si chiama Universal Waste Management System, e proprio qualche ora fa è decollato con la capsula Cygnus in direzione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) assieme a 3485 kg di provviste, prodotti per la cura del corpo e per lo svolgimento di esperimenti scientifici.

La progettazione del nuovo WC è durata ben 6 anni, con lo scopo di mettere a punto uno strumento da impiegare poi nelle future missioni sulla Luna e su Marte. Rispetto al sistema impiegato in precedenza, accanto a cui verrà installato nel Nodo 3 dell’ISS, questo non solo è il 65% più piccolo (è alto 71 cm) e il 40% più leggero (pesa 45 kg), ma è capace di supportare anche equipaggi più numerosi.

Il principio di funzionamento è però sempre lo stesso: per impedire che l’assenza di gravità giochi brutti scherzi, viene impiegato un complesso sistema di aspirazione. Cambia anche l’ergonomia, che a quanto pare è stata studiata per adattarsi meglio all’anatomia femminile.

Una delle tecnologie più importanti, tra quelle implementate, è rappresentata dalla pompa di pretrattamento delle urine: nei lunghi viaggi verso la Luna o Marte, infatti, sarà indispensabile il recupero dei rifiuti per renderli riutilizzabili. E sì, anche dell’urina, che in questo modo potrà essere trattata per recuperare l’acqua in essa contenuta.

No Comments

Post A Comment