In UK i treni sono a idrogeno: dal 2023 i primi mezzi a doppia alimentazione | Web Agency Brescia
9303
post-template-default,single,single-post,postid-9303,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

In UK i treni sono a idrogeno: dal 2023 i primi mezzi a doppia alimentazione

In UK i treni sono a idrogeno: dal 2023 i primi mezzi a doppia alimentazione

In UK i treni sono a idrogeno: dal 2023 i primi mezzi a doppia alimentazione


L’idrogeno come fonte alternativa per la mobilità è sempre più realtà: dopo il primo volo completato da ZeroAvia con un aereo passeggeri, tocca ora ad un treno inglese percorrere i primi chilometri a impatto zero sull’ambiente. La tecnologia applicata su rotaia è in fase di sviluppo da diverso tempo: la Germania, ad esempio, ha concluso a maggio i test sui treni Coradia iLint prodotti da Alstom. L’adozione di questa soluzione si estende dunque anche al nord Europa, grazie al lavoro congiunto delle Università di Birmingham e di Porterbrook, finanziate dal Dipartimento dei Trasporti britannico con 750 mila sterline.

Si chiama HydroFLEX il treno che ha mosso i suoi primi passi in questi ultimi giorni, completando con successo il tragitto tra Long Marston ed Evesham, nelle West Midlands. É il risultato di un progetto importante ed ambizioso, che punta alla produzione di treni di nuova generazione e a convertire a idrogeno quelli attualmente in circolazione nel Paese entro il 2023. Il cuore è la cella combustibile che combina idrogeno e ossigeno per generare elettricità, calore e acqua – senza alcuna immissione nociva in atmosfera.

I prossimi passi per HydroFLEX riguarderanno l’ottimizzazione della soluzione, specie riguardo la realizzazione di un modulo alimentato a idrogeno e batteria (per lo stoccaggio dell’energia) da posizionare sotto il vagone del treno, in modo tale che venga garantito più spazio in carrozza per i passeggeri.

I test effettuati hanno riguardato una “unità dimostrativa“, ma è già stato ufficializzato l’avvio della produzione commerciale. I treni a idrogeno (sia quelli di nuova concezione, sia quelli convertiti) potranno muoversi anche sfruttando le tradizionali linee aeree in caso di necessità.

Anche l’Italia è impegnata su questo fronte, con i progetti in corso che vedono protagonisti Alstom e Snam per lo sviluppo della tecnologia e la sua applicazione nel sistema di trasporti nazionale.

No Comments

Post A Comment