Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s | Web Agency Brescia
9313
post-template-default,single,single-post,postid-9313,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l’autonomia s

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l’autonomia s


Apple Watch 6, l’ultimissima versione dello smartwatch di Cupertino – o, meglio, la sua declinazione premium (già perché da quest’anno, c’è anche una seconda versione più economica del prodotto, la SE) – è un prodotto stilisticamente identico al suo predecessore ma con l’aggiunta di alcune piccole e grandi migliorie sotto la cassa.

Da segnalare c’è innanzitutto l’arrivo del saturimetro, un add-on che si inserisce nel filone di tutte quelle funzionalità pensate per fornirci informazioni, ma sarebbe più opportuno definirle indicazioni, sul nostro stato di salute; c’è poi l’aggiornamento del chipset, o meglio del System In Package, quello del display always-on e l’arrivo di un altimetro in tempo reale.

Queste novità, in combinazione con l’ultimo aggiornamento del sistema operativo (Watch OS 7, disponibile anche per le versioni più datate dello smartwatch) fanno di questa Serie 6 un prodotto sicuramente più evoluto. Già ma quanto?

In questa recensione proveremo a tirare le somme dell’upgrade, focalizzandoci proprio sui quattro punti chiave della rinnovata offerta Apple da polso.

SOMMARIO

CONFEZIONE E DESIGN: LA NOVITA NEI COLORI (E NELLALIMENTATORE)


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Sul piano estetico, dicevamo, Apple Watch 6 è perfettamente sovrapponibile al Watch 5. Stesse dimensioni, stessi pulsanti, stessi materiali (alluminio e acciaio).

Le uniche novità sono rappresentate dalle nuove colorazioni della cassa – oltre alle varie sfumature di grigio c’è ora anche l’azzurro e il rosso della linea ProductRED – e dai nuovi cinturini. Fra questi ultimi spicca una versione speciale della serie Solo Loop, una sorta di banda elastica in maglia intrecciata senza buchi e senza clip che si indossa come un braccialetto. Pratico, ma bisognerà valutare la tenuta nel tempo, soprattutto in termini di aderenza al polso. Per non correre rischi meglio comunque scegliere la versione calibrata sulla misura più adatta al nostro polso attraverso il modello in carta scaricabile dal sito Apple.

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Oltre al Watch, in confezione troviamo anche il caricatore a induzione, o meglio il suo terminale dotato di piattina magnetica. Da quest’anno, infatti, l’alimentatore non c’è più. Una scelta dettata da ragioni di sostenibilità ambientale: ciascuno di noi – questo l’assunto da cui parte Apple – ha già in casa parecchi caricatori e non ha bisogno dell’ennesimo alimentatore con ingresso USB da lasciare nel cassetto a prendere polvere. Una scelta che ci sentiamo di condividere, anche se, visto il costo complessivo del prodotto, ci piacerebbe che tale opzione fosse lasciata al consumatore.

SATURIMETRO: ECCO COME VA (E A COSA SERVE)


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Quanto a dotazione, la novità principale di questo Watch 6 risiede nel saturimetro: sotto la cassa dell’orologio ci sono quattro LED e quattro fotodiodi che misurano – sia in tempo reale, che in background – la concentrazione di ossigeno nel sangue, un parametro che come noto può fornire indicazioni utili per varie patologie respiratorie come polmonite, enfisema polmonare, anemia, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), BPCO (bronco pleumopatia cronica ostruttiva), pneumotorace (PNX), edema/embolia polmonare, fibrosi polmonare.

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

A livello di precisione, il saturimetro del Watch 6 è tendenzialmente affidabile ma non sempre impeccabile. In alcuni casi la misurazione non viene rilevata, in altri è oggettivamente più bassa di quella che ci si attenderebbe. Nello specifico, durante la nostra settimana di prova, la SpO2 ha oscillato fra l’87 e il 100% (la saturazione di ossigeno, lo ricordiamo, è considerata nella norma quando i valori superano i 95-96% e inizia a diventare patologica per valori minori e/o uguali a 90%).

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Come già accaduto per l’ECG, Apple è lungi da voler rivendicare proprietà diagnostiche al suo smartwatch, anzi è consapevole dei limiti di questo prodotto anche nella sua nuova veste di saturimetro. Sia per ragioni di certificazione, sia anche per la collocazione del sistema di rilevazione, il polso, indubbiamente comodo ma forse non così sensibile e stabile come la punta di un dito o il lobo di un orecchio.

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Nella pagina dedicata, si fa proprio riferimento ad eventuali imprecisioni che si presentano nella misurazione dei parametri soprattutto di notte. La raccomandazione della società è perciò quella di far aderire bene l’orologio al polso e appoggiare il braccio su un tavolo per evitare movimenti che possano disturbare la rilevazione.

Ma, al di là della precisione, viene da chiedersi: a cosa serve un saturimetro all’interno di un orologio? Messe da parte tutte le indicazioni cliniche – per quelle esistono i medici e le strutture sanitarie – si può dire che l’obiettivo sia quello di fornire qualche piccola indicazione di allerta per i pazienti con sindrome respiratorie importanti e offrire a chi si allena in alta quota un parametro in più da correlare a tutte le altre rilevazioni. Sopra i 4-5.000 metri di altitudine, lo ricordiamo la saturazione di ossigeno può scendere fino all’85%.

In questo senso sarà interessante capire come funzionerà il sistema per il monitoraggio del VO2 max (volume massimo di ossigeno consumato) un parametro che verrà implementato da Apple nel corso dell’anno e che potrà fornire qualche indicazione in più sulle prestazioni aerobiche.

ALTIMETRO E DISPLAY ALWAYS-ON: COSA CAMBIA IN CONCRETO


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Altra novità del Watch 6 è l’altimetro barometrico che sfrutta il GPS e le reti Wi-Fi nelle vicinanze per fornire il dato altimetrico in tempo reale. La differenza rispetto al passato la fa proprio l’operatività always on: con il Watch 6 possiamo avere in qualsiasi momento l’informazione sul nostro posizionamento sul livello del mare in tre modi diversi: dall’app Bussola, attraverso una complicazione ad hoc o mediante un’interrogazione a Siri.

Legittimo, anche qui, chiedersi quale sia l’utilità di questa funzione. L’impressione è che anche in questo caso si tratti di un’applicazione di nicchia, pensata forse per offrire una miglior correlazione coi parametri vitali, soprattutto in alta quota. Perché evidente: una saturazione più bassa di ossigeno può essere valutata in modo differente se siamo in città o se – invece – siamo in alta, altissima montagna.

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Always-on è anche il display del Watch 6, ma questa non è una novità. Lo schermo OLED a tecnologia LTPO che si vede anche a riposo, lasciando attive una parte delle informazioni chiave, lo abbiamo già visto sul Watch 5. A cambiare, su questa versione, è il picco di luminosità massima in standby che passa da 200 a 500 nits, un incremento che non si nota tanto di sera o al coperto, ma che si apprezza un po’ di più in condizioni outdoor, soprattutto in una giornata molto soleggiata.

CARATTERISTICHE TECNICHE

  • Dimensioni: 44 x 38 x 10.4 mm
  • Peso: 47.1 g
  • Resistenza all’acqua fino a 50m water resistant
  • ECG certified (region dependent SW application; HW available on all models)
  • Display always-on LTPO OLED (16M di colori)
  • Size 1.78 inches, 10.0 cm2 (~60.0% screen-to-body ratio)
  • Risoluzione 448 x 368 pixel (~326 ppi)
  • WatchOS 7.0
  • Chipset: Apple S6
  • CPU Dual-core
  • GPU PowerVR
  • Memoria interna: 32GB
  • RAM: 1GB
  • Wi-Fi 802.11 b/g/n, dual-band
  • Bluetooth5.0, A2DP, LE, GPS, A-GPS, Glonass, Galileo, QZSS
  • NFC
  • Batteria Li-Ion 303.8 mAh
  • Ricarica Wireless

COME SI COMPORTA NELL’USO QUOTIDIANO


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Decisamente più evidente, a nostro avviso, l’upgrade che arriva in dote dal nuovo SIP (System In Package) S6, l’unità che raccoglie la CPU e la GPU. Il cuore del nuovo Watch 6 sembra risolvere tutte quelle e piccole e grandi defaillance che avevano caratterizzato la versione precedente dell’orologio. Sia in termini di reattività, sia a livello di connettività (vengono supportate anche le reti WiFi da 5GHz), sia a livello di consumi energetici.

Il Watch 6, in parte grazie anche alle ottimizzazioni di Watch OS 7, appare in sostanza più pronto, più abile a leggere i movimenti del nostro polso e dunque le nostre intenzioni. Utile, la possibilità di vedere le notifiche anche a riposo (senza dover risvegliare il display).

Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

L’Apple Watch Series 6 è anche il primo smartwatch di Apple a includere un chip U1 Ultra Wideband, un’aggiunta che dovrebbe migliorare le funzioni di ricerca e comunicazione contactless dei dispositivi, come Trova il mio Watch o Apple Pay. A dire il vero, le differenze con il passato sono impercettibili, forse perché sotto questo profilo gli Apple Watch più datati si sono sempre comportati egregiamente. Più rilevante sottolineare l’utilità di questo chip per abilitare l’apertura e l’accensione delle auto (ovviamente di quelle compatibili) senza bisogno di chiavi, una funzione che rientra sotto l’ombrello delle funzionalità di Apple CarKey.

AUTONOMIA: SCENDONO I CONSUMI E I TEMPI DI RICARICA


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

Il nuovo motore del Watch 6 si dimostra come detto più efficiente anche in termini di consumi energetici. Nella settimana di prova, utilizzando il Watch per una media di 16 ore al giorno, siamo sempre arrivati a sera con una percentuale compresa fra il 40 e il 50%. I consumi ovviamente salgono quando si utilizza l’orologio come activity tracker: calcolate un drenaggio supplementare del 4-5% per un’ora di allenamento in piscina.

Buone notizie anche per ciò che riguarda la velocità di ricarica, migliorata rispetto ai precedenti modelli, Watch 5 compreso. Il tempo necessario per riportare un Watch 6 completamente scarico al 100% è di poco più di un’ora e mezza (occorrono 45 minuti per arrivare al 50% e un’ora per il 70%). Qualcuno obietterà che si tratta di un benefit di poco conto visto che comunque il Watch va caricato alla fine di ogni giornata; vero, ma se siete fra quelli che indossano lo smartwatch anche di notte – sia per la sveglia discreta sia per la nuova funzione di monitoraggio del sonno – ecco allora che un sistema di ricarica più rapido vi tornerà utile, soprattutto se avete i minuti contati al mattino prima di uscire di casa.

PREZZI E CONCLUSIONI


Recensione Apple Watch 6: il saturimetro non fa la differenza, l'autonomia s

L’arrivo del saturimetro e quello dell’altimetro always-on non spostano gli equilibri. Sono davvero rare le occasioni in cui si utilizzano queste funzioni. Più consistente, a nostro avviso, l’upgrade apportato dall’aggiornamento del display always on, ora più visibile sotto i raggi diretti del sole, e soprattutto dal nuovo chip S6. Il Watch 6 sembra risolvere tutti quei piccoli e grandi difetti che avevano contraddistinto il precedente modello. Soprattutto sul piano dei consumi energetici.

Anche nel suo sesto capitolo, insomma, Apple Watch si conferma lo smartwatch da battere per reattività, qualità della connessione ecosistema di applicazioni e dunque un prodotto consigliatissimo per chi ha un iPhone e non ha ancora uno smartwatch. Chi invece un Watch ce l’ha già, magari di quinta generazione, può attendere. I 439 euro necessari per acquistare il modello entry level con cassa in alluminio da 40 mm (ne servono 469 per quella da 44 mm e 100 euro in più per la versione GPS + Cellular) e i 739 euro per quello in acciaio (789 euro per il 44mm) non sono una spesa trascurabile o comunque tale da giustificare un turnover di questo genere.

In questo senso sarà interessante capire che tipo di accoglienza avrà la versione economica del Watch, un prodotto che a conti fatti potrebbe accontentare tutti quegli utenti che puntano al sodo e non vogliono spendere troppo per quello che in fin dei conti resta pur sempre un accessorio.

VIDEO

No Comments

Post A Comment