Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto | Web Agency Brescia
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Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto

Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto

Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto


Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto

Nest Audio è arrivato tra noi. Si tratta del nuovo altoparlante smart di casa Google e ha lo scopo di sostituire il Google Home arrivato in Italia a marzo del 2018. La famiglia di altoparlanti connessi di Google si amplia e adesso conta il Nest Mini (lanciato a ottobre dello scorso anno), il Nest Hub dotato di display da 7 pollici e il già citato Nest Audio.

Una gamma più completa e in grado di contrapporsi alla ben più grande famiglia di dispositivi Echo di Amazon. Nello specifico Nest Audio è il rivale perfetto di Amazon Echo, la cui ultima declinazione è stata presentata proprio qualche giorno fa.

Costa infatti 99,99 euro ed è disponibile nelle colorazioni Chalk, come l’esemplare in prova, Charcoal, Sand, Sky e Sage. In Italia al momento si possono preordinare solo le colorazioni Chalk e Charcoal, ovvero grigio chiaro e grigio scuro. È probabile che le altre arrivino in futuro.

SOMMARIO

UN DESIGN TUTTO NUOVO


Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto

Nest Audio cambia completamente rispetto a Google Home. Al posto di un barilotto tronco c’è adesso un parallelepipedo molto smussato ai bordi e rivestito per intero in tessuto riciclato derivato dalle bottiglie di plastica, così come il 70% della scocca. Una scelta che abbiamo apprezzato. È molto elegante e ciò permette di installarlo in qualsiasi ambiente.

Misura 175 x 124 x 78 millimetri e pesa 1,2 kg. All’interno della confezione in cartone oltre all’altoparlante c’è anche l’alimentatore da 30W e 24V. Peccato non vedere una porta USB-C al posto dell’ingresso proprietario presente sul retro, nella parte in basso. Sempre sul retro c’è anche uno switch che consente di disabilitare il microfono.

I comandi touch sono posizionati nella parte frontale in alto. Con un tocco a sinistra o a destra si diminuisce o si aumenta il volume mentre con un tocco centrale si può mettere in pausa o avviare la riproduzione musicale. Al centro ci sono i quattro LED luminosi che contraddistinguono gli altoparlanti smart di Google.

Le vere novità sono però nascoste all’interno. Arrivano infatti un woofer da 75 millimetri coadiuvato da un tweeter di 19 millimetri. Rispetto al Google Home capace di diffondere l’audio a 360 gradi, nel Nest Audio gli altoparlanti sono direzionati verso la parte frontale.

Ci sono poi tre microfoni a lungo raggio che hanno un’ottima sensibilità anche nel caso di ambiente rumoroso e sono compatibili con la tecnologia Voice Match di Google. Il processore è un Quad Core A53 da 1,8 GHz. La connettività è garantita dalla presenza del Wi-Fi a 2,4 e 5GHz 802.11b/g/n/ac, dal Bluetooth 5.0 e dalla Chromecast integrata. Manca però la compatibilità con il protocollo Zigbee.

CONFIGURAZIONE


Recensione Nest Audio: suona bene, bello e costa il giusto

Per installare Nest Audio è necessario installare sul proprio dispositivo Android o iOS l’applicazione Home di Google. Una volta collegato all’alimentazione, l’altoparlante viene individuato e si può dunque procedere all’abbinamento.

Durante la procedura viene si può scegliere se collegare lo speaker ai vari servizi di streaming audio compatibili, come Spotify, Deezer, Youtube Music, oppure Netflix per la parte video. La Chromecast integrata consente infatti di avviare lo streaming video su un televisore associato con un semplice comando vocale al Nest Audio. La lista di servizi compatibili è molto lunga e comprende anche Disney+, Youtube TV e molto altro ancora.

L’altoparlante può essere usato per effettuare chiamate vocali tramite il servizio Google Duo. Non solo: se in casa sono presenti altri dispositivi Nest o Google può essere avviata una comunicazione a mo’ di interfono. Quando si è fuori casa si può invece chiamare il Nest Audio tramite l’applicazione, proprio come se fosse un telefono fisso. Il servizio sfrutta ovviamente la connessione Internet.

Se si posseggono due Nest Audio è possibile abbinarli in stereo tramite l’opzione “Accoppiamento Altoparlanti“.

COSA PUO’ FARE


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Completato l’abbinamento tramite l’applicazione si può associare l’altoparlante a una determinata stanza o gruppo di dispositivi. Cliccando sull’icona dello speaker si ottiene una schermata in cui è possibile gestire il volume e controllare la riproduzione. Nella parte in alto a destra ci sono due piccole icone.

La prima permette di equalizzare l’audio: si possono regolare i bassi e gli alti a seconda delle proprie preferenze.

Cliccando invece sull’ingranaggio si accede a tutte le impostazioni del dispositivo. In questa sezione è possibile gestire gli abbinamenti Bluetooth, selezionare la modalità Non Disturbare e tanto altro ancora.

Tra le voci più interessanti c’è sicuramente la possibilità di diminuire il volume e la luminosità dei LED in automatico durante le ore notturne. C’è poi una voce che consente di impostare la sensibilità dello speaker al comando “Ok Google”. Purtroppo, tale funzione è disponibile solo sul territorio statunitense. Arriverà sicuramente in Italia con prossimi aggiornamenti.

Tramite l’assistente Google integrato e i comandi vocali si possono poi eseguire tutte le operazioni che con il tempo abbiamo imparato a conoscere. Controllare altri dispositivi connessi all’interno della nostra casa, chiedere informazioni generali, conversioni tra valute e unità di misura, gestire la lista della spesa, gli appuntamenti, il meteo e tanto altro ancora.

ESPERIENZA D’USO


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Il nuovo hardware per il momento dà il meglio di sé con la lingua inglese. Il chip dedicato al machine learning consente all’altoparlante di essere fino a due volte più veloce rispetto al precedente Google Home. Nella nostra esperienza possiamo dire che l’attivazione e l’ascolto sono più veloci rispetto al Nest Mini. Anche i comandi e le risposte vengono fornite con un tempo inferiore.

In generale l’impatto è quello di avere a che fare con un dispositivo più prestante e dalla migliore qualità rispetto agli altri modelli della famiglia Nest, ma al momento le vere novità sono disponibili solo negli Stati Uniti e per godere appieno delle prestazioni del nuovo speaker di Google dovremo attendere futuri aggiornamenti.

Ritorneremo su questo aspetto non appena le novità saranno disponibili anche in lingua italiana.

UN SUONO COINVOLGENTE


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Come tutti gli altoparlanti in commercio uno degli aspetti da valutare attentamente è la qualità della riproduzione audio. Al momento non abbiamo a disposizione il concorrente diretto di questo Nest Audio ovvero l’Echo di quarta generazione, ma viste le migliorie e il progresso tecnologico abbiamo provato a metterlo alla prova con un Echo Plus di seconda generazione il cui prezzo si attesta su poco meno di 90 euro, a causa della svalutazione del tempo.

La differenza principale consiste nel posizionamento degli altoparlanti. Nest Audio diffonde l’audio dalla parte frontale mentre Echo Plus a 360 gradi, come il precedente Google Home.

Un sistema per riprodurre l’audio a 360 gradi può rivelarsi svantaggioso se lo speaker viene posizionato vicino a un muro o all’interno di un mobile. Torna utile su altoparlanti che vengono usati in mobilità, ma in un ambiente casalingo uno smart speaker viene posizionato vicino a una presa elettrica e di conseguenza con una parte del dispositivo rivolto verso la parete.

Nella maggior parte dei casi, dunque, la soluzione introdotta con il Nest Audio è più vantaggiosa in quanto consente di diminuire eventuali riverberi.


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Mobile
31 Ago


Per quanto riguarda la qualità di riproduzione il Nest Audio segna un deciso passo avanti rispetto al Google Home. L’audio è più corposo e finalmente i bassi sono apprezzabili e non sovrastano le altre frequenze. Un altro punto a suo vantaggio. Ascoltando Back in Black degli AC/DC, durante l’assolo le chitarre non vengono infatti sopraffatte dalla batteria ma anzi sono protagoniste così come dovrebbe essere.

Nest Audio riesce ad avere un suono più bilanciato con frequenze equilibrate su tutto lo spettro musicale. Anche il volume massimo è ben alto e consente di coprire adeguatamente una stanza di 20 metri quadri senza però diventare fastidioso per eventuali vicini.

Possiamo tranquillamente dire che il claim di Google riguardo al Nest Audio è vero. Il suono è ricco, pulito e naturale.

Anche a volume massimo i microfoni riescono a percepire bene la nostra voce, e l’assistente lo abbassa temporaneamente quando viene chiamato in causa dall’utente. È comunque un’opzione che si può gestire dall’applicazione.

Ci sono poi alcune funzioni interessanti. La prima è Media EQ: l’equalizzazione viene adattata in maniera intelligente a seconda del contenuto riprodotto. Dunque, se ascoltiamo un podcast ci sarà un’attenzione maggiore sulla riproduzione delle voci, mentre se passiamo alla musica rock l’equalizzazione si adatta in tal senso.

L’altra è Ambient IQ. L’altoparlante è in grado di riconoscere l’ambiente circostante e i rumori di fondo e imposta di conseguenza alcuni parametri della riproduzione. Impossibile però dire se tale tecnologia sia efficace o meno con parametri oggettivi. Abbiamo provato a usare lo speaker in diverse stanze e il risultato è sempre stato soddisfacente.

CHI DOVREBBE ACQUISTARLO


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Nest Audio è un ottimo altoparlante intelligente. La sensibilità dei microfoni e la reattività ai comandi richiesti è precisa e la qualità audio ci ha sorpreso in maniera positiva per l’equilibrio restituito. La Chromecast integrata permette di ascoltare contenuti in streaming da diversi servizi, riprodurre contenuti direttamente dallo smartphone, raggruppare dispositivi Nest compatibili per ottenere un audio multiroom e tanto altro ancora. Infine, il posizionamento di prezzo: 99,99 euro al lancio, ovvero 50 euro in meno rispetto al listino del Google Home.

Resta comunque da considerare che il mercato degli smart speaker è molto particolare. Il lancio di un nuovo prodotto difficilmente può sconvolgere o innovare come avviene in altri settori. L’altoparlante smart dipende infatti dall’assistente vocale. Ciò significa che le funzioni dell’assistente devono essere identiche per ogni dispositivo a prescindere dall’anno di presentazione e dalla fascia di prezzo.

I margini su cui si può intervenire sono solo hardware: microfoni più prestanti, Chromecast integrata, altoparlanti più potenti e di migliore qualità, integrazione o meno di un display e una fotocamera. Ma di fatto se chiedete all’Assistente Google di effettuare un’operazione sul Nest Audio, sul Nest Mini o sul vecchio Google Home il risultato finale sarà il medesimo.

Possiamo consigliare Nest Audio a chi desidera un dispositivo che suoni bene, da poter abbinare tramite Bluetooth a un computer o al cellulare, e bello da vedere. Se invece siete interessati solo a provare l’esperienza di Google Assistant senza grosse pretese, il Nest Mini è la scelta più indicata.

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