Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1 | Web Agency Brescia
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Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1

Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1

Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1


Ormai ci stiamo facendo l’abitudine: le galassie dei sub-brand che orbitano intorno a colossi come, ad esempio, Xiaomi, producono una quantità enorme di smartphone simili, ma con un brand e/o un nome commerciale diverso a seconda del mercato in cui vengono portati. Quella di Poco è la storia di un marchio giovane, che in realtà si distingue velocemente dalla massa proprio per l’originalità della proposta, col suo Pocophone F1 che grazie ad un hardware di fascia alta e un prezzo competitivo riesce a far parlare di sé in tutto il mondo.

Attorno alle nuove mosse del brand indiano, quindi, quest’anno c’era grande attesa. Intendiamoci: di recente abbiamo recensito l’ottimo Poco X3, con un rapporto qualità-prezzo veramente interessante, e F2 Pro resta una proposta da tenere d’occhio se si cercano caratteristiche di alto livello senza spendere troppo. Ma un vero e proprio erede di F1 non c’è stato: proprio F2 Pro, ad esempio, è un rebrand del Redmi K30 Pro. Così come l’M2 Pro, che è un’altra faccia di Redmi Note 9 Pro, o il recentissimo C3 che è un Redmi 9C.

Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1 Poco spiega perch i suoi smartphone sono spesso rebrand. E promette un erede di F1

75.4 x 163.3 x 8.9 mm
6.67 pollici – 2400×1080 px

75.4 x 163.3 x 8.9 mm
6.67 pollici – 2400×1080 px

Il catalogo Poco resta interessante, ma il brand ha perso in fretta la sua specificità. E spesso di fronte a queste politiche, noi utenti restiamo perplessi, e ci chiediamo perché. Una domanda che non sorge solo agli utenti occidentali, a quanto pare, dato che l’intervista del The Indian Express al Country Director di Poco Anuj Sharma si è concentrata precisamente su questo aspetto. La risposta è quella che molti avranno immaginato, ed è molto semplice:

Poco è ancora un marchio giovane, e sviluppare nuovi telefoni per ogni serie è un compito impegnativo. Ecco perché ci appoggiamo alla piattaforma Xiaomi, e poi applichiamo la nostra personalizzazione. Il primo telefono OnePlus – OnePlus One – era uno smartphone Oppo, e lo stesso vale per il primo di Realme. I marchi tendono spesso ad adottare questa strategia: ed è anche il caso di Poco

Insomma: l’urgenza era quella di capitalizzare il successo e al risonanza ottenuti grazie a F1 lanciando subito varie serie di dispositivi, e creano un catalogo ampio. A quanto pare Poco conserverà questa strategia anche nel futuro, continuando peraltro ad impiegare la MIUI di Xiaomi a livello software. Ma Anuj Sharma al contempo non ha chiuso completamente le porte alla possibilità di vedere, tra gli altri, anche un prodotto completamente originale: un vero erede di F1. Perché F2 Pro, nonostante il nome, non lo è, per ammissione della stessa azienda.

Poco F1 è stato un dispositivo che ha cambiato il mercato, e i consumatori si aspettano un successore all’altezza: quel successore non è Poco F2 Pro. Attualmente siamo al lavoro proprio in questo tempo, ma ci servirà del tempo.

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