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due offerte per la media company della Lega Serie A

due offerte per la media company della Lega Serie A

due offerte per la media company della Lega Serie A


Oggi l’assemblea della Lega di Serie A inizierà a vagliare le offerte delle cordate Cvc e Bain per la commercializzazione dei diritti televisivi della Serie A. Il voto di maggioranza stabilirà con chi far procedere le trattative o se eventualmente cestinare le proposte vincolanti e puntare quindi sui bandi tradizionali. Da ricordare che l’idea è quella di dar vita a una Media Company che, a prescindere dalle partecipazioni esterne, si occupi di gestire la vendita dei diritti.

L’OFFERTA DI CVC

Il fondo Cvc, nella cui cordata sono presenti anche Advent e Fsi, ha proposto di acquistare il 10% della futura Media Company della Lega – stabilendo per questa un valore complessivo di 16 miliardi di euro. Verrebbero garantiti circa 1,6 miliardi di euro che, in accordo con le squadre, sarebbero investiti negli anni su più fronti. Di questi circa 50 milioni sarebbero impiegati per l’implementazione e lancio del canale della Lega. Dopodiché sarebbe previsto anche un piano di apertura per sedi estere incaricate di piazzare i diritti anche oltreconfine. L’obiettivo del fondo Cvc è quello di fare tesoro delle esperienze maturate in Formula 1 e MotoGP e quindi puntare a una buona monetizzazione a partire dal 2024-2027 per poi crescere ulteriormente il triennio dopo. Nel 2030 la Lega avrà poi l’opzione di ricomprare la quota del 10% (pagando un multiplo dell’Ebitda rispetto a quello iniziale) oppure quotare in Borsa la Media Company. In sintesi, una strategia programmatica che guarda al futuro e punta a un nuovo modello.

L’OFFERTA DI BAIN

La proposta di Bain e Neuberger Berman invece sembra guardare più all’immediato e sposa una strategia che vedrebbe la Media Company come un’entità specializzata nella produzione di contenuti e nella consulenza per la Lega sulla vendita dei diritti. Come spiega La Repubblica, i fondi sarebbero disposti ad acquistare il 15% dei crediti sulla vendita dei futuri diritti, versando inizialmente circa 400 milioni di euro e rinunciando ai dividendi per i prossimi tre anni. Anche in questo caso al termine del sesto anno di contratto la Lega potrebbe ricomprarsi la quota considerando solo l’incremento del valore raggiunto negli anni.

NEL FRATTEMPO LA CHAMPIONS LEAGUE

L’asta UEFA per i diritti tv della Champions League 2021-2024 ha registrato la partecipazione di Sky, Mediaset e Amazon. Il bando è scaduto ieri e l’unica certezza è che alla fine Rai ha preferito soprassedere, come tutte le aziende di servizio pubblico europee, mentre Dazn probabilmente sta attraversando un periodo di crisi finanziaria che ne limita i margini di azione. Troppo alte le potenziali cifre in ballo con per di più il rischio di non raggiungere adeguati livelli di audience televisivo. Come riporta l’agenzia Radiocor, Sky e Mediaset potrebbero puntare all’intero pacchetto, ma ovviamente in questa fase non hanno svelato le carte. Probabile una sinergia strategica con successiva spartita dei diritti. Per quanto riguarda invece Amazon tutte le opzioni sono aperte.

I PACCHETTI DI CHAMPIONS LEAGUE

ItaliaOggi ha anticipato che l’agenzia svizzera Tandem che sta curando la vendita ha stabilito quattro pacchetti di diritti. L’A1 è quello top con il miglior incontro del martedì: si parla di 16 match in esclusiva su tutte le piattaforme con gli highlights delle altre partite del martedì. L’A2 invece prevede la scelta del miglior match del mercoledì e la finale di Supercoppa: complessivamente 17 partite in esclusiva su tutte le piattaforme, highlights delle partite del martedì e del mercoledì. Il B prevede tutte le altre partite di Champions, esclusa la finale: 104 match in esclusiva su ogni piattaforma, highlights delle partite del martedì e del mercoledì. Il C prevede solo la finale di Champions in esclusiva su tutte le piattaforme. In sintesi non c’è più alcun riferimento a pay o free: saranno gli assegnatari dei diritti a decidere come procedere.

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