Immuni inutile in Veneto. Luned si risolve | Web Agency Brescia
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Immuni inutile in Veneto. Luned si risolve

Immuni inutile in Veneto. Luned si risolve

Immuni inutile in Veneto. Luned si risolve


L’adozione di Immuni è salita molto nell’ultimo periodo, complice probabilmente la nuova ondata di contagi da coronavirus – e continua a salire: i dati ufficiali lasciano pensare che si raggiungerà quota 9 milioni entro pochi giorni. Tuttavia dal punto di vista della burocrazia ci sono ancora dei grossi problemi da risolvere. Qualche giorno fa vi segnalavamo la testimonianza del giornalista Ferruccio Sansa relativa alla Liguria, mentre oggi arriva una conferma ben più grave: Immuni è stata finora praticamente inutile in tutto il Veneto. In questa fase di ritorno alla crescita dei contagi, il Veneto è tra le regioni in cui si registra stabilmente un numero cospicuo di nuovi casi. La regione è anche la quarta in Italia per numero di download dell’app sviluppata da Bending Spoons (e ora gestita dalla Pubblica Amministrazione).

Un’inchiesta del Corriere del Veneto ha fatto emergere che praticamente in tutta la regione nessun codice di utenti positivi è mai stato inserito nel database di Immuni. In poche parole: quando un utente dell’app risulta positivo al coronavirus SARS-CoV-2, può (dovrebbe) segnalarlo a tutti gli altri utenti; quelli che sono stati nelle vicinanze del paziente infettato ricevono una notifica di esposizione, così possono prendere le dovute precauzioni – per esempio fare un tampone e isolarsi così da non rischiare di infettare altri in caso di positività.

Per evitare false segnalazioni e interferenze con il sistema, la segnalazione di positività va fatta con l’assistenza del personale sanitario: prima di essere inviato dall’utente al database del servizio, il codice di positività deve essere validato da personale autorizzato. Proprio quest’ultimo, cruciale passo in Veneto non è mai stato fatto, a quanto pare. Le statistiche dicono effettivamente che un singolo caso di positività proveniente dal Veneto è stato registrato da Immuni.

Interpellata sulla questione, la Regione ha ammesso che la gestione di Immuni si è persa nella concitazione di questi ultimi mesi. Nelle fasi iniziali il servizio era attivo solo in alcune regioni, “poi le cose sono andate per le lunghe un po’ ovunque”, dice la dottoressa Francesca Russo della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione Veneto. Ma le cose sono pronte a cambiare: dalla settimana prossima si parte, dice Russo.

A questo punto viene legittimo chiedersi dove, effettivamente, Immuni funzioni, viste le testimonianze di Liguria e Veneto. Il problema di queste situazioni è duplice: da un lato contribuiscono a rendere meno efficace tutto il servizio a livello nazionale, dall’altro vanificano i continui appelli all’installazione, fornendo a complottisti e negazionisti vari una tesi in più a loro favore.

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