Zuckerberg punta il dito contro Apple: le pressioni politiche del CEO di Facebook | Web Agency Brescia
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Zuckerberg punta il dito contro Apple: le pressioni politiche del CEO di Facebook

Zuckerberg punta il dito contro Apple: le pressioni politiche del CEO di Facebook

Zuckerberg punta il dito contro Apple: le pressioni politiche del CEO di Facebook


Dopo TikTok, Zuckerberg ci riprova con Apple: il Wall Street Journal riporta infatti che il CEO di Facebook avrebbe fatto pressioni sulla Casa Bianca perché venissero approfondite le indagini sull’azienda di Cupertino e sull’accusa di posizione dominante recentemente formulata dall’House Judiciary Committee. Caso che riguarda anche Google, Amazon e la stessa Facebook.

A Zuckerberg pare non vada giù il fatto che la sua azienda sia stata messa sullo stesso piano di Apple, a suo dire ben più influente rispetto al social network visto che l’OS degli iDevice viene “utilizzato da una grande percentuale di americani“. Per questo motivo il CEO di Facebook avrebbe discusso di recente con personaggi influenti del Governo americano, tra cui il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner e il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Tra i temi trattati ci sarebbe stato così anche TikTok che, come sappiamo, è sull’orlo del ban negli Stati Uniti – rimandato, per ora, per decisione della Corte Distrettuale della Columbia. Contatti Facebook-Governo centrale che, tuttavia, un portavoce dell’azienda ha fermamente smentito.

Il WSJ è però convinto che la presenza-influenza di Zuckerberg nella sfera politica stia via via crescendo: i dialoghi (anche via WhatsApp) sono sempre più frequenti, si dice, e riguarderebbero anche il tentativo di trovare una giusta e corretta collocazione sulla piattaforma social delle inserzioni pubblicitarie a tema elezioni e il ruolo che queste dovranno avere dopo che il Presidente degli Stati Uniti sarà stato eletto. Strettamente legati a questo aspetto sono il problema della disinformazione politica e la diffusione di fake news.

Nei giorni scorsi Bill Gates aveva espresso la sua opinione sull’accusa a The Four. In qualità di esperto di antitrust – visti i suoi numerosi precedenti quando era a capo di Microsoft – ha affermato che sarebbe più opportuno separare le indagini per evitare di mettere le quattro aziende nello stesso calderone. Si tratta di quattro realtà distinte, accusate di cose diverse, e in quanto tali necessitano di analisi distinte.

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