Nuova Seat Leon: piace anche agli "anta" | Recensione e video | Web Agency Brescia
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Nuova Seat Leon: piace anche agli “anta” | Recensione e video

Nuova Seat Leon: piace anche agli "anta" | Recensione e video

Nuova Seat Leon: piace anche agli “anta” | Recensione e video


Abbiamo provato la nuova Seat Leon nella versione mild hybrid. Questa quarta generazione è cresciuta, nelle dimensioni e nei contenuti. Ha un bel design accattivante, è comoda, spaziosa, più tecnologica di prima, molto sicura e si guida bene. E’ a suo agio in città come in autostrada, ma meglio se ci sono un po’ di curve. L’offerta, motori parlando, è molto ricca, così come la dotazione di serie, e poi c’è anche la station wagon. Ed è la prima Seat disponibile anche in versione ibrida.

Dalla fine degli anni novanta la Leon è diventata un’auto sempre più importante per la Casa spagnola, che soprattutto con la terza serie, dal 2012, con le tecnologie del Gruppo Volkswagen, una linea ben riuscita e un appeal decisamente sportivo ha fatto il botto: oltre 1 milione di esemplari venduti in otto anni. La quarta generazione della compatta di Seat è decisa a fare di meglio: ha fatto un bel salto in avanti, nuova nella tecnica e nello stile.

Nel primo test drive è riuscita a convincere Luigi, che ha individuato i motivi per cui la nuova Leon riesce ad interpretare bene anche le esigenze dei Millennials. Per chi invece ormai appartiene agli “anta” come me, era necessaria una prova più lunga e approfondita…

DESIGN DI CARATTERE


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Nel design si ritrova quel carattere che ha sempre contraddistinto la Leon. La compatta spagnola cambia ma non fa invecchiare di colpo la serie precedente, però mantiene quei tratti stilistici tipici del brand. Ora ha una calandra più ampia, un nuovo disegno dei gruppi ottici (di serie a LED già dall’allestimento d’ingresso) e poi ci sono le marcate nervature nelle fiancate e l’andamento verso l’alto del terzo finestrino laterale che contraddistinguono anche questa generazione. E’ davvero ben riuscita: cofano lungo, parabrezza ancora più inclinato e coda corta da hatchback.

Ora le linee esterne sono più morbide, con alcuni dettagli che abbiamo già visto nella Tarraco: dietro infatti c’è la firma luminosa (la chiamano Coast-to-coast) che unisce la fanaleria con un’unica linea rossa di LED e sotto c’è la nuova sigla del modello in corsivo.

Questa versione FR, la più sportiva, comprende dettagli che la rendono più grintosa, come i paraurti dedicati e i cerchi in lega forgiati da 18″.

Qualsiasi versione scegliate, l’aspetto è in generale più sportivo e deciso e il carattere di sicuro non le manca. Questo design gioca un ruolo importante e ha davvero tutto ciò che serve per piacere ai più giovani, ma anche agli “anta”.

E’ basata sull’evoluzione della piattaforma MQB del gruppo Volkswagen, che condivide con Golf 8, A3 Sportback e Octavia; hanno in comune anche parte della componentistica e alcuni motori.

Rispetto alla precedente, è più lunga di quasi 90 mm. per un totale di 4.386, ma soprattutto il passo è aumentato di 40 mm. e dentro si vede: la nuova Leon cresce ma non diventa troppo lunga per creare problemi in città e offre tanto spazio per una famiglia di quattro persone.

SPORTIVA E CONFORTEVOLE


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Anche dentro si capisce subito che si rivolge a un pubblico più giovane, o a chi si sente ancora giovane.

Gli assemblaggi sono buoni ma, a parte il rivestimento superiore della plancia, non ci sono materiali morbidi, neanche all’altezza delle ginocchia. Le plastiche sono di diversa fattura: lucide, altre satinate o zigrinate e poi ci sono finiture in simil alluminio per volante, tunnel, bocchette. A proposito, quelle del clima non hanno la rotella per regolare la portata dell’aria, si possono solo chiudere orientandole di lato: potevano fare di meglio.

L’impostazione è molto minimal, dal design pulito; non ci sono pulsanti fisici: quelli per clima e volume sono a sfioramento, come sulla nuova Golf. Non sono molto funzionali e nemmeno retroilluminati: faranno scena ma non mi piacciono.

Tutto si gestisce con i due grandi display da 10”: quello dell’infotainment è leggermente orientato verso chi guida. Al centro del tunnel c’è la piccola leva del cambio automatico shift by wire, ma anche un vano dotato di due prese USB di tipo C e la piastra per la ricarica wireless del telefono.

Questa versione FR si distingue per i sedili sportivi, il volante multifunzione sportivo rivestito in pelle con cuciture FR e altri dettagli. I sedili sono avvolgenti e comodi e si può regolare anche il supporto lombare.

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Si fa decisamente notare la sottile striscia a LED lungo la parte alta delle porte e della plancia che illumina l’abitacolo (potete ovviamente scegliere voi il colore), che è integrata con il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori: al sopraggiungere di un veicolo lampeggia.

La visibilità è buona ovunque, eccetto di tre quarti posteriore: la linea di cintura che sale verso il tetto è molto bella ma riduce la superficie vetrata. I sensori di parcheggio perimetrali fanno comunque percepire bene gli ingombri. Purtroppo la videocamera posteriore è molto grandangolare, distorce un po’ l’immagine e di notte la risoluzione è decisamente migliorabile.

L’aumento della lunghezza e del passo si notano soprattutto dietro, dove ora c’è molto più spazio, anche per quelli più alti. Ci sono quasi 5 centimetri in più per chi siede dietro: molto più spazio per le gambe e la testa, l’ideale per i viaggi più lunghi.

L’importante è essere in quattro: l’eventuale quinto passeggero sarebbe un po’ sacrificato perché il tunnel centrale è ingombrante e al centro la seduta del divano è rialzata e più dura. Dietro, oltre alle bocchette del Climatronic, che qui è di serie tri-zona, ci sono anche due prese USB di tipo C.

La nuova Leon è più lunga di prima ma la capacità minima del bagagliaio è rimasta praticamente identica, con 380 litri. Abbattendo i sedili frazionati 60/40 si arriva a quota 1301: non sono numeri da record ma non è male. Peccato solo che non ci sia un doppio fondo per nascondere la cappelliera e che ci siano dei gradini abbastanza pronunciati tra la soglia e il fondo quando si abbattono i sedili. Il vano, rifinito in modo semplice, sarebbe stato più sfruttabile.

NON QUESTIONE DI NUMERI


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Abbiamo provato uno dei motori più interessanti della nuova gamma della Leon, la variante “mild hybrid”: un quattro cilindri 1.5 turbo a iniezione diretta benzina da 150 CV e 250 Nm di coppia, che monta anche la nuova Golf, abbinato a una piccola unità elettrica da 12 CV.

un sistema a 48V che recupera energia tramite l’alternatore, che poi viene sfruttata nelle ripartenze e in accelerazione: l’unità è alimentata da una batteria agli ioni di litio che si ricarica in frenata e nei rallentamenti. Mi pare piuttosto infelice la scelta di collocare la batteria sotto il sedile anteriore del passeggero: è un po’ scomoda e disturba un po’ quando si sale a bordo o si scende.

Questo sistema è pensato per ridurre consumi ed emissioni, il motore così elettrificato è omologato come ibrido e rispetta la norma Euro 6d-Temp, ma, come avverrà per gli altri brand del Gruppo, nel corso dell’anno l’intera gamma di modelli del marchio passerà gradualmente alla nuova normativa sulle emissioni Euro 6d, per migliorare l’efficienza complessiva dei propulsori.

Questa 1.5 eTSI è brillante e piacevole da guidare: con quei 12 cv e 50 Nm di coppia in più spinge ancora più deciso e in modo molto regolare. E’ abbinato al collaudato cambio automatico DSG a doppia frizione a 7 rapporti: quando guidate normalmente è molto fluido, ogni cambio di marcia è impercettibile e la guida è molto confortevole. A volte però, tenendolo in automatico, capita che scali di rapporto in modo un po’ troppo brusco, anche quando non serve.

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Sulla FR è di serie il SEAT Drive Profile: il selettore delle modalità di guida. In Sport si può usare il cambio in manuale con i paddles al volante, che però sono un po’ piccoli: è rapido nell’inserire i rapporti e in questo modo tiene anche più a lungo le marce. In questa modalità il volante, che non è mai comunque molto leggero, diventa un po’ più “pesante”, forse anche in modo un po’ troppo artificiale.

Anche il motore diventa più reattivo a ogni input dell’acceleratore e le sospensioni si irrigidiscono perché sono a controllo elettronico. Fanno parte del Dynamic Pack, che comprende il DCC, il controllo dinamico dell’assetto, lo sterzo progressivo, e lo Sport HMI, il sistema di controllo di temperatura del liquido di raffreddamento e dell’olio, pressione del turbo e potenza del motore: costa 760 euro.

Fra le curve emerge poi la Leon che più ci piace: non è una sportiva ma è molto piacevole da guidare. Aiutata dalle sospensioni elettroniche e dallo sterzo preciso s’inserisce rapida nelle curve, reagisce subito e nel modo giusto, ben piantata sulle quattro ruote. Anche questa volta il suo comportamento su strada la distingue dalle altre “cugine”: è sempre stata la più grintosa.

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La nuova Leon è sempre bella da guidare: che ci si trovi in una strada piena di curve o in autostrada, dove rimane sempre decisa e sicura anche nei curvoni più veloci. Per questa compatta a trazione anteriore la Casa dichiara una velocità massima di 221 km/h e uno zero a cento in 8”4. Ma più che i numeri, conta il piacere di guidarla.

Parliamo di comfort: la trasmissione è dolce nei passaggi di marcia e questo aiuta, la rumorosità del propulsore è piuttosto contenuta e l’insonorizzazione dell’abitacolo è curata. In quattro a bordo in autostrada a velocità da codice, anch’io che non ho un udito dei migliori capivo perfettamente ciò di cui parlavano alle mie spalle.

Non filtra però così bene la maggior parte delle asperità della strada: o meglio non questa FR, che ha le sospensioni sportive ed è più rigida, anche nella modalità Comfort. Quindi se sceglierete una versione più tranquilla avrete una Leon davvero molto confortevole.

Il 1.5 eTSI mild hybrid a 48 Volt è molto efficiente: se guidate un po’ allegri, la media tra città, extraurbane e autostrada è circa di 15 km con un litro; in città poi il mild hybrid aiuta a ridurre i consumi. Se solo guidate in modo più attento vi avvicinate ai 17,9 km/l dichiarati a ciclo WLTP.

L’impianto frenante, con dischi autoventilanti all’anteriore, è buono, adeguato alle performance della Leon. L’unico problema, ma vorrei capire se è un problema di questo esemplare e del pedale: è difficile frenare poco e più dolcemente, a volte si tende a frenare troppo, in modo un po’ brusco…

MAI COS SICURA


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Al capitolo sicurezza, già nella versione entry-level Style ci sono di serie: Front Assist con sistema di frenata di emergenza e rilevamento pedoni e ciclisti, Lane Assist e sistema di rilevamento stanchezza.

Se si passa alla più ricca Business, si aggiungono di serie: Adaptive Cruise Control predittivo, il dispositivo di assistenza abbaglianti e il Traffic Sign Recognition.

Su questa FR con poco più di 1000 Euro sono compresi tutti in un Pack, che aggiunge anche il sensore dell’angolo cieco, avvisatore acustico e frenata di emergenza in caso di pericolo all’uscita del parcheggio, avvisatore acustico e luminoso all’uscita dalla vettura, in caso di pericolo, e ci sono anche i fari Full LED.

Possiamo parlare anche qui di guida autonoma di livello 2: il sistema sfrutta i sensori del Cruise Control Adattivo e del Lane Assist per guidare la Leon, mantenendola nella corsia di marcia.

TECNOLOGICA E CONNESSA


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La tecnologia a bordo della nuova Leon è interessante: un moderno impianto multimediale con display touch da 8,25˝ nella versione entry level e da 10” sulle altre, a cui si aggiungono navigatore, Android Auto e Apple CarPlay (con connessione wireless).

Si può personalizzare e può disporre di app dedicate scaricabili direttamente nel sistema (che è dotato di scheda sim integrata). Permette di accedere contemporaneamente a più funzioni senza dover sfogliare le schermate del menù. Alcune funzioni si possono comandare ma al nuovo assistente vocale dovete dire “Ciao” in spagnolo. Hola!

Con l’App Seat Connect molte funzionalità dell’auto sono gestibili a distanza con il vostro smartphone. Potete configurare come preferite anche il display da 10,3” del cruscotto, utilizzando i tasti nella razza destra del volante.

ALLESTIMENTI E PREZZI


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La nuova compatta di casa Seat per ora è offerta in quattro allestimenti: Style, Business, Xcellence e questa FR. Già nella versione d’ingresso avete di serie: cerchi in lega da 16˝, Fari anteriori e posteriori LED, clima automatico monozona, SEAT Virtual Cockpit, Volante multifunzione, SEAT Virtual Cockpit e tanto altro.

La Business aggiunge fari Full LED con indicatori di direzione dinamici, sensori di parcheggio posteriori, il Sistema di navigazione Plus da 10”, AppleCarPlay con connessione wireless, l’App Seat Connect, il Convenience Pack e l’interessante Safe & Driving Pack M che comprende: Adaptive Cruise Control predittivo, dispositivo di assistenza abbaglianti e Traffic Sign Recognition.

Se scegliete la Xcellence avrete in più: cerchi in lega da 17˝, griglia anteriore cromata, pacchetto cromature esterne, vetri posteriori oscurati, specchietti esterni riscaldati e richiudibili elettricamente, il sistema di accesso ed avviamento senza chiave, volante multifunzione in pelle, sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle con regolazione lombare, bracciolo anteriore con portaoggetti integrato, bracciolo posteriore, il Climatronic tri-zona, illuminazione ambientale a LED, illuminazione interna a LED, il sistema di ricarica wireless per smartphone con amplificazione del segnale, 2 prese USB tipo C per i passeggeri del sedile posteriore.

La più sportiva FR aggiunge quei dettagli che la rendono più grintosa: cerchi in lega da 18” (da 17 pollici solo per la 1.0 TSI), paraurti sportivi, doppio terminale di scarico, specchietti esterni con calotte Grigio Cosmo; dentro sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle con design dedicato e il cielo dell’abitacolo nero, e per divertirsi di più il Drive Profile e le sospensioni sportive.

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Nel listino per il model year 2021 si parte dai 22.200 euro per il 1.0 tre cilindri a benzina da 90 CV e manuale a 5 marce in allestimento base Style (al momento in promozione a 19.500), per arrivare ai 30.800 del 2.0 TDI da 150 cv con il DSG nelle più ricche versioni Xcellence o FR. Se avete bisogno di spazio, per la famiglia o per il lavoro, mediamente con 750 euro in più per ogni versione c’è la station wagon, la Sportstourer.

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La Leon non avrà il blasone delle sue cugine di Volkswagen e Audi, ma piace a un pubblico più giovane rispetto a quello che compra le altre. Ha uno stile più spinto e deciso della Golf e costa molto meno della A3. Per questo credo che le tra le sue alternative ci siano auto come la Ford Focus o la Honda Civic, che puntano tutte e due anche sul piacere di guida. Voi quale scegliereste?

Comunque, in attesa di provare la versione più cattiva firmata CUPRA, vi posso dire che secondo me questa nuova Leon piace anche agli “anta”.

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