Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti! | Web Agency Brescia
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Recensione iPhone 12, quello da comprare…per quasi tutti!

Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti!

Recensione iPhone 12, quello da comprare…per quasi tutti!


Recensire un iPhone non è mai facile perchè Apple non è un’azienda come tutte le altre. Ha una filosofia ben precisa, che traspare in tutti i suoi prodotti e che ci costringe spesso a giudicare scelte molto azzardate, quasi controverse. Il rischio di banalizzare e cadere nella critica fine a se stessa è sempre molto alto e quindi occorre più che mai riflettere, mettersi nei panni di chi ha pensato e progettato questo smartphone e cercare di capire, con occhio critico sì, ma senza fette di salame.

Ho tra le mani da qualche giorno il nuovo iPhone 12 e sono sinceramente contento di averlo provato perché, a conti fatti, è secondo me il modello più sensato tra i due attualmente disponibili, ovvero 12 e 12 Pro. Il discorso dovrà essere probabilmente rivisto quando saranno effettivamente disponibili il Pro Max e il curiosissimo Mini ma per il momento non ho grandi dubbi, se volete un iPhone per svecchiare il vostro melafonino prendetevi questo. Punto.

SOMMARIO

MEGLIO DELL’11, UGUALE AL PRO


Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti!

Ma da dove viene tutta la sicurezza nel dirvi quanto appena scritto? I motivi per cui vi ho dato questa indicazione così netta e precisa sono tanti e comincio a raccontarveli a partire dall’aspetto estetico e dall’ergonomia. Non lo faccio per seguire un canovaccio predefinito ma semplicemente perché è il primo giudizio che possiamo dare aprendo la scatola ed è quindi così che vi voglio raccontare lo smartphone, per come l’ho scoperto io.

Il minimalismo della nuova confezione lo abbiamo già trattato e la mancanza dell’alimentatore è un argomento tanto spinoso da averci dedicato un approfondimento. Non mi dilungo qui in altre considerazioni ma vi invito caldamente ad andare a leggere il nostro articolo, se ancora non lo avete fatto. Quello che ho apprezzato è però il fatto che questa “nuova” linea verde è supportata anche dall’assenza della classica pellicola in plastica che avvolgeva gli iPhone fino a un mese fa, dalla presenza di un solo adesivo e da una sensibile riduzione delle dimensioni del classico “libretto di istruzioni”. Ca****e direte voi: io invece la chiamo coerenza.

Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti!

Tolto il sottile film di carta che ricopre il display possiamo quindi accendere il nostro iPhone, non senza averlo però prima impugnato e aver realizzato che il nuovo design non è solo bello esteticamente (imho) ma rende la presa decisamente più salda. Lo spigolo vivo offre molto più grip del bordo stondato dei prodotti dello scorso anno e se messo a fianco di iPhone 11 sembra indossare uno smoking contro tuta e sneaker del modello precedente. Parlo ovviamente di un giudizio soggettivo, già solo all’interno della redazione c’è chi è pronto ad affermare il contrario.

Quello che non si discute e che si nota immediatamente è l’ottimizzazione di spazio e dimensioni. Per prepararmi a questa recensione ho ripreso in mano da un mesetto iPhone 11 e il passaggio al nuovo migliora notevolmente tutti questi aspetti. Lo spessore e l’altezza sono inferiori, così come il peso, che è inferiore anche rispetto al modello Pro nonostante il resto delle misure coincidano. Merito della cornice in alluminio contro quella in acciaio della versione più costosa.

Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti!

A fronte di queste differenze non viene meno la sensazione di solidità e soprattutto resta invariata l’estrema cura messa da Apple nell’assemblaggio di un prodotto che è da tempo un’icona di design.

Il vetro frontale è stato poi rinforzato con un sottilissimo strato di materiale ceramico che dovrebbe garantire una migliore resistenza a graffi e rotture oltre che una maggiore scorrevolezza delle dita. Sono dettagli ma da un prodotto che costa quasi 1.000 euro è esattamente questo che mi aspetto. Come mi aspetto l’impermeabilità, che resta e anzi triplica la profondità alla quale lo smartphone può resistere per i canonici 30 minuti. Si passa quindi dai due metri di iPhone 11 ai sei del 12.

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Rimane anche, purtroppo, il connettore Lightning, una scelta che non condivido ma che comprendo: basta indossare gli occhiali aziendali. Niente Lightning, niente tassa su centinaia e centinaia di accessori e molti meno soldini in cassa. Apple non lascia quindi, anzi raddoppia e introduce un nuovo standard, il Mag Safe. Un nome che suona di già visto e che ripropone i magneti come sistema di aggancio della basetta di ricarica, in questo caso wireless, allo smartphone. Al prossimo anno quindi per la Type-C? Vi propongo una soluzione alternativa: zero connettori e più magneti per tutti.

RETINA XDR, WOW!


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Procedendo nel mio percorso di scoperta si passa al display. Un pannello AMOLED, Retina XDR da 6,1 pollici di diagonale e 2532×1170 pixel di risoluzione, con una conseguente densità pari a 460 ppi. La definizione è quindi molto alta ed è praticamente impossibile distinguere i pixel a occhio nudo. I primi teardown mostrano come questo display e quello di iPhone 12 Pro siano sostanzialmente intercambiabili in termini di dimensioni e posizione dei connettori. La resa potrebbe essere però leggermente diversa in quanto dovrebbero essere prodotti da due aziende differenti: BoE per iPhone 12 e Samsung per iPhone 12 Pro.

Sappiamo benissimo come Apple sia da sempre molto attenta nella scelta di questo componente e anche quest’anno abbiamo un pannello con una qualità molto elevata. La luminosità massima su tutto il display è di circa 500 cd/mq, dovrebbe essere leggermente più alta sul Pro, mentre il picco è di 1000 nit. Contrasto ovviamente elevatissimo dovuto ai neri assoluti tipici dei pannelli AMOLED.

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Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti! Recensione iPhone 12, quello da comprare...per quasi tutti!

Qualità del pannello a parte, è sempre ottima anche la calibrazione. La misurazione con TrueTone disattivato evidenzia una copertura pressoché totale dello standard sRGB e un’ottima precisione nella riproduzione dei colori. Abbiamo un Delta E medio per la scala di grigi pari a 3 e di solo 1.69 per i colori. A stupire è pero il valore massimo registrato per i Delta E, ovvero lo scostamento dalla tonalità di riferimento, che è di solo 3.72.

Un pannello ottimo quindi, che “soffre” soltanto la mancanza di refresh rate più elevato. Diciamo che su un top di gamma i 90Hz sono ormai quasi obbligatori, ancor più adesso che la tecnologia è matura. Qui però Apple si è trovata di fronte ad una scelta, non giustificata, ma quasi obbligata. Un refresh rate più elevato avrebbe significato maggiori consumi e con la capacità della batteria che troviamo qui si sarebbe rischiato di non arrivare a sera.

Ma come? A proposito del notch enorme non dici nulla? É brutto, inutile nasconderlo, ma finché non si riusciranno a nascondere tutti quei sensori sotto al display Apple non ci rinuncerà mai. Avrei preferito un foro e il Touch ID sul tasto di accensione. Ovviamente sì, specialmente in questo periodo di mascherine che rendono il Face ID quasi inutilizzabile.

A14 BIONIC, POTENTE MA SI NOTA POCO


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Recuperato il backup di iPhone 11 ho cominciato ad utilizzare il nuovo 12 e, vi dico la verità, se non fosse stato per il design e il display non mi sarei mai accorto della differenza. Un punto a favore di Apple, assolutamente, perchè conferma come il connubio hardware/software sia ormai talmente ben bilanciato e ottimizzato da riuscire a conservare prestazioni ottime anche con 12 mesi di utilizzo sulle spalle. Detto ciò qui dentro abbiamo comunque un SoC che è molto più potente del precedente. Il nuovo A14 Bionic si fa sentire specialmente nei task più complessi ma non tanto in termini di velocità di esecuzione, quanto nel fatto che non scalda quasi mai; segnale del fatto che difficilmente è messo alla corda.

Qui sotto trovate un paio di screen comparativi con i risultati di alcuni benchmark che confrontano la vecchia piattaforma con la nuova. Sono assolutamente inutili all’atto pratico perchè questi iPhone va benissimo in tutte le situazioni esattamente come il suo predecessore, ma è l’unico modo per darvi un’idea di quale sia stato il salto prestazionale tra i due SoC.

Come sempre Apple non dichiara il quantitativo di RAM dei propri iPhone e quindi i benchmark sono utili anche per carpire questi dettagli. In iPhone 12 sono quindi 4 GB contro i 6 dei modelli Pro. Tanti? Pochi? Io vi dico semplicemente sufficienti perchè non mi è mai capitato di averne bisogno di più e non ho sinceramente mai visto questo prodotto in affanno. Potremmo invece discutere sul taglio di partenza per la memoria di storage. Qui si parla di 64 GB che non sono molti ma che ad un utente standard potrebbero bastare. C’è anche da dire che si può sempre ricorrere ad iCloud, in cui 50 GB extra costano solo 99 centesimi al mese, e che il taglio da 128 costa 50 euro in più, un investimento non certo esagerato se rapportato alla cifra a cui ci riferiamo.

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La vera novità di quest’anno per quanto riguarda la piattaforma e l’hardware è però l’aggiunta della connettività 5G, disponibile grazie al modem X55 di Qualcomm che offre prestazioni molto buone in tutte le situazioni. Nelle impostazioni possiamo decidere se staccare completamente il 5G, utilizzarlo sempre quando disponibile oppure lasciare che sia il sistema a decidere se sia meglio procedere in 5G o continuare sulla rete 4G a seconda della potenza e dell’efficienza del segnale.

5G a parte, la ricezione mi è sempre sembrata molto buona, sia per quanto riguarda la velocità di aggancio della rete sia in termini di stabilità. Anzi, rispetto ad iPhone 11 in alcuni punti del mio tragitto quotidiano casa-lavoro la ricezione mi è parsa anche migliore.

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Bene anche il comparto audio, sia per la capsula auricolare e i microfoni per le chiamate sia in relazione agli speaker. L’audio multimediale è stereo e proviene dalle feritoie sul fondo e dalla capsula auricolare, ha una buona qualità e un volume sufficientemente elevato.

FOTO E VIDEO OTTIMI


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Ed eccoci alle fotocamere che anche qui progrediscono nel segno della continuità. Sono due come lo scorso anno e il sensore di entrambe è rimasto invariato, di conseguenza anche la risoluzione è la stessa: 12 megapixel sia per la wide che per la ultra wide. A cambiare è l’ottica della fotocamera principale, ora caratterizzata da una struttura a 7 elementi e da una apertura f/1.6 contro i 6 elementi e l’f/1.8 del modello 2019.

All’atto pratico rispetto all’anno scorso cambia comunque poco, un filo di sfuocato in più e un pochino più di luminosità che permette di tenere i tempi di scatto più bassi e quindi evitare il micromosso in alcuni casi. Di giorno entrambe le fotocamere scattano comunque ottime foto. Gli scatti sono caratterizzati da una buona gestione di luce e ombre, ottima nitidezza e una saturazione mai esagerata. Funziona bene anche l’HDR che interviene in maniera bilanciata senza snaturare le immagini e mantenendo sempre il giusto numero di dettagli.

Buone anche le foto in notturna grazie all’apposita modalità che permette di scattare con tempi più lunghi del normale pur ottenendo delle immagini ferme. Certo dovete avere un minimo di stabilità ma in generale non ci sono grossi problemi ad ottenere foto ottime. Ho particolarmente apprezzato il fatto di avere delle immagini sempre e comunque molto naturali: merito del bilanciamento del bianco ma anche di una illuminazione mai troppo accentuata. La foto scattata è sempre vicina alla realtà, molto più di quanto non accada con molti concorrenti.

Dove iPhone vince a mani basse è però nella qualità dei ritratti. La precisione con cui viene scontornato il soggetto e soprattutto la naturalezza dello sfocato sono il punto forte di una modalità ritratto che ormai è diventata un tratto distintivo del melafonino. Su iPhone 12 Pro è poi possibile sommare modalità ritratto e notturna mentre qui dobbiamo scegliere tra una o l’altra. Poco male, difficilmente ci capiterà di scattare ritratti al buio.

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Anche i video sono ottimi. Si può registrare fino ad una risoluzione di 4K a 60fps ed è possibile scegliere se fissare il framerate oppure se lasciare che sia iPhone a decidere quando calare questo parametro, ad esempio in caso di scarsa luminosità. Bene la stabilizzazione ma anche la nitidezza e la velocità e la precisione della messa a fuoco.

A questo proposito la novità più rilevante è l’introduzione dei video HDR con supporto al Dolby Vision come formato di riproduzione. Ovviamente per poterli gestire e riprodurre correttamente sono necessari software e display che siano dotati di Dolby Vision, altrimenti verranno visualizzati secondo lo standard HLG oppure automaticamente convertiti in SDR nel caso in cui il supporto di riproduzione non sia compatibile con l’HDR .

A causa dei limiti fisici evidenti di un sensore per smartphone i risultati non sono comunque sempre ottimali e si finisce spesso per avere dettagli bruciati soprattutto nelle zone molto illuminate. In iPhone 12, inoltre, i video HDR sono limitati anche nel framerate che non va oltre i 30 fps. Insomma, bene che ci siano ma non è la caratteristica che sposta l’ago della bilancia.

BATTERIA PICCOLA MA BUONA AUTONOMIA


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E infine, dopo qualche giorni di utilizzo, posso darvi un giudizio anche a proposito della batteria. 2.775 mAh sembrano nulla se paragonate alle cifre che si leggono nel mondo Android, ma in fin dei conti quello che conta è l’autonomia che questi 2.775 mAh sono in grado di offrire e qui non c’è proprio da lamentarsi. Ve lo dico subito, non ci farete mai due giorni ma allo stesso tempo non avrete mai problemi a raggiungere il termine delle 24 ore, anche con un utilizzo molto intenso.

Vi basti pensare che in questi giorni di test, foto, video, hotspot e chi più ne ha più ne metta, ho letteralmente massacrato il mio iPhone 12 che mi ha però sempre portato a sera, dopo cena, con almeno il 10-15% di carica residua. Basta? A mio modo di vedere sì. Certo è il minimo indispensabile e al giorno d’oggi sarebbe stato scandaloso il contrario, ma in fin dei conti chi non mette in carica lo smartphone tutte le sere?

Vi ho già parlato poi del nuovo caricatore wireless Mag Safe ma aggiungo che può arrivare a una potenza di ricarica di 15W, contro i 7,5 a cui è limitata la Qi, e ricarica quindi completamente iPhone in circa 1 ora e 40. Con la ricarica rapida tramite Lightning, invece, abbiamo il 50% di carica in 30 minuti e il 100% in poco più di un’ora.

L’IPHONE DA COMPRARE. PUNTO.


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Siamo quindi al momento di tirare le conclusioni e in sostanza non posso che confermare quanto detto inizialmente. Se non siete professionisti o comunque non appartenete ad una categoria di utenti per cui il Lidar e la fotocamera Zoom sono fondamentali, iPhone 12 fa tutto quello che può fare un 12 Pro e lo fa altrettanto bene, con la differenza di un prezzo di partenza 200 euro inferiore (a parità di taglio di memoria).

Diverso il discorso nel caso di iPhone 12 Pro Max che ha un display più grande, ottica stabilizzata e qualche altro dettaglio in più. Come non possiamo paragonare iPhone 12 Mini, a mio modo di vedere un prodotto che fa categoria a sé. Tra i due nuovi modelli per ora disponibili non ho alcun dubbio: iPhone 12 e passa la paura.

Certo il prezzo è sempre e comunque importante. Si parte da 939 euro che sono senza dubbio tanti ma che vanno altresì contestualizzati. iPhone 12 è infatti a tutti gli effetti un top di gamma e, complice l’innalzamento dei prezzi delle alternative Android di pari fascia, a questo livello non sono più cifre completamente fuori rotta. Oltre a questo va poi anche considerata la durata media del ciclo di vita di un iPhone che permette di ammortizzare il costo più di quanto accada con la maggior parte delle alternative Android.

PRO E CONTRO

VIDEO

(aggiornamento del 29 ottobre 2020, ore 14:52)

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