The Ancient Gods Part One DOOM Eternal all'ennesima potenza | Web Agency Brescia
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The Ancient Gods Part One DOOM Eternal all’ennesima potenza

The Ancient Gods Part One DOOM Eternal all'ennesima potenza

The Ancient Gods Part One DOOM Eternal all’ennesima potenza


Il primo DLC single-player di DOOM Eternal è tutto quello che un appassionato incallito del franchise può desiderare: azione, azione e azione, ancora più difficile, frenetica e violenta. Per capirci: bastano pochi minuti di gioco e già ci si trova faccia a faccia con un Cyber-Mancubus – e con svariati amichetti al seguito. Se è da un po’ che non imbracciate – metaforicamente, s’intende – shotgun e motosega, è molto probabile che passerete la prima oretta di gioco ad abusare del pulsante “Load Checkpoint”, conseguenza di una fine ingloriosa sul campo di battaglia.

Ma va bene. Fa parte del processo. Con la nuova generazione di Doom è così: bisogna trovare il proprio ritmo, ricordarsi di muoversi SEMPRE, sfruttare ogni sistema per guadagnare vita (Blood Punch), armatura (Flame Belch) e munizioni (Motosega) e usare le armi giuste per ogni classe di demone. The Ancient Gods: Part One non cambia di una virgola questa formula, ma la amplia e spinge il giocatore a sfidare i propri limiti. Un piccolo consiglio: non pensate nemmeno di tentare The Ancient Gods: Part One senza aver prima completato la campagna principale e aver speso il giusto tempo a potenziare al massimo ogni arma, sbloccare ogni runa e upgrade della Praetor Suit, specialmente se volete avere qualche speranza ai livelli di difficoltà più alti.

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Il DLC si articola su tre mappe, davvero ben disegnate e belle ampie, che, come nel gioco principale, alternano fasi di combattimento in arene e fasi di esplorazione. Come dicevamo, le ondate di cattivoni che vi troverete ad affrontare sono decisamente più impegnative che nel gioco regolare, ma id Software non si è fermata lì: ha introdotto anche alcuni nuovi avversari. Non sono tantissimi – in effetti ne contiamo tre, ma hanno le loro peculiarità che costringono il giocatore a trovare ulteriori soluzioni creative, e fare nuovi sforzi di “multitasking”, per liberarsene in mezzo al caos assoluto di un combattimento.

Ci sono delle torrette che a vedersi assomigliano all’occhio di Sauron, ma che sono leggermente più attive della loro bisbigliante controparte tolkieniana: in altre parole, ti sparano addosso. Cecchinarle sarebbe facile abbastanza, visto che sono statiche, ma di solito si trovano in mezzo al caos di un combattimento mentre si è immersi nei demoni fino al collo. Se ci metti troppo tempo a prendere la mira scompaiono e diventano invulnerabili. Altrettanto invulnerabili sono i nuovi Maykr, che richiedono headshot precisi quando caricano il loro attacco più potente.

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Ancora più interessanti sono gli Spiriti: possiedono altri demoni e li rendono più tosti, veloci e potenti, e quando uccidete i loro ospiti ne cercano un altro: voi avete tempo qualche secondo per distruggerli con una specifica mod del blaster al plasma. Il momento Ghostbusters è decisamente divertente, ma purtroppo non è che gli altri demoni rimangono lì fermi a vedere cosa succede. Anzi, approfittano della vostra vulnerabilità per preparare il loro piatto preferito, spezzatino di Doom Guy. Quindi che fare: cercare di liberarsi subito dello Spirito e rischiare di farsi soverchiare dagli altri oppure tenersi un berserker vergognosamente pompato alle calcagna mentre si eliminano tutti i potenziali nuovi ospiti? Buona fortuna nel trovare una risposta valida che non sia: “abbasso il livello difficoltà al minimo, piagnucolando”.


The Ancient Gods Part One DOOM Eternal all'ennesima potenza




Games
17 Mar


Il fatto è che il nostro Doom Guy non è che abbia ricevuto chissà quali upgrade in più. C’è una nuova classe di rune che permette di tenerne attiva una in più, ma finisce qui. Niente nuove armi (anche se non si può certo dire che l’arsenale a disposizione sia lacunoso), limiti invariati di punti vita/armatura, niente trick aggiuntivi dal punto di vista del movimento. Non ci sono nemmeno molti altri extra dal punto di vista dell’esplorazione – niente dischi, action figure e altri collezionabili, se non una serie di pergamene che aggiungono un po’ di dettagli alla trama. Ci sono tuttavia nuove sfide, che sbloccano skin e altre personalizzazioni estetiche utili soprattutto per sfoggiarle in multiplayer.

La trama è… Perfetta per il titolo, diciamo: ha i suoi momenti badass / gradass che fanno sorridere e fornisce al giocatore una giustificazione coinvolgente quanto basta per tritare tutto ciò che capita a tiro. E fa venire l’acquolina in bocca per la Part Two, che concluderà la storia e arriverà verosimilmente tra qualche mese. La longevità è il punto di forza principale dell’intero DLC: un playthrough “liscio” non dovrebbe richiedere più di sette/otto ore, a voler fare i pignoli ed esplorare tutto l’esplorabile, e per 15-20€ di DLC potrebbe sembrare un po’ pochino; ma il tempo di pratica e allenamento che sarà necessario per affrontarlo alla massima difficoltà… Beh, quella è tutta un’altra storia. Il fatto è che non si tratterà di un processo né ripetitivo né noioso: il sistema di salvataggi a checkpoint non fa mai tornare troppo indietro in caso di morte, e con l’esaltazione che provi quando finalmente riesci a uscire vittorioso da uno scontro pensi a una sola cosa:

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