Mercato auto Italia 2020, a ottobre si interrompe la ripresa | Web Agency Brescia
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Mercato auto Italia 2020, a ottobre si interrompe la ripresa

Mercato auto Italia 2020, a ottobre si interrompe la ripresa

Mercato auto Italia 2020, a ottobre si interrompe la ripresa


Il mercato auto 2020 in Italia a ottobre torna leggermente negativo dopo un settembre tonico. Il mese appena concluso fa segnare, infatti, un calo dello 0,2%. Secondo i dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci sono state 156.978 immatricolazioni contro le 157.262 dello stesso periodo dello scorso anno. Pesante il dato dei primi 10 mesi del 2020: -31% con 1.123.194 unità immatricolate. A titolo di confronto, nel 2019 tra gennaio e ottobre erano state immatricolate 1.625.500 auto.

Molto critico UNRAE che va oltre al risultato del singolo mese, chiedendo un intervento immediato del Governo perché senza interventi strutturali non sarà mai possibile una vera ripresa di un settore che è stato pesantemente colpito dallo scoppio dell’emergenza sanitaria. Con l’esaurimento dei fondi degli incentivi, infatti, la risalita del mercato si è subito bloccata. Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, ha commentato:

Al di là dei dati contingenti del mercato, l’esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente l’insufficienza di una politica incentrata su incentivi “mordi e fuggi”. Appare oltretutto evidente, nell’attuale fase di emergenza economica, che la scelta di NON rifinanziare i fondi legati alla fascia di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato. A questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio. In parallelo sarà necessario avviare un approccio strategico verso soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso la mobilità a zero emissioni, includendo tutta la filiera produttiva e commerciale. Da una visione strategica sulle infrastrutture di ricarica per le nuove motorizzazioni ad un approccio fiscale sulle auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato agli altri paesi europei.


Le previsioni per fine anno proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione. È indispensabile che nella prossima Legge di Bilancio, attualmente in fase di elaborazione, il Governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all’ecobonus. Non deve essere poi trascurato il fatto che ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale superiore allo stanziamento dedicato. Non trascurando, inoltre, che una ripresa del settore automotive comporterebbe anche minori aggravi sulla previdenza sociale.

Andando a guardare più da vicino i dati del mese di ottobre, sotto il profilo degli utilizzatori crescono a cifra doppia gli acquisti dei privati grazie agli incentivi. Con un +11,4% la quota di mercato sale di oltre 7 punti, raggiungendo il 67,8%. Tuttavia, nei primi 10 mesi la flessione è ancora pesante: -23,4% rispetto al gennaio-ottobre 2019. Ancora male le società che fanno registrare un calo del 30,6%. La quota di mercato scende a ottobre al 14,4% e nel cumulato il calo dei volumi si attesta a -45%.

Negative anche le immatricolazioni complessive del noleggio che perdono il 4,8% (17,9% la quota), per una flessione del 7,1% del lungo termine, mentre il breve termine segna un +19,1%. Guardando i dati dal punto di vista delle motorizzazioni, ancora un mese estremamente positivo per le ibride, le Plug-in e le elettriche che salgono rispettivamente al 24,7% di quota (+17,3%), al 2,3%, all’1,8% del totale.

Male le auto a benzina in netta flessione con il 31,5% di quota, a ridosso del 30,8% del diesel a sua volta in deciso calo. Il metano perde il 45% fermandosi all’1,6% di quota, mentre crescono le vendite del Gpl, al 7,3% del totale mercato. Guardando ai segmenti, nel mese appena concluso, bene city car, utilitarie e alto di gamma. Stabile il segmento D, mentre perdite a doppia cifra interessano le medie del segmento C e ancor più quelle del segmento E.

Tra le carrozzerie le berline acquisiscono quota di mercato, raggiungendo il 48,4% del totale. Bene anche le coupé. Leggera flessione per i crossover, per fuoristrada, monovolume grandi e station wagon. Drastici cali, invece, per monovolume piccoli e compatti, multispazio e sportive. Per quanto riguarda, invece, i Gruppi automobilistici, il Gruppo FCA fa segnare una crescita del 12,5% grazie soprattutto a Fiat, Jeep e Ferrari.

In crescita pure i Gruppi PSA, Renault e BMW. In calo, invece, i Gruppi Volkswagen e Daimler.

[Fonte dati: UNRAE]

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