Spotify modifica l'algoritmo per migliorare le raccomandazioni: più spazio agli artisti | Web Agency Brescia
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Spotify modifica l’algoritmo per migliorare le raccomandazioni: più spazio agli artisti

Spotify modifica l'algoritmo per migliorare le raccomandazioni: più spazio agli artisti

Spotify modifica l’algoritmo per migliorare le raccomandazioni: più spazio agli artisti


Spotify è leader di un mercato in sensibile espansione, forte di 320 milioni di utenti attivi mensili, di cui 144 milioni sono Premium. Migliorare continuamente il servizio è, sì una volontà, ma anche e soprattutto una necessità per mantenere forte la propria posizione in un settore in cui la concorrenza si fa sempre più serrata.

Elemento ormai imprescindibile per ogni piattaforma di musica in streaming è l’essere in grado di adattarsi all’utente, proponendogli brani e generi che maggiormente si addicono ai suoi gusti personali. Spotify, come del resto anche gli altri servizi, impara a conoscere l’utente attraverso algoritmi sempre più affinati che prendono in considerazione tanti input contemporaneamente – Spotify li chiama segnali – per restituire un output – il brano – che sia il più possibile vicino a ciò che l’utente stesso vuole ascoltare in quel determinato momento.

Ora Spotify intende estendere i suoi segnali dando più voce ai cantanti: in Radio ed Autoplay è in test una funzione con cui i brani selezionati dagli artisti e/o dalle case discografiche vengono dati in pasto agli algoritmi affinché possano essere maggiormente pubblicizzati e proposti nelle sessioni radio o di autoplay. In pratica, entrano a far parte di quegli input che la piattaforma utilizza per personalizzare il servizio sulla base dei gusti dell’utente. Un cantante, ad esempio, potrebbe avere intenzione di promuovere un suo pezzo, magari perché su un’altra piattaforma è diventato virale – è il caso di Dreams dei Fleetwood Mac su TikTok.

Ovviamente tutto questo ha un prezzo: Spotify afferma che ogni volta che un brano “in promozione” verrà ascoltato, alla royalty dovuta sarà trattenuta una percentuale (quanto ancora non si sa, e va tenuto in mente che lo strumento è ancora in test). La speranza è che le extra-entrate generate da una maggior diffusione del brano più che compensino il costo sostenuto (o, meglio, la trattenuta). La piattaforma garantisce che l’algoritmo terrà conto dell’effettivo successo del brano: se piacerà resterà tra i segnali, se sarà un flop verrà rimosso.

Credits immagine d’apertura: Pixabay

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