Addio Android, scappo su iPhone 12 per un mese | Video | Web Agency Brescia
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Addio Android, scappo su iPhone 12 per un mese | Video

Addio Android, scappo su iPhone 12 per un mese | Video

Addio Android, scappo su iPhone 12 per un mese | Video


Sarà la ricerca di nuovi stimoli o la mancanza di vere e proprie innovazioni, ma è da tempo che mi stuzzicava l’idea di abbracciare un pezzo del cerchio magico di Apple ed oggi è arrivato il momento di farlo. Ho pensato la stessa cosa in maniera ciclica negli ultimi anni, e ogni qual volta debuttava la nuova generazione di iPhone tra me e me esclamavo: “questa volta lo faccio, lascio Android e provo iOS“. Fino adesso non era mai successo, sarà per pigrizia o per l’entusiasmo dei colleghi che più di me bramavano il nuovo scintillante melafonino.

Credo che il 2020 sia il momento giusto per tentare il passaggio, trovo infatti sempre più insensati gli smartphone Android sopra gli 800/900 euro e sono curioso di sapere se almeno gli iPhone abbiano una buona motivazione per pretender così tanto dai nostri risparmi. D’altronde su Android esistono una miriade di soluzioni a costo accessibile che creano dei dubbi, ormai viene lecito pensare: perché spendere più di tanto? Personalmente motivo l’acquisto della fascia altissima solo in presenza dei pieghevoli come Galaxy Z Fold2 e, soprattutto, Galaxy Z Flip, il mio preferito degli ultimi anni. Il resto è “rumore di fondo”.

Ma torniamo ad iPhone 12 e all’esperienza che sto per affrontare, un vero e proprio salto nel buio per uno come me che, pur facendo parte di questo mondo tech, si è sempre rifiutato di attivare le sinapsi quando si parlava dei vari modelli e novità tecnologiche. Anche perché, ha detto benissimo Matteo nella sua recensione dell’iPhone 12 Pro, “Apple è famosa per portare innovazioni col contagocce” e questa cosa mi ha sempre dato sui nervi.

PRIMA DIFFICOLTA’: HO DUE SIM


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Inizio subito male, la voglia di critica sta già salendo sopra il livello di guardia e non ho neanche preso in mano questo iPhone 12, ma la consapevolezza che questo e tutti i suoi simili siano single SIM mi da sui nervi. Ok, supporta le eSIM, ma diciamoci la verità: chi ha voglia di provare a cambiare la propria SIM fisica con una digitale, ammesso che sia possibile? Per quanto comode, anzi, comodissime, le eSIM sono purtroppo ancora poco integrate dai produttori di smartphone e il rischio è di trovarsi prossimamente con un QR Code in mano ed un modello classico che vuole “il pezzettino di plastica con chip”. Evitiamo.

La soluzione è quella più scomoda ma anche conveniente visto il lavoro che faccio: su iPhone 12 ci piazzo la SIM principale e l’altra la vado spostando sui vari Android che devo provare, così sarò costretto a girare con due smartphone in tasca. Yuppiii…

Da questa prima piccola difficoltà capisco che sarà un passaggio pieno di rinunce e compromessi, almeno per uno come me che in questi anni ha puntato molto su Google, sui suoi servizi e sistemi operativi. Non mi aspetto di trovar tutto, anzi, l’obiettivo è di staccarsi quasi da quel ecosistema e provare per almeno 1 mese l’esperienza Apple mobile in tutti i suoi aspetti, hardware e software.

I PRIMI PASSI


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Prima di iniziare è importante precisare che in passato non ho mai fatto nulla con un iPhone se non scattar foto e video per vari confronti negli anni, sono quindi quasi completamente estraneo al suo mondo, alle novità dell’ultima release software e tutto ciò che concerne i servizi. Non mi fa onore visto che faccio parte di una redazioni tech, lo so bene, motivo per cui vedo questo passaggio come un “dovuto” corso di formazione che mi possa un po’ portare al pari (o in prossimità) dei miei colleghi.

Pronti, partenza e via: accensione!

Ah, no, non posso. Mentre scrivo queste parole è domenica, sono a casa, il telefono è scarico (grazie Davide) e mi sono reso conto di non aver portato con me tutta la scatola; quindi niente cavo lightning, devo rinviare di 24 ore e recuperarlo in redazione. Già questa cosa mi mette ansia, sono infatti abituato fin troppo bene essendo passato alla Type-C su tutti i miei gadget tecnologici: notebook Asus Zenbook S13, cuffiette true wireless, smartphone Android. Anche quando partivo, prima dell’apocalisse, portavo con me solo il caricabatterie del computer… mi dovrò adeguare: insomma cavetto bianco Apple sempre nello zaino, non ne voglio fare un dramma.

CONFIGURAZIONE: IL BELLO E IL BRUTTO


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Ricaricato a dovere mi sono scontrato, per giorni, con un inspiegabile scoglio che non mi permetteva di completare il processo di configurazione. Per accedere nel mondo della mela serve infatti un Apple ID, ovvero un profilo che mette insieme dati, servizi e quant’altro, ed io ne possedevo già uno silente legato alla mia email “hotmail”. Dopo aver effettuato il login – e risposto alle domande di sicurezza – mi sono ritrovato per due giorni davanti ad una rotellina che mi avvertiva “sarebbe passato qualche minuto al termine della configurazione“.

Mi preme precisare che su PC riuscivo correttamente ad entrare all’interno del mio account Apple con quelle credenziali e vedevo anche l’iPhone 12 in questione associato.

Dopo questo loop infinito stavo per cedere e mandare tutto alle ortiche, poi ho chiesto lumi ai colleghi più esperti che mi hanno suggerito di creare un nuovo ID Apple, quindi nuova mail “.icloud” e bam, risolto, entrato in un attimo. Capita a tutti di scontrarsi con simili problemi digitali, peccato non aver avuto alcuna indicazione sulla natura del disguido e di certo la cosa non mi ha entusiasmato.

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Entrato quindi a fatica, mi sono ritrovato finalmente all’interno di iOS 14.1 con tutte le sue peculiarità a cui pian piano mi dovrò abituare, seppur debba riconoscere sia un ambiente estremamente intuitivo. Mi è piaciuto anche il percorso iniziale che permette di personalizzare la propria interfaccia, pochi ma semplici passaggi come dovrebbe sempre essere. Avendo utilizzato l’applicazione Android “Passo ad iOS” per migrare alcuni dei miei dati, compresi i contatti, mi sono tuttavia ritrovato una rubrica assolutamente ingestibile, piena di cloni che non so come eliminare se non manualmente.

Mi capita spesso di incasinare la rubrica dopo un passaggio da vecchio a nuovo smartphone, ma su Android c’è una funzione basilare che permette in pochi secondi di riconoscere i “contatti copia” e unirli sotto un’unica voce. Su iOS non c’è questa possibilità, almeno non per tutta la rubrica, e per questo mi sono dovuto rivolgere all’App store con software che promettono di far ordine al costo di qualche euro…

RAPIDO, FLUIDO E MORBIDO COME SPERAVO


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Scorrendo le homescreen capisco perché gli utilizzatori di iPhone di nuova generazione non sentono questa particolare necessità di avere display con refresh rate oltre i canonici 60Hz, Apple ha infatti ottimizzato le animazioni fino all’inverosimile e tutto scorre con una fluidità che definirei invidiabile. I passaggi in multitasking, l’apertura delle App, le tendine che si dispiegano dall’alto, insomma è il bello di iPhone ed uno dei motivi per cui in tantissimi non riescono a pensare ad un sistema operativo mobile diverso.

Qualsiasi operazione viene eseguita senza il minimo impuntamento, esattamente come atteso da uno smartphone da oltre 900 euro. Zero compromessi sotto questo profilo ed un AppStore che non potrebbe essere più fornito ma… davvero c’è sempre una pubblicità ad ogni ricerca? Inizialmente non ci avevo fatto caso ma dovendo installare tante applicazioni ci ho inevitabilmente sbattuto il naso contro, intendo le App sponsorizzate che appaiono in alto prima del risultato della ricerca e risultano ai miei occhi fin troppo invasive. Non è da Apple.

Belli i widget, peccato solo non siano ridimensionabili. Tutto sembra comunque ben incastrato, un ingranaggio perfettamente oleato che permette di far girare come si deve il dispositivo, alla faccia dei competitor che fanno a gara con 8 o 12 o addirittura 16GB di memoria RAM. Se devo fare un appunto all’interfaccia allora tiro in ballo il notch, ancora ingombrante e capace di riservare ai suoi sensori gran parte dello spazio superiore, tanto che lo spazio per le notifiche è minimo. Vi sfido a dire che è bello e utile così.

LETTORE D’IMPRONTE QUANTO MI MANCHI…

Sono entrato naturalmente anche nel mondo del Face ID, sistema di riconoscimento tridimensionale che offre un ottimo grado di sicurezza, sia per gli sblocchi sia per l’ingresso all’interno di determinate applicazioni. Peccato solo che in questo momento sia fin troppo limitante; la pandemia impone infatti l’utilizzo della mascherina sul volto quando siamo fuori casa e il sistema non permette il riconoscimento se la si indossa.

Non so come se ne possa uscire da questa cosa ma le opzioni di sblocco, vista l’assenza del lettore d’impronte, sono due: il classico codice e il Face ID. Se si indossa la mascherina bisogna ogni volta rimuoverla, cosa oltretutto poco raccomandabile a seconda del luogo dove ci si trova, oppure digitare i 6 numeri del PIN. Nel 2020 mi aspetto un’alternativa meno macchinosa, vi assicuro che essendo abituato al riconoscimento dell’impronta è come fare un salto nel passato.

QUATTRO SETTIMANE SU IPHONE DAVANTI A ME


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Come avrete capito non è stato un passaggio indolore e così lo immaginavo, sarà per questo che avevo sempre rinviato. Non do certo la colpa ad Apple, abituarsi per oltre 10 anni ad una piattaforma (Android) e poi forzarsi a processi, passaggi e dinamiche diverse sarebbe complesso per chiunque, oltretutto su iPhone molte cose sembrano più semplici e banali.

Mi piace tuttavia l’idea di dare una visione da neofita delle difficoltà, con evidenti compromessi nei primissimi giorni ed una progressiva confidenza che, magari, fra 4 settimane mi porterà a mantenere iPhone 12 come smartphone principale e abbandonare parzialmente Android. Specifico “parzialmente” perché la necessità di avere due numeri e due SIM si scontra con la natura di questi terminale.

Questa non è quindi che la prima parte del racconto, un approccio un po’ goffo a cui seguiranno delle valutazioni più mature, pesate e consce del tutto. Ammesso che non spenderei mai oltre 900 euro per un qualsiasi smartphone, a meno di un pieghevole rivoluzionario, sono felice che Apple abbia mantenuto dimensioni normali per il suo terminale di punta e non capisco perché gran parte della concorrenza si sia definitivamente spostata sulla creazione di padelloni.


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Apple
29 Ott


VIDEO

(aggiornamento del 05 novembre 2020, ore 22:32)

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