Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi? | Web Agency Brescia
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Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi?

Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi?

Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi?


Xbox Series X è nelle nostre mani da ormai qualche settimana e finalmente siamo pronti a parlarvene nel dettaglio, dopo aver avuto modo di testare a fondo le capacità ludiche dell’ammiraglia di casa Microsoft, che sarà disponibile all’acquisto dal prossimo 10 novembre al prezzo di 499 euro.

Mettetevi comodi quindi e seguiteci in questo nostro primo approccio a Xbox Series X. Vi anticipo subito che questa è la prima parte della recensione (sarà così anche per PS5), in quanto c’è l’intenzione di tornare sul discorso anche tra diverse settimane. Il motivo vi sarà presto chiaro:

DESIGN E MATERIALI


Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi?

Con Xbox Series X Microsoft ha svolto un lavoro eccellente sotto il punto di vista del design e della qualità costruttiva. Dell’aspetto estetico della console si è già parlato nell’articolo dedicato all’unboxing, ma questa volta possiamo arricchire il discorso con qualche parere in più.

Le plastiche utilizzate per realizzare la console sono di buona qualità e non si discostano troppo da quelle che abbiamo già apprezzato con Xbox One X. Una sola, piccola, nota: nonostante la finitura opaca, è abbastanza facile lasciare il segno delle dita sulla scocca. Si tratta di un fatto abbastanza marginale, in quanto una console non è pensata per essere maneggiata in continuazione. Una volta posizionata, passatele un panno e non toccatela più, così eviterete di doverla pulire nuovamente.

Xbox Series X è senza dubbio una console elegante, grazie alla scelta di Microsoft di optare per una forma molto regolare, senza arricchirla di alcuna stravaganza che possa tradire la sua identità di hardware gaming. Series X si posiziona perfettamente in ogni salotto, specialmente se collocata in verticale. Questo è infatti il profilo migliore della console, mentre si perde molta della sua eleganza qualora si scegliesse di piazzarla orizzontalmente.

In questo caso, infatti, le linee slanciate non sono più percettibili e la parte frontale risulta essere improvvisamente meno curata: lo spazio vuoto che troviamo tra la parte inferiore (guardandola frontalmente in orizzontale) e il lettore ottico, infatti, ci dà la sensazione di trovarci davanti ad un prodotto forzatamente allungato, che stona con l’armonia percepita in posizione verticale.

Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi? Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi?

L’unico elemento che si discosta dalla serietà che caratterizza la console è dato dal design della griglia d’areazione superiore. Questa è concava e, guardandola di taglio, rivela degli accenni di verde che richiamano lo storico colore da sempre associato al brand Xbox. Si tratta di una soluzione ingegnosa che aggiunge una nota di colore in alcune occasioni, ma che difficilmente verrà apprezzata spesso.

Sotto la griglia di areazione troviamo subito la grande ventola che si occupa della dissipazione e non notiamo alcuna retina protettiva in grado di ostacolare l’ingresso della polvere. Il problema non si pone quando la console è in funzione – visto che il flusso d’aria è incanalato dal basso verso l’alto -, tuttavia è probabile che un po’ di polvere entri mentre la console è a riposo, visto che i fori superiori sono particolarmente ampi. Verificheremo con il tempo se questo aspetto rappresenti o meno un problema.

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RUMOROSIT E DISSIPAZIONE


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La grossa ventola posta nella parte alta, come detto prima, gestisce da sola tutto il flusso d’aria che circola all’interno della console. Nonostante il suo compito importante, è davvero impossibile percepire il suo funzionamento: Xbox Series X non è solo la console più silenziosa mai provata, ma è il dispositivo elettronico con dissipazione attiva più silenzioso che mi sia mai capitato di testare.

Anche in questo caso c’è un piccolo appunto da fare, su cui torneremo in futuro, ovvero il fatto che nessun titolo tra quelli giocati sia realmente next-gen, in quanto si tratta degli stessi giochi di Xbox One a cui è stata applicata una patch migliorativa. Insomma, nulla che sia realmente in grado di impensierire l’hardware di Series X, il quale deve ancora essere messo alla prova con i titoli in uscita nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda il calore prodotto, la console non tende a riscaldare eccessivamente le plastiche esterne, ma è comunque possibile percepire il flusso d’aria calda provenire dalla griglia superiore. Tutto nella norma, in quanto è davvero impensabile aspettarsi che una console del genere resti sostanzialmente fredda, quindi Series X è promossa senza riserve anche in questo ambito.

Microsoft conferma che il miglior orientamento, al fine di far lavorare meglio il sistema di dissipazione, è quello verticale, tuttavia non sussistono problemi anche qualora decidiate di posizionarla orizzontalmente. In questo caso, però, dovete fare attenzione a lasciare completamente liberi entrambi i lati (che in verticale rappresentano la parte inferiore e superiore), visto che l’aspirazione dell’aria avverrà da sinistra verso destra (guardandola frontalmente), quindi è necessario che ci sia spazio sufficiente per far circolare il flusso anche in orizzontale.

Posizionandola in verticale, invece, fate attenzione a non coprire la parte superiore della console, mentre ci sono pochi accorgimenti da prendere per quanto riguarda quella inferiore. Microsoft ha infatti dotato Series X di una base circolare che stacca la console dal piano di appoggio (non può essere rimossa), in modo che ci sia sempre lo spazio per poter aspirare l’aria a temperatura ambiente.

HARDWARE E LINEUP


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Dell’hardware di Xbox Series X abbiamo parlato in lungo e largo nel corso degli ultimi mesi, quindi non ci soffermeremo ancora una volta sull’analisi delle specifiche tecniche, che trovate comunque riassunte poco sotto. Quello che possiamo dire è che al momento è praticamente impossibile constatare la reale efficacia della soluzione proposta da Microsoft in quanto, come nel caso del tema della rumorosità, nessuno dei titoli testati riesce a sfruttare al meglio nessuna delle caratteristiche della console, inclusa la Velocity Architecture.


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Games
10 Set


Il titolo più ambizioso tra quelli provati è senza dubbio Gears 5, il quale sfrutta la potenza in eccesso rispetto a Xbox One X per introdurre miglioramenti grafici apprezzabili, ma che non riescono a far invecchiare di colpo la sua versione current (old?) gen. Gears 5 è comunque il miglior banco di prova per cominciare a testare alcune delle caratteristiche di Series X, grazie all’introduzione della modalità a 120 fps nel multi player (lo abbiamo provato impostando la console in 1440p e a 120Hz, riuscendo quindi a testarla con un televisore e un monitor HDMI 2.0, ma con la HDMI 2.1 – il cavo in confezione è già compatibile – è possibile spingersi sino al 4K a 120Hz), alla possibilità di apprezzare i riflessi migliorati – con qualche accenno di ray tracing sugli specchi presenti in alcune sezioni – e alle texture in qualità Ultra. Di seguito alcuni confronto:

Visualizza a Schermo Pieno
Visualizza a Schermo Pieno
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Nel complesso il colpo d’occhio è davvero identico – in alcuni casi superiore – rispetto a quanto possibile ottenere sulla versione PC mandata al massimo delle sue possibilità; ci troviamo davanti a qualcosa di mai visto in ambito console, ma non di assolutamente inedito. La potenza di Xbox Series X non riesce quindi ad emergere a pieno nel corso di questa prima prova, anche se il discorso può cambiare da un momento all’altro, visto che il lavoro di ottimizzazione del catalogo Xbox è ancora in corso e nelle prossime ore sempre più titoli riusciranno a sfruttare maggiormente l’hardware di cui è dotata la console.

A differenza del passato, il salto generazionale non è mai avvenuto in maniera più fluida di così e questo ha sia dei vantaggi che degli svantaggi. Il vantaggio principale è che non resterete tagliati fuori dalle nuove uscite anche senza acquistare una console next gen, mentre lo svantaggio è che – facendo questa scelta d’acquisto -, difficilmente riuscirete ad avere quel titolo in grado di dimostrarvi sin da subito le potenzialità della nuova console.

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I 12 TFLOPS, le potenzialità di RDNA2 e di ZEN 2 – così come quelle della Velocity Architecture – sono destinate a restare sopite ancora per diversi mesi, in assenza di un vero e proprio esponente della next gen che riesca a mettere a frutto l’hardware impressionante che troviamo sotto il cofano di Series X. Nonostante ciò, la nuova ammiraglia di casa Microsoft rappresenta assolutamente il modo migliore di scoprire il mondo Xbox, ma purtroppo la next gen arriverà con calma e al momento non è molto diversa da una mid gen con gli steroidi.

Approcciarsi a Series X può quindi essere molto diverso qualora voi veniate già da una precedente esperienza in casa Microsoft o siate del tutto nuovi al mondo delle console di Redmond. Per la prima categoria di utenti diventa davvero complicato trovare un’impellente ragione per cui aggiornare: nell’immediato potete riscontrare importanti miglioramenti per quanto riguarda i tempi di caricamento – praticamente azzerati in moltissimi giochi, come ad esempio Doom Eternal -, mentre sotto il profilo tecnico la situazione si fa più complicata.

Occorre infatti che i titoli della vostra libreria vengano aggiornati al fine di supportare la potenza aggiuntiva di Series X, in modo da non essere eseguiti in modalità retrocompatibilità. Questa vi garantisce miglioramenti marginali, come un frame rate più stabile in tutti quei titoli più ballerini, risoluzione più alta nel caso in cui venga applicata una risoluzione dinamica e la modalità Auto HDR che permette alla console di creare un effetto HDR anche sui titoli che non lo supportano nativamente, specialmente quelli di 360 e della prima Xbox.

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Questi sono i miglioramenti disponibili out of the box per tutti i titoli non patchati, mentre la situazione cambia per quelli che hanno già ricevuto un aggiornamento. Al momento la lista è abbastanza limitata e – restando tra i first party – troviamo Gears 5, Gears Tactics, Forza Horizon 4 e Sea of Thieves, ai quali si aggiunge The Touryst in rappresentanza dei third party. Nel corso dei prossimi giorni arriveranno sempre più giochi espressamente ottimizzati per Series X e S, più nello specifico, ecco quella che può essere definita a tutti gli effetti la lineup di lancio pensata per Series X/S:

  • 5 novembre: Ori and the Will of the Wisp
  • 6 novembre: Dirt 5
  • 10 novembre: Watch Dogs: Legion, Assassin’s Creed: Valhalla, Destiny 2: Beyond Light, The Falconeer, Tetris Effect: Connected, Yakuza: Like a Dragon
  • Senza data: Madden NFL 21 (presto nuovi dettagli), Marvel’s Avengers (2021)

Non ho riscontrato novità o cambiamenti particolari per quanto riguarda la connettività di rete, che sembra essere in linea con le ottime prestazioni già garantite da One X. Ricordiamo che Microsoft non ha inserito un modulo Wi-Fi 6 su Series X, la quale adotta un hardware di rete molto simile alla precedente generazione.

SCHEDA TECNICA


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  • Processore:
    • custom AMD basato sull’architettura Zen 2 con processo produttivo a 7 nanometri, 4 volte più potente di quello di Xbox One
    • Octa core a 3,8GHz (3,66GHz con SMT attivo)
    • 16 thread
  • GPU
    • Grafica AMD Radeon RDNA 2 in grado di produrre 12 TFLOPS.
    • 328 shaders, 52 CUs, frequenza 1,825 GHz
    • Tecnologia VRS personalizzata da Microsoft
  • Memorie
    • 16GB di memoria RAM GDDR6
    • Banda Memoria 10GB @ 560 GB/s, 6GB @ 336 GB/s
    • SSD NVME da 1TB (2,4GB/s) di nuova generazione. Potrà essere utilizzato non solo per memorizzare i giochi ma anche come RAM virtuale
    • Memoria espandibile sino a 1TB
  • Grafica:
    • Sino alla risoluzione 8k
    • Frame rate sino a 120 fps
    • Supporto al Refresh Rate Variabile
    • Supporto hardware al DirectX Raytracing
  • Funzioni extra:
    • Quick Resume: possibilità di mettere in pausa più di un gioco alla volta
    • DLI (Dynamic Latency Input): latenza della comunicazione tra console e controller ancor più ridotta e ottimizzata
    • Porta HDMI 2.1
    • Porta USB 3.2
  • Retrocompatibilità:
    • Software: Compatibilità con i titoli Xbox, Xbox 360 e Xbox One, con prestazioni migliorate. Anche elementi come i punti obiettivo e le liste di amici potranno essere trasferiti sulla nuova console.
    • Smart Delivery: si potranno acquistare i giochi una sola volta e scaricare l’edizione migliore per la propria console
    • Hardware: gli acquirenti di Xbox Series X potranno utilizzare i controller e gli accessori di Xbox One
  • Modalità di distribuzione dei giochi:
    • Digitale
    • Supporto ottico
  • Dimensioni e Peso:
    • 151 x 151 x 301 mm, 4,45 kg

SSD E QUICK RESUME


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L’unico componente hardware che possiamo apprezzare sin da subito è invece il nuovo SSD, il quale permette anche di introdurre la nuova modalità Quick Resume. Partendo da quest’ultima, al momento la sua implementazione non è ancora perfetta, in quanto capitano dei blocchi sporadici che ci costringono a riavviare il titolo lasciato in sospeso, tuttavia si tratta di una delle funzioni più promettenti di Series X (e S).

Con Quick Resume, ricordiamo, è possibile congelare lo stato di gioco senza dover abbandonare il titolo, trasformando quindi Series X in una console effettivamente in grado di eseguire il multitasking tra i vari titoli. La funzione ricorda molto il save state che troviamo in quasi ogni emulatore, con la differenza che qui lo spazio per i salvataggi non è infinito. Nella mia prova ho potuto mettere in sospensione ben 7 titoli prima che la cache dedicata a Quick Resume cacciasse fuori uno dei giochi in coda, costringendomi quindi al caricamento completo.

Quick Resume è a tutti gli effetti una delle funzionalità più innovative e facilmente apprezzabili di Series X, in quanto cambia radicalmente il modo in cui approcciarsi ai titoli: difficilmente vi ritroverete a chiudere un gioco in questa generazione, ma quando questo accadrà non sarà comunque un problema così grande, visto che l’ottima velocità del SSD di serie permette di avviare i giochi in una frazione del tempo richiesto da One X.

Il caricamento iniziale di tutti i giochi testati è stato ridotto in maniera davvero significativa (esempio: Gears 5 ci impiega 45 secondi per caricare la schermata iniziale, partendo dalla dashboard, Watch Dogs: Legion 30 secondi per raggiungere la schermata iniziale e altri 20 per entrare in partita, mentre Forza Horizon 4 vi porta dalla dashboard alla pista in appena 42 secondi), ma ciò che sorprende maggiormente è la velocità di caricamento che è possibile riscontrare in altri aspetti, come ad esempio il fast travel o il respawn. Doom Eternal ci offre uno dei migliori esempi, in quanto passa davvero meno di un secondo dal momento in cui morirete al vostro rientro in partita, garantendo quindi la completa eliminazione dei tempi morti.

Come già anticipato, nessun gioco è al momento in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della Velocity Architecture, quindi parliamo di miglioramenti dovuti esclusivamente al cambio di memoria. Anche in questo caso, come per il resto dell’hardware, occorre attendere che arrivino delle esclusive next gen per capire effettivamente la portata di questi miglioramenti.

Come nota finale segnalo che lo spazio a disposizione ammonta a 802 GB (sufficiente per circa 15 giochi) e che è possibile usare memorie esterne di tipo HDD per archiviare qualsiasi tipo di gioco, tuttavia è necessario copiare nella memoria interna i titoli ottimizzati per Series X. Inoltre, confermo che è possibile avviare i giochi per One X direttamente da un HDD esterno e che i progressi vengono automaticamente sincronizzati con i server Microsoft, quindi non dovete preoccuparvi dei vostri salvataggi, i quali vi seguiranno senza problemi.

IL CONTROLLER XBOX: MIGLIORA MA NON EVOLVE


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Con Xbox Series X troverete in confezione una nuova versione del controller Xbox, il quale mantiene inalterato il design e il layout di base, introducendo solo alcune precise migliorie che rendono più confortevole l’esperienza d’uso. Per prima cosa arriva un retro gommato dotato di una texture ruvida che ricopre anche i pulsanti dorsali e i grilletti, grazie alla quale viene offerta una presa più salda e confortevole. Il pad è leggermente più piccolo del suo predecessore e mantiene inalterata la comodità per cui è famoso.

La dotazione di pulsanti si arricchisce e vede l’arrivo di un tasto dedicato all’acquisizione immediata di screenshot e brevi clip video, rendendo quindi il processo molto più rapido e accessibile. L’altra novità risiede nella nuova croce direzionale, la quale ora è dotata di un layout derivato direttamente dal controller Elite, anche se non si tratta dello stesso tipo di croce.

Questa, infatti, offre un feed generale non molto diverso dalla vecchia croce, specialmente per quanto riguarda il feedback fisico mentre si premono i tasti e il suono prodotto. Nel complesso si tratta di una buona aggiunta, ma la qualità del controller Elite è ancora su un altro livello: attendiamo una sua revisione che sfrutti tutte le novità del nuovo pad.

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In aggiunta ai tasti e al grip migliorato, infatti, il controller è ora in grado di comunicare molto più rapidamente con Xbox Series X, grazie al Dynamic Latency Input. Si tratta di una delle nuove tecnologie introdotte da Microsoft per migliorare la latenza dell’input dei tasti, la quale è stata sensibilmente ridotta rispetto a One X. Questa è apprezzabile in tutti i titoli più frenetici, dove la pronta risposta dei controlli è fondamentale: la pressione di un tasto o l’inclinazione delle levette analogiche si trasformano subito in un’azione a schermo eseguita con incredibile rapidità.

Oltre a questi aspetti, il feed del nuovo controller è molto simile al precedente e chi ha amato il pad di Xbox One si sentirà subito a casa. Ricordiamo che anche questa versione richiede l’utilizzo di 2 batterie AA (quelle in dotazione hanno garantito circa 2 settimane di uso intenso) o di un battery pack dedicato (il nostro Amazon Basic del vecchio pad non è risultato compatibile e non abbiamo avuto modo di provare quello originale). Per finire, segnaliamo che la porta di connessione presente sul pad è finalmente una Type-C.

LA NEXT GEN CHE MANCA


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Se siete arrivati sin qui, avrete probabilmente notato un filo conduttore comune a tutti i temi trattati: bisogna aspettare per provare le vere potenzialità della next gen. Purtroppo questo è il principale punto debole di questa nuova generazione di console, ovvero l’eccessivo attaccamento a quella precedente. Sia chiaro, questo è un vantaggio sia in termini di retrocompatibilità che di supporto per le piattaforme attuali, ma è anche vero che in questo modo manca quel titolo in grado di rappresentare il salto generazionale e di farci da vera e propria tech demo delle novità che stanno giungendo sul mercato.

Al momento, infatti, Xbox Series X non è altro che il modo migliore per giocare a tutta la libreria Xbox – dalla prima a One -, ma poco di più. Il fattore novità non è presente neanche nell’interfaccia del sistema operativo della console, in quanto si tratta della stessa già introdotta su One, con le stesse identiche funzionalità. Se acquisterete una Series X provenendo da One, difficilmente riuscirete a notare il passaggio generazionale nell’esperienza d’uso della console. La ottima New Xbox Experience ha migliorato tantissimo le prestazioni anche su One S e One X, rendendo il salto verso Series X molto meno netto.

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Sotto il profilo dei titoli, invece, la totalità del catalogo next gen è in realtà cross gen, quindi non esiste il bisogno impellente di passare alla nuova generazione per potersi godere le ultime uscite. Certo, su Series X avrete comunque la miglior esperienza possibile, ma i miglioramenti attuali possono essere realmente apprezzati solo mettendo di fianco le due piattaforme, o comunque confrontando due screen uno di fianco all’altro, per notare i punti in cui la draw distance è migliorata, le ombre sono più definite, la qualità delle texture è aumentata e in cui quella pozzanghera offre qualche riflesso che prima non presentava.

È davvero un peccato che il discorso debba ridursi a questi aspetti marginali all’interno del mondo videoludico: la risoluzione nativa più alta e il frame rate più stabile non sono elementi in grado di offrirci il vero divertimento che cerchiamo in una console da gioco, così come le migliorie tecniche introdotte dalle varie patch non fanno scaturire quell’effetto wow che da sempre accompagna il lancio di ogni nuova generazione. Allo stato attuale – almeno sino ad oggi – Series X è effettivamente una One X sotto steroidi, in grado di migliorarne ogni singolo aspetto, ma che attende ancora di poter dimostrare il meglio di sé.

Inutile negarlo: pesa l’assenza di Halo Infinite, ma non di quello che abbiamo visto nel corso della presentazione del gameplay, ma di una sua versione next gen che avrebbe dovuto aver il compito di settare i canoni di partenza per la nuova generazione, facendo registrare un prima e un dopo. Invece ci tocca discutere delle patch applicate a titoli già in commercio da mesi e anni, di come questi siano diventati marginalmente più belli, come se il tema fosse la presentazione di una console mid-gen.

MICROSOFT NON SI FERMA QUI: IL FUTURO NEL GAME PASS


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Fortunatamente Microsoft ha dimostrato di voler spingere fortemente sul tema dei giochi – dopo aver confezionato una console dotata di hardware di prim’ordine – e i prossimi mesi dovrebbero riservare grandi soddisfazioni ai vecchi e nuovi possessori di console Xbox. Ovviamente Series X giocherà la parte del leone con le prossime uscite, offrendoci sempre la versione tecnicamente più raffinata di tutte le esperienze che arriveranno sia attraverso i canali tradizionali – specialmente per quanto riguarda le terze parti – sia incluse nel Game Pass Ultimate.

Impossibile infatti non citare proprio il Game Pass come principale selling point di Xbox, anche se non si tratta di un vero e proprio servizio next gen. Il Game Pass è infatti una realtà già ben consolidata nel mondo Microsoft, tuttavia il lancio di Series X e Series S rappresenta quel momento in cui gli utenti sono chiamati alla scelta della loro prossima piattaforma di gioco e in molti potrebbero essere attratti dalla formula all you can play di Microsoft.

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A fronte di un canone mensile di 13 euro (parliamo ovviamente della versione Ultimate), il Game Pass offre accesso ad un ampio catalogo di esclusive Microsoft – sia su console sia su PC – e all’abbonamento base a EA Play. Questo permette di scegliere Series X sapendo che una buona parte del proprio catalogo di giochi può essere sfruttato pagando un canone mensile irrisorio se paragonato alla ricchezza dell’offerta proposta.

Ovviamente ciò non significa che su Xbox Series X non sia più necessario comprare i giochi – visto che il catalogo del Game Pass cambia a rotazione e le esperienze di terze parti (solitamente non gli indie) tendono a restare disponibili per una manciata di mesi -, ma che chiunque si avvicini per la prima volta al mondo Xbox può recuperare una sostanziosa libreria di titoli con un investimento minimo.

Si tratta di un elemento da non sottovalutare e che ha senso menzionare nella recensione della console, in quanto questo – come già anticipato – è proprio uno degli elementi chiave nella strategia di Microsoft che ci permette di capire il motivo per cui sia così importante il discorso della retrocompatibilità e dell’aggiornamento dei titoli già disponibili: Series X rappresenta il miglior modo per godersi il Game Pass alla massima qualità, quindi l’investimento di Microsoft nel suo stesso catalogo è prioritario.

CONSIDERAZIONI


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Un voto sintetico non è un elemento sufficiente per raccontare una console di nuova generazione: un 7, un 8, un 9 o un 10 non riescono a descrivere quel cambio di paradigma che avviene ogni 6-7 anni e che è destinato a dare il meglio di sé solo alla fine del suo ciclo: caso mai potremmo dare un voto alla generazione appena conclusa, ecco.

Quello che possiamo fare ora è prendere atto delle basi poste e attendere che queste diano i loro frutti, che riescano quindi a dare concretezza a quanto oggi Microsoft si appresta a seminare. La Microsoft del 2020 non è certo la stessa azienda del 2013 e il lancio di Series X (e Series S) è un’ulteriore spinta decisiva nel percorso di rinnovamento che la divisione Xbox dell’azienda di Redmond ha cominciato già da qualche anno, sotto la guida di Phil Spencer.

Le basi poste sono incredibilmente solide sulla carta, in quanto ci prospettano il miglior hardware di nuova generazione (Series X) e quello più accessibile (Series S), la presenza di un servizio in abbonamento ricchissimo e di alto valore aggiunto (Game Pass) e la creazione di un ecosistema gaming in grado di uscire dal salotto di casa per raggiungere PC e smartphone, il tutto in nome della più totale interconnessione e continuità.

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Forse l’unica nota che stona realmente in tutto questo progetto è proprio la troppa continuità con il passato, unita ai problemi causati dalle condizioni storiche di questo periodo, che stanno portando al rallentamento dell’industria dei videogiochi o, in alcuni casi, ad un vero e proprio blocco nello sviluppo delle nuove produzioni. Con l’arrivo di Series X/S, l’attuale generazione non andrà assolutamente in pensione, visto che Xbox One è proprio parte integrante del nuovo ecosistema creato da Microsoft.

Si tratta senza dubbio di una notizia molto positiva per tutti coloro che non sono ancora pronti ad effettuare il passaggio verso la nuova generazione ma, allo stesso tempo, rappresenta anche un disincentivo da non sottovalutare. Siamo pur sempre umani ed è inutile negare come sia piacevole essere attratti da qualcosa di nuovo e luccicante, pronto a farci provare nuove emozioni.

Sotto questo aspetto è difficile farsi tentare realmente da Series X, visto che il fattore novità tende a scemare rapidamente già dopo l’apertura della scatola e il setup iniziale della console. La scelta di adottare la stessa interfaccia tra Xbox One e Series X ha senza dubbio delle finalità pratiche e ha reso molto più piacevole la navigazione sulle console attuali, ma ha anche privato la next gen di un fattore di differenziazione importante. Ad oggi, l’esperienza d’uso tra le due generazioni non cambia di una virgola, con la sola eccezione dei temi dinamici.

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Il mio approccio con le console di nuova generazione è sempre caratterizzato da una fase iniziale di esplorazione del nuovo software; navigare tra menù inediti, andare alla ricerca di ogni funzionalità nascosta, scoprire ciò che gli altri non dicevano o testare le singole impostazioni per capire il loro impatto sul nuovo hardware. Mi rendo conto che si tratta di un modo molto personale di avvicinarsi al tema, tuttavia mi sembra corretto descriverlo, anche solo per capire il motivo delle mie riflessioni.

Tutto ciò non esiste su Xbox Series X, almeno non se provenite da un’esperienza precedente con Xbox One, visto che ciò che troviamo davanti è esattamente quello che abbiamo usato e sviscerato negli scorsi mesi (specialmente se seguite il programma Insider). Ovviamente il discorso cambia se invece siete completamente nuovi al mondo Xbox. In tal caso resta assolutamente tutto il piacere della scoperta e dell’approccio ad un sistema operativo completamente diverso da quello offerto dalla concorrenza.

Particolarmente apprezzato il redesign dello store, ora molto più funzionale e diretto, mentre l’interfaccia principale resta molto ancorata a quella presente da ormai diversi anni, con solo alcune piccole variazioni estetiche. Troviamo quindi le tiles che racchiudono le nostre ultime attività in primo piano, seguite dalla lista delle principali categorie.

Resta sempre poco pratico l’accesso rapido a tutte le app e i giochi installati, ma nel complesso l’esperienza di navigazione è comunque piacevole, specialmente su Series X, dove tutti gli elementi si muovono senza alcuna incertezza: tra il nuovo processore e il prestante SSD, caricamenti e rallentamenti della UI sono solo un ricordo del passato.

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Il tema della continuità non si limita al sistema operativo della console ma tocca, inevitabilmente, anche quello della libreria di giochi. Diciamolo pure chiaramente: il 10 novembre non troverete alcun motivo impellente per passare alla nuova generazione, dal momento che tutti i titoli di lancio più significativi sono esperienze già presenti su Xbox One o comunque in arrivo anche sulla piattaforma di attuale generazione.

L’acquisto di Series X è quindi un investimento per il futuro, quando le vere esperienze next gen saranno in grado di sfruttare al massimo la potenzialità della console con la dotazione hardware migliore sul mercato. Fortunatamente questa categoria di prodotti ha un pregio che pochi altri dispositivi elettronici possono vantare: il fatto di migliorare costantemente con gli anni, grazie all’affinamento delle tecniche di sviluppo e la maggiore conoscenza dell’hardware.

Se guardiamo alla generazione che sta per cominciare, Xbox Series X pone sicuramente delle solide basi che possono rassicurarci riguardo la qualità tecnica delle prossime produzioni. Microsoft, inoltre, ha cominciato ad insistere in maniera importante sulle produzioni interne, come ci ha mostrato con gli eventi di presentazione di Fable, il nuovo Forza Motorsport, State of Decay 3, Everwild, Avowed e The Medium, solo per citarne alcuni.

Il futuro è roseo per tutti i fan Xbox e il mercato si prepara ad accogliere una proposta realmente solida in grado di risultare attrattiva agli occhi di molti più giocatori di quanto non abbia fatto la generazione attuale. Anche il prezzo appare perfettamente in linea con la qualità dell’offerta proposta, specialmente se lo confrontiamo a quello che aveva Xbox One al lancio.

Per entrambe le console si parla (parlava) di 499 euro, tuttavia Series X offre il meglio della tecnologia attualmente presente sul mercato, mentre. per molti aspetti, la prima One era già superata al momento della sua presentazione. In quel caso il Kinect in confezione andava ad incidere pesantemente sul prezzo di vendita, ma non ci sono dubbi sul fatto che tra le due, Series X sia, nel complesso, la piattaforma con il miglior rapporto qualità prezzo.

In ogni caso il nostro discorso su Xbox Series X non termina qui, in quanto siamo pronti a tornare a fare il punto della situazione tra qualche settimana, quindi considerate questa come una prima parte della recensione di Series X. Il prossimo passaggio è atteso per questo pomeriggio sul nostro canale Twitch, dove vi mostreremo – finalmente – la console in azione: non mancate all’appuntamento!

Recensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi? Mancano le esperienze next genRecensione Xbox Series X: la next gen qui, ma i giochi? L’interfaccia poteva essere differenziata meglio rispetto a quella di attuale generazione


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18 Set


VIDEO

CANALE TWITCH HDBLOG

Vi ricordiamo che il modo migliore per interagire con noi durante le live è quello di utilizzare la chat di Twitch (la trovate sotto al player, non dimenticate di registrarvi!).

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