Eolo, il fixed wireless permetter servizi a 200/300 Mbps | Web Agency Brescia
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Eolo, il fixed wireless permetter servizi a 200/300 Mbps

Eolo, il fixed wireless permetter servizi a 200/300 Mbps

Eolo, il fixed wireless permetter servizi a 200/300 Mbps


Eolo, grazie ai suoi servizi fixed wireless, è senza dubbio uno dei protagonisti di questa fase di sviluppo ultra broadband che si sta registrando in tutto il paese. Anche l’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom – aggiornato a giugno 2020 – ha confermato per l’FWA una crescita complessiva di linee dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Nello specifico si parla oggi di 1,42 milioni di linee (+12,1% in un anno), di cui il 34,6% afferenti a Eolo – il concorrente diretto Linkem è a quota 47,2%. Abbiamo deciso quindi di intervistare Alessandro Verrazzani, Responsabile Affari Regolamentari e Istituzionali di Eolo, per comprendere meglio lo scenario. Senza dimenticare che l’operatore è impegnato anche nella fornitura di servizi fibra.

A che punto è il piano FWA di Eolo annunciato 6 mesi fa?

Il nostro Piano prosegue spedito e secondo i tempi stabiliti: entro il 2021 vogliamo abbattere lo speed digital divide. Abbiamo coperto ulteriori 375 Comuni negli ultimi 6 mesi, principalmente nel mezzogiorno dove la domanda è forte e in crescita. Ad oggi siamo arrivati ad offrire i nostri servizi di connettività a banda ultralarga in 6.327 Comuni (circa l’80% del totale).

Quali tecnologie vengono impiegate oggi e con quali prestazioni?

Dal punto di vista architetturale, la nostra soluzione è di tipo FTTN (Fiber-to-the-Node) che, sulla base della classificazione definita da Agcom, è stata identificata dal bollino color giallo con la dicitura Fibra Misto Radio e dalla denominazione FWA+ (plus) per specificare che si tratta di una soluzione a banda ultralarga. Per quanto riguarda la rete di accesso wireless, la nostra tecnologia di punta, denominata EOLOwaveG, utilizza frequenze licenziate ad uso esclusivo a 28 GHz, che consentono di offrire servizi di connettività a 100 Mbps per le famiglie. Inoltre, per il segmento business, abbiamo a portafoglio soluzioni di connettività che, grazie all’utilizzo di link radio punto-punto ad alta capacità, forniscono prestazioni di tipo VHCN (Very High Capacity Network) superiori a 1 Gigabit/s.

Guardando la copertura FWA nazionale si nota una concentrazione nei pressi dei centri abitati. L’FWA è diventata la più strategica alternativa alle EVDSL scadenti? (ADSL è scontato)

L’FWA, per anni tenuto poco in considerazione dal mercato, si è rivelato la soluzione più adatta per offrire connessioni di qualità in tutte le aree a bassa densità abitativa o che, per ragioni orografiche, sono difficili da raggiungere. Aree in cui non vengono offerte prestazioni NGA essendo i tradizionali cabinet troppo distanti dalle abitazioni. L’FWA è quindi una soluzione strategica per lo sviluppo rapido ed efficiente di infrastrutture di rete ultraveloce nei comuni montani e rurali o nell’hinterland dei centri abitati. Noi ci crediamo da 15 anni, siamo stati i primi a farlo e siamo felici che anche altri operatori stiano riconoscendo la bontà della nostra scelta.

L’ultimo Osservatorio Agcom aggiornato a giugno conferma una vostra forte crescita, ma anche una contrazione di Linkem e un balzo di TIM. Si deve tutto all’incremento della clientela o inizia a manifestarsi mobilità contrattuale?

L’ultimo Osservatorio certifica che siamo l’operatore che è cresciuto di più in termini di quote di mercato, sia sul mercato broadband che su quello specifico FWA (+3,2%). Stiamo crescendo di più dei nostri competitor grazie ad un doppio investimento: in primis, quello sulla rete effettuato negli ultimi anni e che continuiamo a portare avanti con forza, mediante un nuovo impegno di 150 milioni di euro che mira ad estendere la rete FWA agli ultimi 1.200 piccoli comuni ancora non coperti da banda ultralarga; secondo, quello nel radicamento territoriale per rafforzare la capacità di intercettare il crescente aumento della domanda di connettività nelle aree montane e rurali.

Lo sviluppo delle reti FWA è più un’operazione di costruzione di nuovi impianti oppure di condivisione delle infrastrutture esistenti?

Lo sviluppo della nostra rete FWA si basa su un giusto mix tra infrastrutture esistenti e di nuova costruzione, andando ovviamente a privilegiare gli impianti già in essere delle varie Tower Company, con il duplice obiettivo di ridurre i tempi di roll-out e, soprattutto, di evitare inutili e costose duplicazioni infrastrutturali. Esistono tuttavia alcuni casi – rappresentati da piccoli comuni o borghi che si trovano in territori orograficamente molto complicati – dove non sono presenti infrastrutture idonee ad ospitare i nostri apparati FWA e garantire la necessaria copertura radio. In quei casi, provvediamo in prima persona a costruire un impianto ex-novo (raw land o roof top) di proprietà.

In ottica 5G gli attuali impianti avranno problemi per rispettare i limiti elettromagnetici? Pensate anche voi che le soglie dovrebbero essere corrette al rialzo, come negli altri paesi UE?

Occorre premettere che il rispetto degli attuali limiti elettromagnetici non rappresenta una criticità per l’FWA che, utilizzando antenne direttive e con alto guadagno, prevede potenze di trasmissione molto più basse rispetto a quelle dei servizi mobili. Riteniamo indispensabile che l’Italia si allinei ai limiti previsti dagli standard europei per non rallentare o addirittura compromettere il roll-out della rete 5G nel nostro paese.

Come procede la partnership con Open Fiber? E la sperimentazione nelle aree bianche? A quale velocità andranno i clienti in FWA su fibra di Stato?

La sperimentazione è terminata già da tempo, ma stiamo continuando a dialogare con Open Fiber per portare la fibra ottica statale alle nostre torri. Avere un backhauling in fibra rappresenta un requisito imprescindibile per garantire fin da oggi la necessaria scalabilità della nostra rete e, in ottica prospettica, supportare la naturale evoluzione tecnologica della nostra infrastruttura FWA che raggiungerà ben presto velocità di connessione di almeno 200-300 Mbps.

Qual è la vostra posizione sulla rete unica? Giusto concederne a Telecom il 50%? Potreste entrare anche voi con una quota?

In Azienda preferiamo sempre analizzare in dettaglio costi e benefici di un’operazione prima di esprimere giudizi. Non abbiamo nessuna posizione preconcetta, ma partiamo dal principio che gli investimenti privati vadano sempre tutelati come giusto che sia in un’economia di mercato. In questa fase, preferiamo restare totalmente concentrati sul nostro piano di crescita organica, con il roll-out della nostra rete in quei comuni ancora non coperti da banda ultralarga.

Quali benefici e criticità emergerebbero con una rete unica nazionale?

Senza entrare in questioni che riguardano la sfera politico-finanziaria, da un punto di vista strettamente di mercato, riteniamo da sempre che la creazione di partnership fra le Telco sia indispensabile per mettere a fattor comune le infrastrutture di rete di tutti gli operatori TLC che operano sul territorio, col duplice obiettivo di accelerare la digitalizzazione e, non meno importante, evitare inutili e costose duplicazioni infrastrutturali, specialmente se mediante l’utilizzo di fondi pubblici. È del tutto evidente che non possiamo più permetterci ulteriori ritardi, quindi dobbiamo sfruttare la sinergia tra diverse soluzioni architetturali, valorizzando la presenza capillare di tanti operatori, anche locali, nelle aree interne del Paese. Solo in tal modo si riuscirà a dotare l’intero Paese, in tempi rapidi, delle autostrade digitali necessarie a connettere tutti i cittadini.

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