Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio | Web Agency Brescia
9988
post-template-default,single,single-post,postid-9988,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio


Per comprendere a pieno questa recensione, è necessario partire dallo scorso anno, dal test fatto con il primo modello di Mini Drone DJI: Recensione DJI Mavic Mini: il drone più pericoloso e quello che comprerei. Ad un anno di distanza il produttore asiatico ha portato sul mercato una nuova versione di questo quadricottero di successo, andando a migliorare alcuni aspetti senza però cambiare il concept alla base del prodotto.

DJI Mini 2 perde il nome Mavic ma guadagna l’OcuSync 2, protocollo di trasmissione nettamente migliore rispetto al Wi-Fi e aggiunge il 4K a 30fps. Basteranno questi elementi a rendere questo prodotto davvero migliore del precedente?

COSA CAMBIA RISPETTO A MAVIC MINI?


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Ad un primo impatto e soprattutto guardandolo sul sito DJI, le differenze tra i due prodotti sono praticamente minime. Di fatto si tratta esattamente dello stesso Drone a livello estetico, dimensionale e di peso. DJI aveva fatto un lavoro eccezionale lo scorso anno e dunque riuscire a migliorare ancora la qualità costruttiva, le plastiche e l’assemblaggio rimanendo sotto i 250 grammi è un compito evidentemente troppo difficile considerando anche il costo abbordabile di questo gadget tecnologico.

Se però andiamo a guardare i dettagli, ecco che vediamo come DJI abbia comunque cercato di migliorare ogni aspetto “accessorio”. Prima di tutto cambia il packaging e adesso abbiamo un sistema di protezione del gimbal più robusto, in plastica più spessa e che si aggancia meglio. Viene inserita una sorta di “cintura” che tiene chiuso il drone e blocca le eliche per il trasporto e, nel modello Combo, abbiamo una sacca per il trasporto davvero ben fatta con tutti gli accessori, drone compreso, che possono essere alloggiati senza problemi e con ancora spazio per smartphone, powerbank o altro.

E finalmente diamo il banvenuto alla porta Type-C sul drone e telecomando che permette anche la ricarica da Powerbank sia per il sistema di batterie del pacchetto combo, sia per il la batteria inserita direttamente dentro al drone.

Nota: la versione combo ha come confezione proprio la sacca che fa da “scatola” del prodotto stesso che è già inserito all’interno della sua custodia.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

I cavi che vanno alle eliche sono isolati meglio con una copertura che sembra più spessa e robusta e, ovviamente, il Gimbal adesso monta una fotocamera in grado di arrivare al 4K a 30fps contro il 2.7K dello scorso anno (sensore 1/2,3” CMOS, da 12MP).

Un altro cambiamento importante riguarda tutto quello che regola il volo. DJI ha infatti cambiato i 4 monotirini utilizzando i nuovi brushless che permettono di avere una maggiore velocità di rotazione (e di conseguenza più rumore) e un conseguente guadagno di rapidità in volo. All’atto pratico in modalità Sport si superano i 16m/s in volo orizzontale e i 5m/s in volo verticale.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Nota: come vedete dalla foto, il connettore type-c e la MicroSD sono completamente esposte ed esterne e non vengono coperte in alcun modo. Una soluzione che personalmente non apprezzo anche se la memoria non può scappare.

Questo permette al Mini 2 di volare più distante e più in alto rispetto al modello dello scorso anno, nonostante la batteria sia leggermente meno capiente (2250mAh vs 2400mAh). I nuovi motori, essendo più potenti, permettono al drone di volare con vento più forte e fino a 25 nodi (che comunque sconsigliamo).

Infine cambia il protocollo di trasmissione e arriva, a grande richiesta, OcuSync 2.0.

Curiosità: DJI ha eliminato i Paraeliche che erano presenti lo scorso anno sul Mavic Mini e che avevamo detto dare grossi problemi in volo. Probabilmente se ne sono accorti e le hanno tolte.

DISTANZA MASSIMA E AUTONOMIA IN VOLO


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Grazie all’OcuSync 2.0, Mini 2 è un drone che, per quanto riguarda le potenzialità in volo, non ha nulla a che fare con il precedente modello e supera anche l’Air 2 avvicinandosi ai modelli Pro che costano circa il triplo.

A conti fatti e con test reali, il vantaggio che si ha rispetto al modello dello scorso anno è di oltre 3 volte per la distanza massima che si riesce a raggiungere. Ho superato i 3.6KM dal punto di partenza con ancora 3 tacche su 5 di segnale e con il 55% di batteria rimanente (motivo per il quale non mi sono spinto oltre). In altezza inoltre si ha un raddoppio del potenziale con un tetto massimo, reale, fissato a 500 metri.

Valori incredibili se consideriamo la dimensione e il peso di questo Mini 2 e dati che non hanno eguali nel panorama Droni sotto i 250 grammi e che dimostrano quanto il Know How di DJI sia inarrivabile in questo momento storico.

Nota: ovviamente questi dati vanno presi come un test estremo. Non è legale volare cosi lontano e cosi in alto e non è permesso in alcun modo, anche se il drone pesa 249 grammi. Il “problema” è che sebbene la regolamentazione sia chiara, “sbloccare” i limiti di distanza è banale: basta muovere un cursore nelle impostazioni dell’applicazione ufficiale.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Per quanto riguarda l’autonomia, il discorso è leggermente complesso. Se utilizzare il drone in modalità Cinema, ovvero nella condizione migliore per registrare e dove i motori non solo sollecitati al massimo e ogni movimento è fluido, lento e non brusco, riuscirete a stare in aria per circa 25 minuti. Potrete arrivare a 28 ignorando i vari alert e non facendo caso al bip continuo che vi avverte di atterrate.

In modalità Sport invece, portando al massimo la velocità dei motori, difficilmente arriverete oltre ai 20 minuti prima di essere costretti ad atterrare. Nel test di massima distanza ho percorso un totale di 7.5 KM tra andata e ritorno con circa il 15% di batteria ancora residua. Margini necessari e da tenere sempre in sonciderazione per due motivi: il primo perchè non potete sapere il vento che troverete al rientro; il secondo perchè il drone comunque ad un certo punto farà di tutto per atterrare e, se come me siete sul mare, penserà che l’acqua sia un solido su cui appoggiarsi.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

La cosa molto positiva, sopratutto se comprate il pacchetto Combo, è che le batterie si ricaricano anche con Powerbank all’interno dell’alloggiamento proprietario. In pratica potete volare per circa 4 voli completi in quanto la ricarica di una singola batteria impiega circa 1 ora, ovvero il tempo con in cui ne scaricherete altre 2.

TELECOMANDO: GROSSO MA MIGLIORE


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

L’OcuSync 2 non porta solo vantaggi ma anche un importante contro: la dimensione del telecomando. Rispetto al precedente modello, abbiamo un raddoppio delle dimensioni, un dettagli che rende il trasposto del drone meno comodo e che mi porta a consigliarvi sempre di più il pacchetto Combo da 599€.

Un telecomando che comunque ha molti aspetti positivi. In mano è più comodo e stabile. I controlli si gestiscono meglio con le dita che raggiungono perfettamente la posizione delle varie leve (userete 3 controlli in volo considerando anche l’angolazione della gimbal) e i tasti fisici permettono in un attimo di passare da foto a video, scattare o registrare o ancora riposizionare il gimbal in perfetto asse orizzinalte.

Molto bene l’alloggiamento per gli smartphone. Non solo il sistema è molto grande e permette di arrivare ad oltre 7 pollici, ma è estremamente robusto e molto solito. Inoltre il cavetto per la connessione con lo smartphone è alloggiato all’interno del telecomando e rende impossibile sia la perdita dello stesso, sia la disconnessione durante il volo.

Benissimo l’autonomia: con una ricarica del telecomando consumerete circa 5/6 batterie del drone.

ANCORA NESSUN SENSORE


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Non tutto è oro quello che luccica. Se infatti fino ad ora ho parlato bene del prodotto, ci sono comunque alcuni limiti che DJI non ha voluto superare per differenziare la propria gamma.

Mini 2 non ha infatti alcun sensore, esattamente come il modello precedente. Questo rende il Drone adatto solo a persona in grado di controllarlo perfettamente perchè non c’è alcun modo per impedire che questo si schianti contro un muro, albero, cavo, palo, scogliera o qualunque altro ostacolo che si troverà davanti o dietro.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

L’assenza di sensori, unita al processore meno potente rispetto ai modelli Pro, non permetto al DJI Mini 2 di avere il trakking degli oggetti e delle persone. In pratica non sarà possibile usare l’apprezzatissima funzionalità Follow Me che renderebbe questo prodotto l’oggetto dei desideri di chiunque, professionisti compresi.

QUALITA’ VIDEO E FOTO


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Ok, la spunta sul 4K a 30fps è stata messa sulla scheda tecnica ed effettivamente il drone registra a questa risoluzione. Il “problema” è che rispetto allo scorso anno il miglioramento qualitativo secondo me è molto limitato. Con questo non voglio dire assolutamente che i video siano di scarsa qualità, tutt’altro, non esiste nulla di paragonabile in commercio considerando peso, dimensioni e prezzo.

Mi sarei aspettato qualcosa in più soprattutto nelle classiche condizioni “difficili” che con un drone si affrontano quotidianamente. Se infatti di giorno, in pieno sole ed illuminazione, andando nella direzione opposta al sole stesso, i video saranno fantastici, nel momento in cui state volando contro sole o lateralmente ad esso e magari avete un promontorio davanti o ancora degli ementi in ombra o ancora un angolazione particolare, i difetti emergono.

Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Come vedete dagli screen del video sopra, non essendoci HDR la montagna è totalmente scura e la gestione delle alte luce deficitaria. Idem nel passaggio vicino alla torre dove il sole e il riflesso ha reso “rosea” la scena fino a che il Gimbal non ha cambiato angolazione.

Se a questo aggiungiamo che il sensore essendo piccolo con poca luce mostra grossi difetti, ecco che il miglioramento qualitativo diventa limitato.

Aggiungo inoltre che se per quanto riguarda i video comunque la qualità è alta in generale, sulle foto si arriva giusto alla sufficienza di giorno, nulla più, Fortinatamente il supporto DNG permette di lavorare in post produzione e migliorare, anche di molto, il risultato degli scatti.

Nota: comoda l’opzione che permette lo scatto simultanea in DNG(RAW)+JPG.

APPLICAZIONE OK MA POCHE OPZIONI


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

DJI Fly è l’applicazione necessaria a gestire il drone. Un programma ben fatto che permette di aggiornare il drone, gli accessori e le batterie (si anche le batterie hanno un firmware) e imparare anche a volare. Come per lo scorso modello, ad eccezione del selettore Cine, Sport e Normale sul telecomando (comodissimo), non ci sono opzioni di volo avanzate, mancano controlli per il follow me (non supportato a livello hardware dal processore), non è possibile gestire molte delle impostazioni presenti su Mavic di fascia più alta e chiaramente mancano diverse modalità di volo panoramico e non solo.

Bene in generale, ottima interfaccia, facile da usare ma un pelo limitata.

REGOLE e CONCLUSIONI


Recensione DJI Mini 2: un pericoloso oggetto del desiderio

Unendo quanto scritto alla recensione video, spero di essere riuscito a togliere qualunque dubbio a chi fosse intenzionato ad acquistare il prodotto. Vi consiglio anche di vedere la recensione del modello dello scorso anno e a valutarne comunque l’acquisto.

Il Mini 2 infatti è più caro di 100€ nel pacchetto combo, unica soluzione che vi consigliamo vista la dimensione del telecomando e la distanza che può percorrere il Drone e il necessario supporto di altre batterie per godersi realmente il prodotto. Sebbene i miglioramenti siano abbastanza evidenti, con meno di 300€ si acquista il modello 2019 che, pur avendo 1KM di portata massima e 250 metri in altezza, supera comunque abbondantemente i limiti di legge e il 1080p a 60fps è comuqnue supportato e il compromesso migliore.

Considerando che sono entrambi prodotti che andrebbero usati a vista e nei limiti di 150m e 70m in altezza, non è sbagliato valutare ancora il modello Mavic Mini, soprattutto con offerte particolari.

DJI Mini 2 rimane un oggetto del desiderio, il miglior drone sotto i 250 grammi che potreste comprare il il gadget tecnologico più fico dell’anno. Il limite sta nell’utilizzatore e nel rispetto delle norme, regole e avvertimenti che l’applicazione da.

Nota: Mini 2 non necessita di patentino ma solo di registrazione sul sito d-flight e assicurazione.

Nota: consigliamo di fare la DJI care almeno per il primo anno vista assenza sensori e facilità di schianto.

VIDEO

No Comments

Post A Comment