Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen | Web Agency Brescia
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Recensione Marvel’s Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Recensione Marvel’s Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen


La next gen di Sony si apre con due importanti titoli a cui spetta il compito di rappresentare il cuore dell’offerta di PlayStation 5, almeno al day one. Il primo è il remake di Demon’s Souls, una delle poche esclusive next gen presenti sul mercato, mentre il secondo è Spider-Man: Miles Morales. In questo caso ci troviamo davanti ad una produzione che non viene proposta in esclusiva su PS5 – visto che è disponibile anche su PS4 -, ma non per questo è meno ambiziosa e meno indicata a valutare le capacità della nuova console di casa Sony.

Come già detto anche in sede di recensione, per sfruttare al meglio le potenzialità della next gen occorrerà attendere i primi giochi concepiti e realizzati attorno alle nuove specifiche chiave, come la presenza di un SSD e delle nuove architetture di CPU e GPU (e no, Demon’s Souls non può essere un vero esponente di questo nuovo filone, vista la sua natura di remake e l’incredibile fedeltà all’opera originale, ma ci torneremo nei prossimi giorni), altrimenti si resta inevitabilmente legati ai concetti già espressi dall’attuale (anzi, ormai scorsa) generazione.

Nonostante ciò, Insomniac Games sta lavorando da moltissimo tempo sull’hardware di PlayStation 5 (praticamente al pari di uno studio first party già da prima che venisse acquisita), al punto che tutte le prime demo incentrate sulle prestazioni del nuovo SSD erano proprio basate su una versione modificata di Marvel’s Spider-Man, il titolo del 2018 uscito su PlayStation 4.

Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Questo background rende particolarmente interessante la versione next gen di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, in quanto è lecito attendersi che – al netto delle questioni legate alla struttura – il titolo riesca a rappresentare un buon punto di partenza per valutare tutte le caratteristiche chiave di PlayStation 5.

La versione di cui vi parliamo è la Ultimate Edition, proposta al prezzo di 80,99 euro contro i 60,99 dell’edizione standard. Il motivo di questa scelta è presto detto: l’edizione più costosa include anche la versione remastered di Marvel’s Spider-Man, grazie alla quale il titolo del 2018 si porta in pari con il nuovo capitolo, almeno sotto il profilo tecnico.

Questa è l’edizione senza dubbio consigliata per chi si affaccia al mondo PlayStation 5 non provenendo da PS4 o non avendo giocato al titolo originale, in quanto l’offerta contenutistica del pacchetto è particolarmente ghiotta (sono inclusi anche i DLC originali): andiamo a scoprirla nel dettaglio.

LAVVENTURA DI MILES MORALES


Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Partiamo dando uno sguardo al pezzo forte, la nuova avventura che vede come protagonista Miles Morales nel ruolo di secondo Spider-Man. Ci troviamo a circa un anno di distanza dagli eventi raccontati nel titolo originale, dove ci era già stato introdotto il personaggio di Miles Morales in alcune sezioni dedicate proprio alla sua storia personale. A 12 mesi di distanza, Miles si è trasferito nel quartiere di Harlem e ha cominciato ad affiancare Peter Parker nel suo compito di protettore mascherato di New York, dando il via alla sua personalissima doppia identità nota solo all’amico fidato Ganke Lee, vera e propria spalla del giovane arrampicamuri.

L’inesperienza di Miles ci permette di vivere la storia da un punto diverso rispetto a quanto raccontato nel titolo del 2018: in quell’occasione vestivamo i panni di un Parker ormai ben calato nel ruolo di Spider-Man e consapevole dei propri poteri e responsabilità. Miles, invece, ha appena cominciato a muovere i primi passi in questo mondo e guarda a Peter come ad un mentore da seguire e imitare, forse anche fin troppo alla lettera, almeno nelle fasi iniziali.

La trama della nuova avventura, infatti, verte attorno alla momentanea assenza da New York di Parker, il quale – partito per qualche giorno al di fuori degli Stati Uniti – affida la protezione della città alle tele del suo allievo: questa è l’occasione giusta per Miles per toccare con mano cosa significhi essere l’unico Spider-Man di New York e per fare un passo in avanti verso la maturazione, sia come ragazzo che come eroe.

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Il duo di Spider-Man è infatti ben noto tra le strade della Grande Mela, tuttavia il giovane Spider-Man (così viene definito dai passanti e dagli abitanti dei quartieri) non si è ancora guadagnato la fiducia della collettività, dati i suoi modi insicuri e tendenti a causare sin troppi danni collaterali, proprio a causa della sua inesperienza.

Ed è proprio questo modo di fare molto impulsivo che ci porta a scoprire – quasi per caso – il primo elemento distintivo tra i due Spider-Man: i poteri bioelettrici di Miles. Questi si manifestano, per la prima volta nelle fasi iniziali di gioco, non appena il ragazzo sarà chiamato a tenere testa ad un Rhino scatenato (liberatosi a causa di un errore di Miles), capace persino di mettere temporaneamente fuori gioco Parker.

Le forti emozioni risvegliano un nuovo potere in Miles, il Potere Venom, e successivamente sarà possibile accedere anche all’abilità di camuffamento (in grado di renderlo invisibile). Queste sono le due caratteristiche principali che distinguono Miles da Peter e che rendono il gameplay e l’approccio al combattimento molto diverso tra i due Spider-Man. Il Potere Venom (nonostante il nome, non ha alcun legame con l’omonimo simbionte) consente di rilasciare la bioelettricità accumulata da Miles e di incanalarla in diverse mosse. Si parte con un semplice pugno – in grado di stordire anche i nemici più coriacei -, per poi passare a scatti fulminei, attacchi ad area e molto altro ancora.

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Le abilità di combattimento di Miles miglioreranno con l’aumentare dei livelli e con l’utilizzo dei punti all’interno del classico albero delle skill, ma sarà possibile impararne alcune anche attraverso delle missioni secondarie disseminate per tutta New York (si tratta di vere e proprie sessioni di allenamento che Parker ha lasciato a disposizione di Morales). Il sistema di progressione è quindi molto simile a quello dell’originale e troviamo anche la possibilità di personalizzare le tute (c’è un vastissimo assortimento di costumi da sbloccare) e di potenziare tutti i gadget a disposizione (tra cui mine elettrificate, sfere gravitazionali che attirano i nemici, ologrammi da combattimento e molto altro ancora).

L’invisibilità, invece, può essere utilizzata sia in fase di infiltrazione che di combattimento. La sua durata è molto limitata, quindi è importante pianificare con precisione quando è meglio attivarla, al fine di effettuare attacchi furtivi per garantire l’eliminazione di qualche nemico particolarmente fastidioso o per evitare la sorveglianza in aree molto affollate. Il camuffamento è efficace anche mentre si è impegnati in un combattimento: ciò disorienterà i nostri avversari e li renderà nuovamente suscettibili agli attacchi furtivi, anche se già ingaggiati.

Nel complesso, le nuove meccaniche si amalgamano molto bene con il battle system esistente e donano maggiore spettacolarità e frenesia anche agli scontri delle missioni secondarie, tendenzialmente poco interessanti se non fosse proprio per il fatto che risulta davvero divertente combattere nei panni di Miles. Il grado di difficoltà delle missioni non è mai punitivo e lascia molto spazio alla possibilità di interpretare le battaglie nel modo che più ci aggrada. Approccio stealth o diretto, utilizzo di gadget o corpo a corpo, Potere Venom o meno: è possibile mischiare a piacimento tutti questi elementi per personalizzare la propria esperienza di gioco.

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Per quanto riguarda la trama, invece, questa ruota completamente attorno alla vita privata di Miles, il quale si ritrova coinvolto in un vortice di eventi che riguardano i suoi parenti e amici più vicini, il tutto avvolto dagli oscuri segreti legati alla società energetica Roxxon e con una New York pre-natalizia a fare da sfondo. L’ambientazione dona un nuovo volto alla città, che ora è quasi completamente coperta di neve e tutti gli elementi riflettono un clima festoso che le dona più personalità rispetto alla New York del titolo originale.

Il cambio di protagonista ci permette anche di apprezzare anche qualche altra modifica agli elementi cardine del gioco: sparisce l’informatrice Watanabe e arriva un’app per smartphone – creata da Ganke – che permette a Miles di ricevere segnalazioni per i crimini commessi in tempo reale (è da qui che è possibile attivare le missioni secondarie), mentre ci penseranno i vari podcast – tra cui quello underground di Danikast – a tenerci informati su tutto ciò che accade a New York.

Le vicende di Miles non ci terranno impegnati a lungo – poco più di 10 ore per la sola campagna principale, in grado di regalarci qualche interessante colpo di scena -, tuttavia New York pullula di attività secondarie che ci offriranno la possibilità di prolungare la nostra presenza. Purtroppo non tutte sono ispirate (specialmente quelle slegate alle side quest di alcuni personaggi secondari) ed è abbastanza chiaro che – una volta testati i pattern base di ogni missione – si tratti di un riempitivo su cui non sono state investite molte energie.

COMPARTO TECNICO: UN ASSAGGIO DI NEXT GEN


Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Marvel’s Spider-Man: Miles Morales offre un comparto tecnico notevolmente aggiornato rispetto al titolo del 2018. Insomniac ha scelto di offrire due diverse impostazioni grafiche – che è possibile alternare in qualsiasi momento – che permettono di godere di un’esperienza a 60 fps solidissimi e risoluzione 4K dinamica, o a 30 fps con 4K nativo e supporto alla tecnologia ray tracing per la gestione dell’illuminazione e dei riflessi.

Quest’ultima versione è quella che ci offre il più corposo assaggio di next gen, in quanto la presenza di enormi superfici vetrate, di pozzanghere liquide e ghiacciate e delle luci tipiche della Grande Mela ci permette di apprezzare il lavoro fatto da Insomniac per introdurre il ray tracing nella sua produzione. Molti di questi effetti tendono a perdersi nella frenesia dei combattimenti e degli spostamenti, ma fortunatamente c’è un metodo molto efficace per poter provare con mano la bontà del lavoro svolto sotto il profilo tecnico: la modalità foto.

Gli strumenti a disposizione dell’utente sono tantissimi e vanno da una vasta gamma di filtri alla possibilità di agire su ogni parametro dell’inquadratura e persino di poter riposizionare la luce (modificandone anche il colore) in qualsiasi punto, al fine di ottenere lo scatto perfetto. Tutto ciò permette anche di apprezzare la notevole qualità delle texture dei personaggi principali e persino dei passanti, che sono in grado di riprodurre con estrema fedeltà e realismo il materiale di cui sono composte, o ancora di congelare nel tempo le spettacolari animazioni per realizzare scatti memorabili.

In modalità foto, infatti, possiamo zoomare su ogni dettaglio delle varie tute di Miles per apprezzarne le trame intricate, distinguere con precisone gli elementi in tessuto da quelli gommati, apprezzare le proprietà riflettenti del materiale lucido utilizzato per gli occhi. Lo stesso livello di dettaglio è presente anche sui modelli umani, quindi quelli più difficili da realizzare e da rendere: anche in questo caso è proprio la modalità foto a darci la possibilità di apprezzare l’elevatissima quantità di dettagli della pelle e dei capelli.

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La potenza di PlayStation 5 ha permesso ad Insomniac di rendere molto più viva e credibile la città, aumentando notevolmente la densità di abitanti e il numero di veicoli in movimento per le strade. Questi sono ora mostrati anche a grande distanza, altro elemento che contribuisce a mantenere credibile ogni singola scena senza rompere l’illusione, grazie alla totale assenza di pop-in. La maggior ricchezza di elementi non si nota solo nelle strade, ma anche in tutti gli ambienti interni, che ora includono molti più oggetti non statici: durante i combattimenti vi capiterà frequentemente di distruggere interi uffici o laboratori e la quantità di elementi con cui è possibile interagire è davvero sorprendente.

L’aspetto più interessante del comparto tecnico risiede nei pochissimi compromessi a cui è dovuta scendere Insomniac per offrire un’esperienza ancorata ai 60 fps. Tutti i discorsi fatti sino ad ora, infatti, si applicando ad entrambe le modalità, ad eccezione di quelli relativi al ray tracing. Questa è infatti l’unica vera rinuncia da fare per poter giocare al massimo della fluidità, mentre non ci sono evidenti differenze per quanto riguarda la qualità delle texture, dei modelli poligonali, della geometria degli ambienti e della densità di elementi a schermo. Anche il passaggio al 4K dinamico non compromette minimamente l’esperienza visiva complessiva: il consiglio è quindi quello di provare entrambe le modalità (potete cambiarle in qualsiasi momento) per testare con mano gli effetti del ray tracing e, dopo aver constatato l’effettiva parità tra le due versioni, giocare usando quella a 60 fps.

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Giocare utilizzando un paio di cuffie vi permetterà di accedere alle funzionalità audio 3D di PlayStation 5 e il titolo è in grado di valorizzarle al meglio, grazie anche al contesto urbano in cui siamo costantemente immersi. In particolar modo è possibile notare la precisione con la quale vengono posizionati i suoni provenienti dai veicoli e le voci dei passanti; dondolando da un palazzo all’altro sarà possibile apprezzare l’effetto doppler man mano che ci avviciniamo e superiamo la sorgente sonora, garantendo quindi il massimo dell’immersività. Ciò vale anche negli scontri con gruppi di avversari: non è mai stato così facile utilizzare il suono per capire da dove arriverà il prossimo attacco non visualizzato a schermo.

Notevole anche l’apporto dato dalla capacità di Insomniac di sfruttare appieno la presenza del SSD di PlayStation 5: in appena 7-8 secondi è possibile passare dalla dashboard della console all’azione di gioco (in circa 4 secondi si arriva al menù principale, il restante tempo è necessario al caricamento del livello), mentre gli spostamenti rapidi avvengono in meno di 2 secondi, permettendovi quindi di spostarvi in maniera praticamente istantanea da una zona all’altra della città.

Se però preferite viaggiare saltando da un palazzo all’altro, le performance del nuovo SSD vengono comunque in aiuto, in quanto assicurano il caricamento istantaneo di tutti gli asset e garantiscono un’esperienza open world senza soluzione di continuità, permettendovi di attraversare New York alla massima velocità senza mai assistere ad una texture fuori posto o al modello di un palazzo caricato in ritardo.

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Marvel’s Spider-Man: Miles Morales sfrutta anche le caratteristiche del DualSense, nonostante lo faccia in una maniera molto più soft di quanto proposto da Astro’s Playroom. Ovviamente quella è una demo tecnica che ha lo scopo di esaltare le potenzialità del pad, mentre qui ci troviamo in un contesto molto più realistico, dove è possibile apprezzare in che modo tali funzioni possono essere implementate in un gioco vero.

La vibrazione aptica rappresenta un netto passo in avanti rispetto a tutte le forme di feedback offerte dalle generazioni passate, in quanto consente di distinguere con estrema precisione tutti i segnali che il gioco vuole trasmettere alle nostre mani, dall’intensità dei colpi alla sensazione dei materiali di cui sono composte le varie superfici: tutto viene restituito in maniera dettagliata e curata anche grazie alla vibrazione aptica.

I dorsali con resistenza variabile, invece, vengono sfruttati in maniera un po’ più marginale, ma restano comunque presenti e centrali nell’esperienza complessiva, in quanto il loro compito è quello di simulare il gadget utilizzato da Morales e da Parker per sparare le ragnatele. Sentiremo quindi la corsa diventare più resistente nella sua parte finale, proprio come se stessimo attivando un meccanismo reale.

QUALCHE INFORMAZIONE SULLA REMASTER


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Come anticipato in apertura, l’edizione Ultimate Edition permette di accedere anche alla versione rimasterizzata del titolo del 2018, che viene proposta accompagnata da tutti i DLC usciti sino ad ora, quindi nella sua forma più completa.

Il lavoro svolto da Insomniac è di carattere esclusivamente tecnico, in quanto l’offerta di contenuti e la trama restano invariate rispetto alla versione che abbiamo già recensito al suo tempo (al netto del nuovo volto di Peter Parker), quindi nulla è cambiato per chi ha già spolpato il gioco su PlayStation 4 e PS4 Pro, mentre coloro che non lo hanno mai provato ora possono farlo sfruttando tutte le principali caratteristiche di PlayStation 5.

Tendenzialmente Insomniac ha portato tutti i miglioramenti introdotti su Miles Morales anche nella prima avventura, tuttavia non lo ha fatto ricostruendo il gioco da zero, bensì li ha adattati alla struttura già esistente. Ciò significa che il salto tecnico è comunque marcato, ma il livello raggiunto non è esattamente paragonabile a quello ottenuto dal nuovo titolo, che risulta più moderno e sgargiante già dal primo colpo d’occhio.

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Probabilmente pesa anche la scelta stilistica dell’aver mantenuto quasi inalterata la palette cromatica della versione rimasterizzata, così come l’assenza di veri e propri elementi ricorrenti in grado di valorizzare maggiormente le nuove tecniche di illuminazione utilizzate: sotto questo aspetto, ad esempio, Miles Morales sembra essere stato cucito esattamente attorno alle caratteristiche di PlayStation 5 da esaltare (come ad esempio gli effetti di luce legati ai poteri Venom, l’ambientazione invernale e tutti gli altri elementi citati poco sopra).

Anche in questo caso troviamo la possibilità di scegliere tra due impostazioni grafiche (fedeltà e prestazioni) che permettono di godere di un’esperienza di gioco ancorata ai 60 fps granitici – finalmente – o una a 30 fps arricchita dal ray tracing. Qualunque sia la scelta che farete, questo è sicuramente il modo migliore per poter recuperare Marvel’s Spider-Man: New York è più viva che mai, le nuove texture in alta definizione donano molti più dettagli ad ogni singolo elemento.

Insomma, vale proprio la pena aggiungere i 20 euro di differenza richiesti per completare l’esperienza di gioco con anche il primo capitolo. Segnaliamo, per completezza, di non essere riusciti ad importare i salvataggi della versione PS4, tuttavia pare che la funzione verrà abilitata con un prossimo aggiornamento.

CONCLUSIONI


Recensione Marvel's Spider-Man: Miles Morales e Remaster: assaggio di next gen

Marvel’s Spider-Man: Miles Morales è sicuramente uno dei banchi di prova più significativi per poter testare da subito le potenzialità di PlayStation 5 e svolge il suo lavoro in maniera più efficace di quanto ci si poteva aspettare da una produzione cross-gen. Resta comunque il rimpianto di non avere tra le mani un vero e proprio titolo next gen; chissà cosa avrebbe potuto offrirci di più Insomniac se non fosse stata legata a PS4.

Al netto di ciò, l’avventura di Miles Morales risulta comunque una gradita aggiunta che espande e completa l’opera originaria, ponendo le basi per un futuro in cui il giovane arrampicamuri sarà in grado di reggere da solo il peso di un titolo interamente dedicato a lui. La campagna principale si porta a termine in poco più di 10 ore, questo però ignorando le tante attività secondarie che ci permettono di prolungare la nostra permanenza a New York. La rigiocabilità è incentivata dalla presenza di alcune abilità che è possibile sbloccare solo in modalità new game+, quindi l’offerta di contenuti proposta dalla versione base è certamente in linea con quella di altri prodotti analoghi, pensiamo ad esempio ad Uncharted: L’eredità Perduta.

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Nel complesso, quella di Miles è un’esperienza più bilanciata, spogliata di molti elementi riempitivi (come le missioni stealth di MJ) e resa più frenetica e coinvolgente, anche se non del tutto priva di sbavature. Ad esempio sarebbe stato bello avere maggiore varietà nelle missioni secondarie, che tendono ad essere un po’ troppo simili tra loro: passi il fatto che è sempre divertente giocarle per via del gameplay, ma sarebbe stato apprezzato maggior sforzo sotto questo punto di vista, specialmente considerando che l’avventura principale non eccelle in quanto a durata e che le missioni secondarie rappresentano un riempitivo importante in questa produzione.

Considerando l’Ultimate Edition, invece, il problema della longevità non si pone, a patto di non aver giocato il primo, e il pacchetto proposto è sicuramente molto più allettante e ricco. In questo caso è richiesto un prezzo in linea con quello delle altre produzioni (come Demon’s Souls), mentre l’edizione base viene proposta a quello che d’ora in avanti sarà il listino dedicato alle produzioni budget.

VOTO


8,4

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