Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020 | Web Agency Brescia
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Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020

Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020

Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020


Le fotocamere senza specchio – più semplicemente mirrorless – stanno diventando la prima scelta per tutti i fotografi amatoriali e semi professionali, e non solo per ragioni di ingombri. A fare di questo formato un vero e proprio standard de facto ci sono anche tutta una serie di benefit in ambito video, nonché i sostanziali miglioramenti apportati dei produttori a livello di autofocus, parco ottiche, autonomia e mirino elettronico. Non è un caso se l’affermazione di questo formato stia procedendo di pari passo con il declino delle reflex e delle videocamere consumer.

In questa piccola guida all’acquisto proveremo a fare il punto sui migliori modelli presenti sul mercato, con un occhio al prezzo e uno ai marchi più gettonati.

INDICE

FUJIFILM X-T200: LA MIGLIOR MIRRORLESS BEST BUY


Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020

Nella fascia sotto i 1000 euro, Fujifilm è senza dubbio uno dei marchi più attrezzati. Due modelli, in particolare, hanno attirato le nostre attenzioni, la X-T30 e la X-T200, con quest’ultima che si fa preferire per via dell’eccellente rapporto qualità-prezzo: con una spesa che oscilla fra i 650 e i 750 euro, infatti, ci si porta a casa una macchina compatta, bella da vedere e da toccare (ricorda le vecchie 35 mm) con un display touch-screen vary angle e tutta una serie di funzionalità foto-video di buon livello.

In generale la si potrebbe considerare una scelta ideale per chi cerca una fotocamera in grado di produrre foto e video migliori di quelle partorite da un qualsiasi cellulare (anche di buona qualità) ma anche per gli amanti del vlogging. Certo, il sensore Aps-C da 24.2 MP non fa miracoli ma quando abbinato a una buona ottica della Serie X (e ce ne sono parecchie nel catalogo) non delude.

Lato video c’è il supporto nativo ai 4K 30p con qualche limitazione: non si può girare per oltre 15 minuti e non c’è lo stabilizzatore sul corpo. Per smorzare le oscillazioni, ma solo a 1080p, c’è comunque una funzionalità digital gimbal basata su un giroscopio in camera e un algoritmo elettronico. Sempre lavorando in Full HD c’è anche il supporto HDR e la possibilità di realizzare clip a 120p.

Con circa 200 euro in più si passa alla X-T30, una fotocamera che sfrutta un sensore più evoluto (lo stesso X-Trans da 26,2 MP della X-T3) e che supporta il 4K anche nel più ampio formato DCI. La dotazione di ghiere e comandi fisici è migliore rispetto a quella della X-T200, eccezion fatta per il display, decisamente meno versatile a livello di orientabilità

NIKON Z50: LA MIGLIOR MIRRORLESS NIKON SUI 1000 EURO


Le migliori fotocamere mirrorless | Novembre 2020

La miglior budget-camera per gli estimatori del marchio Nikon è la Z50, una mirrorless DX – un formato assimilabile all’Aps-C – che sfrutta lo stesso attacco Z delle full frame Z6/Z7 per generare scatti fino a una risoluzione massima di 20.9 megapixel e video fino a 4K 30p.

Manca la stabilizzazione (ci saremmo sorpresi del contrario, vista la fascia di prezzo di questa macchina) ma c’è comunque uno stabilizzatore digitale che si può combinare con un sistema di riduzione delle vibrazioni (VR) sulle lenti. Non manca invece il sistema di rilevamento automatico dei volti e degli occhi, utilizzabile sia in modalità foto che video, a condizione di impostare l’area di messa a fuoco su automatica.

I pro di questa macchina risiedono nella sua compattezza e nella facilità d’uso, grazie anche un menu touch davvero facile permette anche a chi arriva da un telefonino. A livello di risultati incisività dei colori, autofocus e gestione del rumore sono gli aspetti più interessanti di questa macchina che – lo ricordiamo – se la vede con concorrenti di tutto rispetto come la Sony a6400 e la già citata FujiFilm X-T30.

Sotto questo profilo la Z50 paga un po’ dazio a livello di ottiche native (DX) ancora un po’ limitato (ma ci sono gli adattatori per integrare le lenti Nikkor ad attacco F) e un display dai movimenti un po’ limitati per via di un attacco che ne impedisce la fuoriuscita laterale.

[Per saperne di più leggi la nostra recensione completa]

FUJIFILM XT-4: LA MIGLIOR MIRRORLESS APS-C


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Il suo arrivo in primavera non è passato inosservato, soprattutto fra gli amanti del formato Aps-C. Di fatto, ad oggi, non ci sono molte fotocamere che a questo prezzo possono offrire un pacchetto così equilibrato fra funzionalità fotografiche e video.

La possibilità di sfornare un 4K a 60p a 10bit senza registratore esterno rappresenta il piatto forte di questa mirrorless ad attacco X che rispetto alla progenitrice vanta un sistema di stabilizzazione del sensore sui 5 assi. Questa prerogativa, unita alla stabilizzazione sulle ottiche, permette alla X-T4 di avere una compensazione fino a 6,5 stop, senza contare l’ulteriore smorzamento offerto dalle opzioni digitali. Rispetto alla XT-3 c’è anche un algoritmo più efficace sulla messa a fuoco sul viso e sull’occhio e una batteria che promette fino a 500 scatti con una singola ricarica,

Fra i difetti va segnalata l’assenza di un ingresso per l’inserimento delle cuffie (bisogna passare dall’ingresso USB Type-C con l’opportuno adattatore) e un prezzo che – per quanto non esagerato (circa 1800 euro con il kit 18-55) – è molto vicino a quello di una mirrorless.

Sarà forse per questo motivo che Fujifilm ha deciso di lanciare in queste ultime settimane la X-S10, una macchina che abbiamo definito una piccola X-T4. Di fatto, a un prezzo di circa 1000 euro solo corpo, Fuji mette sul piatto una compatta che ha la stessa anima della X-T4 – stesso sensore retroilluminato X-Trans CMOS 4 da 26,1 MP, stesso processore, stabilizzatore a 5 assi – ma in un corpo decisamente più compatto, con qualche ghiera in meno, una batteria meno performante funzionalità video leggermente ridimensionate.

SONY A7 III: LA MIRRORLESS FULL-RAME PI VERSATILE


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Il miglior compromesso per chi vuole una mirrorless full frame che sappia cavarsela bene sia sul fronte fotografico che su quello video è rappresentato da questa A7III, una macchina che fa della versatilità il suo punto di forza. Merito di un form factor tutto sommato compatto (650 grammi) che ha tutto quello che ci si aspetta da una macchina al passo coi tempi, compreso un doppio slot per sd, un joystick, ma soprattutto un sensore full frame da 24,2 megapixel stabilizzato sui 5 assi e supportato da un processore Bionz X.

Tradotto in soldoni ciò si traduce nella possibilità di scattare a 24.2 megapixel con una raffica fino a 10 fotogrammi al secondo (con tracking AF/AE) e sensibilità fino 25.600 ISO (espandibili a 204.800 per le foto) e ben 15 stop di gamma dinamica.Il sistema di messa a fuoco vanta gli stessi 693 punti AF a rilevamento di fase già visti sulla A9, capaci di coprire circa il 93% del fotogramma e di fornire una messa a fuoco rapida anche sui soggetti in veloce movimento. Sono poi presenti anche 425 punti a rilevamento di contrasto. Il formato RAW a 14-bit può essere gestito anche nelle modalità scatto silenzioso e continuo.

I punti deboli sono rappresentati dal display che può essere orientate lateralmente, il limite massimo dei 30 minuti nelle registrazioni in 4K e un’interfaccia ormai superata che utilizza il touch solo per il focus.

Per chi non volesse questi compromessi una soluzione ci sarebbe, ma costa praticamente il doppio. Stiamo parlando della Sony A7 SIII, un prodotto che a nostro modesto avviso è oggi la miglior macchina semiprofessionale per i videomaker che lavorano in 4K in tutte le condizioni di luce (anche al buio). La possibilità di estrarre un 4K 10 bit 422 interno (senza registratore esterno) la dice già lunga sulle potenzialità di questa macchina che annovera fra i suoi punti di forza il 120 fps a crop ridottissimo (10% con AF e audio funzionante), fino a 15 stop di range dinamico e un rolling shutter davvero limitato. A differenza della A7 III “standard” c’è poi un’interfaccia completamente ridisegnata, finalmente touch, con menu divisi per parte fotografica e parte video. Peccato per le traduzioni in italiano, a volte incomprensibili e troppo spesso abbreviate.

[Per saperne di più: leggi la nostra recensione completa]

PANASONIC LUMIX S5: LA MIRRORLESS PER I VIDEO SOTTO I 2000 EURO


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Con la serie S Panasonic ha voluto mostrare i muscoli al mercato, forse anche troppi a giudicare dalla stazza dei primi modelli come la S1, la S1R e la S1H, mirrorless dalle qualità indiscutibili ma con dimensioni forse un po’ esagerate per un’utenza che dalle mirrorless si aspetta (anche) una riduzione degli ingombri. Ecco perché l’arrivo della Lumix S5, una fotocamera che raccoglie il meglio dei primi modelli della serie (a cominciare dal sensore da 24.2 MP derivato dalla S1) ma in un formato decisamente più contenuto, appare una mossa azzeccatissima.

Panasonic la definisce una fotocamera ibrida, un modo sintetico per esprimere la sua volontà di accontentare sia i fotografi che i videomaker. L’impressione, però, è che siano soprattutto i secondi i veri destinatari dell’offerta. Sotto questo profilo, la possibilità di sfornare un 4K 60p 10-Bit 4:2:0 o 4K/30p 10-Bit 4:2:2 è il fiore all’occhiello di una dotazione che spicca anche per l’eccellente range dinamico: i 14 stop dichiarati dalla casa rappresentano in questo senso un ottimo biglietto da visita. In più c’è il supporto al V-log, una funzionalità che su macchine di questo tipo non è così scontata e che la stessa S1 – al debutto – offriva solo con un sovraprezzo di un centinaio di euro. Con un monitor esterno e aggiornamento software, inoltre, è possibile registrare in 5.9K RAW.

Lo stabilizzatore in body è in grado di garantire da un minimo di 5stop a un massimo di 6.5 stop a seconda delle lenti utilizzate, in particolare con le ottiche Dual I.S. Volendo si può forzare ancora la stabilizzazione utilizzando la macchina in modalità Boost I.S. and E-Stabilization, quest’ultima con un crop.

Il sistema di messa a fuoco non è forse ai livelli delle migliori concorrenti, soprattutto quando si tratta di lavorare in continuo e tenere il soggetto agganciato. E anche la raffica non è folgorante, stiamo parlando di 7fps con otturatore meccanico, ma in modalità 6K si può arrivare a scattare foto da 18 mp a 30fps fino a 15 minuti

CANON EOS R6: LA FULL FRAME PER I CANONISTI


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Nella lista delle migliori mirrorless non può mancare un prodotto Canon, un marchio che anche dalle nostre parti ha un grandissimo seguito. Bisogna dire che il rapporto di Canon con il mondo delle senza speccio non è stato facile, la società – sulle prime – ha un po’ snobbato questo mercato lasciando scappare un po’ la concorrenza, soprattutto sulla fascia alta di mercato.

Con l’uscita del sistema EOS R, però, la società giapponese ha fatto capire di aver cambiato strada, definitivamente. E se i primi modelli con questo sistema denotavano alcuni difetti di gioventù, l’ultima infornata di modelli – ci riferiamo alla EOS R5 e alla EOS R6 – hanno fugato i dubbi. Ancorché meno esuberante nelle prestazioni, è proprio la EOS R6 a rientrare nella nostra selezione per il suo rapporto costi benefici.

Questa full frame integra lo stesso sensore da 20 megapixel ripreso dalla reflex di punta della casa – la EOS 1D X Mark III – e un sistema autofocus che sfrutta l’ormai collaudata tecnologia Dual Pixel. A livello video va sottolineato l’ottimo lavoro sulla stabilizzazione (a 5 assi sul sensore) che ovviamente può combinarsi con le ottiche della serie IS e il supporto 4K fino a 60p con la possibilità di lavorare a 10 bit in 4.2.2 attraverso C-Log e HDR PQ. Attenzione però al crop a 60p: lavorando in Ultra HD è abbastanza ridotto (1.07), utilizzando lo stabilizzatore digitale arriva a 1.19 mentre con lo stabilizzatore digitale attivo si arriva a 1.52x.

Fra gli aspetti che sicuramente possono avere un peso per chi acquista una Canon c’è ovviamente l’aspetto delle ottiche. Sotto questo profilo, lo ricordiamo, la EOS R6, come tutta la gamma EOS R, lavorano al meglio con gli obiettivi nativi Serie RF. Ma attenzione, attraverso gli appositi adattatori si possono riutilizzare anche gli obiettivi EF EF-R del mondo reflex.

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