Honda Jazz Hybrid: solo ibrida, pratica e compatta | Recensione e Video | Web Agency Brescia
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Honda Jazz Hybrid: solo ibrida, pratica e compatta | Recensione e Video

Honda Jazz Hybrid: solo ibrida, pratica e compatta | Recensione e Video

Honda Jazz Hybrid: solo ibrida, pratica e compatta | Recensione e Video


La prova della Honda Jazz Hybrid: la piccola giapponese si è rinnovata, mantenendo versatilità e abitabilità che l’hanno sempre contraddistinta; è diventata però più tecnologica e solo ibrida, quindi ancora più efficiente. Pensata per la città, ma non solo, ci ha convinti: per il suo sistema ibrido, per lo spazio che sa offrire, il comfort e la praticità. Non ci convince invece fino in fondo il suo design, ma si fa perdonare per la tanta sicurezza che offre di serie. Anche la dotazione, in generale, è ricca ma il prezzo non è proprio basso.

La Jazz la conosciamo bene: è già arrivata alla quarta generazione ma questa volta, e questa è la vera novità, la più interessante, in Europa e anche in Italia è offerta solo in versione ibrida. L’estate scorsa Filippo ha potuto effettuare un breve test per le strade di Milano, noi volevamo però andare più a fondo, per conoscerne pregi e difetti.

Vi ricordate quando la Honda portò in Europa la piccola Logo? Poi abbiamo visto ben tre generazioni di Jazz. Con questa quarta versione la Casa giapponese resiste, fedele alla propria filosofia, e nella giungla di SUV e crossover propone ancora una monovolume. Anche la nuova Jazz, ora più che mai da ibrida, rimane un’auto pensata prima di tutto per la città.

DESIGN ALLA GIAPPONESE


Honda Jazz Hybrid: solo ibrida, pratica e compatta | Recensione e Video

Il suo look divide un po’: le mode non le interessano e si propone con un design semplice, essenziale, alla giapponese, con linee pulite.

Davanti spiccano i fari a LED, con abbaglianti e anabbaglianti uniti in un unico gruppo ottico. È curioso anche quel logo che finisce per fare da collegamento fra i vuoti e i pieni delle forme del cofano, che è piuttosto corto: quindi dentro ci sarà più spazio. Ora i montanti anteriori sono molto più sottili, quindi la visibilità dovrebbe essere migliorata. Pare proprio che la praticità abbia avuto la meglio sull’estetica.

La Jazz ha ancora dimensioni compatte, ideali per la città ma non solo: è lunga 4044 mm., larga 1694 mm., alta 1526, ma soprattutto con un passo di 2517 mm., che per la qualità della vita a bordo promette bene.

SPAZIOSA E VERSATILE


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Appena entrati si ha l’impressione di un abitacolo ben fatto e curato; è una giapponese e quindi è molto concreta: gli interni sono semplici ma si sono rivelati anche pratici. Sembrano anche ben assemblati e, guidandola poi, non ho notato particolari scricchiolii.

Il design della plancia è stato completamente rinnovato; c’è però tanta plastica rigida: materiali soft-touch solo per la plancia.

La maggior parte dei comandi sono digitali ma quelli per gestire il clima automatico sono ancora analogici, a portata di mano e pratici, con grandi rotelle e pulsanti.

L’ergonomia è buona. Unico difetto la leva del cambio, molto “old school”, lunga e ingombrante, che occupa troppo spazio: direi che potevano optare per una leva più piccola, un pomello o un’altra soluzione.

Nell’insieme il look è piuttosto moderno ma forse un po’ troppo minimale. Cerca di sfruttare bene lo spazio interno e ci riesce, l’abitabilità è uno dei suoi punti forti: ce n’è tanto sia davanti che dietro. Non è certo enorme ma può accogliere quattro adulti, anche alti più di 1 e 80, senza grandi problemi. Anche l’altezza non manca: lo spazio per la testa è sempre più che sufficiente.

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Di vani portaoggetti ce ne sono: compresi quelli davanti alle bocchette dell’aria (che potete usare per mantenere fresche lattine e bottigliette) e poi ci sono i due cassetti davanti al passeggero. Non ci sono però le luci di cortesia: una mancanza che non farà piacere al pubblico femminile.

Uno dei punti forti della Jazz è la versatilità: lo spazio interno viene sfruttato al meglio con i suoi “sedili magici”: quelli posteriori si regolano facilmente con un solo movimento, possono essere reclinati e abbassati completamente oppure possono essere sollevati in modo da sfruttare l’altezza totale di carico dell’auto. Si tratta della soluzione ideale per uno scatolone, una pianta un po’ ingombrante o altri oggetti alti, ed è molto utile anche lo spazio che si ottiene in senso trasversale, con un fondo praticamente piatto.

Rispetto alla versione precedente, la capienza del bagagliaio è un po’ diminuita: ora il pacco batterie si trova proprio sotto il piano di carico, comunque sono 304 litri, un valore nella media per un’auto di questo tipo. Con il sedile posteriore abbassato si arriva a 1205 ma il pianale non è perfettamente piatto e questo può creare qualche problema se dovete caricare oggetti lunghi. Comunque il pianale si sfrutta bene e c’è anche nascosta una piccola vasca dove poter sistemare qualche oggetto in più.

LA PROVA DELL’IBRIDA


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Quando vi metterete al volante potrete subito apprezzare quello che chiamano parabrezza panoramico e hanno ragione: i montanti anteriori molto sottili e i tergicristalli a scomparsa offrono un’ottima visibilità. Grazie anche alla seduta rialzata quando guidate avete tutto sotto controllo e in più si riducono gli angoli ciechi. E poi un parabrezza così consente di avere un abitacolo molto luminoso, e sembra quasi che si sia più spazio a bordo. Nelle manovre i sensori di parcheggio e l’ottima retrocamera sono di grande aiuto.

Su tutte le versioni sono di serie sedile lato guida regolabile in altezza e volante regolabile in altezza e profondità, così chiunque troverà la posizione di guida ideale. Dicono che i sedili sono anti-affaticamento: in effetti sembrano davvero ben fatti, e anche nel viaggio più lungo che ho fatto in autostrada si sono rivelati comodi. Pare abbiano usato imbottiture più importanti e più morbide, anche ovviamente per il divano posteriore, e si sente.

Anche l’insonorizzazione non è male: in modalità elettrica o ibrida, è molto silenziosa. Quando invece accelerate in maniera più decisa e chiedete la piena potenza al motore termico, il rumore diventa più invadente nell’abitacolo.

COME FUNZIONA L’IBRIDO HONDA


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Ma ora parliamo proprio di questa tecnologia ibrida, che Honda chiama e:HEV: ci sono due potenti motori elettrici compatti collegati ad un motore endotermico a benzina, un quattro cilindri 1.5 benzina da 97 CV, una batteria agli ioni di litio e una trasmissione ibrida a variazione continua di velocità a comando elettrico. Il compito degli ingegneri era quello di far sì che lavorassero insieme al meglio per garantire una risposta del powertrain diretta e una guida il più fluida possibile. Il propulsore ibrido della Jazz, che è a trazione anteriore, può contare su 109 cv di potenza e 253 Nm di coppia.

Il sistema ibrido, automaticamente, in base alle condizioni di guida e della strada, e ogni volta che lo ritiene necessario, sceglie tra una delle tre modalità di guida previste: completamente elettrica, ibrida e a benzina.

L’EV Drive viene attivata quando si accelera da fermo oppure ad andature a bassa velocità: in pratica da 0 a 40 all’ora si va quasi sempre in elettrico. Utilizza l’energia accumulata nella batteria agli ioni di litio per alimentare il motore elettrico. Se la carica della batteria si riduce, o la richiesta di energia aumenta, il sistema torna automaticamente alla modalità ibrida.

Sceglie proprio questa, l’Hybrid Drive, quando accelerate in maniera più decisa o se state guidando in salita. Questa modalità sfrutta contemporaneamente il motore endotermico e quelli elettrici. L’endotermico genera energia elettrica mediante il generatore, che a sua volta fornisce energia al motore elettrico che funge da propulsore. L’energia elettrica prodotta in eccesso va a ricaricare la batteria. Quest’ultima si autoricarica con il movimento del motore endotermico e l’energia recuperata durante la frenata rigenerativa.

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L’Engine Drive è quella destinata alla guida in modalità di crociera o oltre i 90 all’ora e alle velocità più elevate, come in autostrada, per esempio. Qui il motore quattro cilindri a benzina alimenta direttamente la nostra Jazz. Sulla plancia viene sempre indicato in quale modalità di guida state viaggiando.

In città, nel suo habitat naturale, il sistema ibrido va davvero bene. In modalità elettrica è ovviamente silenziosa e scattante e quando passa a quella ibrida lo fa con la massima fluidità e quasi non ci se ne accorge. Come aveva già notato Filippo nel suo breve test milanese, nel traffico urbano il livello della batteria è sempre tra circa il 25 e il 50%. I frequenti rallentamenti aiutano a ricaricarla molto, però per arrivare al 100% bisogna viaggiare a velocità più elevate in modalità Engine Drive. Se impostate il selettore del cambio in B, vi aiuterà a recuperare energia in frenata, aumenta il freno-motore e potete guidare quasi solo con l’acceleratore. Purtroppo se spingete con troppa decisione scatta l’effetto “scooterone”: il 4 cilindri a benzina sale molto di giri, come con altre auto con cambio CVT, ma la velocità non aumenta allo stesso modo.

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Lo sterzo è leggero, l’ideale nel traffico urbano. Comfort parlando, in città le sospensioni assorbono piuttosto bene le irregolarità delle nostre strade e anche con i cerchi in lega da 16” riesce a regalare una guida rilassante anche sulle strade extraurbane. La Jazz pesa in ordine di marcia circa 1300 kg. e si è dimostrata leggera da guidare, anche nelle strade più tortuose. Chiaramente se si spinge un po’ di più il rollio si fa sentire e lo sterzo ci costringe a correggere un po’: è morbida ma sincera nelle reazioni. Voto positivo anche per i freni, sempre pronti e ben modulabili. Quando serve, la piccola ibrida accelera da 0 a 100 all’ora in 9,4 secondi.

Honda dichiara un consumo combinato, calcolato nel ciclo WLTP, di 4,5 litri per 100 km. Ammetto che non diventerò mai un buon “hypermiler”, come i veri virtuosi della guida, quelli dell’arte di consumare poco, però nei giorni passati insieme alla Jazz ho comunque cercato di sfruttarne le doti: ho provato ad abituare il mio piede destro, di solito un po’ pesante, a una guida più rilassata ed efficiente, agendo più dolcemente sull’acceleratore, in modo che il 4 cilindri facesse squadra con i due motori elettrici. Il risultato? In città una media tra i 4,5 e i 5 litri per 100 Km. Nelle extraurbane si può fare ovviamente ancora meglio e in autostrada, a velocità da codice, si fanno circa i 15 al litro, per una media complessiva di circa 19 /20 km al litro. Ma si può fare anche di più.

SICUREZZA A 5 STELLE


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La nuova Jazz è molto sicura: ha appena ottenuto anche le 5 stelle nei nuovi e più severi test Euro NCAP. In effetti offre tanto, in termini di sicurezza attiva e passiva. Per esempio, è la prima del suo segmento in Europa ad avere di serie il nuovo airbag centrale anteriore integrato nel sedile del guidatore, che evita urti tra gli occupanti anteriori a seguito dei movimenti laterali causati dall’impatto. In tutto sono dieci gli airbag di serie, compresi i nuovi laterali intelligenti per i passeggeri posteriori.

Parlando di ADAS, su tutta la gamma è di serie il pacchetto che Honda chiama Sensing che comprende: il sistema di frenata a riduzione di impatto, l’avviso di abbandono della corsia, il riconoscimento della segnaletica stradale, il sistema di mantenimento della corsia, il limitatore intelligente di velocità, il cruise control adattativo con mantenimento della distanza a bassa velocità e la regolazione automatica dei fari abbaglianti.

Solo sulla più ricca versione Executive ci sono anche il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco e il segnalatore del traffico in avvicinamento. Alla base di questi sistemi per la guida autonoma di livello 2 c’è una nuova telecamera frontale grandangolare ad alta definizione, in grado di riconoscere i pericoli, anche al buio.

TECNOLOGICA MA SEMPLICE


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Un nuovo display centrale da 7″ per chi guida e il touchscreen da 9″ con Honda CONNECT sono di serie già nell’allestimento intermedio. Dall’aspetto minimal ma ricca di informazioni utili, comprese le indicazioni del navigatore, la strumentazione digitale da 7’’ ha il pregio di essere sempre ben leggibile, anche con una luce molto forte, però si consulta in modo poco intuitivo mediante i comandi al volante: prima si deve premere un pulsante e poi usare la rotella.

A proposito del volante multifunzione, non ci sono i tasti per il vivavoce e per mettere in pausa o in muting l’audio: bisogna ricorrere al display centrale. Lo schermo dell’infotainment, come aveva rilevato Filippo, è davvero ben fatto, si riesce a leggere bene anche se c’è tanto sole, ha una grafica chiara, con icone grandi e colorate, l’ideale anche per i clienti meno giovani.

Basato su Android, il sistema è semplice, intuitivo, funzioni e app si gestiscono in stile smartphone, ma soprattutto è reattivo: i menu scorrono velocemente e le app si aprono in fretta. E’ compatibile con Apple Carplay e Android Auto (anche wireless).

C’è un comodo assistente vocale, l’Honda Personal Assistant, dotato di intelligenza artificiale che riconosce il linguaggio naturale, attivabile con il comando “OK Honda”.

Il navigatore ha la cartografia firmata Garmin con mappe Here. La radio digitale DAB è di serie; davanti ci sono 2 porte USB, una dedicata al collegamento dati e l’altra solo per la ricarica, ma non sono retroilluminate. Sulla più ricca versione Executive ci sono due prese USB anche dietro.

Tra i difetti vi segnalo che non si può avere, nemmeno come optional, la ricarica wireless: peccato perché su un’auto come questa ce l’aspettavamo di serie. Pagando però si può avere l’Hotspot WiFi, che permette ai passeggeri di navigare con i propri smartphone. E poi c’è l’app My Honda+, che vi permette di bloccare o sbloccare l’auto da remoto, di inviare le destinazioni al navigatore e altro ancora.

ALLESTIMENTI E PREZZI


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La Jazz Hybrid è offerta in tre allestimenti: Comfort, Elegance ed Executive. Già nella versione d’ingresso la dotazione è ricca: fari e luci diurne anteriori a LED, i 10 airbag e gli ADAS già segnalati, clima automatico, sedili anteriori riscaldabili, sistema audio con monitor da 5″, radio digitale DAB, vivavoce Bluetooth e comandi audio al volante.

L’allestimento intermedio Elegance aggiunge: cerchi in lega da 15″, specchietti laterali richiudibili elettricamente, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sedili in tessuto e pelle, pannelli interni in pelle, Honda CONNECT con touchscreen da 9″, Apple CarPlay e Android Auto, 2 prese USB e altro ancora.

La più ricca versione Executive, quella dell’esemplare in prova, offre ancora: cerchi in lega da 16″, vetri posteriori oscurati, specchietti laterali cromati con indicatori di direzione a LED, fendinebbia a LED, volante e pomello del cambio in pelle, telecamera posteriore, 2 prese USB posteriori e l’Honda CONNECT ha anche il sistema di navigazione Garmin con mappe Here.

PREZZI


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Il listino parte dai 22.500 euro per la Comfort, ce ne vogliono 24.000 per l’Elegance e 25.650 per l’Executive. Nelle concessionarie c’è ancora un’offerta interessante che vi consente di acquistare l’entry level a 18.900 Euro, con ecoincentivo pari a 3.600 qualunque sia l’usato e con garanzia fino a 8 anni senza limiti di chilometraggio.

La nuova Jazz Hybrid potete sceglierla anche nella versione Crosstar, con assetto rialzato e una linea da piccolo crossover, disponibile solo nell’allestimento Executive da 27.150 euro.

Vi piace questa nuova Jazz? Le alternative alla piccola Honda sono tante e agguerrite: Toyota Yaris (qui il test in anteprima) , Mazda2, Ford Fiesta, Suzuki Swift e Renault Clio, provata di recente da Luigi. Voi quale scegliereste?

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