Cyberpunk: storia e opere essenziali | Web Agency Brescia
10266
post-template-default,single,single-post,postid-10266,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Cyberpunk: storia e opere essenziali


Tra poco esce Cyberpunk 2077, la nuova fatica di CD Projekt RED e il primo titolo AAA da The Witcher 3 – Wild Hunt. L’attesa è altissima per una serie di ragioni, molte delle quali direttamente collegate all’ottima reputazione tra i giocatori che la software house polacca si è costruita nel corso degli anni, ma anche perché anticipazioni, ufficiali e non, suggeriscono che la carne al fuoco sarà davvero tanta e che potenzialmente ci troviamo di fronte a una nuova pietra miliare del gaming. Se sarà effettivamente così lo sapremo solo tra qualche giorno, ma nel frattempo abbiamo deciso di realizzare questo speciale che racconta le origini dell’universo in cui il gioco è ambientato, con una guida ultra-minima – senza alcuna pretesa di completezza enciclopedica e guidata da gusto ed esperienza personale a libri, fumetti e altri media che sono stati fondamentali per la nascita e l’evoluzione del movimento.

PECORE ELETTRICHE E NEUROMANTI


Cyberpunk: storia e opere essenziali

Il cyberpunk è un sottogenere della fantascienza che nasce prevalentemente come movimento letterario, anche se poi si è diffuso rapidamente altri formati di media, come fumetti, cartoni animati e film, che avevano il pregio di riuscire a rappresentare visivamente le ambientazioni “high tech, low life” che caratterizzano il genere. Come in ogni corrente o filone, è difficile stabilire dei confini netti che delimitino e definiscano con esattezza il cyberpunk, ma possiamo individuare con una certa accuratezza una serie di pietre miliari.

Possiamo per esempio dire che i principali ispiratori del movimento sono stati gli scrittori sci-fi che esplosero verso fine Anni ‘60, come Philip K. Dick e John Brunner: Do Androids Dream of Electric Sheep, da noi conosciuto come Il Cacciatore di Androidi, di Dick, è probabilmente tra tutti il racconto più importante, anche e soprattutto perché qualche anno dopo ne sarebbe uscito un film, Blade Runner, che fu epocale a molteplici livelli. In ogni caso, è con William Gibson che il cyberpunk prende davvero forma. Il suo racconto breve Neuromante, che diventerà poi il primo episodio della Trilogia dello Sprawl, è considerato il “ground zero” della corrente letteraria, anche se il termine Cyberpunk è stato inventato qualche mese prima dall’omonimo racconto breve di Bruce Bethke.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Siamo a cavallo tra il 1983 e il 1984, e il formato è quello dei racconti pubblicati in riviste di appassionati a medio-bassa tiratura – poi racconti in libri antologici di più autori, principalmente professori universitari, informatici e appassionati di tecnologia in generale. In questa fase si definiscono gli elementi narrativi caposaldo del genere: una sci-fi distopica ambientata in un futuro prossimo dove la tecnologia ha preso una brutta, bruttissima piega. Le mega corporation multinazionali di fatto governano il mondo, scatenando guerre e amministrando la giustizia, il profitto è l’unico valore che conta. La tecnologia è onnipresente e costa poco, ma le persone sono sempre più sole e alienate, nonostante la sovrappopolazione a livelli incontrollabili. Farsi installare un braccio bionico con laser e lame retrattili è quasi semplice come cambiare scheda video in un computer, e si inizia a intuire, grazie alla nascita della cultura hacker, che i computer svolgeranno un ruolo primario anche nei conflitti, su larga e piccola scala. È proprio William Gibson (che, fun fact: all’epoca di tecnologia ci capiva pochino) a coniare il termine cyberspazio, per esempio.

Il filone ha immediatamente successo perché esplora il lato oscuro della fantascienza, che fino a quel momento era stata raccontata in modo prevalentemente eroico, mentre nel cyberpunk dilagano gli antieroi. Lo stile narrativo è secco, crudo, rapido (si preferiscono appunto i racconti brevi ai più articolati romanzi), e la forma non è sempre al top – viene insomma molto facile fare un parallelismo con la cultura punk che sta esplodendo proprio in quegli anni, fatta di 7” autoprodotti, registrazioni casalinghe e canzoni dalle strutture elementari. Poco importa, insomma, la confezione, è il messaggio che deve arrivare a destinazione, preferibilmente con la delicatezza di un pugno sul naso.

Insieme a quello di William Gibson ci sono diversi altri nomi che si associano a questa prima fase del cyberpunk: molti per i loro racconti, altri anche per l’impegno nel promuovere e diffondere quella che pian piano diventa una vera e propria “cultura”, organizzando incontri, pubblicando raccolte o fanzine, e via dicendo. Bruce Sterling è una figura chiave in questo senso, tanto che nell’ambiente il suo soprannome è Chairman, “presidente”, che oltre ad aver pubblicato un buon numero di racconti brevi ha anche curato l’antologia Mirrorshades, libro fondamentale per addentrarsi nel genere.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

PROTO-CYBERPUNK E CYBERPUNK CLASSICO: LETTURE CONSIGLIATE

  • Philip K. Dick: Il cacciatore di Androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep? Edita anche come Blade Runner o Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?). Inutile sprecarci tante altre parole, no? Pietra miliare della fantascienza tutta da cui è nato uno dei film più grandi di tutti i tempi, e di cui parliamo ampiamente in questo articolo. Circolano un sacco di edizioni, ma concretamente di traduzioni ce ne sono due: la prima è di Maria Teresa Guasti e il titolo è quello in grassetto, mentre la seconda è di Riccardo Duranti e ha gli altri due. Quest’ultima è più diffusa (uno dei tanti esempi su Amazon Italia). Anche l’originale inglese si trova facilmente su Amazon Italia. La prima traduzione italiana è probabilmente la più gustosa, perché va cacciata per pochi spiccioli nei mercatini (oppure, visto il periodo, si può ripiegare su eBay). Già che ci siamo, vale la pena segnalare che Fanucci ha una fantastica antologia di Dick organizzata in quattro volumi (primo, secondo, terzo e quarto).
  • John Brunner: Rete Globale (The Shockwave Rider). È considerato “l’altro” grande racconto proto-cyberpunk. Pubblicato nel 1974, è probabilmente il primo romanzo in cui il protagonista è un hacker, e viene coniato il termine “worm” per i virus informatici auto-replicanti in una rete, che si usa ancora adesso. Trovarlo nuovo in italiano non è semplicissimo: ne ha una copia CVL “come nuova” per pochi spiccioli. In inglese, che è consigliato, si trova facile su Amazon sia in formato Kindle sia cartaceo.
  • K. W. Jeter: Dr. Adder. Vivamente raccomandato da Philip K. Dick in persona, questo romanzo ebbe una genesi un po’ sfortunata: era un racconto cyberpunk che precedeva di almeno 10 anni il cyberpunk, ma trattava temi talmente estremi e scomodi che fu pubblicato solo 10 anni dopo. Ha un’ambientazione sorprendentemente simile a quella della trilogia dello Sprawl. In copia fisica è difficile da trovare pure in inglese, ma è incluso in Kindle Unlimited di Amazon. Per l’italiano c’è sempre eBay.
  • Bruce Bethke: Cyberpunk. Questo racconto breve ha dato al genere il suo nome ed è fondante già solo per quello, ma ha anche una storia molto particolare. Nasce come insieme di racconti che poi sono stati riuniti in un unico contenuto organico; un editore l’ha comprato in esclusiva ma non ha apprezzato il finale e Bethke si è rifiutato di cambiarlo. Seguono anni di cause legali e pasticci vari, e ad oggi ottenere il PDF legalmente non è per niente semplice. L’abbiamo trovato per intero qui su Scribd, ma non siamo al 100% sicuri che sia un upload legittimo. È un peccato perché è una bella storia, ma per contro questa collocazione ai limiti della legalità digitale è perfettamente in linea con il genere. Chiamiamolo valore aggiunto, dai.
  • William Gibson: Sprawl Trilogy e Burning Chrome. Come dicevamo, è con Gibson che il cyberpunk è diventato un genere vero e proprio, in particolare con Neuromante, la prima parte della trilogia dello Sprawl. Su Amazon Italia si trova la trilogia intera in italiano, mentre per l’inglese bisogna comprare i libri singoli (Neuromancer, Count Zero e Mona Lisa Overdrive). Burning Chrome è, diciamo, il prequel della Trilogia (proprio qui viene pronunciata per la prima volta la parola “cyberspazio”), ed è ambientato anch’esso nello Sprawl; è stato ripubblicato nel 1986 insieme a molti altri racconti sempre di Gibson, tra cui figurano anche Johnny Mnemonic e New Rose Hotel, da cui sono stati tratti i due film omonimi. Facile da reperire su Amazon, sia in italiano, sia in inglese.
Cyberpunk: storia e opere essenziali
  • Bruce Sterling: Mirrorshades. Questa antologia è il “prossimo passo” se state iniziando a prenderci gusto e volete ampliare i vostri orizzonti. C’è anche un racconto di Gibson e uno scritto a quattro mani da Gibson e Sterling stesso. In Italia è stato pubblicato nella collana sci-fi di Mondadori Urania, quindi, anche qui: caccia aperta nei mercatini. Oppure eBay.
  • Jack Dann e Gardner Dozois: Hackers. Un’altra bella antologia di racconti brevi che rispetto a Mirrorshades ha un pregio chiave: è arrivata più tardi, a metà Anni ’90, quindi include alcune perle più recenti. Il fulcro dell’antologia, come indica chiaramente il titolo, è la cultura hacker più che il movimento cyberpunk, ma è sempre un’ottima idea in chiave “allarghiamo gli orizzonti”. Con Mirrorshades c’è giusto un overlap, Rock On di Pat Cardigan, e include anche Burning Chrome (solo il racconto, ovviamente). Amazon ha l’ebook inglese.
  • Walter Jon Williams: Hardwired Trilogy. Il creatore della serie di giochi di ruolo Cyberpunk la cita come una delle principali fonti di ispirazione, se non la principale in assoluto e ne è poi uscito un sourcebook ufficiale completamente ambientato in questo universo. Forse Williams non inventa tanto quanto Gibson, ma qui la narrativa è molto più completa, matura e convincente. I tre libri sono Hardwired (Guerrieri dell’Interfaccia), Voice of the Whirlwind (La voce del vortice) e Solip:System, che non è mai stato tradotto in italiano. Le versioni in inglese sono facili da reperire su Amazon, soprattutto in formato Kindle (1, 2, 3); per le edizioni italiane, eBay (abbiamo trovato il secondo) o mercatini.
  • Larry McCaffrey: Storming the reality studio. Se il cyberpunk fosse mai materia di studio scolastica, probabilmente il libro di testo di riferimento sarebbe questo. Non ci sono storie complete, ma spezzoni, interviste, riflessioni e saggi di e con i protagonisti del genere. Questa è una lettura consigliata se siete irrimediabilmente persi nel “rabbit hole”! È piuttosto raro, e si trova solo in inglese. Fortunatamente Amazon l’ha a catalogo in formato Kindle.

EVOLUZIONE E CONTAMINAZIONI


Cyberpunk: storia e opere essenziali

Passato quello che potremmo definire “il periodo classico” del genere, collocabile indicativamente nella seconda metà degli Anni ’80, il cyberpunk come filone letterario ha continuato a crescere, anche se, inevitabilmente, continuando a mutare e a evolvere: ci si perde in un genere di derivati più o meno vicini, definiti “-punk” perché hanno in comune l’idea di esplorare l’evoluzione / estremizzazione di certi tipi di tecnologia appartenenti a periodi storici molto diversi – prendiamo ad esempio lo steampunk, il dieselpunk o l’atompunk. Discendenti più diretti si possono definire il post-cyberpunk e il cybernoir o tech noir. Naturalmente è bene tenere presente che, come dicevamo in apertura, confini e distinzioni non sono mai perfettamente netti, quindi è bene prendere tutte queste categorizzazioni più come un tentativo di aiutare il potenziale lettore a orientarsi che come una verità rigida e assoluta.

In ogni caso. A grandi linee, possiamo dire che il post-cyberpunk immagina un futuro meno distopico e lugubre, con personaggi più integrati nella società; società in cui l’informatica e la cibernetica continuano a essere onnipresenti – in effetti si approfondiscono molto di più le possibili evoluzioni, buone o cattive, delle reti di computer e dei sistemi automatizzati – e hanno un ampio impatto sulle storie vissute dai personaggi. “Chairman” Bruce Sterling stesso si è cimentato nel genere, così come William Gibson.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Per quanto riguarda il cybernoir o tech noir, invece, è facile dedurre che si tratta di una fusione delle ambientazioni cyberpunk con i metodi narrativi del genere noir – antieroi tanto brillanti quanto cinici, misteri e puzzle da risolvere, indagini e finali spesso amari, o comunque molto raramente del tutto positivi. In effetti, la genesi di questo filone è praticamente la stessa del cyberpunk stesso – parte sempre tutto da Philip K. Dick e Blade Runner, ma possiamo dire che probabilmente con il tempo è maturato meglio rispetto al cyberpunk classico, che rimane ancorato a una visione del futuro molto Anni ’80, tra auto volanti, luci al neon e impianti cibernetici luccicanti.

EVOLUZIONE: LETTURE CONSIGLIATE

  • Bruce Sterling: Fuoco Sacro (Holy Fire). Direttamente dal Chairman uno dei più fulgidi esempi di biopunk, sottogenere che esplora le possibili derive estreme della biotecnologia. In italiano è arrivato grazie a Fanucci, ma al momento è esaurito. Quindi, sì, sapete già: eBay e mercatini. La versione inglese si trova su Amazon, quella in italiano su eBay.
  • William Gibson: Trilogia del Ponte (Bridge Trilogy). La prima trilogia scritta da Gibson dopo quella dello Sprawl. Questo suggerimento è forse un dei più affini al cyberpunk classico in cui Gibson è stato fondamentale, ma è una lettura più coinvolgente di “Sprawl”: c’è un’esplorazione più profonda dei personaggi, una struttura più coerente e articolata della narrazione. Su Amazon sono facilmente reperibili tutti e tre i libri in inglese, per l’italiano su eBay avete l’imbarazzo della scelta: esempio per Luce Virtuale, Aidoru e American Acropolis (occhio che questo titolo non c’entra niente con quello originale inglese, che è una citazione dai Velvet Underground).
  • Neal Stephenson: Snow Crash e The Diamond Age (L’era del Diamante). La prima è considerata una delle pietre miliari del post-cyberpunk, e mischia l’aspetto prettamente tech tipico del filone con un tocco di misticismo, archeologia e altri argomenti più umanistici. La seconda è un brillante esempio di Nanopunk, in cui un’evoluzione estrema della nanotecnologia è parte integrante della vita quotidiana. Anche in questo caso, trovare le versioni in italiano non è semplicissimo (su eBay c’è una copia di L’era del Diamante), mentre quelle inglesi su Amazon sono super disponibili (QUI e QUI).
Cyberpunk: storia e opere essenziali
  • K. W. Jeter: i tre sequel di Blade Runner. Questo suggerimento attirerà probabilmente le maggiori controversie, visto che non sono libri scritti da Philip K. Dick. I due erano tuttavia amici, e come abbiamo visto Dick stesso era un grande fan del suo primo racconto, Dr. Adder. È inevitabile paragonare gli autori – e Jeter non è Dick, inutile girarci attorno; ma se qualcuno doveva proprio continuare la saga, Jeter era il candidato ideale. Insomma, non dei capolavori ma un approfondimento con spunti solidi per immaginare una possibile evoluzione di una storia originale. Tra l’altro, una delle idee chiave di Blade Runner 3 era quella che un replicante potesse avere un figlio, e come sappiamo è alla base del film sequel Blade Runner 2049. Blade Runner 2 (The Edge of Human) e Blade Runner 3 (Replicant Night) sono stati tradotti in italiano (si trovano entrambi su eBay, QUI e QUI per esempio), Blade Runner 4 (Eye and Talon) no. Sono tutti molto difficili da trovare nuovi al momento.
  • Richard Morgan: Trilogia di Takeshi Kovacs/Altered Carbon. Importante esempio di cyber noir con notevoli rimandi al cyberpunk classico, anche se per certi versi le ambientazioni sono molto distanti da quelle tradizionali. I tre libri risalgono all’inizio del millennio, e su Amazon si possono comprare tutti e tre in un pacchetto unico (in italiano); nel 2019, sull’onda del successo della serie Netflix, l’autore originale ha pubblicato anche una graphic novel, Download Blues. Esiste solo in inglese.
  • Ernest Cline: Ready Player One. Questo è in un certo senso il testo meno cyberpunk classico di quelli suggeriti in tutto l’articolo, ma nemmeno troppo; e soprattutto ha un legame molto forte, ovvero la cultura pop, tech e videoludica degli Anni ’80 che hanno fatto da catalizzatore per la nascita del genere. Molto importante: il film omonimo devia dal libro su diversi aspetti importanti, tra cui proprio i rimandi e le citazioni alle opere del passato. Quindi se il film vi è sembrato un po’ troppo commerciale il libro potrebbe fare proprio al caso vostro. Si trova su Amazon sia in italiano, sia in inglese. Il sequel, Ready Player Two, sta iniziando a circolare giusto ora, ma le prime impressioni e recensioni sono molto, molto negative.

FUMETTI, ANIME, MUSICA, FILM E TV


Cyberpunk: storia e opere essenziali

Come dicevamo, il cyberpunk si è diffuso molto rapidamente verso medium più visuali. Nei fumetti, Judge Dredd esisteva ancora prima della pubblicazione della trilogia dello Sprawl, per esempio; e sempre in Giappone iniziava ad essere pubblicato il manga Akira, da cui nascerà uno degli anime che più hanno dato slancio al genere. Parlando di anime, impossibile non citare anche Ghost in the Shell e Battle Angel Alita – entrambi sono stati oggetto di riadattamenti cinematografici recenti, tra l’altro; ma se potete vi conviene guardare gli anime originali.

Sempre nei fumetti, molto interessante fu l’intera saga 2099 della Marvel, con la rivisitazione super-high-tech di supereroi come Spider-Man, Ghost Rider, X-Men, Punisher, Venom e tanti altri; e poi non possiamo parlare di un capolavoro tutto nostrano, probabilmente il contenuto ascrivibile al filone cyberpunk più longevo di tutti: Nathan Never della Bonelli. Anche qui si torna sempre e immancabilmente a Blade Runner: gli autori del fumetto hanno confermato ufficialmente a più riprese che il protagonista, appunto Nathan Never, era direttamente ispirato a Rick Deckard. Da considerare anche tutta la gamma di racconti di Batman Beyond, e l’adattamento di Neuromancer curato da Tom de Haven e Bruce Jensen. Marvel pubblicò anche, nel 1982, un adattamento speciale di Blade Runner, che è poi diventato una collana di fumetti a sé stante ricco di storie originali.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Nel mondo del cinema ci sono stati tentativi precoci di adattare alcuni racconti cyberpunk classici, ma il successo è stato modesto, se non scarso. Ben due film sono stati tratti dai racconti di William Gibson: Johnny Mnemonic, con Keanu Reeves (che si configura sempre di più come una figura chiave dell’intero genere, quasi al pari di Gibson e Sterling), e New Rose Hotel, con Christopher Walken, Asia Argento e Willem DaFoe. Nessuno dei due progetti ebbe gran successo, ma entrambi, rivisti con il senno di poi, hanno i loro momenti cult.

Altri adattamenti “puri” sono difficili da trovare, ma al tempo stesso sono tantissimi i film che sono contaminati in piccola o grande misura dal filone: da Tron a Videodrome, da Terminator (specialmente l’1 e il 2) a Matrix, da RoboCop a eXistenZ, da A Scanner Darkly (sempre tratto da un racconto di P.K.Dick; e sempre con Keanu Reeves come protagonista) a Pi Greco – Il teorema del Delirio, da Nirvana a Dark City, da Hackers a District 9, da Cypher a Ready Player One, la scelta è praticamente sconfinata. Poi, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, ma: Blade Runner. Seguito compreso, che magari non è stato altrettanto importante ma rimane un filmone.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Nel mondo della musica non esiste un genere propriamente definibile cyberpunk, ma ci sono tanti gruppi musicali, specialmente nelle scene metal, punk, rock ed elettronica, che ne sono stati influenzati. Prendiamo ad esempio i Nine Inch Nails (in particolare Year Zero), i Kraftwerk, i Fear Factory del primo periodo (Demanufacture, particolarmente ispirato all’idea di “guerra contro le macchine” tipica di Terminator) o i Voivod, soprattutto del periodo con Eric Forrest alla voce (Negatron, Phobos). Billy Idol ha rilasciato un album che si chiama proprio Cyberpunk e una delle canzoni è addirittura Neuromancer, e leggendo i racconti soprattutto del periodo classico non è difficile trovare calzante qualche hit dei Prodigy, come Firestarter o Smack My B***h Up.

In generale possiamo dire che tutto ciò che viene classificato come industrial, e sfrutta in modo più o meno vasto sintetizzatori e suoni digitali, ben si sposa coi temi e le ambientazioni trattate nei libri. Il manuale del giocatore di Cyberpunk 2020 iniziava con una citazione di Lovin’ Every Minute of It dei Loverboy, gruppo rock canadese Anni ’80. Un’altra buona idea per ricreare la giusta atmosfera è la colonna sonora originale di Blade Runner, curata dall’artista greco Vangelis, o quella di Matrix, con canzoni di Rob Zombie, Propellerheads, Ministry, Rage Against The Machine e molti altri. Per rimanere in Italia, invece, vale la pena citare 2020 Speedball dei Timoria, soprattutto per i testi e i temi trattati.

Recentemente anche il mondo delle serie TV ha un po’ sguazzato nel cyberpunk: Netflix ha proposto Altered Carbon, basata sulla trilogia di Takeshi Kovacs che vi abbiamo segnalato più in alto, e Love, Death and Robots, una raccolta antologica di cortometraggi d’animazione che vede la partecipazione di David Fincher. HBO ha fatto il botto, almeno nella prima e seconda stagione, con Westworld, anche se poi si è un po’ persa con la terza stagione (speriamo molto nella quarta). Potremmo citare anche Electric Dreams su Prime Video, serie antologica da 10 episodi in cui ognuno è basato su un racconto di Philip K. Dick, ma saremo onesti: è stata un po’ una delusione. Con un po’ di sforzo, ma nemmeno troppo, possiamo far rientrare nel filone cyberpunk anche Black Mirror, anche se ha generalmente un approccio un po’ più “realistico” nell’immaginazione della deriva distopica della società.

VIDEOGIOCHI


Cyberpunk: storia e opere essenziali

Anche qui vale lo stesso discorso di contaminazioni che abbiamo visto con cinema, fumetti e televisione: moltissimi titoli mainstream sono più o meno pesantemente ispirati dal cyberpunk. Ma ci sono alcune IP di livello mondiale attuali, come per esempio Deus Ex e Watch Dogs, che si possono definire cyberpunk al 100%. Per i più attempati vale la pena menzionare anche Syndicate, .hack, Oni e Shadowrun, nato su SNES a metà Anni ‘90 e il cui capitolo più recente è stato pubblicato nel 2015.


Cyberpunk: storia e opere essenziali




Games
29 Mag



Cyberpunk: storia e opere essenziali




Games
28 Nov



Cyberpunk: storia e opere essenziali




Games
08 Set


Avventurandosi un po’ più nei generi di nicchia, e specialmente andando un po’ indietro nel tempo, si trovano tante avventure grafiche testuali o punta-e-clicca: anche lo stesso racconto Neuromancer di William Gibson era stato adattato (non troppo fedelmente) in questo formato per DOS, C64, Amiga e altri sistemi dell’epoca; vale poi la pena citare Snatcher, realizzato da Hideo Kojima per Konami; DreamWeb, anticonvenzionale e con una storia dai toni forti; e Cypher, un’avventura testuale pubblicata nel 2012, che era partita maluccio per via dell’interprete dei comandi ma che con patch successive era diventato una piccola gemma. E poi c’è tutto il filone dei giochi di corsa ultrafuturistici: un franchise su tutti spicca in particolare, ovvero Wipeout, in particolare nei capitoli 2097 e XL, che con quella velocità vertiginosa ricordavano per certi versi come vengono descritte e visualizzate le sessioni di navigazione nel cyberspazio – un’ondata di luci e suoni che scorrono talmente velocemente che pochi riescono a reggerne il ritmo.

Merita poi considerazione, non necessariamente per la qualità in sé ma per il valore “cult”, il filone di giochi ufficiali di film, serie e anime: quello di Matrix, quello di Ghost in the Shell, quello di Akira, quello di Blade Runner e, ebbene sì, quello di Johnny Mnemonic. Non hanno fatto la storia dei videogiochi, ma rappresentano uno squisito approfondimento per chi vuole avere una visione più completa.

IL GIOCO DI RUOLO


Cyberpunk: storia e opere essenziali

Passano appena quattro anni dalla pubblicazione del “racconto zero”, Neuromante di William Gibson, alla realizzazione del primo gioco di ruolo con ambientazione cyberpunk. Merito R. Talsorian Games e del suo fondatore, Mike Pondsmith, che diventerà un altro nome cardinale per gli appassionati del genere. Da notare che Pondsmith cita come sue fonti di ispirazione principali Blade Runner e la trilogia Hardwired di W. J. Williams, che vi abbiamo suggerito più in alto; l’autore aiuta anche Pondsmith nella fase di “beta testing” del sistema, e collaborerà per creare un sourcebook del gioco di ruolo ambientato nel suo universo narrativo. Pondsmith leggerà Neuromante solo diversi anni dopo.

Quattro edizioni del gioco di ruolo sono state pubblicate nel corso degli anni. La prima è ambientata nel nostro passato: nel 2013, per la precisione, e immagina ancora una Germania divisa tra Est e Ovest. La seconda, uscita nel 1992, si chiama Cyberpunk 2020, ed è piuttosto facile capire quando è ambientata (e forse visto come stanno andando le cose nella realtà era meglio se si fosse avverato lo scenario immaginario). La terza è Cyberpunk v3.0 ed è relativamente recente: risale al 2005. È ambientata negli Anni 2030. La quarta, infine, si chiama Cyberpunk Red, ed è stata sviluppata in collaborazione con CD Projekt RED: sarà il prequel ufficiale di Cyberpunk 2077. R. Talsorian Games ha anche creato il gioco di ruolo ufficiale di The Witcher.

Per farla breve: Cyberpunk 2020 è l’edizione che ha fatto il botto, Cyberpunk 2013 era un po’ troppo acerba e la v3.0 ha preso una piega un po’ strana che non ha attecchito molto tra gli appassionati. Cyberpunk Red, ambientato nel 2045, è formalmente il seguito di Cyberpunk 2020, mentre la v3.0 è stata relegata a un’altra timeline, grazie e arrivederci. In tutte le edizioni c’è un denominatore comune: Night City, la città immaginaria della California in cui si svolgono gli avvenimenti principali delle avventure ufficiali.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Brevissimo excursus per chi non sapesse come funzionano i giochi di ruolo cartacei: ci sono un manuale del giocatore e un manuale del master. Ogni giocatore ha una sua scheda personaggio. Il master dirige gli NPC, descrive gli scenari, fa progredire la storia e decide le ambientazioni, seguendo le regole del suo libro; i giocatori reagiscono e interagiscono seguendo le regole del loro libro. Spesso sono coinvolti dadi di diverse forme e facce (in Cyberpunk 2020 quasi tutto ruotava intorno al dado a 10 facce, o d10). Si possono comprare e seguire le avventure ufficiali, oppure un master particolarmente fantasioso se le può inventare di sana pianta. Ci sono spesso espansioni e accessori di vario tipo, ma il “minimo sindacale” rimane questo: manuale del master, manuale del giocatore, dadi.

Cyberpunk 2020 era interessante perché rappresentava un sistema completamente diverso rispetto ai giochi che erano in voga in quel periodo – principalmente Dungeons & Dragons nelle varie edizioni e declinazioni, con ambientazioni fantasy e classi oltremodo tradizionali. In Cyberpunk potevi scegliere di interpretare un giornalista, un rocker, un tecnico o un netrunner e così via; altro che barbaro, mago e paladino. Al posto delle principesse da salvare o dei draghi (o demogorgoni!) da uccidere, c’erano guerre urbane tra gang rivali, megacorporation oppressive e onnipresenti, impianti cibernetici e scorribande nel cyberspazio. Il sistema di gioco, chiamato Interlock, era (è: riveduto e corretto è alla base anche di Cyberpunk Red) bilanciato e dettagliato a sufficienza per garantire divertimento e profondità tanto in combattimento quanto nel netrunning.

Vale la pena osservare che R. Talsorian Games pubblicò poi un’espansione/sequel del gioco, chiamata CyberGeneration. Ambientata nel 2027, aveva un’accezione un po’ più eroica: lo scopo principale che muoveva i giocatori era la lotta al dominio delle megacorp che erano ormai le padrone incontrastate. Anche questa espansione, che poi è stata ripubblicata in licenza attraverso un altro editore come gioco a sé stante, è stato “espulso” dalla timeline canonica di CP2020, Red e 2077.

Cyberpunk: storia e opere essenziali

Cyberpunk 2020 è quindi uno step chiave per capire meglio l’ambientazione di Cyberpunk 2077; questa è l’edizione che ha reso celebri elementi che ricorreranno anche nel gioco, come la megacorp Arasaka, la band ribelle Samurai e il suo leader Johnny Silverhand (che sarà interpretato nel gioco da Keanu Reeves), le varie gang, Morgan Blackhand e la stessa Night City. I rulebook originali di Cyberpunk 2020 sono relativamente semplici da trovare nel mercato dell’usato, ma si rientra ormai nel mondo del collezionismo e i prezzi potrebbero essere belli alti. Va un po’ a fortuna, ma per chi si accontenta non è difficile reperire i PDF a prezzi più che onesti.

Cyberpunk RED è invece in distribuzione da pochi giorni, ma da un annetto circa si può comprare il Jumpstart Kit, che comprende un set di regole semplificate e le prime informazioni sulla nuova ambientazione. Non ci sono regole dettagliate per la creazione del proprio personaggio: bisogna basarsi su quelli “preconfezionati”, che coprono sei delle nove classi disponibili nel gioco completo. Anche l’avventura inclusa è più una linea guida che una storia completa, e i dettagli di ambientazione inclusi nei libri sono più che sufficienti per i master con un po’ di fantasia per creare un flusso infinito di scenari e ambientazioni. È ancora presto per dire se e quanto piacerà, ma fa piacere sapere che le prime copie del Jumpstart Kit sono andate letteralmente a ruba.

Immagine in apertura: Josan Gonzalez, per l’edizione brasiliana di Neuromante

No Comments

Post A Comment