App IO: con il cashback superer Immuni? La tendenza che fa riflettere | Web Agency Brescia
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App IO: con il cashback superer Immuni? La tendenza che fa riflettere

App IO: con il cashback superer Immuni? La tendenza che fa riflettere

App IO: con il cashback superer Immuni? La tendenza che fa riflettere


Più di un milione e mezzo di download solo nell’ultima settimana, oltre 5 milioni e 800mila utenti che hanno navigato nell’app, 1.900 operazioni contemporanee al secondo, oltre 324.000 nuovi strumenti di pagamento aggiunti, circa 1 milione di utenti che hanno caricato almeno un metodo di pagamento per essere pronti al cashback.

I dati rilasciati da PagoPa su IO, l’app che da oggi permette fra le altre cose di godere del programma di rimborsi di Stato sugli acquisti con pagamenti elettronici, fanno riflettere. Innanzitutto sul successo che riscuotono in Patria tutte queste forme di bonus. In secondo luogo sul confronto – impietoso – di questi incentivi con tutte le altre iniziative digitali non pecuniarie avviate dalle nostre istituzioni negli ultimi mesi, Immuni su tutte.

Sono i numeri a parlare: con l’exploit degli ultimi giorni, l’app IO ha quasi raggiunto i 7 milioni di dowloand, un numero pari a quello fatto registrare dall’ormai nota applicazione di contact tracing a ottobre dopo quattro mesi di vita. Confermando una tendenza che sembra avere radici nella notte dei tempi: quella che vede tutti i freni inibitori cadere quando c’è il portafogli di mezzo.

Già. È come se quell’irrefrenabile desiderio di prendere parte alla grande riffa delle sovvenzioni gratuite ci rendesse tutti un po’ più sicuri da ogni turbamento e liberi di scaricare. Uso la parolariffa” perché mi sembra quella più adeguata a definire un sistema di incentivi che utilizza alcune meccaniche che sembrano presi in prestito dal mondo ludico, qualcuno sostiene addirittura dal gioco d’azzardo: la buona sorte intesa come capacità di superare le immancabili difficoltà tecniche, le liste d’attesa, le graduatorie per gli acquisti.

La verità è che siamo disposti a tutto, – anche a soprassedere a interminabili procedure di registrazione, applicazioni che non funzionano, per non parlare della privacy – quando c’è di mezzo una ricompensa in denaro. Un servizio dedicato al monitoraggio dei contagi – ancorché (mal) supportato da un sistema di tracciamento sgangherato – non tira abbastanza. O meglio, non è ritenuto così benefico. Malgrado tutto quello che ne potrebbe derivare indirettamente in termini di prescrizioni, chiusura delle attività e dunque di economia.

L’invito, provocatorio, alle istituzioni sorge perciò spontaneo: la prossima volta che vorrete farci scaricare un’applicazione per il bene comune provate magari ad attaccarci sopra uno sconto, un bonus, una qualsiasi ricompensa tangibile. Di questi tempi, tutte le iniziative – anche quelle più nobili – hanno bisogno di un po’ di marketing spicciolo per essere digerite meglio.

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