Una settimana con ChromeOS e l'Acer Chromebook 714: la nostra esperienza | Web Agency Brescia
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Una settimana con ChromeOS e l’Acer Chromebook 714: la nostra esperienza

Una settimana con ChromeOS e l'Acer Chromebook 714: la nostra esperienza

Una settimana con ChromeOS e l’Acer Chromebook 714: la nostra esperienza


In questo articolo voglio raccontarvi come è andata la mia ultima settimana, trascorsa in compagnia di un Chromebook. Ho provato semplicemente ad utilizzarlo per ogni attività lavorativa e di svago che svolgo normalmente in parte sul mio desktop PC e in parte sul notebook personale Windows.

Ero curioso di capire se ce l’avrei fatta, se ChromeOS sarebbe stato sufficiente per le mie esigenze. Bene, non sempre lo è stato ma come potrete leggere sono felicemente sopravvissuto e ho definitivamente compreso le potenzialità del sistema operativo e dei laptop che lo integrano.


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Mobile
29 Nov



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Google
26 Nov



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Acer
20 Nov



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Android
13 Nov


Nello specifico il mio compagno è stato un Acer Chromebook 714, di cui il mio collega Stefano vi ha già parlato nella recensione completa. Tra i Chromebook si trova nella fascia alta, ha un processore Intel Core i3 di ottava generazione e ben 8 GB di RAM (si, basta poco per ChromeOS) e soprattutto costa 700 Euro che è un record per la categoria.

Ci sono Chromebook più economici ma per questa prova non volevo essere condizionato dall’hardware, ecco perché questo modello di Acer è stato ideale, ho voluto provare ChromeOS su una macchina che lo facesse girare bene.

Vi prego di armarvi di una certa apertura mentale prima di proseguire nella lettura, la stessa che ho adottato io approcciandomi a ChromeOS. Sono abituato ad utilizzare Windows, Linux a volte, programmi professionali su macchine performanti, credetemi non è stato semplice anche per il sottoscritto staccarsi da alcune costruzioni abitudinali e pregiudizi eretti giornata dopo giornata in oltre 25 anni di esperienza con i PC. Cose come “un browser mascherato da OS”, “un notebook per farci spiare da Google” sono discorsi miopi e limitati che mi piacerebbe non vedere per una volta.

Il primo modo per approcciarsi in modo intelligente ai Chromebook è staccarsi dai preconcetti sull’hardware che si hanno nella valutazione di un notebook Windows o di un Mac. Partiamo da quello.

PERFORMANCE


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Un Intel Core i3 8130U, dual core da 2 Ghz è poca roba, lo sappiamo. Un livello sufficiente per un notebook Windows valido per operazioni basilari, gestione documenti, intrattenimento in HD o FullHD, stop. Ma qui è diverso, non solo è sufficiente ma è anche capace di far girare l’OS e le applicazioni in modo eccellente.

Ciò che per Windows può essere considerato appena sufficiente, su ChromeOS può essere abbondante. E non parlo di esecuzione di programmi complessi di grafica, montaggio video, coding, gaming, ma banalmente della reattività e della fluidità con cui il computer fa girare il browser con molte schede, apre documenti, scorre sui testi, si accende, gestisce flussi video in streaming, videochiamate, programmi Office.

Personalmente sono abituato ad utilizzare un desktop PC con un i9 serie K di 10 generazione e un filotto di specifiche che vi risparmio, il punto è che conosco bene quando un PC è scattante e in tutta onestà posso dirvi che a livello di piacevolezza d’uso non ho trovato limiti significativi su questo Chromebook rispetto a ciò a cui sono abituato. Scusate se è poco!

Larga parte delle operazioni che svolgo ogni giorno sono condensate all’interno del browser e su ChromeOS il browser Chrome gira divinamente. Non teme le classiche 20 schede aperte, non teme la decodifica video con accelerazione hardware, non c’è apparentemente nulla che possa veramente metterlo in difficoltà.

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Le prestazioni di ChromeOS non sono affatto un risultato scontato e sono raggiunte grazie alla particolare struttura del sistema operativo che è a tutti gli effetti una distro Linux rimaneggiata in profondità.

Alla base il kernel linux sul quale si appoggiano in parallelo ChromeOS, ovvero una Gentoo Linux che esegue Google Chrome, un host per container LXD per le applicazioni Linux e un ulteriore container per le app Android eseguite nativamente. Un sistema complesso a tre rami separati talmente ben organizzati da risultare organici.

A proposito di prestazioni si è immediatamente materializzato in me il parallelismo con il mezzo miracolo di Apple con il Silicon M1. A livello concettuale questo ChromeOS non è così distante dal nuovo BigSure, è allo stesso modo pensato per eseguire applicazioni universali, efficaci su smartphone e tablet quando in ambiente desktop. ChromeOS è ancora distante ma in linea teorica è molto più simile a BigSure di quanto non lo sia Windows. Manca Rosetta 2 e manca soprattutto il chip M1, ma non si possono non intravedere le potenzialità di un pacchetto hardware ARM prestante insieme ad un ChromeOS evoluto.

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ANCHE QUALCHE GIOCO ANDROID E APP COMPLESSE

Si riesce a giocare con qualche titolo pensato per Android, giochini semplici che si possono controllare facilmente con mouse e tastiera oppure sfruttando il pannello touch del notebook.

L’alternativa è il cloud gaming, Stadia prima di tutto che si può giocare con ottima soddisfazione su Google Chrome, ma anche tutto ciò che è disponibile nella piattaforma in beta GeForce Now, da poco compatibile con i Chromebook e su cui si trovano numerosi titoli gratuiti tra cui il celebre Fortnite, da poter giocare con mouse e tastiera.

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Giochi a parte su ChromeOS vengono eseguite senza problemi tutte le applicazioni Android e hanno prestazioni impeccabili. Si possono installare anche le applicazioni Linux ma queste verranno emulate per cui non tutte saranno fluide, pur costituendo un’ opportunità interessante per chi vuole approfondire.

Ad esempio è possibile utilizzare ShotCut, un editor video professionale per Linux, funziona abbastanza bene, il tempo di esportazione è piuttosto lungo ma il limite qui è dell’hardware modesto di questo notebook senza scheda grafica discreta, non è certo colpa del programma o di ChromeOS.

Ho provato a utilizzare Photoshop Express e Snapseed per modificare foto, zero problemi. Tutto liscio per la suite di app online di Office 365, Netflix web fluido, per non parlare di mail, Telegram, WhatsApp Web. A meno che le vostre esigenze non siano davvero specifiche le performance di questo Acer Chromebook 714 saranno sempre all’altezza.

A TUTTO CLOUD


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Siamo alle soglie del 2021, chi si ostina a lavorare completamente in locale farebbe meglio a fare un passo nel presente. Io per primo sfrutto HDD e SSD per le attività legate al montaggio video, ma questa è una delle poche operazioni in cui non se ne può fare a meno, soprattutto se, come nel mio caso, il lockdown costringe al lavoro da casa con una pessima linea internet.

Ma per l’uso standard di un computer portatile, diciamo pure per gli scenari di utilizzo di un Chromebook, il cloud è definitivamente una realtà consolidata e ChromeOS è pensato da cima a fondo per rendere al meglio in una condizione “always connected”, anche a costo di rinunciare a cose incredibilmente banali come il cestino (ora mi spiego).

L’applicazione File è paragonabile al vecchio Esplora risorse di Windows, un file manager insomma, e bene, non c’è un cestino. Se cancellate un file dopo il messaggio di conferma sarà perso per sempre. Un invito piuttosto chiaro, insieme ai ridicoli 64 GB di spazio di archiviazione disponibili a fare uso del cloud, in particolare di Google Drive, integrato all’interno di File e dunque integrato in ChromeOS e lì sì, avrete un cestino.

PER LO STUDIO, PER LO SVAGO, PER LAVORO

C’è tutto, in ogni caso ma per non farsi mancare nulla bisogna sfruttare il cloud.

Prendiamo l’esempio della Suite Office, non si possono installare le app originali di Word, Excell, Power Point ecc, ma avrete l’imbarazzo della scelta per le soluzioni alternative. Prima di tutto Office 365, potrete utilizzare attraverso il browser tutti i programmi addirittura gratuitamente, con 10 Euro al mese poi avrete anche a disposizione i programmi in versione completa e 1 TB di spazio a disposizione in cloud.

Volendo però si possono installare le app Office per Android, o ancora semplicemente utilizzare la suite di Google con Fogli, Documenti, Presentazioni ecc. queste sono già preinstallate in versione web (si aprono all’interno di Chrome) ma nulla vi vieta di scaricare e utilizzare le versioni Android dal PlayStore, così potrete anche lavorare offline e sincronizzare una volta disponibile la connessione di rete.

Scontata l’ottima usabilità di tutti programmi e app per videoconferenze, da Google Meet a Microsoft Teams, Skype, Zoom. Per tutto c’è un modo per ottenere il programma: via app Android, estensione Chrome, web app su browser, eseguibile Linux.

Lo stesso discorso si applica alle piattaforme di didattica a distanza, quasi tutte basate su client web e male che vada c’è sempre l’app Android.

Ascoltare musica, guardare film e serie TV, c’è tutto e lo si può fare come con qualunque altro notebook Windows, Mac o Linux.

Sulla spendibilità in ambito lavorativo dipende essenzialmente dai programmi di cui avete bisogno per svolgere le mansioni, l’unico vero limite è rappresentato dagli applicativi proprietari per la gestione aziendale, generalmente sviluppati esclusivamente per Windows.

SEMPLICISSIMO E PRATICO


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Ci vogliono letteralmente 10 minuti per entrare in confidenza con un Chromebook, se si è già fatta esperienza dell’uso di un PC, Mac o Linux sarà un gioco da ragazzi. Il sistema è essenziale e intuitivo, ci sono pochissime cose su cui poter sbagliare, i fronzoli sono ridotti al minimo e le impostazioni sono pochissime.

Un po’ l’esperienza che si ha con uno smartphone Google Pixel, in cui l’impressione è che il telefono faccia sempre tutto da solo e per l’utente rimangano poche e ovvie cose su cui agire in modo arbitrario.

Una considerazione importante è che tutte le operazioni classiche di un notebook si possono fare, collegarlo via Bluetooth o USB a mouse e tastiera, collegare una stampante wireless o cablata, connettere dispositivi audio, collegare un monitor via HDMI.

Non mancano gesture per il touchpad per lanciare le app, cercare sul Web, richiamare l’assistente Google, si possono impostare varie scrivanie in cui aprire app o gruppi di app, si possono poi affiancare diverse finestre.

Un po’ come su Windows sull’angolo in basso a destra (ma si può riposizionare) c’è il centro di controllo con toggle rapidi e notifiche. Qui il vantaggio è che in un attimo si può sincronizzare tutto lo smartphone Android, è anche possibile simulare uno sblocco biometrico per il notebook grazie allo smartphone, ovvero sbloccare lo smartphone per poter accedere al Chromebook.

COMPRATEVI UN CHROMEBOOK


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I notebook nel 2020 hanno vissuto un anno magico ma facciamo attenzione a non farci trarre in inganno, gli ultimi mesi sono stati assolutamente atipici e speriamo anche irripetibili. Una porzione enorme di popolazione mondiale si è infatti ritrovata da un giorno all’altro a dover fare i conti con smart working e didattica a distanza, ovvero per due delle poche cose sui lo smartphone o il tablet non riesce ad arrivare.

La realtà è che negli ultimi anni sempre più persone hanno messo nel cassetto il notebook, lo smartphone e il tablet hanno soppiantato i portatili per quasi tutte le necessità, sono più immediati, pratici e sempre a portata di mano. I computer sono rimasti l’unica soluzione possibile per sempre meno categorie, per lo più costrette a dotarsi di macchine prestanti per far fronte a carichi di lavoro importanti.

Una settimana con ChromeOS e l'Acer Chromebook 714: la nostra esperienza Acer Chromebook 714 CB714-1WT-330E, Touchscreen, Notebook, Processore Intel Core i3-8130U, Ram 8GB, eMMC 64GB, Display 14 FHD IPS Multi-touch LCD, Grafica Intel HD 620, Chrome OS, Grigio, [CB]

Ecco un Chromebook può mettere d’accordo tutti quelli a cui serve un portatile che funzioni bene ma senza particolari necessità di potenza e di esecuzione di programmi professionali, a spanne parliamo di un bel 80% di utenza. Non uso mezze misure, un Chromebook potrebbe essere la soluzione migliore qualità/prezzo per la stragrande maggioranza di noi.

Volendo mettere sul piatto un ulteriore argomento di discussione serio, qui vi aspetto nei commenti, aggiungo che dopo aver provato per bene un Chromebook, dopo aver toccato con mano di cosa è capace un Macbook Air con M1 e dopo aver utilizzato per le mie attività una workstation di fascia alta, posso dire che in questo momento consigliare un computer non è così complicato, ci sono tre possibilità vincenti:

  • Non devi fare grandi cose con il notebook e vuoi risparmiare? Prendi un Chromebook
  • Hai qualche soldo in più e non hai bisogno di una workstation? Prendi uno dei nuovi Mac con M1
  • Hai bisogno di una macchina prestante per lavorare e per giocare? Fisso, Windows, potente.

Poi ci sono tanti altri notebook validissimi, buone offerte, PC Windows di fascia media che vanno benissimo per tutto e costano tra i 600 e i 1000 Euro, per carità. Ma sono un terreno di mezzo su cui a mio parere ha sempre meno senso investire.

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