Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro | Web Agency Brescia
10546
post-template-default,single,single-post,postid-10546,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-13.3,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive

Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro

Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro

Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro


Nonostante i tempi che corrono Oppo vuol accelerare, non a caso è riuscita in 14 mesi a presentare quattro famiglie di smartphone affini: Reno 2 series (ottobre 2019), Find X2 series (marzo 2020), Reno 4 series (ottobre 2020) e Reno 5 (soltanto in Cina al momento). Piccole differenze sostanziali dai Find X2 in poi, la casa cinese ha pian piano ottimizzato i terminali aggiornando hardware e tecnologie, rendendo sempre più accessibile sia 5G sia ricarica rapidissima a 65W.

Ma oggi non siamo qui per parlare di questi temi, allo sforzo produttivo hanno così lavorato sull’esperienza d’uso e, quindi, sulla fruibilità della Color OS 11 basata sull’ultima distribuzione Android 11. Nessuno stravolgimento grafico ma un bel passo in avanti rispetto al passato, con tante funzioni di personalizzazione a disposizione e performance ulteriormente migliorate. Andiamo con ordine toccando i punti principali che mi hanno colpito, ma se volete conoscere tutti i dettagli della nuova Color OS 11 vi rimando a questo nostro articolo. La prova è stata fatta sul Find X2 Pro.

LA SCHEDA PERSONALIZZAZIONI, VENTATA DI ARIA FRESCA


Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro

Tra le tante voci nuove è proprio questa la cosa che più mi ha colpito, perché raggruppare in un’unica categoria tutte le principali voci per cambiar volto al nostro smartphone è la mossa giusta, la vorrei anche su altri smartphone. Si passa infatti dai classici temi e sfondi ad un livello ancor più profondo, con la possibilità di scegliere lo stile delle icone (forma, dimensione, contorno) a quello dell’animazione al momento dello sblocco con impronta digitale.

Si possono anche cambiare i colori di tutta l’interfaccia, quindi impostazioni e Quick Setting, personalizzare anche quest’ultimi nella forma e dare così un tocco inedito. Oltretutto, abbassando la tendina dall’alto, si nota immediatamente un dettaglio rispetto alle distribuzioni precedenti, ovvero la trasparenza che sta tutto attorno alla finestra che contiene le icone; effetto certamente più gradevole, che offre continuità con il contesto.

Non è ancora finita perché alla già presente illuminazione dei bordi si affianca un altro elemento importante sul display spento, ovvero l’Always On, adesso completamente personalizzabile sia nell’immagine sia nel testo e negli elementi da mostrare. Libero spazio quindi alla fantasia.

IMPOSTAZIONI PIU’ CHIARE


Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro

Continua poi il lavoro di ottimizzazione delle voci che Oppo sta portando avanti sin dalla prima Color OS 6 arrivata in Europa, quindi meno voci e un raggruppamento più intelligente, intuitivo. Ho trovato utile in “Connessione e condivisione” il punto dedicato ad Android Auto, una piccola dashboard che permette di scegliere nativamente quali applicazioni mostrare nel menu dell’auto una volta connesso lo smartphone, con la priorità a noi più congeniale.

Migliorata anche la “Super Power Saving Mode” che, adesso, garantisce addirittura 90 minuti di autonomia con il 5% di carica residua, cosa ovviamente possibile grazie al taglio di gran parte delle funzionalità smart. In pratica si può soltanto consultare la galleria, i contatti, ma si può chiamare e scambiare SMS. Debutta così anche “Battery Guard“, funzione che studia le nostre abitudini di ricarica ed evita che nel corso della notte si possa eccedere, degradando così l’unità prima del tempo.

Più che interessante la nuova Modalità Scura che permette un controllo più profondo delle gradazioni, al posto di un semplice On/Off come sulla Color OS 7.2 abbiamo adesso tre opzioni: Potenziato, Medio e Delicato. In pratica si va dal nero assoluto della prima al grigio tenue dell’ultima, funzione che dà il meglio su un OLED come in questo caso. Si può poi forzare la modalità scura su App di terze parti, qualora non l’abbiano ancora prevista.

TUTTO IL RESTO


Oppo Color OS 11 in prova: vediamo cosa cambia su Find X2 Pro

Oppo parla di maggior fluidità nella navigazione, addirittura del 32% se si guarda al tasso di risposta e frame rate (+17%), con maggior utilizzo della memoria RAM (+45%). Ad esser onesti ho solo notato che va rapido come solo uno dei migliori smartphone del 2020 riesce a fare, cosa che anche prima non mancava di certo; fare caso quindi a queste cifre scritte sopra non è semplice. Oltretutto, vi ricordo, che il Find X2 Pro è uno dei pochi che garantisce un refresh rate di 120Hz anche alla massima risoluzione QHD+.

Tante le gesture a disposizione, quella che sfrutta le tre dita si è ancora evoluta con la possibilità di selezionare agevolmente una porzione di schermo, rilevare il testo tramite tecnologia OCR e copiarlo, o tradurlo in un attimo sfruttando Google Traduttore. Semplice, rapido, indolore, insomma la tecnologia che ci piace e facilita davvero certe operazioni.

Peccato solo che non sia ancora disponibile la funzione denominata “Private System” che duplica le applicazioni e i dati creando una copia indipendente del sistema originale, accessibile solo tramite impronta digitale o con un’apposita password, permettendo ad esempio di separare efficacemente vita privata e vita lavorativa.

VIDEO

(aggiornamento del 23 dicembre 2020, ore 21:13)

No Comments

Post A Comment