Alibaba come Google e Apple: dalla Cina l'accusa di monopolio | Web Agency Brescia
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Alibaba come Google e Apple: dalla Cina l’accusa di monopolio

Alibaba come Google e Apple: dalla Cina l'accusa di monopolio

Alibaba come Google e Apple: dalla Cina l’accusa di monopolio


Non sono solo Google, Facebook, Apple e Amazon ad essere accusate di monopolio: The Four sono stati bocciati dall’House Judiciary Committee statunitense a ottobre, con conseguenze che saranno tutte da capire nel corso dei prossimi mesi, e a quanto pare sono in buona compagnia. Anche se questo non pensiamo possa consolarle.

Stiamo parlando di Alibaba, il colosso cinese in mano a Jack Ma già finito nel mirino degli USA – ma per questioni differenti, legate alla guerra fredda con la Cina – e ora sotto il “fuoco amico” dell’ente regolatore di Pechino che ha aperto un’indagine per verificare la sospetta condotta monopolistica del colosso dell’e-commerce. Questo il laconico comunicato pubblicato dalla State Administration for Market Regulation (la traduzione in italiano lascia a desiderare, ma è il succo che conta):

Recentemente, l’Amministrazione statale per la supervisione del mercato, sulla base dei rapporti, ha avviato indagini presso Alibaba Group Holdings Co., Ltd. per sospetta condotta monopolistica come “la scelta dell’una rispetto all’altra”.

La scelta dell’una rispetto all’altra” va così interpretato: Alibaba in pratica vieta ai venditori che utilizzano la sua piattaforma di vendere i prodotti su altri siti di e-commerce, e tale pratica non viene vista di buon occhio dall’ente regolatore cinese che la considera anzi anti-concorrenziale. A breve ci sarà un incontro a cui saranno presenti tutte le principali società di e-commerce, tra cui JD.com, Tencent e Didi Chuxing: il regolatore dovrà decidere se inserire una serie di norme che vietino la vendita dei prodotti sottocosto, azione tramite cui le aziende preferiscono andare in perdita (nel breve periodo) pur di conquistare importanti quote di mercato, sino al monopolio.

Per Jack Ma non è un momento positivo, questo: l’ente regolatore cinese ha infatti di recente bloccato l’IPO da 34 miliardi di dollari dell’affiliata Ant Group (la proprietaria di Alipay, per intenderci), mettendo a rischio le strategie aziendali del Gruppo per gli anni a venire. C’è chi addirittura ipotizzi una crisi generalizzata dell’impero di Ma, che proprio in Occidente è alla ricerca di ossigeno. É noto l’investimento a Liegi per il gigante centro logistico europeo, così come sono ormai conosciute le manovre per l’espansione nel cloud, vera miniera d’oro su cui Alibaba – e non solo – sta puntando con forza.

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