Ticketmaster, multa di 10 milioni di dollari per accesso ai dati Songkick nel 2014 | Web Agency Brescia
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Ticketmaster, multa di 10 milioni di dollari per accesso ai dati Songkick nel 2014

Ticketmaster, multa di 10 milioni di dollari per accesso ai dati Songkick nel 2014

Ticketmaster, multa di 10 milioni di dollari per accesso ai dati Songkick nel 2014


Guai economici in vista per Ticketmaster, il colosso statunitense della vendita di biglietti per concerti ed eventi che opera anche in Italia e molti altri paesi. L’azienda sarà costretta a pagare una multa da ben 10 milioni di dollari per alcuni fatti risalenti al 2014.

In quel periodo alcuni dipendenti di Ticketmaster hanno ottenuto l’accesso ai sistemi informatici del competitor Songkick utilizzando password rubate e raccogliendo illegalmente dati e informazioni. Tali dati sono stati ottenuti da un ex dipendente Songkick ed utilizzati per l’accesso alla sezione Artist Toolbox, dove è stato recuperare informazioni sulle prevendite di biglietti per ogni singolo artista.

Secondo la documentazione la mossa ha assicurato a Ticketmaster un vantaggio sulla concorrenza, mentre all’ex-dipendente, Stephen Mead, una bella promozione ed un aumento di stipendio. Ma non finisce qui, il Dipartimento di Giustizia statunitense sostiene che, forte delle sue conoscenze sul sistema sequenziale utilizzato da Songkick per numerare i suoi URL, l’ex dipendente ha anche aiutato Ticketmaster a mantenere un foglio di calcolo per ogni artista con cui Songkick stava lavorando per le prevendite. La società ha accettato la multa dopo essere stata accusata di cinque conteggi di intrusione informatica e frode dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York. Oltre alla multa, Ticketmaster dovrà istituire un programma di conformità ed etica per rilevare e prevenire le violazioni del Computer Fraud and Abuse Act.

Già nell’ottobre del 2019 Zeeshan Zaidi, l’ex capo della divisione Servizi per gli artisti di Ticketmaster, si è dichiarato colpevole di aver cospirato per commettere intrusioni informatiche e frodi telefoniche . Immediato il suo licenziamento assieme a quello dell’ex-dipendente. La società ha lasciato una dichiarazione a CNET, nella quale si dichiara contenta della risoluzione.

“Le loro azioni hanno violato le nostre politiche aziendali ed erano incoerenti con i nostri valori. Siamo lieti che la questione sia stata risolta”.

Il caso è già stato oggetto di un accordo civile nel gennaio 2018, che ha visto la società madre Ticketmaster Live Nation acquisire la piattaforma di ticketing commerce, l’algoritmo anti-scalping, le API e i brevetti di Songkick.

Già a novembre la società fu multata per 1,25 milioni di sterline, decisione presa dal Garante britannico per la tutela dei dati personali (ICO) per non aver agito tempestivamente riducendo gli effetti del data breach. L’episodio risale al 2018: gli hacker sono riusciti a violare il chatbot sviluppato da Inbenta Technologies impiegato da Ticketmaster nella sezione dedicata ai pagamenti online, ottenendo così le informazioni personali (comprese quelle sui dettagli delle transazioni) di circadati forniti dall’ICO – 9 milioni di clienti europei della nota piattaforma di ticketing.

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