Huawei: HarmonyOS non una copia di Android, e sar su 300 mln di dispositivi | Web Agency Brescia
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Huawei: HarmonyOS non una copia di Android, e sar su 300 mln di dispositivi

Huawei: HarmonyOS non una copia di Android, e sar su 300 mln di dispositivi

Huawei: HarmonyOS non una copia di Android, e sar su 300 mln di dispositivi


Huawei è pronta al grande passo: con i prossimi flagship della serie P50 dovrebbe cominciare l’era di HarmonyOS. Le prime apparizioni della piattaforma proprietaria, però, hanno sollevato qualche perplessità, mostrando forti punti di contatto con Android. D’altra parte, era difficile immaginare che il colosso cinese buttasse al vento il lavoro di anni costituito dalla EMUI.

Sulla questione, comunque, è intervenuto il Software Chief di Huawei Wang Chenglu: nel corso di un’intervista rilasciata a Sina Tech, ha infatti dichiarato che HarmonyOS non è una copia né di Android, né di iOS, che sono sistemi operativi pensati solo per smartphone.

HarmonyOS, invece, è stato concepito con l’idea di poterlo estendere ad un’ampia gamma di dispositivi, non limitandosi ai telefoni, ma gettando le basi per l’internet delle cose a venire, e la costruzione di un ecosistema vasto ed articolato. Inoltre, Wang Chenglu ci ha tenuto a precisare che lo sviluppo di HarmonyOS è cominciato già nel 2016, ben prima che il ban imposto dagli USA costringesse Huawei ad accelerare i tempi: la strada dell’indipendenza, insomma, era già tracciata, anche se evidentemente i piani di percorrenza in origine erano altri, e meno emergenziali.

Sappiamo che in occidente Huawei dovrebbe essere più cauta, portando P50 in due versioni (HarmonyOS e Android), o dando la possibilità di scegliere quale sistema operativo utilizzare alla prima accensione del dispositivo. Ma i piani per il 2021 sono già molto ambiziosi: l’obiettivo dichiarato da Wang Chenglu è di portare il nuovo OS su 200 milioni di dispositivi proprietari entro il 2021. A questi dovrebbero aggiungersi quelli di altri marchi, cui Huawei consentirà di adottare la piattaforma, per una cifra stimata attorno ai 100 milioni, portando così il totale complessivo a 300 milioni.

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