Assalto al Congresso USA: video e dati GPS di Parler diventano una mappa interattiva | Web Agency Brescia
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Assalto al Congresso USA: video e dati GPS di Parler diventano una mappa interattiva

Assalto al Congresso USA: video e dati GPS di Parler diventano una mappa interattiva

Assalto al Congresso USA: video e dati GPS di Parler diventano una mappa interattiva


L’assalto a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio ha portato all’oscuramento di Parler, la piattaforma social utilizzata dai sostenitori del presidente uscente degli Stati Uniti per organizzare, coordinare e fomentare le proteste.

Ora il social non è più accessibile a causa dello stop alla fornitura dei servizi di hosting AWS da parte di Amazon (a cui Parler si oppone, citando in giudizio l’azienda di Bezos), tuttavia la piattaforma continua a far parlare di sé proprio per il ruolo che ha avuto in questa vicenda e, di recente, per via della quantità di informazioni che è stato possibile recuperare prima del suo blocco, grazie alle quali si riesce a dare volti e nomi a molti dei manifestanti che hanno preso d’assedio il Congresso USA.

Suo malgrado, infatti, Parler è diventata una ricca fonte di testimonianze video e di coordinate GPS che permettono di ricostruire i movimenti della folla e le loro interazioni sui social nel corso della giornata. Uno sviluppatore – sotto il nick Patr10tic – ha persino usato queste informazioni per creare una mappa interattiva che incrocia i dati GPS e i video postati in quelle ore dagli utenti, al fine di offrirci un nuovo punto di vista sulla vicenda: quello dei manifestanti.

La mappa può essere recuperata al link che trovate in Fonte e – come potete notare dallo screen proposto poco sopra – permette di identificare il posizionamento degli utenti che hanno fatto accesso a Parler in quei momenti (ovviamente i dati GPS presentano un errore di circa 10 metri e non possono stabilire in quali aree del Congresso era presente un determinato individuo) e quali contenuti video sono stati postati sulla piattaforma.

Interagendo con i marker rossi, infatti, è possibile accedere ad un backup del filmato condiviso sul social, in modo da avere un’idea abbastanza precisa dell’attività svolta in quelle ore dai partecipanti alla rivolta. Queste informazioni saranno sicuramente molto utili nel corso delle indagini che si stanno svolgendo in questi giorni, in quanto rappresentano una fotografia affidabile di quei momenti.

Ciò ci permette anche di constatare con mano cosa è effettivamente possibile ricostruire utilizzando i dati che vengono disseminati inconsapevolmente dalla nostra attività sui social; probabilmente nessuno dei manifestanti si sarebbe mai aspettato che proprio la piattaforma scelta per dar sfogo alla propria rabbia sarebbe diventata uno degli strumenti utilizzati dalla magistratura per procedere con le incriminazioni.

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