Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione | Web Agency Brescia
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Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione

Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione

Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione


Insieme alla nuova generazione Galaxy S21, gli smartphone top di gamma presentati da Samsung, sono arrivate anche le nuove Galaxy Buds Pro, ultima novità del marchio in materia di auricolari true wireless in-ear.

Rispetto alle Galaxy Buds Plus, che più gli si avvicinano per aspetto, la nuova soluzione porta con sé – tra le altre cose – una differenza sostanziale: la presenza della cancellazione attiva del rumore. Questa funzionalità, insieme al resto che andremo ad analizzare insieme, le porta a competere con le altre top di gamma, a cui effettivamente si avvicina anche per prezzo.

Le ho provate per qualche giorno, confrontandole anche con le Galaxy Buds Plus per evidenziarne le differenze e magari aiutare chi, possedendo queste ultime, si chieda cosa cambi rispetto alle Buds Pro. Quindi, ecco qui la mia esperienza d’uso.

ARRIVANO LA ANC E LA MODALIT AMBIENT SOUND


Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione

La prima differenza che rileva è, appunto, la presenza della cancellazione attiva del rumore. Può essere impostata su 2 livelli (alta o bassa) da regolare tramite app a seconda delle preferenze o necessità; per esempio, se ci si trova a studiare o lavorare da casa in un ambiente tranquillo basta metterla sul livello inferiore, mentre se ci si trova in un luogo affollato si può ricorrere al livello superiore.

La differenza tra i due è leggera ma percepibile; personalmente, io ho usato quasi sempre il livello alto, perché lavoro in un ambiente mediamente rumoroso, e fa il suo dovere: fornisce un livello di cancellazione del rumore di tutto rispetto, e in combo con l’ascolto di musica, anche a medio volume, è quasi impossibile essere disturbati da rumori esterni.

Oltre alla modalità ANC è presente anche un’ottima modalità trasparenza, che qui si chiama Ambient Sound e in sostanza permette di ascoltare ciò che succede intorno a noi pur indossando le cuffie. È anche personalizzabile, permettendo all’utente di scegliere tra 4 livelli di intensità; come resa è una delle migliori che io abbia provato finora, il livello massimo è davvero immersivo. Quindi, in sostanza le cuffie possono essere impostate alternativamente su tre stati: ANC on, ANC off o Ambient Sound.

La cosa che più mi ha colpito in positivo, e che secondo me costituisce il valore aggiunto di queste cuffie, è l’opzione Voice Detect: se la si attiva tramite app, gestisce in automatico il passaggio tra ANC e modalità suono ambientale. Di fatto quindi potrete impostare l’ANC sempre attiva e, non appena inizierete a parlare, le cuffie rileveranno la vostra voce e passeranno automaticamente in modalità suono ambientale, permettendovi di comunicare, tornando poi in modalità ANC quando non rilevano la vostra voce per 10 secondi (o in alternativa 5, o 15 secondi; potete sceglierlo dall’app).

Credo sia un modo molto intelligente di gestire il passaggio tra modalità e soprattutto funziona bene: finora non ha sbagliato un colpo. In pratica, vi dà in mano le redini della conversazione: se ad esempio vi trovate su un treno in mezzo a persone che parlano, sarete isolati; nel momento in cui invece iniziate a parlare con qualcuno intorno a voi, la modalità trasparenza verrà in vostro soccorso, senza nemmeno dover togliere o toccare le cuffie.

Unico neo, se qualcuno inizia a parlarvi senza che voi lo abbiate notato dovrà far ricorso ai gesti perché, specialmente se state ascoltando musica, forse non lo sentirete, prima di avergli risposto e aver attivato così la modalità trasparenza. In generale comunque, con Voice Detect attivato le Galaxy Buds Pro ridurranno automaticamente il volume di riproduzione quando rileveranno che state avendo una conversazione, anche se siete già in modalità ambient o off.

QUALCHE CAMBIAMENTO NEL DESIGN


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Anche lato design ci sono stati dei cambiamenti: nonostante il peso sia lo stesso, almeno per gli auricolari (6,3 g per auricolare; mentre la custodia 44,9 g), devo dire che – dopo un disorientamento iniziale dovuto all’assenza dell’aletta che, sia sulle Galaxy Buds Plus che sulle Google Pixel Buds 2, permette di incastrarle meglio nell’orecchio con una leggera rotazione – le ho trovate comode, anche se questa modifica riduce leggermente la tenuta quando, ad esempio, si scuote violentemente la testa. Rimane invece la finitura lucida degli auricolari, che personalmente apprezzo parecchio, e quella opaca del case, che resiste meglio ai graffi e all’usura.

La custodia è sempre un po’ bombata ma quadrata, simile a quella delle Buds Live, quindi alcuni la troveranno più comoda da tenere in tasca rispetto a quella delle Buds Plus che era più allungata. In sostanza ho usato le Buds Pro per diverse ore di seguito, e mi sembra facciano meno pressione all’ingresso del condotto uditivo rispetto alle precedenti. Tuttavia, come chiunque abbia mai provato delle cuffie in-ear saprà, si tratta di opinioni molto soggettive; a ognuno il suo orecchio.

Miglioramento anche per quanto riguarda la resistenza all’acqua, che è passata dall’IPX2 delle Buds Plus e delle Live all’IPX7 di queste Buds Pro, che implica una resistenza all’immersione fino a 1 metro. Vanno bene quindi anche per allenamenti intensi dove si suda molto, o sotto la pioggia; ovviamente, non è il caso invece di usarle per andare a farsi una nuotata.

Il numero di speaker e di microfoni rimane lo stesso, ma con qualche differenza strutturale. Uno dei due microfoni esterni è stato dotato di wind shield e di un rapporto segnale-rumore alto, per aiutare a privilegiare la voce rispetto al resto dei rumori e al vento. Sul lato interno degli auricolari si trovano di nuovo una presa d’aria, i sensori di prossimità, i pogo pin per la ricarica e un altro microfono in prossimità dello speaker.

AUDIO MIGLIORATO, VOLUME SORPRENDENTE


Samsung Galaxy Buds Pro con ANC: che qualit! | Recensione

Il che ci porta a una delle differenze principali, che è il suono. Le Buds Pro hanno un woofer da 11 mm e un tweeter da 6,5 mm che forniscono una qualità del suono sorprendente, con bassi pieni e alti cristallini: una resa piuttosto fedele, nel panorama delle true wireless in-ear.

Grazie a questa dotazione danno il meglio di sé per quanto riguarda la riproduzione musicale, e soprattutto riescono a raggiungere un volume massimo davvero alto: aggiungono come minimo un paio di tacche in più rispetto al volume massimo delle Buds Plus, delle Pixel Buds 2 e della media delle cuffie che ho provato ad oggi; al punto che il volume massimo per me risulta quasi fastidioso, e non riesco a tenerlo per molto tempo.

Altro punto a favore, già presente anche sulle Buds Plus, è la possibilità di scegliere la propria equalizzazione preferita tramite l’app, selezionandola tra le 6 preimpostate. Anche se non si parla di personalizzazione assoluta, è una buona risorsa, i cui effetti sono ben udibili durante l’ascolto.

Restando in materia di suono ma riferendosi alle chiamate, ho trovato migliorata la potenza e la stabilità della connessione bluetooth, che arriva agevolmente oltre i 20 metri (muri permettendo), mentre ad esempio il raggio delle Buds Plus si ferma intorno ai 15 metri. La qualità delle chiamate è in linea con le precedenti – quindi abbastanza buona, come potete sentire nel video, dove le ho confrontate con le AirPods Pro.

ARRIVANO BIXBY E AUSILIO ALL’UDITO, BUONA AUTONOMIA


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Tra le altre novità introdotte segnalo anche la presenza di Bixby, l’assistente Samsung, che è possibile evocare semplicemente con un comando vocale senza toccare alcunché, la modalità Gioco in Labs per una maggiore sincronia audio-video, e la possibilità di bilanciare l’audio tra auricolare destro e sinistro come ausilio a chi ha problemi di udito.

L’autonomia è davvero buona: per scaricarle ho dovuto impegnarmi parecchio, e ce l’ho fatta dopo un uso intenso e abbastanza continuativo, con attive tutte le opzioni più dispendiose in termini di energia come il Voice Detect e la cancellazione del rumore, dopo 8/9 ore.

Quindi, considerati anche i momenti in cui erano in standby, ma comunque fuori dalla custodia, direi che siamo in linea con quanto affermato dal produttore, che dichiarava 5 ore di riproduzione musicale e 4 di conversazione telefonica (con ANC) che arrivano a 18 ore totali con l’autonomia del case e 28 ore totali senza ANC. Presente la ricarica wireless e anche la quick charge, che permette di ottenere 1h di utilizzo con 5 minuti di ricarica.

STESSI COMANDI TOUCH, O QUASI


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I comandi touch invece restano gli stessi: un tocco per mettere in pausa o riprendere la riproduzione musicale; due tocchi per passare alla traccia successiva e rispondere/chiudere una chiamata o mettere in attesa nel caso dell’arrivo di una seconda chiamata; tre tocchi per tornare alla canzone precedente. Una pressione prolungata di 3 secondi per rendere le cuffie “visibili” per l’associazione Bluetooth con altri dispositivi (mentre per la prima volta, e tutte le successive, basta aprire il case perché siano rilevate).

Una pressione prolungata di 1 secondo permette di accedere a una funzione personalizzata scelta tramite app (che può essere l’apertura di Spotify, l’evocazione di Bixby, il passaggio da ANC a suono ambientale e viceversa o la regolazione del volume).

Tra tutte, la più utile per me era la regolazione del volume, così ho scelto quella, e in questo caso tenendo premuto l’auricolare destro si alza il volume, mentre la stessa azione sul sinistro ottiene l’effetto opposto.

Devo dire che però mi dispiace dover scegliere tra le due funzioni che più mi servirebbero, ovvero la gestione della cancellazione del rumore e la gestione del volume. Ricordo che invece sulle Buds Plus era stata introdotta una funzione sperimentale per regolare il volume toccando il bordo degli auricolari, aggiungendo così una possibilità.

SWITCH TRA DISPOSITIVI SOLO PER L’ECOSISTEMA


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Anche Samsung ha deciso di privilegiare il proprio ecosistema, riservando qualche funzione speciale a chi possiede dispositivi dello stesso marchio. Avviene così per l’auto switch, che permette di passare agilmente da un dispositivo all’altro, è disponibile solo se si tratta di dispositivi Galaxy, purché siano loggati con lo stesso Samsung Account e abbiano One UI 3.1 o successive.

Quindi, se state vedendo un film sul tablet e qualcuno vi chiama sullo smartphone, purché siano rispettate le condizioni menzionate sopra la sorgente audio diventerà direttamente lo smartphone, permettendovi di passare alla telefonata senza dover toccare alcuna impostazione sonora. Peccato per i dispositivi esterni all’ecosistema, per i quali bisogna selezionare manualmente la fonte.

Due parole anche sull’app: è la solita Galaxy Wearable, che aggiungerà automaticamente il plugin necessario per le Buds Pro non appena le rileverà. Sempre la stessa, con le differenze legate alle diverse funzionalità menzionate sopra, risulta utile, chiara e intuitiva. Presente anche l’opzione Smarthings Find che fa suonare le cuffie per ritrovarle e ne segnala anche l’ultima posizione rilevata.

La confezione contiene, oltre alle cuffie con la custodia, anche tre paia di gommini auricolari (S, M e L), un cavo usb type A / type C per la ricarica e una guida quick start.

PREZZO E CONCLUSIONI


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Le Buds Pro sono disponibili in tre varianti di colore – nere, argento e lilla – e vengono vendute a 229 euro. Un prezzo più alto rispetto alle cuffie Samsung true wireless precedenti (rimaste a listino), che tuttavia non è del tutto fuori luogo considerando che, con l’ANC e tutto quanto descritto sopra, si pongono in competizione con le altre top di gamma del settore.

Di certo sono molto complete ed è stato difficile trovare un vero punto debole se non quello già citato, utilizzando infatti le cuffiette sia per diletto sia per lavoro mi sarebbe piaciuta una maggior flessibilità nei passaggi tra più dispositivi (non necessariamente Galaxy). Daranno sicuramente filo da torcere a tutta la concorrenza, il livello di scontro si è ormai alzato tantissimo.

PRO E CONTRO

VIDEO

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